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Legislatura 16 - Risposta all'interrogazione n. 4-00418



Risposta all'interrogazione n. 4-00418
Fascicolo n.20

Risposta. - In primo luogo, si ritiene opportuno chiarire la natura giuridica dell’ENCI e delle funzioni istituzionali svolte dallo stesso.

In particolare, è importante sottolineare che l’ENCI è stato riconosciuto con regio decreto 13 giugno 1940, n. 1051, acquisendo personalità giuridica secondo il codice del 1865; è sottoposto alla vigilanza di questo Ministero ai sensi del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 1665 del 23 dicembre 1947; ai fini dell’individuazione degli enti inutili è stato considerato ente di “preesistente natura privatistica”.

Tale natura privatistica è stata affermata dalla Corte di cassazione, sezioni civili riunite, con sentenza n. 1404 del 2 marzo 1972. La personalità giuridica privata è stata sempre riconosciuta in occasione delle modifiche statutarie fino al 2000, avvenute prima con decreti del Presidente della Repubblica 20 aprile 1960, n. 553, e 8 giugno 1982, n. 693, e, da ultimo, con decreto ministeriale 24 aprile 2000, n. 20640. Con decreto ministeriale n. 21909 del 28 giugno 2006 è stato ratificato il nuovo regolamento di attuazione del predetto statuto.

Il fatto di gestire il libro genealogico del cane di razza non comporta mutamenti nella natura giuridica dell’ente, né, tantomeno, sottintende una delega di poteri pubblici da parte dello Stato, in quanto l’attività in parola non deriva dallo Stato, ma dai soci cinofili che hanno istituito il libro in questione, sopportandone i costi individuali per la selezione e collettivi per la gestione ed i servizi forniti dallo stesso ente. Infatti, il decreto legislativo n. 529 del 1992 afferma che i libri genealogici sono istituiti dalle associazioni nazionali di allevatori di specie e razza.

Le richieste approvazioni ministeriali, dell’istituzione del libro e dei disciplinari che ne regolano la tenuta, sono legate alla possibile rilevanza pubblica che l’attività in parola, che resta comunque privata, può rivestire per l’affidamento dei terzi sui documenti e le certificazioni che tale libro rilascia.

Trattandosi, quindi, di attività di rilevante interesse pubblico e non di attività pubblica, questo Ministero provvede ad approvare i disciplinari delle associazioni di allevatori (nel caso l’ENCI) che istituiscono e gestiscono libri genealogici (articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 529) e conseguentemente a vigilare sugli adempimenti previsti agli stessi disciplinari.

L’interrogazione segnala che da parte di alcuni soci dell’ENCI è stata lamentata l’inadeguatezza dell’ente stesso a gestire il ruolo istituzionale connesso con la gestione dei libri genealogici evidenziando presunte violazioni alle disposizioni del decreto legislativo n. 529 del 1992 (condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione degli animali di razza), dei decreti ministeriali applicativi (approvazione dei disciplinari e norme tecniche relativi al cane di razza), della legge n. 281 del 1991 sul benessere animale e delle norme regionali istitutive dell’anagrafe canina.

In relazione a ciò, si rileva che, per quanto concerne la tenuta e gestione del libro genealogico, le carenze segnalate negli anni precedenti risultano avviate verso il superamento.

L’interrogazione riferisce poi dell’iniziativa di un altro socio dell’ENCI, il quale, tramite un proprio professionista di fiducia, ha richiesto allo stesso ente chiarimenti a documenti riguardanti alcune voci del bilancio consuntivo 2007, le cui appostazioni apparirebbero, a detta del socio medesimo, palesemente irregolari e contrarie a qualsiasi principio contabile.

Va innanzitutto chiarito che per le associazioni con personalità giuridica, per quanto riguarda le scritture contabili, il controllo contabile, la formazione del bilancio e la sua approvazione, valgono le disposizioni recate dal decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6.

Lo statuto dell’ENCI per il controllo amministrativo-contabile prevede un Collegio dei sindaci revisori dei conti, di tre componenti (nel caso dell’ENCI tutti iscritti all’Albo dei revisori), che nel corso del 2007 ha effettuato le verifiche trimestrali ed il controllo della gestione. Il predetto Collegio riferisce all’assemblea sui risultati dell’esercizio sociale e sull’attività svolta nell’adempimento dei propri doveri e fa le osservazioni e le proposte in ordine al bilancio ed alla sua approvazione (art. 2429 del codice civile). I risultati di tali verifiche e controlli relativi all’esercizio 2007 sono riportati nell’apposito libro dei verbali; la relazione al bilancio consuntivo ha accompagnato il bilancio stesso alla approvazione dell’assemblea che si è tenuta il 19 aprile 2008.

La proposta del bilancio consuntivo 2007 è stata inviata con la comunicazione di indizione dell’assemblea a tutti i soci che si sono potuti liberamente esprimere in occasione dell’assemblea stessa che lo ha approvato, con il solo voto contrario del socio Veronesi. La proposta di bilancio consuntivo 2007, la relativa nota integrativa e la relazione del Collegio sindacale sono rimaste, inoltre, a disposizione dei soci, nella sede dell’ente, per i 15 giorni antecedenti l’assemblea. Il socio Veronesi non ha ritenuto di prendere visione di detta documentazione prima dell’assemblea. Le motivazioni per le quali l’ENCI ha ritenuto di non poter dar seguito all’istanza presentata dal dottor Macrì per conto del socio Veronesi si basano esclusivamente su presupposti di diritto. I soci hanno infatti diritto di esaminare i libri sociali obbligatori (libri dei soci, delle adunanze, delle assemblee, delle adunanze e delibere del Consiglio di amministrazione e delle adunanze e delibere del Collegio sindacale, eccetera) e di ottenere estratti a proprie spese (art. 2422 del codice civile), ma non documenti contabili come quelli riguardanti i creditori anche per evidenti ragioni di privacy.

In merito quindi alla richiesta di dettaglio dei crediti contenuti nel bilancio consuntivo 2007, l’ENCI ritiene che non sia giustificabile nei confronti degli associati e degli allevatori la divulgazione dei nominativi di tutti creditori dell’ENCI e della rispettiva entità dei crediti. Ciò in quanto si tratta di bilancio di una privata associazione, che peraltro è stato controllato ed approvato dagli organi preposti.

Per quanto riguarda “Altri crediti” nei confronti della struttura organizzativa, vengono illustrati i seguenti:

- 418.793,41 euro verso gruppi cinofili/delegazioni: l’importo si riferisce alle quote associative, servizi istituzionali, iscrizioni alle manifestazioni, diritti di omologazione assicurativi e materiali, proventi per diritti di segreteria e altri proventi. Nel rispetto della competenza di esercizio, vengono iscritti tutti i valori riscossi dalle delegazioni entro la data del 31 dicembre 2007 ed inviati all’ENCI nel corso dei primi mesi dell’esercizio 2008. Non vi è alcun problema di esigibilità.

- 30.365,39 euro di anticipazione a delegazioni: si tratta di anticipi ad alcune delegazioni per l’acquisto della sede sociale, delegazioni che secondo i termini stabiliti stanno provvedendo alla restituzione delle quote pattuite. Anche in questo caso non vi sono problemi circa l’esigibilità.

- 148.359,94 euro di crediti in conto anticipazione pratiche: si tratta di crediti in parte in sofferenza, come quelli di 100.762,27 euro riguardanti il gruppo cinofilo bolognese, ormai sciolto: vi è allo stato attuale una causa legale in corso nei riguardi dell’ex presidente per appropriazione indebita. Lo stesso dicasi del credito di 21.701 euro nei confronti del gruppo cinofilo romano, ormai sciolto, per il quale vi è una causa legale in corso contro l’ex presidente e l’intero Consiglio direttivo. Altri importi riguardano: per 14.037,78 euro il gruppo cinofilo di Latina (piano di rientro non rispettato, commissariamento del sodalizio e causa legale nei confronti degli amministratori); per 10.771 euro il gruppo cinofilo di Napoli (piano di rientro rispettato che scade il 30 ottobre 2009). Allo stato attuale i crediti in bilancio sono tutti esigibili, anche perché rispondono in solido gli amministratori dei gruppi cinofili sciolti o commissariati, e ciò fino a conclusione delle cause legali in corso.

Relativamente al “fondo svalutazione crediti” pari a 14.399 euro che, da quanto esposto nell’interrogazione, apparirebbe inadeguato per far fronte ai rischi dei crediti inesigibili, si ricorda che l’attivazione di tale voce di bilancio è suggerita a carattere prudenziale, ma non obbligatoria. Peraltro il patrimonio dell’ENCI, che si incrementa di anno in anno, è più che sufficiente a far fronte a esigenze di tal genere.

Relativamente, invece, alla richiesta del dettaglio dei crediti dell’ENCI vantati verso questo Ministero per un ammontare di 309.990 euro si riportano nel seguente schema gli elementi sui decreti ministeriali di approvazione delle attività, i contributi concessi, le liquidazioni effettuate e da effettuare:

numero

anno

decreto

contributo

importi erogati

da ricevere

oggetto

1

2004

d.m. 1032/Pr

del 25 lug. 2003

99.700 euro

94.712 euro

4.988 euro

attività O.Ci.M.

2

2005

d.m. 2796/Pr

del 27 dic. 2004

190.000 euro

94.998 euro

95.002 euro

attività O.Ci.M.

3

2006

d.m. 3457

del 29 set. 2005

60.000 euro

60.000 euro

attività marketing

4

2006

d.m. 23524

del 12 ott. 2005

150.000 euro

150.000 euro

adeguamento norme TC

TOTALI

499.700 euro

189.711 euro

309.990 euro

Il primo programma (attività O.Ci.M. 2003-2004) approvato con decreto ministeriale n. 1032/Pr del 25 luglio 2003 con la concessione di un contributo pari a 99.700 euro, prevedeva la realizzazione dei seguenti progetti:

1. “Esopo: Il cane per il bambino”

2. “Il cane nel mondo degli adolescenti”

3. “Analisi e valutazione delle caratteristiche comportamentali dei cani di razza”.

Detto contributo è stato pre-erogato, quale anticipazione del 50 per cento, per l’importo di 49,850 euro in data 9 gennaio 2004 e a seguito di domanda di liquidazione con allegata relazione sulle attività svolte e documentazione delle spese sostenute questo Ministero ha liquidato, in data 14 dicembre 2004, l’importo di 44.863,71 euro. La fidejussione a suo tempo richiesta è stata restituita il 18 dicembre 2007. L’ente si attende la liquidazione del contributo residuo di 4.987,58 euro, importo che secondo questa amministrazione costituisce invece economia non liquidabile. Tale fatto non è stato ancora notificato all’ENCI da parte di questo dicastero. Detto importo pertanto non può che continuare ad essere mantenuto in bilancio.

Il secondo programma (attività O.Ci.M. 2005) approvato con decreto ministeriale n. 2796/Pr del 27 dicembre 2004 con la concessione di un contributo di 190.000 euro, pre-erogato, quale anticipazione del 40 per cento, per l’importo di 94.998,71 euro in data 13 giugno 2006, prevedeva la realizzazione dei seguenti progetti:

1. “Conoscere l’Osservatorio cinologico”

2. “Dog-Parking”

3. “Il Cane sociale”;

4. “Il cane d’inverno patrocinio non oneroso”

5. “Contro l’abbandono”

A conclusione dell’attività l’ENCI ha presentato, il 4 dicembre 2006, domanda di liquidazione con allegato il rendiconto analitico delle spese sostenute per la realizzazione dei progetti. Il contributo residuo spettante è quantificato in 95.001,29 euro. È ancora in essere la fidejussione di 98.000 euro del 4 aprile 2005.

Il terzo programma (2006), è stato approvato con decreto ministeriale n. 3457 del 29 settembre 2005 con la concessione di un contributo di 60.000 euro per la realizzazione di un progetto pilota marketing.

L’ENCI, a completamento delle iniziative, ha chiesto la liquidazione dei costi sostenuti allegando la relazione tecnico-amministrativa delle iniziative svolte ed il rendiconto analitico delle spese sostenute. Anche questa richiesta di liquidazione è tuttora all’esame del competente Ufficio ministeriale, esame anch’esso più volte sollecitato dall’ENCI.

Infine con decreto ministeriale n. 23524 del 12 ottobre 2005 è stato concesso all’ENCI un contributo straordinario per l’ammontare di 150.000 euro per la realizzazione di attività istituzionali.

Lo stesso decreto prevedeva che l’erogazione fosse subordinata alla presentazione, da parte dell’ENCI, di un programma dettagliato sulle iniziative da realizzare.

L’ENCI solo in data 28 febbraio 2007 ha ritenuto opportuno provvedere congiuntamente alla presentazione sia della relazione atta ad illustrare le finalità delle iniziative prodotte, sia dell’apposito rendiconto analitico con la quantificazione dei costi sostenuti dal secondo semestre 2006 in poi. Tali iniziative riguardano:

1. pubblicazione del libro genealogico online;

2. gestione informatica riproduzione selezionata;

3. gestione informativa dei campioni biologici;

4. nuova modulistica raccolta dati.

Inoltre, si fa presente che questa amministrazione ha comunicato di non poter procedere all’approvazione del programma a sanatoria, invitando l’ENCI alla presentazione di un nuovo programma di iniziative che fossero straordinarie e non gestionali. Ad integrazione del progetto l’ENCI in data 5 aprile 2007 ha provveduto ad inoltrare un nuovo programma di iniziative sul quale questo dicastero non ha rilevato alcuna novità rispetto al precedente programma.

L’ENCI, visto lo straordinario impegno anche sulla questione legata all’anagrafe canina, si è riservata la possibilità di integrare ulteriormente tale progetto tenendo conto di questa ultima attività.

Tutti i contributi ministeriali richiesti e appostati nella voce “Altri crediti” del bilancio 2007 dell’ENCI, a seguito dell’esame da parte di questo Ministero della documentazione allegata alle domande di liquidazione, potranno essere confermati o decurtati in funzione dell’esito dell’esame medesimo. Solo in caso di mancato riconoscimento totale o parziale del contributo, le spese sostenute costituiranno per il bilancio dell’ente una sopravvenienza passiva.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
ZAIA

(4 dicembre 2008)