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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00452


Atto n. 1-00452 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 26 luglio 2011, nella seduta n. 587
Esame concluso nella seduta n. 642 dell'Assemblea (06/12/2011)

BIANCONI , MARINI , ADRAGNA , GASPARRI , FINOCCHIARO , QUAGLIARIELLO , RUTELLI , D'ALIA , BELISARIO , BRICOLO , VIESPOLI , BOLDI , VITALI , CARRARA , TREU , SCARPA BONAZZA BUORA , ZANOLETTI , TOFANI , ADERENTI , PISCITELLI , BALBONI , VALLARDI , VACCARI , DIVINA , MARAVENTANO , MAZZATORTA , VALLI , MONTANI , RIZZI , PITTONI , MURA , BONFRISCO , SANCIU , ZANETTA , LEONI , CONTINI , DIGILIO , FOSSON , BODEGA , GALLO , FILIPPI Alberto , MONTI , SANTINI , DE FEO , SERAFINI Giancarlo , PASTORE , GRILLO , BALDINI , POLI BORTONE , BAIO , CASTRO , DI STEFANO , BIANCHI , LICASTRO SCARDINO , DE ECCHER , FOLLINI , ASTORE , INCOSTANTE , PAPANIA , ZANDA , FRANCO Vittoria , LUMIA , RUSCONI , FISTAROL , PERTOLDI , LEGNINI , GIAMBRONE , DI NARDO , D'ALI'

Il Senato,

premesso che:

a tre anni dalla riforma dell'organizzazione comune di mercato (OCM) nel settore vinicolo, le imprese hanno dimostrato grandi capacità di reazione e adattamento ai mutamenti di mercato, nonostante la crisi economica. In questo quadro, però, si inserisce la concorrenza sleale di alcuni Paesi europei, che si avvalgono di pratiche fraudolente per produrre a basso costo;

le nuove regole sulla protezione dei vini DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica tipica), gli obblighi legati alla certificazione dei vini alla luce del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 2 novembre 2010, recante "Approvazione dello schema di piano dei controlli", nonché la nuova disciplina sull'etichettatura dei vini con le novità introdotte dal decreto legislativo n. 61 del 2010 anche in ordine ai meccanismi di classificazione dei vini e di utilizzo delle menzioni tradizionali prospettano scenari futuri che non rassicurano i nostri produttori;

le recenti e più severe norme sulle indicazioni da inserire nelle etichette degli alimenti approvate il 6 luglio 2011 dal Parlamento europeo riunito in seduta plenaria a Strasburgo impongono agli operatori del settore l'obbligo di adeguarsi entro tre anni dall'entrata in vigore della normativa;

con riferimento specifico all'olio d'oliva, nel febbraio 2010 la Commissione europea ha apportato una modifica al regolamento sulle caratteristiche e i metodi di analisi degli oli di oliva e degli oli di sansa d'oliva, che inasprisce e affina i controlli sulla presenza dei cosiddetti "oli deodorati" negli oli "normali", poi spacciati e venduti illegalmente per oli di frantoio (regolamento (CE) n. 61/2011);

con questo provvedimento normativo l'Unione europea ha preso atto dell'esistenza di un problema di sofisticazione, muovendosi in una direttrice volta a fare chiarezza sulle zone d'ombra di una certa olivicoltura che nulla ha a che fare con l'alta qualità e che fino ad oggi ha inquinato il mercato dell'origine certa del prodotto made in Italy;

negli ultimi anni sta emergendo sempre più l'esigenza da parte del consumatore di conoscere l'origine e l'autenticità dei prodotti agro-alimentari acquistati. La difficoltà principale, per chi vuole assicurare la tracciabilità, sta nell'individuare una proprietà del prodotto che lo identifichi in maniera inequivocabile lungo tutta la filiera agro-alimentare e che risulti affidabile e di semplice identificazione: una sorta di DNA del prodotto, in quanto l'informazione in esso contenuta lo contraddistingue univocamente e non può essere modificata durante i processi di lavorazione, a differenza delle caratteristiche qualitative su cui si basavano le tradizionali identificazioni varietali,

impegna il Governo:

a continuare ad attivarsi, con determinazione, presso tutte le sedi comunitarie affinché vengano privilegiate la qualità e le tipicità del vino italiano e sia tutelato il lavoro dei produttori vinicoli, scongiurando l'introduzione di sistemi produttivi che abbiano come effetto il livellamento dei gusti verso il basso;

ad adoperarsi, in accordo con gli altri Paesi che, come l'Italia, hanno interesse a salvaguardare la vitivinicoltura di qualità, per ridiscutere le normative europee che prevedono, a partire dal 2015, la liberalizzazione degli impianti dei vigneti e per mantenere l'attuale regolamentazione che assicura un giusto equilibrio tra la tutela dell'esistente e le esigenze di mercato;

a consentire ai produttori di olio d'oliva di operare all'interno di un sistema in cui risulti più flessibile promuovere la migliore produzione delle aziende olivicole che aderiscono al consorzio "I.O.O.% qualità italiana", il consorzio del vero olio extra vergine di oliva prodotto in Italia, con programmi di promozione sui mercati esteri;

ad incrementare le misure di sostegno al comparto produttivo del vino e dell'olio, anche in vista della revisione dell'OCM vino, prevista per il 2015;

a promuovere sul mercato la qualità e l'originalità delle eccellenze enogastronomiche italiane e valorizzarle anche dal punto di vista territoriale e agrituristico, con azioni strategiche da parte delle istituzioni nazionali e locali che coinvolgano anche i singoli produttori, garantendo la creazione di una filiera "virtuosa", in modo da rendere più competitivi i prodotti vitivinicoli e olivicoli italiani.