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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00553


Atto n. 1-00553

Pubblicato il 5 aprile 2016, nella seduta n. 603
Esame concluso nella seduta n. 606 dell'Assemblea (12/04/2016)

PANIZZA , ZELLER , LANIECE , LONGO Fausto Guilherme , ROMANO , CALEO , DALLA ZUANNA , LIUZZI , GAMBARO , PIGNEDOLI , SCALIA , VACCARI , VATTUONE , PUPPATO , CONTE , PAGLIARI , ORELLANA , FASIOLO

Il Senato,

premesso che:

le misure di agevolazione per la riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia degli edifici, a distanza di anni dalla loro entrata in vigore, non sembrano rappresentare un costo per le finanze pubbliche. Anzi, i calcoli effettuati dal Cresme evidenziano come l'applicazione degli ecobonus e delle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie abbiano generato, nell'intero periodo di riferimento, che va dal 1998 ad oggi, un gettito nettamente positivo per le finanze pubbliche;

di fronte al perdurare della crisi economica, gli investimenti in edilizia e in particolare nel risparmio energetico, nelle fonti rinnovabili, nell'innovazione e ricerca e, più in generale, nella green economy possono quindi rappresentare un'importante occasione per ridare slancio all'economia italiana, permettendo di coniugare l'obiettivo di maggiore competitività e modernizzazione del Paese, con la necessità di adottare modelli di sviluppo maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale;

l'efficienza energetica ha assunto negli anni una rilevanza sempre maggiore e costituisce la principale chiave di sviluppo per nuovi modelli operativi in un'economia globalizzata e, perciò, investire sul risparmio energetico negli edifici e su modelli di reti intelligenti, è fondamentale per lo sviluppo economico del Paese; tali investimenti dovrebbero essere maggiormente favoriti quando si riferiscono ad edifici ad alta valenza sociale (scuole e patrimonio di edilizia residenziale pubblica);

le misure di agevolazione per la riqualificazione energetica degli edifici e di ristrutturazione edilizia rappresentano un'operazione definita "win-win", ossia in grado di generare effetti positivi per tutti i soggetti coinvolti: Stato, imprese e cittadini contribuenti;

la stabilizzazione delle agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici rappresenta una scelta di politica industriale che incontrerebbe il favore sia del sistema economico sia dei contribuenti;

lo Stato, con il comma 87 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità per il 2016), ha voluto estendere le detrazioni per l'ecobonus del 65 per cento anche agli "Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati", riconoscendo l'importanza strategica e l'alta valenza sociale degli interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia effettuati sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica; peraltro, la formulazione utilizzata dal legislatore per indicare i soggetti che intervengono su detto patrimonio non indica (come invece è riportato ai successivi commi 89 e 90 in materia fiscale) anche gli enti aventi le stesse finalità sociali degli istituti autonomi per le case popolari, ma istituiti nella forma di società e rispondenti ai requisiti della legislazione della Comunità europea in materia di "in house providing" e costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013; la suddetta formulazione "monca" non può e non deve penalizzare soggetti che gestiscono e intervengono sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica per il mero fatto di essere istituiti in forma di società;

per quanto, in particolare, concerne il "conto termico", il sistema già prevede premialità per interventi globali sull'edificio e in caso di "deeper novation", ma sarebbe opportuno prevedere ulteriori premialità in caso di interventi su edifici storici o in caso di applicazione di protocolli energetico-ambientali, che non considerino solo la riduzione dei consumi energetici, ma anche, in senso più ampio, l'utilizzo di fonti rinnovabili di energia e il risparmio di altre risorse, quali ad esempio l'acqua o il terreno (ad esempio sistemi LEED, sistemi GBC o similari);

la normativa vigente prevede la possibilità di detrarre gli interessi per i mutui contratti per costruire o ristrutturare la prima casa solo nei casi previsti dalla lettera d) del comma 1 dell'articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457 (ora trasfuso nell'articolo 3 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380), ossia gli "interventi di ristrutturazione edilizia" rivolti a trasformare gli edifici, escludendo la lettera c), che prevede gli "interventi di restauro e risanamento conservativo", riservati ad esempio agli immobili vincolati, che sono quelli più costosi,

impegna il Governo:

1) a dare stabilità, a decorrere dall'anno 2016, all'agevolazione fiscale del 65 per cento prevista per la riqualificazione energetica degli edifici;

2) a ricomprendere, fra gli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, che possono usufruire dell'agevolazione fiscale del 65 per cento per le spese sostenute per interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica, anche gli enti aventi le stesse finalità sociali, istituiti nella forma di società e rispondenti ai requisiti della legislazione della Comunità europea in materia di "in house providing" e costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013;

3) a introdurre ulteriori premialità con riferimento al "conto termico" prevedendo che:

3.a) sia riconosciuto un extra-bonus del 5 per cento in caso di applicazione di certificazioni energetico-ambientali, ovvero certificazioni che non considerino solo la riduzione dei consumi energetici, ma anche, in senso più ampio, l'utilizzo di fonti rinnovabili di energia e il risparmio di altre risorse, quali ad esempio l'acqua o il terreno (ad esempio sistemi LEED, sistemi GBC o similari);

3.b) sia riconosciuto in ogni caso un extra-bonus del 5 per cento, qualora si intervenga su edifici storici;

4) ad accorciare i tempi di recupero dell'investimento, nel caso si attivino interventi in partenariato pubblico-privato, in particolare qualora si intervenga su edifici ad alta valenza sociale, quali edifici scolastici e patrimonio di edilizia residenziale pubblica; ad esempio, sempre con riferimento al "conto termico", a prevedere che l'anticipo di una annualità sia esteso a 2 annualità;

5) ad estendere il diritto alla detrazione degli interessi passivi sui mutui contratti per interventi di ristrutturazione o risanamento edilizio anche agli interventi di cui alla lettera c) del comma 1, dell'articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, trasfuso nell'articolo 3 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.