Premesso che:
nel 1998 l'Unione europea (UE) decise di iniziare i negoziati per l'inclusione del settore greco dell'isola di Cipro e nel 1999 la Grecia tolse il suo veto all'ingresso della Turchia nell'UE fornendo aiuti al Governo turco in seguito a un devastante terremoto, segnando così un cambiamento del clima politico relativo alla questione di Cipro;
nel 2000 ripresero, almeno formalmente, i negoziati tra i rappresentanti delle due comunità Klerides (greca) e Denktash (turca) nell'ambito dell'ONU, coi greco-ciprioti che sostenevano una federazione riunificata mentre i turcociprioti ne volevano una basata su uguale sovranità;
nel 2001 la Turchia tolse il veto, pur ponendo alcune condizioni, all'accordo tra l'UE e la NATO, rendendo possibile a Klerides di attraversare la "linea verde" che separa Nicosia per andare a incontrare Denktash nella parte nord;
nel 2002 l'UE, in mancanza di un accordo interno a Cipro, sembrò nuovamente disposta ad accettare il solo settore greco, e Klerides e Denktash ripresero i negoziati quindi con la mediazione dell'ONU allo scopo di entrare nell'UE;
alla fine del 2002 il segretario generale dell'ONU Kofi Annan presentò un piano di pace che proponeva una federazione governata a rotazione;
nel 2003 Tassos Papadopoulos fu eletto nel settore greco e poche settimane dopo scadde il termine stabilito dall'ONU per raggiungere un accordo. Nello stesso anno Kofi Annan ammise che il suo piano di soluzione consensuale era fallito, ma insistette affinché venisse messo ai voti;
sempre nel 2003, malgrado lo stallo negoziale, per la prima volta dopo tre decenni, turchi e greco-ciprioti attraversarono la "linea verde" che divideva il Paese;
in due referendum paralleli nell'aprile 2004 i greco-ciprioti respinsero un piano ONU per la riunificazione dell'isola, mentre i turco-ciprioti lo accettarono;
il 1° maggio Cipro divenne, insieme ad altri nove Paesi, membro a pieno titolo dell'UE, ma solo la parte greca ottenne i benefici dell'appartenenza;
in dicembre 2004 Ankara dichiarò che avrebbe riconosciuto Cipro quale membro dell'UE prima dell'inizio dei negoziati per il proprio ingresso nell'Unione, programmati per l'ottobre 2005;
a seguito del risultato del referendum la Commissione europea promise di avviare progressivamente una serie di aiuti volti a bilanciare l'isolamento economico della parte nord dell'isola e tra questi vi era anche la promessa di un accordo di commercio diretto tra gli Stati membri dell'UE e Cipro nord;
nell'aprile 2005 Mehmet Ali Talat fu eletto presidente turcocipriota. In maggio, il Governo greco-cipriota e alcuni funzionari dell'ONU ripresero a parlare della possibilità di un nuovo accordo di pace. Nel giugno di quell'anno, il Parlamento cipriota approvò la bozza della Costituzione europea;
nel marzo 2006, nonostante gli impegni assunti, Ankara non aveva ancora riconosciuto Cipro quale membro dell'UE e manteneva truppe nella Repubblica turca di Cipro del Nord (RTCN). I negoziati per l'ingresso della Turchia proseguivano, mentre i caschi blu pattugliavano la "linea verde";
durante gli ultimi cinque anni le parti, seppure a fasi alterne e con risultati non sempre soddisfacenti per entrambi, hanno mantenuto vivi i contatti volti alla ricerca di una soluzione onnicomprensiva del problema;
considerato che:
dal 1° dicembre 2009 è entrato in vigore il Trattato di Lisbona che assegna, tra le altre cose, al Parlamento europeo un ruolo di legislatore e quindi la procedura di definizione e adozione dell'accordo commerciale diretto tra l'UE e Cipro nord è divenuta oggetto della procedura legislativa ordinaria;
nel marzo del 2010 la proposta dell'accordo è stata assegnata alla Commissione per il commercio internazionale per un parere e per relatore è stato nominato un eurodeputato italiano, Niccolò Rinaldi del gruppo dell'Alleanza dei liberal-democratici per l'Europa (ALDE);
la forte opposizione degli eurodeputati ciprioti (tutti provenienti dalla parte greca) alla bozza ha dato il via a una procedura di accertamento della basi giuridiche del documento (secondo la proposta della Commissione essa sarebbe stata introdotta secondo l'articolo 207 del trattato di Lisbona (concernente le misure per la realizzazione della politica commerciale comune), mentre i greco-ciprioti ritengono che la questione sia da affrontare secondo il 10° protocollo dell'atto d'accesso all'UE del 2003 in base al quale dovrebbe prevedersi l'unanimità;
tale contrapposizione il 27 aprile 2010 ha portato la conferenza dei coordinatori dei gruppi nella Commissione del commercio internazionale del Parlamento europeo a inviare alla Conferenza dei Presidenti la questione per una decisione inerente alle basi legali in modo da determinare quale sia la Commissione del Parlamento europeo competente;
alla riunione del 16 giugno 2010, la Conferenza dei Presidenti ha deciso di chiedere al Comitato affari giuridici di pronunciarsi sulla materia di concerto con l'ufficio legale del Parlamento e tale decisione dovrebbe essere resa alla prossima riunione prevista per settembre,
si chiede di sapere:
quale sia la posizione del Governo italiano circa la disputa legale;
quale sia la posizione del Governo italiano in merito all'accordo commerciale diretto tra l'UE e Cipro nord, tenendo presente l'importanza che tale accordo rappresenta anche per lo sblocco definitivo del processo di ingresso della Turchia nell'UE;
se il Governo sia al corrente della posizione di altri Stati membri dell'Unione, per esempio quella della Germania, e come intenda, data la nota posizione italiana a favore della rapida conclusione del processo di accesso della Turchia nell'UE, coordinarsi con gli altri Governi al fine di facilitare l'adozione di tale accordo, pendente dal 2004, entro la fine del 2010.