Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08939


Atto n. 4-08939

Pubblicato il 16 gennaio 2013, nella seduta n. 860

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

si apprende da notizie di stampa che palazzo Chigi ha battuto il record per l'assegnazione di consulenze;

scrive Stefano Sansonetti per "Milano Finanza": «Una pioggia di consulenze. Non è certo andato per il sottile, Mario Monti, durante la sua permanenza a palazzo Chigi. In poco più di un anno, infatti, la presidenza del consiglio ha assegnato la bellezza di 111 collaborazioni esterne, per un costo che si aggira intorno ai 2,3 milioni di euro. Di fatto sembra potersi rilevare una linea di continuità con l'ultimo anno di governo di Silvio Berlusconi, il quale aveva lasciato in eredità al Professore una situazione con 108 consulenti a un costo di circa 2,5 milioni. Il calcolo è stato effettuato da ItaliaOggi sulla base delle pubblicazioni periodiche che, da fine 2011 a oggi, hanno aggiornato on line la pattuglia di collaboratori. Nel computo ci sono tutti i consulenti nominati dalle strutture che fanno capo a palazzo Chigi, quindi anche i dipartimenti affidati da Monti alle competenze di alcuni ministri. A farla da padroni sono stati in particolare il dipartimento della protezione civile e quello degli affari regionali e del turismo. Il primo, guidato da Franco Gabrielli, ha elargito 19 consulenze per un valore di 441 mila euro, mentre il secondo, sulla cui tolda di comando si è sistemato il ministro Piero Gnudi, ha affidato 13 incarichi per un totale di 504 mila euro. In entrambi i casi, come emerge dalle griglie aggiornate sul sito internet della presidenza del consiglio, si tratta di incarichi assegnati a soggetti esterni. Se si considerano anche le collaborazioni riconosciute a soggetti provenienti da altre amministrazioni, si scopre che pure il dipartimento delle pari opportunità, le cui deleghe rientrano nella competenza di Elsa Fornero, ha dato il suo bel contributo: in tutto parliamo di 9 incarichi che pesano sulle casse di palazzo Chigi per 304 mila euro. A seguire, in termini di dimensione economica, ci sono i 216 mila euro dei 6 incarichi conferiti dalla Struttura di missione per le procedure di infrazione, i 215 mila euro dei 16 incarichi provenienti dall'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione e i 195 mila delle 6 collaborazioni attivate dalla Struttura di missione della cooperazione internazionale e dal Dipartimento della gioventù, entrambi ricadenti nella sfera di competenza del ministro Andrea Riccardi. Naturalmente non mancano le curiosità. La collaborazione più costosa, per esempio, è andata a Francesca Maffini, "coordinatore dell'ufficio stampa del capo dipartimento", per la quale sono stati previsti 84.867 euro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2012. Gli affari regionali hanno garantito gettoni di tutto rispetto per l'attuazione di veri segmenti del Progetto Turismo. A tal proposito 60.750 euro dovranno essere versati a Ivo Virgili per un incarico attivato il 1° luglio 2012, con scadenza 31 dicembre 2013. Altri 54 mila euro, questa volta per un incarico dal 1° dicembre 2011 al 31 marzo 2013, sono appannaggio di Giovanni Antelmi. Il dipartimento delle pari opportunità, dal canto suo, ha riconosciuto 60 mila euro a Pietro Vulpiani, "project leader incaricato di coordinare i gruppi di lavoro e supervisionare le indagini previste per l'azione di sistema". Dicitura vaga, ma tant'è. Da segnalare anche le 5 consulenze, da 20 mila euro ciascuna, conferite dalla Struttura di missione per il rilancio dell'immagine dell'Italia. I beneficiari (Daniela Caliri, Marco Fanfani, Priscilla La Gioia, Giovanni Maria Pirone, a cui si aggiunge l'indicazione del solo cognome del quinto, ovvero Scatena) hanno tutti grosso modo lavorato da aprile a dicembre 2012»;

a giudizio dell'interrogante il Governo in carica si rivela essere stato molto simile ai comitati d'affari che governano da sempre l'Italia,

si chiede di sapere:

quali siano le ragioni di dette consulenze e se i ruoli, a cui sono chiamati i consulenti esterni, non possano essere ricoperti da dipendenti pubblici in servizio;

quali siano i motivi, anche tenuto conto del momento di crisi economica, che hanno indotto il Governo a distribuire i suddetti numerosissimi incarichi di consulenza, superando grandemente il record del precedente Presidente del Consiglio dei ministri, Berlusconi, con 111 collaborazioni esterne per un totale di 2,3 milioni di euro e come detta spesa possa conciliarsi con le promesse del Presidente del Consiglio in carica che nel mese di marzo 2012 annunciava come la spending review sarebbe partita da palazzo Chigi fino a coinvolgere anche tutti i Ministeri per dare un esempio al Paese;

se il Governo non ritenga che l'avvalersi di numerose consulenze esterne, nonostante i dipendenti di cui si avvale l'amministrazione, non rappresenti l'ennesimo sperpero di denaro pubblico;

se non ritenga che in un momento di crisi come quello che sta attraversando il Paese, con manovre "lacrime e sangue" che costeranno 2.103 euro all'anno a famiglia, con balzelli, tasse e rincari, destinati ad aumentare, sia doveroso intraprendere le opportune misure al fine di tagliare la spesa pubblica, a partire dagli sprechi e dalle spese inutili, garantendo comunque la spesa sociale insopprimibile;

quali urgenti iniziative voglia intraprendere per impedire che siano sempre i cittadini a pagare i costi della crisi, evitando che lavoratori e pensionati, oltre al danno, debbano subire perfino la beffa di prediche ed esortazioni al risparmio, da parte di coloro che non vogliono mai offrire soluzioni reali e concrete.