Premesso che:
risulta all'interrogante che, ad oltre un anno dalla data di entrata in vigore del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, il cui articolo 20 ha attribuito all'INPS nuovi compiti per il riconoscimento di invalidità civile, handicap e disabilità, si registrano ancora gravissime inefficienze che stanno provocando disagi a persone già drammaticamente colpite, costrette ad aspettare mesi e mesi prima di vedere riconosciuti i loro diritti;
l'INPS si era impegnato a non superare il periodo di 120 giorni per concludere l'iter amministrativo delle domande ed aveva annunciato l'utilizzo di una procedura informatica innovativa, che avrebbe consentito di rendere più rapido lo scambio di informazioni tra i diversi Enti coinvolti;
la realtà di oggi sta dimostrando che l'Istituto non ha saputo raggiungere i suoi obiettivi: si sta procedendo a rilento, con gravi ricadute sul piano dei diritti, anche nel caso di persone affette da patologie oncologiche, particolarmente tutelate dalla legge;
i dati forniti dall'INPS stesso confermerebbero questa situazione, dato che su 1.821.842 domande pervenute all'Istituto nel corso del 2010, ne sarebbero state evase solo 459.000 (pari a un quarto del totale), cifra che comprenderebbe anche una quota di domande presentate negli ultimi mesi del 2009;
considerato che secondo quanto denunciato anche dalle organizzazioni sindacali:
a) le cause di tale situazione sarebbero da individuare nel blocco della liquidazione delle domande presentate dopo il 31 maggio 2010 e nell'accentramento a Roma, presso la Commissione medica superiore nazionale, di tutti i verbali delle visite sanitarie effettuate da ottobre;
b) l'Istituto non avrebbe favorito la collaborazione con le Aziende sanitarie locali, e le sue procedure informatiche, non sperimentate, hanno ostacolato il lavoro di tutela dei patronati;
c) i patronati che hanno presentato le pratiche per il riconoscimento dell'invalidità civile, dell'handicap o della disabilità, infatti, non verrebbero messi in condizione di seguire l'iter della domanda, di informare i propri assistiti, di svolgere il ruolo sociale che la legge attribuisce loro poiché le sedi territoriali dell'INPS non sarebbero in grado di fornire nessuna informazione;
d) in presenza di handicap, pur in situazioni di gravità, le Commissioni Asl non consegnerebbero i "verbali provvisori", impedendo alle lavoratrici e ai lavoratori di beneficiare dei permessi e dei congedi previsti dalle leggi, senza possibilità di recuperarli;
Inca, Inas, Ital e Acli hanno già minacciato la presentazione di migliaia di ricorsi legali "per far rispettare il diritto dei cittadini all'assistenza, come sancito dalla Costituzione (artt. 3 e 38), per mantenere gli impegni assunti con il mandato di patrocinio stabiliti dalla legge, per onorare il ruolo sociale a loro attribuito dalla legge e confermato dalla Corte costituzionale (sentenza n. 42 del 2000)",
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza di quanto sopra esposto;
quali azioni concrete, pur nella doverosa attività di contrasto alla pratica delle false attestazioni di invalidità, il Governo intenda porre in essere per risolvere l'attuale situazione e garantire i diritti di tutti i veri invalidi, dei portatori di handicap, dei disabili, dei malati oncologici e delle loro famiglie.