Premesso che:
nei giorni scorsi, dopo una gestione ad avviso degli interroganti faziosa, distorsiva e distruttiva del servizio pubblico, la maggioranza dei giornalisti Rai ha sfiduciato il direttore generale Mauro Masi. Il referendum promosso dal sindacato interno Usigrai si è concluso con una netta bocciatura del manager di viale Mazzini: su 1.878 aventi diritto al voto (tutti i dipendenti Rai con contratto giornalistico, compresi quelli che hanno mansioni di telecineoperatore e quelli con incarichi dirigenziali),1.314 hanno votato contro il direttore generale Masi; 77 hanno votato a favore, 29 sono state le schede bianche e 18 le nulle;
nella scheda ai votanti veniva chiesto: "Alla luce delle politiche aziendali esprimi fiducia al direttore generale Mauro Masi?". Il 94,45 per cento ha risposto no, il 5,54 per cento sì. Per il segretario dell'Usigrai Carlo Verna si tratta di un risultato "storico che va al di là delle più rosee previsioni: per questo chiediamo le dimissioni di Masi". I verbali saranno consegnati a tutti gli organismi di garanzia. L'Usigrai dedica al vice di Masi, Antonio Marano, "la sfiducia: è stato il suo peggior consigliere";
come si legge, ad esempio, in un articolo pubblicato da "Il Messaggero" il 17 novembre 2010, «Verna ricorda come Masi "sia riuscito a mettere in atto una serie di azioni negative. Tra questo il mancato accordo con Sky (...), un piano industriale che non prende corpo, indefinito nei suoi contorni e che ha prodotto come chiara espressione solo uno sciopero (il 10 dicembre) delle sigle dei lavoratori della Rai, al quale parteciperemo in segno di solidarietà, dato che si intende esternalizzare circa 1300 lavoratori della Rai"»;
la débacle della gestione scandalosa del servizio pubblico è rappresentata in primis dall'ammiraglia Rai, quel TG1 diretto da Augusto Minzolini, che oltre a dedicarsi a spese "allegre" con la carta di credito aziendale, ben 5.500 euro al mese (pari allo stipendio di quattro operai metalmeccanici che devono sostenere le proprie famiglie con 1.200 euro mensili), a quanto risulta agli interroganti sponsorizzerebbe con pubblicità occulte particolari aziende in cambio di viaggi e soggiorni, facendo perdere credibilità ed i conseguenti ascolti;
si può leggere su "Il Fatto Quotidiano" del 10 settembre 2010: «Martedì sera, 7 settembre, ore 20.06, Tg1: Augusto Minzolini compare sullo schermo per l'ennesimo editoriale [tema: no al ribaltone, sì al voto anticipato] e circa 150 mila spettatori afferrano il telecomando e spengono la televisione. Sul finire del monologo, altri 244 mila lasciano Raiuno e scappano verso il telegiornale di Enrico Mentana, sostituti da un gruppetto stanco di Tempesta d'Amore su Rete 4 e da 192 mila spettatori che accendono in quel momento la tv e beccano il fotogramma di Susanna Petruni che riprende la linea in studio. Morale dell'aritmetica: Minzolini ha perso 400 mila persone in centoventi secondi»;
«Un record stratosferico» scrive Carlo Tecce sempre su "Il Fatto Quotidiano" «migliorato dal direttorissimo medesimo in ventiquattr'ore»: mentre l'edizione di martedì ha sfiorato il 27 per cento di share per 6 milioni di spettatori, mercoledì ha disertato mezzo milione di telespettatori, pari a un punto e mezzo di share. Le cifre provengono dal professor Francesco Siliato del Politecnico di Milano, che ha incrociato i numeri dell'Auditel - secondo l'elaborazione studio Frasi - con le analisi dell'Osservatorio di Pavia: «È incredibile il flusso di utenti raminghi da un canale all'altro: quasi immediata la fuga a La7, ma il particolare curioso è il numero di gente che chiude RaiUno durante l'editoriale di Minzolini»;
l'indice di share, continua Tecce, è la colonna d'Ercole per valutare un telegiornale. Il limite storico del Tg1 dei bei tempi era il 30 per cento, «un vetta mai raggiunta da Minzolini e sempre più distante: nei primi otto giorni di settembre, rispetto all'anno scorso, il Tg1 ha smarrito 850 mila spettatori». Con tale criticabile direzione, l'informazione di Rai1 è senza notizie e senza spettatori, così debole da crollare nell'istante esatto in cui un'altra rete - più piccina - affida a Mentana uno spazio per fare giornalismo. Il nuovo telegionale di La7, che con Antonello Piroso arrancava sotto il 3 per cento di share, ormai punta al 10 per cento;
secondo il professor Siliato, il telegiornale di Mentana ha riempito un vuoto informativo e di opinioni provocato dai due telegiornali concorrenti, che si assomigliano troppo. L'emorragia del Tg1 è solo all'inizio, osserva Tecce, poiché l'indice di share cala al ritmo di mezzo punto al giorno e «migliaia di spettatori dicono addio a Minzolini, ai servizi su dentiere, maggiordomi, cani da slitta». E nonostante le spese folli per contratti, gratifiche, scenografia, le critiche di Garimberti (Presidente della Rai) e Zavoli (Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza servizi radiotelevisivi), l'ex cronista de "La Stampa" è il dipendente più coccolato e protetto di viale Mazzini: il direttore generale Masi l'ha difeso sempre da politica e azienda;
sempre sul giornale diretto da Antonio Padellaro, in un articolo del 13 novembre 2010 si può ancora leggere: «Augusto Minzolini è un concentrato di passioni. La Porsche bianca decapottabile? Uno sfizio. I 64 mila euro spesi con la carta di credito aziendale? Un incidente. Il direttorissimo poi ha un pensiero fisso per le navi da crociera e per una compagnia in particolare: la Royal Caribbean International, una multinazionale del settore con sede a Miami, ma con un legame speciale con il telegiornale di Raiuno» e anche: «I servizi al Tg1 sulla Royal Caribbean per sei volte in pochi mesi. Sul sito web dell'addetto stampa della compagnia, compare una foto del direttore in Kenia»;
considerato che si legge ancora nell'articolo: «la Royal organizza un concorso per "famiglie" in collaborazione proprio con il Tg1: "Reporter d'alto mare. I vincitori avranno l'opportunità di salire in anteprima a bordo di Allure of the Seas. Il gigante dei mari sarà inaugurato a novembre in Florida". Al Fatto Quotidiano risulta che sia la Rai sia la concessionaria pubblicitaria (Sipra) siano all'oscuro del sodalizio. Il sito del Tg1 ha oscurato la pagina del concorso e un video con le immagini del cantiere di Allure of the Seas, il tanto atteso "gigante dei mari". La pagina è conservata nell'archivio online: "Turisti reporter: vota lo spot". Ma una corretta giuria dovrebbe assegnare il premio al Tg1, senza troppe esitazioni e con una motivazione: per l'enorme impegno profuso.Un impegno lontano nel tempo, costante, multiforme: servizi di mattina, pomeriggio e sera. Seguiamo un ordine cronologico per conoscere la curiosa attenzione del telegiornale di Minzolini per la multinazionale Royal Caribbean. "Prima Pagina" è la rubrica all'interno di Unomattina (trasmissione curata dal Tg1): 1° marzo 2010, "Pasqua in viaggio", Giuseppe D'Agostino (direttore vendite di Royal Caribbean) spiega ai telespettatori i vantaggi di una vacanza primaverile tra spiagge deserte e moli liberi. Il 3 maggio "Prima Pagina" ha una notizia clamorosa: "Tutti in crociera" con Lina Mazzucco, direttore generale per l'Italia di Royal Caribbean. E ancora il 24 maggio: "Mete tradizionali", Alessandra Cabella (responsabile vendite di Royal Caribbean) racconta viaggi suggestivi. Il settimanale Speciale Tg1, il 7 giugno, supera la "concorrenza": "Inchiesta sulle vacanze estive, un lungo itinerario tra le zone più belle e straordinarie del pianeta". Attenzione: nel programma condotto da Monica Maggioni, nominata caporedattore centrale da Minzolini, ritorna il direttore generale Mazzucco. Speciale Tg1 invita i telespettatori a regalarsi una crociera: "La vacanza popolare, tra le più economiche. Oggi bastano meno di cento euro al giorno tutto incluso". E la Mazzucco approva: "I giovani trovano divertimento e comodità sulle navi".Il Tg1 segue il lavoro quotidiano del direttore generale Mazzucco: il 17 settembre - edizione delle 20,00 - (ri)compare sullo schermo. Il servizio ha un titolo a dir poco evocativo: "Boom di crociere". La Mazzucco svela le mete invernali: "Caraibi o Brasile, posti caldi". E la giornalista precisa: "No ai freddi. No Finlandia o fiordi". Il Tg1 del 22 ottobre ha un'inviata a Rimini per la Fiera del Turismo. Quizzone: chi sarà l'intervistata? Vabbè, troppo facile: l'oramai familiare Mazzucco di Royal. Il direttore generale elogia la sua multinazionale: "Più di 2,5 milioni di passeggeri trasportati". Tanti clienti, insomma. L'ultimo è il Tg1 che offre il suo nome per fare pubblicità a una nave da crociera, prima di insabbiare le pagine sul sito ufficiale. Come mai il Tg1 e Raiuno ospitano per sei volte in pochi mesi un dirigente di Royal Caribbean? Forse Bruno Liconti, addetto stampa di Royal, è un fenomeno nel tessere i rapporti. O nel gestire le amicizie. Sul sito di Liconti, Occhiosulmondo, c'è una foto di Minzolini (settembre scorso) sulle sabbie dorate del Kenya: non una crociera, una vacanza alla moda». Il direttore del Tg1 avrebbe trascorso un fine settimana in crociera con un parlamentare. Nel citato articolo si legge: «4 e 6 marzo scorso, porto di Amburgo, varo di Msc Magnifica. Minzolini non poteva mancare in Germania, già aveva rinunciato al debutto di Msc Splendida da Barcellona. Per rimediare - luglio 2009 - aveva confezionato un bel servizio. L'inviata ha tartassato di domande insidiose la madrina, Sophia Loren: "La crociera è per giovani o adulti?". L'attrice, imbarazzata: "Non so"»;
Minzolini ha subito in 12 mesi attacchi quotidiani di faziosità da parte del centro-sinistra e dal Consiglio di amministrazione della Rai si era sempre alzato un muro di gomma;
considerati gli impegni che la Rai ha assunto con la sottoscrizione del Contratto di servizio con riferimento alla qualità e alla correttezza dell'informazione, nonché ad una gestione economico-finanziaria efficiente,
si chiede di sapere:
se risulti al Governo che sia la Rai sia la concessionaria pubblicitaria (Sipra) siano all'oscuro del sodalizio del direttore con il "gigante dei mari" Msc Magnifica;
se risulti che siano stati dedicati servizi di mattina, pomeriggio e sera per ripetuti giorni da parte del telegiornale di Minzolini per la multinazionale Royal Caribbean, all'interno di "Prima Pagina", la rubrica di "Unomattina" (trasmissione curata dal Tg1);
se risponda al vero che lo "Speciale Tg1" offre il suo nome per fare pubblicità a una nave da crociera, prima di insabbiare le pagine sul sito ufficiale, invitando i telespettatori a regalarsi una crociera;
per quale ragione Tg1 e Raiuno ospitino per sei volte in pochi mesi un dirigente di Royal Caribbean, circostanza che ad avviso degli interroganti non può essere casuale né conseguente all'abilità dell'addetto stampa della Royal Bruno Liconti;
se risponda al vero che sul sito di Liconti, "Occhiosulmondo", ci sarebbe una foto di Minzolini (settembre scorso) sulle sabbie dorate del Kenya;
se non ritenga il Governo che l'utilizzo della TV pubblica per reclamizzare aziende private, che sponsorizzano viaggi e vacanze dei dirigenti Rai, non configuri una grave violazione del contratto di servizio che impone un'informazione trasparente;
se il ricorso alla pubblicità occulta da parte della Rai, già sanzionato ripetutamente dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, non debba essere stroncato con salate multe a carico dei dirigenti che permettono tali illeciti sottraendo in tal modo risorse pubblicitarie più trasparenti;
se il Governo sia a conoscenza dei motivi per cui il Consiglio di amministrazione dell'azienda non si sia ancora espresso su queste pratiche di pubblicità occulta ricorrenti nei programmi di maggiore ascolto;
quali iniziative di competenza intenda assumere il Governo al fine di tutelare i cittadini da sperperi, sprechi, spese di cifre folli, inclusa la retribuzione di circa 700.000 euro, che Minzolini percepisce ogni anno, e di pubblicità occulte nonché forme di pubblicità occulta, che sono incompatibili con la situazione deficitaria del bilancio societario.