Legislatura 16 - Risposta all'interrogazione n. 4-00430



Risposta all'interrogazione n. 4-00430
Fascicolo n.38

Risposta. - In riferimento all’atto di sindacato ispettivo, concernente il riconoscimento dell’impronta digitale come firma per le persone con disabilità motoria che non possono contare, in particolare, sull’uso delle mani, si rappresenta quanto segue.

In primo luogo, nel premettere che la questione prospettata presenta profili prettamente tecnologici, si rappresenta che la disabilità motoria, come quella relativa ai non vedenti, connessa all’uso della firma digitale è stata più volte analizzata dal Centro nazionale per l’informatica della pubblica amministrazione che, sulla base dei risultati emersi dagli approfondimenti svolti al riguardo, ha ritenuto che l’utilizzo dell’impronta digitale non rappresenta la soluzione più idonea a superare le difficoltà connesse alla disabilità motoria ed, in particolare, all’impossibilità nell’uso delle mani.

L’utilizzo diretto dell’impronta digitale senza una smart card che costituisce il supporto per la firma digitale, è da ritenersi privo delle caratteristiche di necessaria sicurezza, in quanto l’impronta stessa è di facile riproducibilità, anche, quindi, a fini illeciti, mentre l’utilizzo dell’impronta associato ad una smart card offre più adeguati livelli di tutela.

Al momento, però, i certificatori di firma digitale non offrono prodotti che siano in grado di attivare le smart card tramite impronta digitale o riconoscimento vocale in luogo del PIN (numero di identificazione personale).

Tuttavia, esistono in commercio prodotti in grado di memorizzare il PIN, associandolo all’impronta digitale del titolare in modo da consentire l’utilizzo dell’impronta stessa per le eventuali successive attivazioni della smart card.

Per quanto riguarda i non vedenti e gli ipovedenti si evidenzia che il certificatore accreditato di firma digitale “Infocert” ha, recentemente, elaborato un’adeguata soluzione per la firma digitale dotata dei necessari requisiti di accessibilità (business key accessibile).

Al riguardo, si segnala che il primo dispositivo di tale tipo è stato fornito dalla Camera di commercio di Mantova il 27 febbraio 2009.

Infine, si ricorda che l’autenticazione in rete, attraverso smart card attivate con l’impronta digitale del titolare, è già in uso per applicazioni diverse dalla firma. In particolare, il Ministero della giustizia già utilizza la smart card AT (Carta multi-servizi) come tessera di riconoscimento.

Il Ministro per le le pari opportunità
CARFAGNA

(28 aprile 2009)