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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00425


Atto n. 2-00425 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 10 novembre 2016, nella seduta n. 721

URAS , DE PETRIS , MUSSINI , CAPACCHIONE , CARDINALI , FLORIS , LAI , ANGIONI , CUCCA , LUMIA , GUERRA , PETRAGLIA , FORNARO , CIRINNA' , LUCHERINI , BOCCHINO , DE CRISTOFARO , CAMPANELLA , GATTI , LO GIUDICE , BAROZZINO , CERVELLINI , BORIOLI , ALBANO , GINETTI , BATTISTA , VACCIANO , STEFANO , DE PIETRO , BENCINI , LANIECE , SIMEONI , BIGNAMI , ROMANI Maurizio , BONFRISCO , RICCHIUTI , MASTRANGELI , MOLINARI , LIUZZI , FILIPPI , FUCKSIA , CONTE , CHITI , PUPPATO - Ai Ministri per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, della giustizia e dell'interno. -

Premesso che:

la violenza verso le donne e in particolare la sua forma pił tragica, il cosiddetto femminicidio, per frequenza ed estensione del fenomeno, non possono pił essere considerati soltanto singoli eventi criminosi, ma rappresentano a tutti gli effetti un fenomeno sociale e culturale intollerabile;

il quotidiano susseguirsi di episodi, che seguono percorsi verso i pił tragici epiloghi, richiamano a responsabilitą tutte le funzioni pubbliche di verifica, controllo e intervento di pubblica sicurezza e concreta assistenza alle vittime;

in questo ambito, si registra ancora un'insufficienza del monitoraggio dei casi di violenza, a partire da quelli di gravitą tenue, fino ai pił drammatici;

tale monitoraggio, qualora fosse strutturato in modo efficiente, consentirebbe il preventivo intervento d'ufficio da parte di tutte le autoritą pubbliche coinvolte in materia sanitaria, dell'assistenza a sostegno alle vittime, della educazione ed istruzione infantile, della pubblica istruzione e della giustizia;

premesso inoltre che appare indispensabile una revisione e un potenziamento del coordinamento tra strutture locali, regionali e ministeriali competenti nei poteri di intervento pubblico a tutela della donne e a prevenzione degli atti di violenza di genere,

si chiede di conoscere:

se siano adeguatamente sostenuti a livello istituzionale ed economico i centri antiviolenza, presidio territoriale fondamentale nella lotta contro la violenza di genere e se corrisponda al vero che non tutte le Regioni abbiano correttamente rendicontato l'utilizzo delle disponibilitą finanziarie ad esse destinate;

quale sia lo stato degli strumenti posti in essere per il necessario monitoraggio delle situazioni di potenziale rischio e di quelli posti in essere per preservare l'incolumitą delle vittime di trascorsi episodi di violenza di genere;

quale sia la qualitą delle attivitą di coordinamento e intervento pubblico, ai fini di prevenzione degli atti di violenza all'interno della famiglia, in particolare quando siano perpetrati dal convivente contro le donne e i figli minori;

se i Ministri in indirizzo ritengano che tali strumenti di intervento non debbano essere supportati anche da azioni d'ufficio, in ragione dell'entitą dei rischi e a tutela dei minori coinvolti e in tal senso supportati con specifica norma di legge;

se, a tal fine, non debba essere organizzato un centro di monitoraggio delle situazioni a rischio in ambito giudiziario o delle funzioni di pubblica sicurezza territorialmente articolato su base regionale a direzione nazionale;

se, in ragione della frequenza insopportabile con cui si verificano casi di violenza di genere all'interno di coppie in via di separazione, soprattutto prima che sia intervenuto un provvedimento giudiziario a regolare le condizioni di separazione o affidamento dei figli minori, non sia opportuno predisporre normativamente nuovi strumenti di tutela, atti a prevenire tali forme di violenza e a garantire vita serena a tutti i componenti della famiglia.