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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02858


Atto n. 4-02858

Pubblicato il 16 ottobre 2014, nella seduta n. 333
Ritirato

MOLINARI , CASTALDI , DONNO , GAETTI , GIROTTO , MONTEVECCHI , SIMEONI - Ai Ministri dell'interno, della giustizia e dell'economia e delle finanze. -

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

la gravissima crisi economica in atto con la conseguente restrizione dei prestiti bancari (credit crunch), ha prodotto un nuovo fenomeno consistente nella proliferazione di nuove società (cosiddette predoni degli indebitati), che promettono di risolvere i problemi con le banche ed il fisco. Crescono, così, società di consulenza che garantiscono di risolvere i problemi dei debitori, ingannandoli con promesse che non possono mantenere. Una di queste è Agenzia debiti (che, invece di sanare, aggravava la situazione già critica di migliaia di persone), indagata dalla Procura di Milano, attivata da ripetute denunce penali dell'Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari) e dei cittadini ingannati, che procedeva ad arresti per i reati di bancarotta fraudolenta ed associazione a delinquere sulle attività delittuose di soggetti che promettevano di tagliare i debiti contratti con banche, finanziarie e fisco del 70 per cento, con un versamento iniziale di 390 euro e la firma di cambiali per migliaia di euro;

è in aumento l'operato di soggetti spregiudicati che si arricchiscono traendo vantaggi economici di milioni di euro, speculando sul bisogno con pubblicità allettanti, di per sé configurabili come attività delittuose, a danno della pubblica fede e dei debitori, già indeboliti, sotto il profilo psicologico, dalla situazione in cui versano rispetto a soggetti che promettono soluzioni miracolistiche per i loro problemi nei rapporti bancari, finanziari e fiscali;

dopo aver impedito il prosieguo dell'attività criminosa di Agenzia Debiti, Adusbef ha denunciato, ad alcune Procure della Repubblica e all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), SDL Centrostudi SpA, che si reclamizza come "una realtà capace di fornire supporto ad aziende e famiglie, attraverso una metodologia che comprende una prima fase, dedicata a predisporre check-up gratuiti su tutti i suoi prodotti/servizi offerti, al fine di ripristinare la correttezza dei rapporti tra il sistema finanziario/bancario e imprese e famiglie, laddove si siano manifestate asimmetrie informative, usura bancaria e/o vessazioni nei confronti delle aziende e dei privati, al fine di tutelare detti soggetti deboli da aggressioni economiche e giudiziarie. Ristabilendo quell'equilibrio per cui le banche, ora da un lato, e le imprese e le famiglie, dall'altro, riprendano a cooperare e a dialogare per lo sviluppo economico del Paese ed il benessere delle persone";

l'Agcm nel procedimento PB/783 del 9 luglio 2014 (aperto contro SDL-Centrostudi-consulenze legali, a seguito di una denuncia presentata il 9 aprile 2014 ad alcune Procure ed alla stessa Agcm), scriveva che SDL, svolgendo attività di debt agency, con particolare riferimento alla ristrutturazione dei debiti e di recupero crediti, nonché alla predisposizione di mezzi e servizi per conto di analisi e consulenze contabili, bancarie, finanziarie legali, assicurativi e servizi integrati alle imprese, avrebbe diffuso informazioni oscure in ordine all'attività di ristrutturazione del debito e di recupero crediti, nonché in ordine ad ulteriori servizi finanziari accessori offerti alle imprese in materia di perizia e consulenza contabile;

SDL, che si spaccia con la fuorviante qualifica di onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) rispetto alla propria natura giuridica ed ai servizi di consulenza finanziaria ed analisi contabili a pagamento, promette check-up gratuiti su tutti i suoi prodotti; servizi che in realtà sono a pagamento, con costi minimi di 1.575 euro, oltre al 25 per cento del valore che la società riesce ad ottenere dalle banche a seguito del recupero degli interessi passivi anatocistici e/o usurari e delle spese bancarie ingiustamente addebitate dall'istituto di credito;

l'Autorità, che dovrà concludere il procedimento entro il 9 dicembre 2014, sta indagando su tale fiorente business di SDL, il quale si regge su una rete di procacciatori (fatturato di circa 20 milioni di euro nel 2013). Il Centrostudi avrebbe esaminato negli ultimi due anni e mezzo circa 29.000 conti correnti intestati ad aziende scoprendo che il 90 per cento è afflitto da problemi di usura ed anatocismo e vanta di "essere entrato nelle carte di 9.845 imprese, prevalentemente dislocate tra Piemonte, Lombardia, Veneto e Toscana con il 90% dei conti che presentava usura e anatocismo, con le banche che non avevano diritto a percepire tra il 30% e il 70% di quanto prelevato dai conti";

considerato che, a quanto risulta agli interroganti:

una società, che si sarebbe rivolta ad SDL per risolvere i propri problemi con la banca di cui era correntista, avrebbe raccontato la seguente storia, probabilmente uguale a quella di molti altri clienti delle banche: nel 2006 la società avrebbe iniziato un rapporto di conto corrente con la Banca popolare di Milano (BPM), garantito da fideiussione personale dei soci. Dopo il protrarsi negli anni di numerose vessazioni da parte dell'istituto bancario i soci si sarebbero rivolti ad un legale che avrebbe presentato istanza di mediazione con BPM in seguito alla quale sarebbe stata fissata la data dell'incontro di mediazione a cui la banca non avrebbe partecipato. Conseguentemente, avendo ricevuto la pubblicità di Unione artigiani della provincia di Milano relativamente ad un accordo sottoscritto dalla stessa con un'azienda in grado di aiutare le persone in difficoltà con le banche (SDL Centrostudi SpA), i rappresentati della società in data 27 novembre 2012 si sarebbero recati presso la sede di Unione artigiani per incontrare il signor Renato Rebulaz, il quale avrebbe illustrato loro le anomalie riscontrate da SDL sul loro conto corrente e li avrebbe esortati a far controllare anche tutti i conti correnti relativi alla ditta, compresi quelli chiusi. I soci, il 7 gennaio 2013, avrebbero sottoscritto con il titolare della SDL, Serafino Di Loreto, il contratto, certi di essere nelle giuste mani e tranquillizzati dalle ricevute promesse di sicura vittoria in giudizio;

dopo una serie di avvenimenti ed esborso di somme ingenti, il 1° luglio 2014 sarebbe stata emessa sentenza di soccombenza dal giudice Antonella Cozzi, con motivazioni che implicano una totale responsabilità del lavoro peritale di SDL Centrostudi SpA: "l'atto di citazione riporta contestazioni generiche e si incentra sulla contestazione dell'usurarietà del tasso di interesse applicato dalla banca accertato mediante una perizia di parte, nella quale è precisato che non sono state considerate le condizioni economiche pattuite tra le parti ma unicamente gli estratti di conto corrente dal II trimestre 2006 al III trimestre 2012" e "La lacunosità della documentazione considerata dal perito di parte nell'elaborazione dei conteggi, inficia l'attendibilità della consulenza, che ricostruisce lo svolgimento del rapporto di conto corrente, sulla base di documentazione parziale, ignorando completamente il contratto e le relative pattuizioni e giungendo a risultati che, in presenza del contratto scritto, devono considerarsi arbitrari". Alla sentenza sono allegati altri 2 documenti di periti che relazionano sull'operato di SDL Centrostudi SpA e dei suoi consulenti esterni;

in data 16 luglio 2014 la documentazione relativa sarebbe stata regolarmente richiesta con mandato da alcuni avvocati per analizzare gli atti di causa e l'operato di SDL Centrostudi e della Blue Line Consulting (responsabile della perizia). SDL Centrostudi SpA sembrerebbe non aver risposto, a detta dei protagonisti della vicenda, a nessuna comunicazione scritta o richiesta telefonica e Serafino Di Loreto e Renato Rebulaz, suoi massimi responsabili, sarebbero scomparsi,

si chiede di sapere:

se ai Ministri in indirizzo risulti quanto sopra descritto;

se risponda a verità che SDL Centrostudi SpA lucri sulla buona fede di migliaia di piccoli e medi imprenditori vessati dalle banche promettendo check-up gratuiti sui propri prodotti, su cui in realtà la società addebita loro dei costi;

se corrisponda al vero che la struttura societaria di SDL sia analoga a quella di una "catena di Sant'Antonio" e che abbia arruolato centinaia di professionisti dispiegati sul territorio che fanno sottoscrivere onerosi contratti e dispendiose perizie econometriche che costano oltre 2.000 euro cadauna, con la promessa di vittorie certe nei tribunali;

se, nell'ambito delle rispettive competenze, ritengano fraudolenti i comportamenti di SDL Centrostudi SpA, anche alla luce della riportata esperienza vissuta da un'azienda che sarebbe stata circuita con la promessa di una vittoria giudiziale certa e che invece si sarebbe vista soccombere in giudizio;

quali iniziative, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano assumere al fine di mettere in atto le doverose attività di prevenzione, dirette ad impedire che tali soggetti societari, creati da individui senza scrupoli, conseguano ingenti profitti sulla pelle di imprenditori già vessati dal sistema bancario ed in evidente debolezza psicologica.