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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02526


Atto n. 3-02526 (in Commissione)

Pubblicato il 27 gennaio 2016, nella seduta n. 566
Svolto nella seduta n. 99 della 3ª Commissione (09/02/2016)

LUCIDI , BERTOROTTA , COTTI , MARTON , AIROLA , SANTANGELO , BUCCARELLA , DONNO , GAETTI , CIOFFI , FATTORI , CATALFO , SCIBONA , CIAMPOLILLO , BULGARELLI , BOTTICI - Ai Ministri della difesa e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. -

Premesso che:

il 13 gennaio 2016 il peschereccio italiano "Mina", mentre stava praticando la pesca del gambero in profondità, viene tratto in stato di fermo nel porto di Nizza, da una motovedetta della Gendarmerie maritime; la motivazione del fermo è lo sconfinamento dell'imbarcazione italiana in acque territoriali francesi;

dall'agenzia "Ansa" del 14 gennaio 2016 si apprende che il comandante del peschereccio avrebbe dichiarato: «Sono saliti a bordo e ci hanno chiesto con arroganza se nascondevamo armi. Anzi volevano che tirassimo fuori le armi. Poi hanno minacciato di metterci le manette e dopo aver preso il comando dell'imbarcazione ci hanno portati al porto di Nizza. (...) Eravamo in acque italiane (...) tanto è vero che lo scorso anno, nello stesso punto in cui ci trovavamo ieri, non ci è stato contestato nulla. (...) Da ieri sono fermo qui a Nizza, con i miei due membri di equipaggio e non ci dicono nulla. Da parte loro è stato un abuso di potere e un sequestro di persona avvenuto in acque italiane e noi abbiamo le prove per dimostrare che non era territorio francese. Perché è tutto registrato»;

il 16 gennaio le autorità francesi hanno motivato il fermo dichiarando che il "Mina" ha sconfinato nelle acque nazionali francesi, rese tali da un accordo bilaterale tra Italia e Francia, fatto a Caen il 21 marzo 2015, il quale ha modificato il confine marittimo di circa un miglio a favore della Francia;

il peschereccio sarebbe stato rilasciato a seguito del pagamento di una cauzione;

considerato che:

"Corsicaoggi" del 22 gennaio riporta che l'oggetto del trattato bilaterale sia una sorta di scambio territoriale, secondo il quale l'Italia cede la porzione di mare cosiddetta "fossa del cimitero", detta "la fossa dei gamberoni", in cambio delle secche tra la Capraia, l'Elba e la Corsica;

dal sito del Ministero della difesa si apprende che il 21 marzo 2015 si è svolto a Caen in Francia un incontro bilaterale denominato "Ministeriale 2+2 Esteri Difesa, Italia-Francia". Al vertice hanno preso parte il Ministro della difesa Pinotti con il suo omologo Jean-Yves Le Drian e i Ministri degli affari esteri di Francia e Italia, Laurent Fabius e Paolo Gentiloni Silveri;

risulta agli interroganti che il testo dell'accordo bilaterale non risulterebbe consultabile neppure nelle banche dati governative, così come non sarebbe stato ancora predisposto dal Governo il previsto disegno di legge di ratifica. Conseguentemente la legge di autorizzazione alla ratifica non è stata ancora approvata dal Parlamento italiano;

a giudizio degli interroganti, non essendo ancora in vigore il trattato bilaterale del 21 marzo 2015 le acque contese sono da considerarsi a tutti gli effetti acque italiane,

si chiede di sapere:

da chi sia stata pagata la cauzione per il rilascio del peschereccio italiano "Mina", in quanto sia consistito l'importo e in base a quale norma vigente sia stata applicata la sanzione;

quali siano i motivi per cui a valle del trattato nessuna delle istituzioni coinvolte, sia locali che nazionali che europee, sarebbe stata informata dell'accordo;

da chi sia stato firmato l'accordo bilaterale tra Italia e Francia e se i Ministri in indirizzo ne siano stati informati;

quale procedura sia stata seguita per la firma del trattato e se tale procedimento preveda l'inoltro di informative ai soggetti coinvolti;

se intendano intraprendere, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, una fase di audizione dei portatori di interesse in modo da recepire ed attuare quindi politiche corrette nel rispetto dei luoghi e dei cittadini;

se intendano avviare, per quanto di competenza, un processo di revisione delle procedure di firma e ratifica dei trattati internazionali, nonché delle modalità di informativa destinate ai soggetti coinvolti.