Risposta. - Premesso che sono in capo alla Regione Campania tutte le competenze relative all’attività estrattiva sia di miniera che di cava, si rappresenta quanto segue.
Il regio decreto n. 1443 del 1927 recante “Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere del Regno”, distingue la coltivazione di sostanze minerali e le energie del sottosuolo, industrialmente utilizzabili, in due categorie: miniere e cave.
Con riferimento alle argomentazioni degli interroganti, si sottolinea che la coltivazione di sostanze minerali, che rappresenta un’attività di estrazione di materiali non reintegrabili per cui la durata dei titoli di legittimazione mineraria sia di miniera che di cava, è comunque da considerarsi temporanea. Il periodo concesso per l’attività estrattiva può essere dettato in base: a) alla disponibilità del materiale, rapportando le quantità di riserve accertate, al sistema di coltivazione, alla fattibilità economica ed al profilo di produzione annuale; b) a problematiche di tipo ambientale in rapporto alla possibilità di recupero, riqualificazione o riutilizzo dei luoghi; c) al fabbisogno del materiale, rapportando la produzione delle singole attività estrattive a quella complessiva per tipologia di prodotto.
Le autorità competenti, attraverso la pianificazione, in questo caso regionale, di utilizzazione delle sostanze minerali (piani cave) programmano l’attività estrattiva individuando le varie aree idonee per tipologia di minerale con le relative quantità estraibili nonché le aree che nel tempo saranno soggette alla dismissione delle attività, al recupero ambientale, alla riqualificazione dei luoghi.
Anche nel Piano regionale per le attività estrattive (PRAE) della Regione Campania vengono individuate varie tipologie di aree estrattive divise in aree di crisi, zone critiche e zone altamente critiche, ove vengono poste misure stringenti per un’attività estrattiva funzionale all’attuazione degli interventi autorizzati o ad una dismissione controllata.
Inoltre nello stesso PRAE vengono previste le procedure per le eventuali riclassificazioni delle aree con la possibilità di prosecuzione dell’attività estrattiva per un periodo prestabilito e per la sua successiva dismissione.
Anche nel caso citato dagli interroganti, da elementi forniti dalla stessa Regione, risulta svolto un complesso iter istruttorio di seguito illustrato.
La Cementir Italia srl svolge attività estrattiva in una cava di calcare sita in località Laureto Pintime nei comuni di Caserta e Maddaloni, cui è annesso il predetto impianto di produzione di cemento. L’attività era stata autorizzata con decreto dirigenziale n. 13621 del 13 maggio 1997, ai sensi dell’art. 36 della legge regionale n. 54 del 1985.
Nell’ambito del PRAE, approvato con ordinanza n. 11/2006 del Commissario ad acta, la cava in oggetto, come detto dagli interroganti, ricade in una zona classificata come “zona critica - ZCR.C.1” e riclassificata in area di crisi con delibera della Giunta della Regione Campania n. 579 del 4 aprile 2007.
Il disposto normativo di cui all’art. 27 delle norme di attuazione del PRAE, che disciplina le attività ricadenti nelle aree di crisi, prevede la prosecuzione delle attività in essere per un periodo temporale variabile da 5 a 8 anni funzionale all’attuazione degli interventi autorizzati. Il progetto da autorizzare può prevedere anche superfici in ampliamento rispetto all’originario perimetro di cava, aventi estensione non superiore al 30 per cento di quella già assentita.
Lo stesso disposto normativo dell’art. 27, comma 4, prevede che la superficie in ampliamento possa essere individuata con soluzione di continuità qualora alla cava già autorizzata sia funzionalmente annesso un impianto dello stesso ciclo produttivo (cementificio) e localizzato in prossimità del sito di cava.
La Cementir Italia fece istanza per l’approvazione del progetto di coltivazione e recupero unitario finalizzato alla prosecuzione dell’attività estrattiva nella cava di calcare ricadente in area di crisi ed all’ampliamento della stessa attività estrattiva come previsto dall’art. 27 delle norme di attuazione del PRAE. Inoltre la società chiese l’applicazione dell’art. 10, comma 10, di tali norme in corrispondenza della stessa area di ampliamento, per una deroga ai limiti temporali previsti dal Piano per le attività in area di crisi.
Con nota prot. n. 8831 del 7 gennaio 2009 fu indetta la conferenza di servizi, volta all’acquisizione dei necessari pareri e/o nulla osta per l’approvazione del progetto.
Il progetto allegato all’istanza si articolava sostanzialmente in: 1) coltivazione e recupero ambientale di completamento della cava Vittoria ricadente nei comuni di Caserta e Maddaloni; 2) coltivazione e recupero ambientale in ampliamento con soluzione di continuità con un sito ricadente nel comune di Maddaloni, sul versante orientale della dorsale collinare di monte S. Michele; 3) riuso del sito di cava.
I lavori della conferenza dei servizi sono iniziati in data 10 febbraio 2009 e si sono conclusi il 14 dicembre 2010. A proposito dell’eccessiva durata dei lavori si precisa che all’epoca dell’indizione della conferenza la materia era regolamentata dall’art. 14-ter, commi 3 e 4, della legge n. 241 del 1990; inoltre si rammenta che, sino al 31 luglio 2010, non era applicabile la disciplina del silenzio-assenso in materia paesaggistica, cosa invece possibile grazie alla modifica introdotta all'art. 14-ter, comma 7, dal decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010.
Nel corso dei lavori è stato acquisito il parere positivo di compatibilità ambientale espresso dalla commissione VIA relativo alla progettualità presentata mentre si è constatato il perdurare del silenzio da parte della Soprintendenza competente.
In ottemperanza alla legge n. 241 del 1990 i lavori sono stati dichiarati conclusi con le seguenti determinazioni, che si riportano in modo estensivo:
«Il Presidente rammenta a tutti i presenti che oggetto dei lavori attualmente in corso nell'ambito della conferenza di servizi de qua è il progetto presentato dalla Cementir Italia Srl ai sensi dell’art. 27 delle N.d.A. del P.R.A.E. che comprende sia degli interventi di coltivazione e ricomposizione ambientale con inversione della attuale pendenza del piazzale della esistente cava Vittoria sia del progetto di coltivazione e ricomposizione ambientale nell'area richiesta in ampliamento con soluzione di continuità sul versante orientale della collina di San Michele.
Relativamente ai soli interventi a farsi sul piazzale di cava Vittoria, nella seduta di conferenza del 31/03/2009 sono stati acquisiti i pareri favorevoli degli Enti interessati si completano, in data odierna, con il parere favorevole in materia di V.I.A. reso dall'Autorità competente con nota prot. 993241 del 13/12/2010.
Per ciò che riguarda gli interventi sull'arco di ampliamento, il Presidente ricorda che l'originaria progettazione è stata ridotta a causa del regime vincolistico emerso nelle numerose sedute della conferenza di servizi e così come definito nella riunione del 18/12/2009. Tale ipotesi progettuale è caratterizzata da un'area di 9.67 ettari ricadente all'interno dell'originario sito in ampliamento, dal quale sono state escluse le aree interessate dai rimboschimento eseguito dall'Amministrazione Provinciale di Caserta (su cui lo stesso Ente ha espresso parere negativo all'intervento proposto) e le aree interessate dal livello di Rischio Idrogeologico R3 dell'Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania.
Nell'ambito dell'area oggetto dell'intervento proposto rientra anche una porzione interessata da incendi del 2001, costituente un lotto funzionale stralciabile dalla proposta progettuale relativa all'intera superficie, su cui le Amministrazioni competenti hanno già espresso parere negativo, confermato anche dal parere della Commissione V.I.A. già richiamato, e che pertanto risultano escluse dal progetto a farsi. Inoltre in merito alla tutela del patrimonio storico artistico, il Presidente rammenta che le aree de quibus non sono soggette a vincolo archeologico e/o architettonico così come precisato nella nota prot. 14234 del 03/11/2010 della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania e come risulta dal certificato di destinazione urbanistica depositato dal Comune di Maddaloni in sede di conferenza di servizi.
Sull'area restante, in sede di conferenza, gli Enti competenti hanno espresso i propri pareri, nulla osta e assensi comunque denominati:
- l'Amministrazione Provinciale di Caserta ha espresso parere favorevole con prescrizione, in merito al vincolo di cui all'art. 23 della R.L. n. 11/1996, visto il parere endoprocedimentale reso dallo S.T.A.P. Foreste con nota prot. n. 182431 del 01.03.2011;
- l'Autorità del Bacino Nord Occidentale della Campania, in merito alle aree sottoposte a perimetrazione a rischio idrogeologico, nella seduta del proprio Comitato Istituzionale del 23/07/2009, ha espresso parere favorevole approvando "la ridefinizione del perimetro di pericolosità dell'area in esame rimanendo a tutti gli effetti salvo ed impregiudicato fino all'adozione del P.A.I. quanto previsto dallo stesso";
- l'Amministrazione Comunale di Maddaloni, attraverso la propria Commissione Edilizia Integrata, ha espletato la propria attività istruttoria in materia di vincolo paesaggistico trasmettendone l’esito negativo alla competente Soprintendenza per l’espressione del proprio parere obbligatorio e vincolante. La Soprintendenza non ha espresso alcun parere.
Essendo pervenuto il parere in materia di V.I.A. ed essendo decorsi i tempi previsti dall'art. 14-ter co. 3 dello legge n. 241/1990 e ss.mm.ii. per la conclusione della conferenza, il Presidente dichiara chiusi i lavori della stessa.
A tal proposito, visti i pareri sopra indicati e preso atto della mancata espressione definitiva del proprio parere da parte della Soprintendenza competente sul vincolo paesaggistico relativamente al quale, ai sensi dell'art 14-ter della L. 241/1990 e ss.mm.ii., si ritiene acquisito l'assenso, ai sensi dell'art. 14-ter comma 6-bis della legge 241/1990 e ss.mm.ii., la conferenza di servizi si conclude con esito favorevole all'intervento proposto dalla Cementir Italia srl e consistente nel completamento degli interventi di coltivazione e ricomposizione ambientale sul piazzale della cava Vittoria, nei comuni di Caserta e Maddaloni e nel progetto di coltivazione e recupero ambientale per l’area in ampliamento sul versante est della collina di San Michele, nel comune di Maddaloni, ad esclusione dell'area percorsa da incendi».
Il progetto di ampliamento approvato riguarda una superficie pari a 4,22 ettari (il 22 per cento della superficie di ampliamento inizialmente proposta) e non prevede alcuna ipotesi di riuso produttivo.
Con specifico riferimento, infine, alla citata relazione prot. n. 2650 del 26 gennaio 2009 del dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Maddaloni, si riporta lo stralcio del verbale di conferenza dei servizi del 5 giugno 2009: «il Presidente ribadisce che il citato documento risulta già agli atti della Conferenza di servizi fin dalla prima riunione del 10/02/2009 e che, essendo allegato al verbale di quella seduta, è a conoscenza di tutte le Amministrazioni invitate a partecipare ai lavori per l'esame del progetto di cui all'oggetto. È altresì evidente che la valutazione negativa, espressa in conclusione della citata nota da parte dell'Arch. Pellegrino costituisce un parere endoprocedimentale ed è, di fatto, un atto interno dell'Amministrazione Comunale, essendo la stessa relazione indirizzata al Sindaco e ad alcuni Assessori. Pertanto, per quanto agli atti della conferenza, il citato documento a firma dell'Arch. Pellegrino non può essere assunto come parere negativo dell'Amministrazione Comunale se lo stesso non è confermato e depositato agli atti della conferenza dal rappresentante del Comune legittimato ad esprimere il parere di competenza ai sensi della legge 241/1990 e ss.mm.ii.».
Si ritiene, altresì, utile precisare che le attività di ricomposizione ambientale dell’esistente sito di cava Vittoria procedono in conformità a quanto riportato nei programmi di coltivazione ad oggi assentiti.
Il Sottosegretario di Stato per lo per lo sviluppo economico
SAGLIA