Il Senato,
premesso che:
l'incremento delle accise sui carburanti intervenuto a livello nazionale nel corso dell'esercizio finanziario 2011 (da ultimo con il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011) sta avendo pesanti ripercussioni sulle vendite dei prodotti per autotrazione nelle aree delle regioni Lombardia e Piemonte confinanti con la Svizzera e nella regione Friuli-Venezia Giulia, confinante con la Slovenia;
l'aumento delle accise comporta per l'Italia una fiscalità di svantaggio rispetto a tutti gli Stati confinanti;
in particolare, rispetto alla Svizzera, è di circa 31 centesimi al litro per la benzina e di 17 centesimi al litro per il gasolio, e, rispetto alla Slovenia, è di circa 31 centesimi al litro per la benzina ed altrettanti per il gasolio; l'Italia sconta conseguentemente rispetto alla Svizzera un prezzo di svantaggio di circa 33 centesimi al litro per la benzina e di 23 centesimi al litro per il gasolio;
parimenti, rispetto alla Slovenia, la fiscalità di svantaggio oscilla tra 25 e 29 centesimi al litro per la benzina e tra 22 e 31 centesimi al litro per il gasolio; l'Italia registra quindi un prezzo di svantaggio nelle aree di confine del Friuli-Venezia Giulia variabile tra 38 e 39 centesimi al litro per la benzina e tra 33 e 42 centesimi al litro per il gasolio;
l'elevatissimo divario nei prezzi determina un accentuato "pendolarismo del pieno" con effetti diretti estremamente pesanti per l'erario, con un'evasione dei consumi che si stima per l'anno 2012, rispettivamente, nelle aree confinanti con la Svizzera delle regioni Lombardia e Piemonte nell'ordine di 247 milioni di litri tra benzina e gasolio, e nelle aree confinanti con la Slovenia della regione Friuli-Venezia Giulia, nell'ordine di circa 240 milioni di litri nel complesso dei due prodotti;
il fenomeno del "pendolarismo del pieno" esplica effetti estremamente rilevanti in un'area territoriale che in Lombardia e Piemonte si estende fino a 35-40 chilometri dal confine con la Svizzera, e in Friuli-Venezia Giulia fino a 50-60 chilometri dal confine con la Slovenia;
la perdita per l'erario, derivante dal mancato introito delle accise e dell'imposta sul valore aggiunto su tali cospicui quantitativi di carburante, viene stimata per l'anno 2012 nell'ordine di circa 265 milioni di euro per le aree confinanti con la Svizzera e di circa 230 milioni di euro per le aree confinanti con il Friuli-Venezia Giulia, per complessivi quasi 500 milioni di euro, corrispondenti ad oltre il 10 per cento del maggior gettito erariale previsto dall'aumento determinato ai sensi dell'articolo 15 del decreto-legge n. 201 del 2011;
considerato che:
l'aumento delle accise si ripercuote sul sistema degli sconti di prezzo applicati, ai sensi della legge n. 549 del 1995 e del decreto-legge n. 154 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2008, per l'acquisto dei carburanti nelle province settentrionali della Lombardia e del Piemonte, le cui entità - fissate dalle leggi regionali fino ad un massimo di 18 centesimi al litro per i residenti nelle fasce di confine - non sono sufficienti a colmare la differenza con i prezzi applicati sul confine elvetico;
l'entità dei contributi oggi operanti per il sostegno all'acquisto dei carburanti per i residenti in Friuli-Venezia Giulia, come determinati dalla normativa regionale in materia, analogamente, è chiaramente inadeguata a colmare il divario con i prezzi applicati nella vicina Slovenia per l'acquisto dei carburanti medesimi;
tenuto conto che il calo delle erogazioni di carburante - che si stima possa raggiungere una quota compresa tra il 45 ed il 55 per cento, a seconda del prodotto, del totale dei consumi nelle aree confinanti con la Svizzera di Lombardia e Piemonte interessate al fenomeno, ed una quota compresa tra il 50 ed il 60 per cento, sempre a seconda del prodotto, del totale dei consumi nelle aree interessate al fenomeno del Friuli-Venezia Giulia - avrà gravi ripercussioni sull'attività degli operatori della distribuzione dei carburanti, con preoccupanti ricadute occupazionali;
tenuto conto, inoltre, che:
le risorse previste dall'articolo 2-ter del decreto-legge n. 154 del 2008 e destinate a ridurre la concorrenzialità delle rivendite di benzine e gasolio situate nel territorio elvetico - ulteriormente aumentata dall'incremento delle accise - non sono sufficienti ad arginare una severa diminuzione delle vendite di carburanti e un calo del relativo gettito erariale;
allo stesso modo, l'entità delle compartecipazioni al gettito dell'accisa sulle benzine e sul gasolio che competono alla regione Friuli-Venezia Giulia come stabilite dall'articolo 1, comma 189, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è decisamente inefficace a contrastare l'evasione dei consumi e i conseguenti minori introiti,
impegna il Governo:
a prevedere idonee misure di incremento e rimodulazione degli sconti di prezzo del gasolio e delle benzine per autotrazione erogati nelle aree di confine con la Svizzera delle regioni Piemonte e Lombardia e di ampliamento dell'area territoriale delle medesime regioni sottoposta a concorrenzialità in modo da garantire adeguati introiti fiscali allo Stato e, parimenti, in modo da evitare che gli svantaggi della maggior fiscalità e del maggior prezzo si traducano in una pesante diminuzione del gettito erariale;
ad attivarsi con iniziative di competenza affinché sia elevato a 60 milioni di euro annui il limite di cui al comma 6 dell'articolo 2-ter del decreto-legge n. 154 del 2008, quale copertura del minor gettito derivante dall'applicazione delle misure di incremento degli sconti di prezzo del gasolio e delle benzine per autotrazione in modo da rendere incisivamente efficaci le misure disposte dalle regioni interessate con proprie leggi;
a contrastare l'evasione dei consumi di gasolio e benzine per autotrazione e la conseguente perdita erariale nella regione Friuli-Venezia Giulia rinegoziando l'entità della compartecipazione al gettito delle accise di competenza regionale nella misura dello 0,075 per cento a titolo di tributo proprio;
a prevedere norme volte a contrastare la perdita di gettito erariale e l'evasione dei consumi e a recuperare il 38 per cento del gettito dell'accisa sulle benzine e il 38 per cento del gettito dell'accisa sul gasolio consumati in Friuli-Venezia Giulia per uso autotrazione, rideterminando le quote di assegnazione previste dallo statuto di autonomia e garantendo, al contempo, sicuri introiti erariali di esclusiva competenza statale.