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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06555


Atto n. 4-06555

Pubblicato il 11 gennaio 2012, nella seduta n. 653
Risposta pubblicata

DE FEO , CALABRO' , DE GREGORIO , PONTONE , PARAVIA , CASTRO , POLI BORTONE , CASTIGLIONE , FLERES , FANTETTI , BIANCONI , SPADONI URBANI , COMPAGNA , LAURO , FLUTTERO , PICHETTO FRATIN , BALBONI , PICCIONI , GARAVAGLIA Mariapia , GRAMAZIO , ANDRIA , QUAGLIARIELLO , SIBILIA , CARDIELLO , NESPOLI , FASANO , ESPOSITO , BOLDI , CIARRAPICO , CALIGIURI , SBARBATI - Ai Ministri per i beni e le attività culturali, dello sviluppo economico e per il turismo e lo sport e per gli affari regionali. -

Premesso che:

il sito archeologico di Pompei e gli altri siti vesuviani nel giorno di Natale 2011 e nel giorno di Capodanno 2012 sono rimasti chiusi ai visitatori a causa del mancato accordo tra la Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei e le organizzazioni sindacali relativo alle modalità di apertura (orario e numero di addetti di personale) e al contenzioso su una serie di prestazioni arretrate non corrisposte dalla Soprintendenza;

le Organizzazioni sindacali in un proprio comunicato del 16 dicembre diffuso su Internetaffermano: «A rafforzare la decisione di chiusura, tra l'altro già prevista dall'ordinamento ministeriale, è stato anche il mancato pagamento del lavoro prestato lo scorso anno per garantire le aperture straordinarie delle aree archeologiche in occasione delle festività di Natale 2010 e Capodanno 2011, il mancato pagamento del progetto realizzato in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia» e la CISL sottolinea anche il mancato pagamento del lavoro prestato per conto del Comune di Pompei al fine di garantire la realizzazione delle visite serali "Le Lune di Pompei". La stessa CISL si era resa già disponibile a riaprire il tavolo di trattativa per assicurare le aperture straordinarie di Natale 2011 e Capodanno 2012 qualora anche l'amministrazione si fosse resa disponibile a riformulare la proposta di accordo seguendo gli stessi criteri dell'anno scorso, ampliando gli orari di aperture al pubblico e garantendo l'apertura di tutte le domus, prevedendo due turni per ogni giornata straordinaria di lavoro e lo stesso numero di personale coinvolto nei progetti negli anni precedenti;

già nel corso dell'incontro preliminare svolto a metà dicembre tra organizzazioni sindacali e rappresentanti della Soprintendenza, la CISL in una nota a verbale aveva segnalato le problematiche sia organizzative che retributive, invitando la Soprintendenza a riformulare i termini dell'accordo e a fornire garanzie circa il pagamento delle spettanze arretrate (stimate in circa 63.500 euro);

bisogna evidenziare che il sito archeologico di Pompei era rimasto aperto per le festività di Natale e Capodanno ininterrottamente dal 2005 riscuotendo un notevole gradimento per tale opportunità concessa ai turisti;

quest'anno il Ministero ha promosso l'apertura a titolo gratuito dei Musei e dei siti archeologici in tutta Italia ricevendo un'enorme adesione dalle strutture e un grande successo di pubblico, con un incremento delle visite di circa il 20 per cento;

mediamente ogni anno, nelle giornate delle festività natalizie, soprattutto se accompagnate da un'adeguata informazione e promozione nonché con la realizzazione di piccoli eventi culturali (come l'esibizione di giovani concertisti organizzata per il Natale 2010) nei siti archeologici vesuviani entrano circa 5.000 turisti determinando pertanto un incasso pari a circa 50.000 euro;

è stato accertato anche con una recente indagine statistica e demoscopica sul campo (svolta proprio nel periodo natalizio del 2009-2010 dall'Università di Salerno su incarico del Commissario) che circa l'80 per cento dei visitatori di Pompei, in questo periodo, non sono italiani e di questi oltre il 60 per cento non sono europei;

pertanto, da quest'indagine si è avuta la conferma, statisticamente e scientificamente certificata, che la maggior parte dei flussi turistici che interessano Pompei e gli altri siti archeologici vesuviani (mediamente circa 2.300.000 visitatori all'anno) provengono dal di fuori del nostro Paese con una tendenza alla forte crescita di flussi extraeuropei, e in particolare dall'oriente;

è del tutto evidente che tale tipologia di turismo ha bisogno di certezze e di affidabilità riguardo ai programmi (alberghi, ristoranti, trasporti, mete turistiche e culturali) da poter far svolgere ai propri clienti i cui tempi sono spesso e necessariamente rigidamente preordinati;

è altrettanto evidente che tale organizzazione, da parte dei tour operator, richiede la necessità di poter prenotare con un consistente anticipo lo svolgimento delle tappe del proprio viaggio ed avere certezze riguardo il rispetto del programma;

nella recente borsa del turismo che si è svolta a Londra, la Regione Campania ha visto crescere la richiesta di prenotazioni verso i propri siti di oltre il 12 per cento rispetto ai valori del 2011;

il quotidiano "Il Mattino" pochi giorni fa ha ospitato l'intervento di un visitatore del museo archeologico di Napoli che ha denunciato la situazione di assoluto abbandono in cui versa la struttura: più della metà delle sale chiuse al pubblico e nelle altre Sale scarsissima attività di vigilanza dovuta all'atteggiamento di totale disinteresse da parte del personale addetto;

è di questi giorni la notizia, riportata da diversi quotidiani, che la Soprintendenza intenderebbe reinterrare lo scavo del villaggio preistorico di Longola-Poggiomarino (Napoli) in quanto non avrebbe le risorse necessarie per garantire una sua corretta conservazione e manutenzione;

tale decisione ha provocato la giusta reazione delle istituzioni e degli enti territoriali (Sindaci, studiosi, comitati di cittadini) che hanno chiesto l'intervento diretto del Ministro contro l'atteggiamento della Soprintendente archeologica di Napoli e Pompei;

per circa 3 mesi i visitatori degli scavi di Pompei non hanno ricevuto, al momento del pagamento del biglietto di ingresso, nemmeno la piantina dell'area archeologica perché la Soprintendente non ha programmato per tempo, sebbene sollecitata più volte dai competenti uffici, nemmeno la ristampa di un adeguato numero di copie;

dal mese di settembre 2011 è stato chiuso il punto di Primo Soccorso interno all'area archeologica e gestito dalla Croce rossa, aperto ed allestito durante la gestione commissariale, privando così i visitatori di ogni forma di tutela ed assistenza in caso di necessità (giova ricordare che sono stati migliaia, e sempre puntuali e dettati da grande professionalità, gli interventi della Croce rossa per piccoli traumi, cadute ed escoriazioni, crisi cardiache e respiratorie realizzati nel corso dell'ultimo anno);

l'attuale Soprintendente speciale ha ricevuto l'incarico da oltre un anno;

il Soprintendente speciale di Napoli e Pompei, pur essendo inquadrato come dirigente di seconda fascia, in realtà percepisce una retribuzione pari a quella di un dirigente generale dello Stato;

nel corso di quest'anno, definito da molti osservatori come l'anno "orribile" per Pompei, si sono registrati crolli, mancanza di adeguati interventi di manutenzione e nessuna attività di promozione e valorizzazione del sito, tanto che il quotidiano "Corriere del Mezzogiorno" ha parlato di "gestione degli scavi ormai fuori controllo";

infatti non sono stati investiti i fondi per le attività di restauro e conservazione accumulando ingenti giacenze attive (secondo la stessa CISL e anche secondo il Ministero pari a circa 40 milioni di euro) e sono state chiuse o abbandonate le attività di promozione valorizzazione già intraprese di comune accordo tra Soprintendenza e Commissario (stagione teatrale con il San Carlo, le visite didattiche al cantiere dei Casti amanti e alla domus di Giulio Polibio, la mancata apertura del visitor centre presso l'ex Antiquarium e dello spazio dedicato ai bambini presso casina Pacifico, che vedevano coinvolte tra l'altro proprio la fondazione IDIS - Città della scienza della Regione Campania, solo per citare le principali;

tutti i principali e più autorevoli economisti del nostro Paese sostengono che il modello di sviluppo sostenibile per il Mezzogiorno d'Italia dovrebbe essere la realizzazione di politiche e di offerte condivise imperniate proprio sul turismo, i beni culturali, le qualità del paesaggio e quelle enogastronomiche;

come è noto, oltre alle risorse comunitarie destinate al progetto Pompei (105 milioni di euro) arriveranno nei prossimi 10 anni altri circa 200 milioni di euro, derivanti da un accordo con una cordata di imprese francesi, l'Unesco, la Regione Campania, l'Unione industriale di Napoli e il Ministero, destinate allo sviluppo dei servizi nell'area,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga gravissimo che, vista la situazione economica del Paese (che questo Governo in particolare è chiamato ad affrontare) e il potenziale turistico rappresentato da Pompei, la Soprintendente non sia stata in grado di garantire il raggiungimento di un accordo sindacale finalizzato all'apertura degli scavi per Natale e Capodanno, determinando in questo modo un ulteriore gravissimo danno in termini di credibilità e affidabilità soprattutto nei confronti del sistema turistico nazionale e internazionale;

come valuti il fatto che il Soprintendente di Napoli e Pompei, di fronte ad ogni problema, continui ad invocare la carenza di risorse, vecchia bugia utilizzata anche da qualche suo predecessore e puntualmente smascherata dai bilanci e dagli accertamenti ministeriali, viste le giacenze attive di oltre 40 milioni di euro presenti nelle sue casse, oltre ai circa 20 milioni di euro derivanti dagli introiti della biglietteria per il 2011;

se sia a conoscenza dei motivi per i quali, nel corso di un intero anno dal suo insediamento, la Soprintendente non abbia trovato il tempo e il modo per affrontare le questioni riguardanti le spettanze pregresse (63.000 euro che sarebbero stati compensati facilmente dall'apertura a pagamento dei siti e non abbia neanche trovato, d'intesa con le organizzazioni sindacali, le adeguate soluzioni;

se il Ministro per i beni e le attività culturali e l'amministrazione, in particolare la Direzione generale per le antichità e la Direzione generale per la valorizzazione, fossero a conoscenza di tale situazione e quali azioni abbiano intrapreso per evitare la chiusura degli scavi;

poiché una parte della retribuzione dei dirigenti generali dello Stato è determinata dal raggiungimento degli obiettivi fissati dall'amministrazione, quali siano gli obiettivi fissati dal Ministero per la Soprintendente di Napoli e Pompei e se essi siano stati raggiunti;

quale sia stata l'attività reale svolta dal Soprintendente nel corso del 2011, visti i risultati disastrosi sia in termini di tutela che di promozione e valorizzazione;

se appaia adeguato all'incarico affidatole e per il quale viene regolarmente retribuita (cioè quello di dirigente generale dello Stato) gli atteggiamenti e le conseguenti dichiarazioni della Soprintendente che di fronte ad ogni problema o lamenta la carenza di risorse ovvero attribuisce ad altri le responsabilità (condizioni atmosferiche, predecessori, sindacati), senza di fatto mai esercitare quella funzione di direttore generale (cioè di quella figura apicale dell'amministrazione che di fronte ai problemi compie le analisi del caso ed attua le decisioni volte a risolverli) per la quale però ricevere un'adeguata retribuzione;

come intenda affrontare e risolvere le questioni legate alla gestione del museo archeologico di Napoli e al sito preistorico di Longola-Poggiomarino;

se e come intenda davvero garantire che le aree archeologiche di Pompei e degli altri siti vesuviani entrino a far parte di un sistema virtuoso di offerta integrata di turismo, qualità del territorio ed eccellenze enogastronomiche, d'intesa con le istituzioni locali a cominciare dalla Regione e le organizzazioni delle forze produttive, in grado di realizzare un modello di sviluppo economicamente sostenibile;

come intenda realizzare un'autentica cabina di regia (invocata anche dal Presidente del Consiglio superiore dei beni culturali) che abbia il ruolo di garantire l'efficace utilizzazione sia dei Fondi dell'Unione europea che quelli derivanti dall'accordo con le imprese francesi;

se infine non ritenga ormai improcrastinabile procedere (come ormai da tempo chiedono la maggioranza anche delle organizzazioni sindacali) alla costituzione di una Soprintendenza speciale autonoma per Pompei e i siti vesuviani, guidata da personalità e da un sistema di governance in grado di affrontare efficacemente le enormi sfide che quei siti attendono e le ipotesi di sviluppo del territorio.