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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04928


Atto n. 4-04928

Pubblicato il 5 aprile 2011
Seduta n. 533

FERRANTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

si è registrato un ennesimo tragico bilancio nell'ultimo weekend nelle carceri italiane: due detenuti sono morti e altri due sono in fin di vita. In tre casi si è trattato certamente di suicidi. Lo evidenzia, in una nota del 4 aprile 2011, l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere spiegando che da inizio anno sono già 37 i detenuti morti nelle carceri italiane, di cui 15 per suicidio, 17 per "cause naturali" e 7 per "cause da accertare''. Gli ultimi quattro casi del weekend hanno riguardato 'Mehedi Kadi, algerino 39enne, che si è impiccato nella Casa di reclusione "Due Palazzi" di Padova; Mario Germani, 29 anni, che il 2 aprile 2011 ha tentato di suicidarsi nella sua cella del carcere di "Mammagialla" a Viterbo; Mario Coldesina, 42 anni, morto in cella il 2 aprile 2011 nella casa circondariale di Novara (secondo i primi accertamenti medico-legali il decesso è avvenuto per soffocamento); infine, a Bari, Carlo Saturno, 22 anni, di Manduria (Taranto), che si è impiccato in cella e ora versa in condizioni disperate nella rianimazione del policlinico;

se si entra ancora di più nel dettaglio di queste "morti annunciate" dei 37 detenuti morti nelle carceri italiane, la loro età media era di 37 anni, 12 erano stranieri e 25 italiani; la sola donna si chiamava Loredana Berlingeri ed aveva 44 anni, è morta per "cause naturali" il 18 marzo 2011 nel carcere di Reggio Calabria;

è importante evidenziare che negli ultimi 13 mesi nell'istituto di pena padovano "Due Palazzi" sono morti cinque detenuti, di cui quattro per suicidio tramite impiccagione; nel carcere di Viterbo il 2008 fu l'anno più "nero", con tre suicidi ed una morte per cause "da accertare" mentre i detenuti presenti attualmente nelle 14 carceri del Lazio sono 6.531, per la prima volta in assoluto oltre quota 6.500, come denunciato in una nota del Garante regionale per i diritti dei detenuti;

nelle carceri italiane, alla luce di quanto sta accadendo in questi ultimi anni, si può affermare, senza paura di smentita, che ormai è in corso una drammatica e inesorabile strage silenziosa;

a questo punto non è più differibile, oltre alla realizzazione di nuove strutture carcerarie, l'avvio immediato di un piano per la riduzione dell'affollamento delle carceri e il ricorso, ove possibile, a pene alternative;

per far fronte a quella che è una vera e propria emergenza c'è bisogno di fondi adeguati e volontà politica, di certo non di un piano carceri che si intende realizzare in spregio alle procedure ordinarie, e al cui annuncio non ha poi comunque seguito alcun intervento concreto;

l'interrogante ha già presentato 11 atti di sindacato ispettivo (3-01079, 4-02449, 4-02254, 4-02496, 4-02584, 4-02781, 4-02920, 4-02974, 4-03616, 4-03801 e 4-04299) firmato una mozione (1-00227), nei quali si denuncia, ormai da troppi mesi, oltre all'assordante silenzio del Presidente del Consiglio dei ministri, lo stato di degrado, di mancanza di diritti umani e di suicidi sospetti nelle carceri e nei Centri di identificazione ed espulsione (CIE) italiani e nei quali si chiede quanti suicidi ancora debbano avvenire affinché il Presidente del Consiglio dei ministri si decida a riferire sulla reale consistenza del fenomeno delle morti in carcere e nei CIE, in modo che possano essere concretamente distinti i suicidi dalle morti per cause naturali e da quelle, invece, avvenute per cause sospette,

si chiede di conoscere:

se il Governo non intenda urgentemente attuare iniziative di competenza per supportare e sostenere concretamente, anche attraverso l'avvio di un'indagine, l'individuazione delle eventuali responsabilità nella morte dei due detenuti;

se non si ritenga ormai indifferibile riferire sulla reale consistenza del fenomeno delle morti in carcere e nei CIE, in modo che possano essere concretamente distinti i suicidi dalle morti per cause naturali e da quelle, invece, avvenute per cause sospette;

se non si ritenga necessaria e indifferibile, proprio per garantire i diritti fondamentali delle persone, la creazione di un osservatorio per il monitoraggio delle morti che avvengono in situazioni di privazione o limitazione della libertà personale anche al di fuori del sistema penitenziario, osservatorio in cui siano presenti anche le associazioni per i diritti dei detenuti e degli immigrati;

se non si intenda immediatamente stanziare fondi per migliorare la vita degli agenti penitenziari e dei detenuti in modo che il carcere non sia solo un luogo di espiazione e di dannazione, ma diventi soprattutto un luogo in cui i detenuti, attraverso la promozione di attività culturali, lavorative e sociali, possano avviare un percorso concreto per essere reinseriti a pieno titolo nella società;

se non sia indispensabile e urgente ricorrere a forme di pene alternative per garantire un'immediata riduzione dell'affollamento delle carceri italiane;

se non si ritenga che la garanzia dei diritti fondamentali della persona all'interno delle carceri e dei CIE sia ormai messa in dubbio e che non si siano garantiti i diritti fondamentali della persona.