Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02621


Atto n. 3-02621

Pubblicato il 31 gennaio 2012
Seduta n. 666

PARDI , VITA - Al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

è fatto ormai noto che l'asta per l'assegnazione alle compagnie telefoniche delle frequenze in banda 800, 1800, 2000 e 2600 ha fortemente penalizzato le emittenti locali, già danneggiate dalla mancata attuazione del decreto-legge n. 323 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422, volta a garantire il pluralismo dell'informazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese, che in Italia rappresentano circa il 70 per cento del prodotto interno lordo nazionale;

la procedura di assegnazione, conclusasi di recente, ha prodotto entrate per circa 4 miliardi di euro. Il Ministro in indirizzo, rispondendo all'atto di sindacato ispettivo 3-01971 presentato alla Camera dei deputati il 14 dicembre 2011, ha affermato che l'attribuzione di misure economiche di natura compensativa in favore degli operatori abilitati alla diffusione di televisioni locali, pari al 10 per cento degli introiti derivanti dalla gara per gli operatori di telecomunicazioni e quindi a 240 milioni di euro, ha subito da parte del Ministero dell'economia e delle finanze una riduzione lineare tale da rendere l'ammontare totale dell'indennizzo pari a circa 175 milioni di euro. Il Ministro in indirizzo ha inoltre confermato l'intenzione di procedere alla redazione del decreto ministeriale necessario all'attribuzione delle misure economiche compensative per la liberazione delle frequenze;

si apprende da un articolo de "Il Fatto quotidiano" del 26 gennaio 2012 e da un appello pubblicato nella sezione degli avvisi a pagamento de "Il Corriere della Sera", ad opera dell'emittente Telelombardia, che tali misure di indennizzo sarebbero destinate ad una distribuzione "a pioggia", senza che vi sia una distinzione tra una qualsiasi antenna Tv e vere e proprie imprese televisive. A quanto riportato non vi sarebbe differenziazione né per quanto riguarda il numero di telespettatori né relativamente al numero di dipendenti;

rilevato che un'assegnazione indiscriminata alla varie emittenti locali interessate dal risarcimento comporterebbe per alcuni un inatteso regalo mentre per le emittenti che realmente rappresentano imprese televisive, con un organico considerevole e un audience consolidato, comporterebbe un danno gravissimo contribuendo probabilmente a segnare la fine di gran parte dell'informazione locale,

si chiede di sapere:

se a quanto risulta al Ministro in indirizzo quanto esposto in premessa corrisponda al vero;

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno operare una verifica sulle realtà interessate dalle misure economiche compensative, al fine di elaborare un criterio di ripartizione delle risorse che risponda alle necessità di realtà imprenditoriali fortemente differenziate.