Versione eBook

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03789


Atto n. 4-03789

Pubblicato il 6 ottobre 2010
Seduta n. 434

LANNUTTI - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

si apprende da notizie di stampa che in diverse province di varie regioni, tra cui Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Lazio, Liguria, Veneto ed Umbria, è scattata una maxi operazione dei carabinieri del Nas, che hanno dato esecuzione a 21 ordinanze di applicazione di misure cautelari (6 custodie cautelari agli arresti domiciliari, 2 obblighi di dimora e 13 interdizioni dall'attività), emesse dal gip del Tribunale di Firenze;

come si apprende dalla lettura di un articolo pubblicato online sul sito sky.it, a cura di "skyTG24", sei medici sono finiti agli arresti domiciliari «nell'ambito di un'inchiesta della procura di Firenze su una presunta associazione per delinquere composta da medici specialisti e loro collaboratori accusati di aver preso tangenti da imprenditori di multinazionali farmaceutiche»;

«Il Nas dei carabinieri spiega che i medici avrebbero percepito "illeciti compensi stimati nell'ordine di circa 2 milioni di euro, gran parte dei quali fatti transitare sui bilanci di società di copertura, in cambio di prescrizioni e somministrazioni arbitrarie a centinaia di pazienti in cura per diffuse patologie croniche di specialità medicinali prodotte dalle aziende corruttrici, che realizzavano maggiori profitti derivanti dal conseguente incremento della diffusione dei farmaci. A capo dell'organizzazione c'era un noto professore universitario fiorentino finito ai domiciliari, Torello Lotti, (...) dermatologo con incarichi di rilievo nell'ospedale Santa Maria Nuova di Firenze e, fra i numerosi incarichi, Presidente della Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse). Nelle carte dell'inchiesta compaiono i nomi di persone riconducibili a diverse case farmaceutiche, fra cui Abbott, Jansseen Cilag, Wyeth Lederle, Schering Plough, Novartis, Morgan Pharma, Almirall»;

considerato che:

un articolo del quotidiano "la Repubblica" di Angelo Aquaro, del 6 ottobre 2010, riporta che i grandi nomi dell'industria farmaceutica, «Dalla Merck (la Merck & Co nordamericana, Merck Sharp & Dohme in Europa) alla Bristol-Myers Squibb, dalla GlaxoSmithKline all'AstraZeneca (...) sono tutti nell'inchiesta del Dipartimento di giustizia e della Sec, la Consob americana. Obiettivo per scoprire se e come le Quattro Sorelle dei farmaci ungevano i governi di mezzo mondo per inondare il mercato con i loro prodotti. L'inchiesta è davvero globale. Tra i paesi sotto esame ci sarebbero Brasile, Cina, Germania, Polonia, Russia, perfino Arabia Saudita. E l'Italia, appunto. I contenuti del blitz rivelato dal "Wall Street Journal" non sono noti e al momento non è ancora chiaro a che livello nei vari paesi si sia spinta la corruzione. Ma l'indagine individua almeno quattro tipi di possibili violazioni. Mazzette ai medici dipendenti dal governo per spingerli a comprare farmaci. Pagamento agli agenti di commercio di "commissioni" da passare a medici dipendenti dai governi. Mazzette a cliniche e ospedali per spingere l'acquisto di farmaci particolari. Mazzette ai politici e alle commissioni sanitarie per far approvare l'uso dei farmaci. L'indagine per ora non ha nessun aspetto penale ma gli investigatori non escludono di aprire nuovi fascicoli. Il governo si è mosso sulla base di una legge del 1977 che vieta alle compagnie quotate in Borsa negli Usa (ecco quindi l'intervento congiunto della Sec) di pagare funzionari degli altri paesi per fare business: è il cosiddetto Foreign Corrupt Pratices Act. Ma un'inchiesta potrebbe conseguentemente essere stata aperta anche nei paesi coinvolti in queste contrattazioni: e quindi anche in Italia»;

si legge ancora nel citato articolo: «L'industria farmaceutica è particolarmente esposta alla tentazione delle mazzette internazionali, spiegano gli esperti, perché a differenza che negli Usa all'estero - come in Italia - i governi hanno molta più voce in capitolo nella regolazione dei farmaci. Il giro d'affari della corruzione, invece, non è ancora stato quantificato. Ma basta considerare che il business di Big Pharma all'estero è un terzo del suo totale: più di 103 miliardi di dollari»,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza intenda assumere il Ministro in indirizzo affinché si ponga fine a questo dilagante fenomeno di medici corrotti dalle case farmaceutiche, medicinali prescritti e conseguente somministrazione arbitraria ai pazienti non certo per il loro bene, quanto per quello dell'organizzazione;

quali iniziative intenda intraprendere al fine di intensificare i dovuti controlli nel settore sanitario per evitare che in cambio di regali o percentuali su farmaci prescritti i medici e le case farmaceutiche, in genere titolati e reggenti di "una cricca" di sottoposti, non perpetuino un'azione illegale, che, oltre a non permettere la libera utilizzazione dei farmaci meno costosi, è una dimostrazione lampante che in sanità sono sempre più rari i medici indipendenti, che fanno seriamente il loro lavoro, e che questa sanità è sempre più collusa con le case farmaceutiche.