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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01819


Atto n. 3-01819 (in Commissione)

Pubblicato il 1 aprile 2015, nella seduta n. 421
Svolto nella seduta n. 234 della 12ª Commissione (14/05/2015)

SERRA , MORONESE , PUGLIA , TAVERNA , BULGARELLI , MANGILI , LEZZI , CASTALDI , MORRA - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

il nomenclatore tariffario è il documento emanato dal Ministero della salute, soggetto a periodico aggiornamento, con il quale si stabiliscono la tipologia e le modalità per la fornitura di protesi e ausili posti a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN). L'aggiornamento, nonostante la legge preveda che debba avvenire periodicamente, risale all'anno 1999; difatti, è ancora in vigore quello stabilito dal decreto ministeriale n. 332 del 27 agosto 1999, recante "Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell'ambito del Servizio sanitario nazionale: modalità di erogazione e tariffe". Si tratta di una vicenda annosa che, a parere degli interroganti, presenta svariate opacità e in merito alla quale sempre più persone disabili chiedono l'aggiornamento;

il regolamento si riferisce alle prestazioni di assistenza protesica che implicano l'erogazione dei dispositivi riportati nell'elenco, a ognuno dei quali è abbinato un codice in virtù del quale il Servizio sanitario nazionale individua il modello e il relativo costo. I modelli disponibili nel tariffario, attualmente, sono anacronistici, sia sotto il profilo tecnico sia sotto il profilo del reale valore sul mercato;

la legge prevede l'aggiornamento dell'elenco ogni 2 anni, in quanto la tecnologia è in continua evoluzione e la qualità di protesi e ausili migliora progressivamente; da qui nasce la necessità che il prontuario sia adeguato ai tempi, al fine di offrire ai disabili la migliore assistenza possibile e disponibile in un dato momento storico;

la tecnologia, infatti, è in continuo aggiornamento ed è in grado di produrre strumenti di supporto in grado di migliorare nettamente la vita quotidiana di chi ha necessità particolari. Altresì il mancato aggiornamento della lista contribuisce ad alimentare gli sprechi ad opera delle aziende sanitarie locali, già presenti nella spesa sanitaria. Risulta agli interroganti che il medesimo ausilio arrivi ad essere pagato anche il doppio rispetto al prezzo corrente di mercato. L'aggiornamento del prontuario risulta, quindi, necessario anche per esigenze di ottimizzazione e contenimento della spesa pubblica imposti dall'Unione europea;

considerato che:

negli ultimi anni il mancato aggiornamento del nomenclatore tariffario ha inciso negativamente sulla qualità della vita di molti disabili, alimentando, in base a quanto risulta agli interroganti, un mercato sommerso e clandestino, ove reperire le protesi e i presidi sanitari occorrenti a costi fuori mercato, ed incentivando, dunque, la vendita illecita dei prodotti sanitari senza alcuna garanzia e assicurazione per gli utenti finali. Tale situazione e tali mancanze hanno impedito a molti disabili di avere e godere della disponibilità degli ausili utili e necessari per migliorare i vari aspetti della loro vita quotidiana, dalla postura fisica fino alla comunicazione;

di recente il Governo ha affrontato il problema partendo dai profili non espressamente inerenti allo sviluppo di un sistema più funzionale (attraverso un accesso on line per esempio, facilitando, in tal modo, la conoscenza dei modelli di ausili ottenibili dal SSN), ma relativi alle modalità di svolgimento delle gare d'appalto per la fornitura degli ausili di serie, tralasciando, a parere degli interroganti, gli aspetti più sensibili e urgenti del problema;

nella relazione allegata alla bozza del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del marzo 2015 che definisce le modalità di erogazione dei dispositivi inclusi nell'assistenza protesica, è previsto che tutti gli ausili, con eccezione delle protesi e delle ortesi su misura, dovranno essere acquistati tramite gara. Tale modalità non garantisce ai disabili che necessitano di tali ausili di ottenere, in virtù delle indicazioni cliniche, i presidi, inclusi nell'elenco, più idonei che invece, in base a quanto risulta agli interroganti, vengono assicurati ai soli utenti che necessitano di ausili per stomia;

a parere degli interroganti, occorre adottare gli strumenti idonei e finalizzati a fornire ausili adeguati, garantendo, al contempo, il controllo della spesa pubblica ed il controllo della prestazione che viene fornita. Ciò potrebbe avvenire mediante la registrazione di ogni tipologia di ausilio in un repertorio di tutti i modelli utilizzabili con costi a carico del SSN, in modo che la scelta da operare sia chiara e condivisa tra medico prescrittore ed assistito;

considerato inoltre che:

riconoscere le reali esigenze di coloro che necessitano di speciali ausili nella vita quotidiana significa comprendere e interpretare le necessità particolari dei singoli, garantendo, in tal modo, un processo di vita indipendente. In caso contrario, coloro che devono soddisfare i propri bisogni con prodotti adeguati dovranno autonomamente fare ricorso al libero mercato, accollandosi i relativi costi, in spregio ai principi costituzionali sanciti dagli articoli 3 e 32 della Costituzione;

in Italia ci sono circa 3 milioni di disabili, la cifra aumenta se si computano anche coloro che hanno un apprezzabile livello di difficoltà; a tali somme si devono aggiungere i nuclei familiari che vivono e condividono le stesse vicende. A giudizio degli interroganti una soluzione definitiva e celere appare, ragionevolmente, non ulteriormente procrastinabile,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e, in particolare, della sussistenza di un mercato clandestino in cui risulti possibile reperire presidi sanitari a costi fuori mercato, senza alcuna assicurazione e garanzia ufficiale in ordine allo loro sicurezza e funzionalità;

se abbia adottato iniziative o intenda intervenire con provvedimenti di competenza per tutelare la salute delle persone coinvolte, anche in considerazione della loro particolare condizione di vita;

quali siano i motivi per cui non si propenda attualmente per un sistema, già vigente negli altri Paesi europei, che garantisca, a parità di spesa, la scelta diretta da parte delle persone disabili degli ausili disponibili sul mercato, erogabili con oneri a carico dello Stato, tra quelli più adatti alle varie problematiche sanitarie, fissando, per ogni categoria, un tetto massimo di spesa.