Premesso che:
il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha emesso, in data 12 maggio 2010, un'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Vincenzo Nespoli, nell'ambito del procedimento n. 49058/07 R.G.N.R. - 16698/08 R.G. GIP;
il Tribunale di Napoli, in data 14 maggio 2010, ha presentato al Senato della Repubblica domanda di autorizzazione all'esecuzione della suddetta misura cautelare, ai sensi dell'art. 4 della legge n. 140 del 2003;
le violazioni di legge per le quali è stata avanzata la richiesta degli arresti domiciliari a carico del sen. Nespoli sono quelle di concorso in varie forme nella bancarotta fraudolenta della società a responsabilità limitata "La Gazzella", nella veste di amministratore di fatto e occulto di tale società, e di concorso in operazioni di riciclaggio di ingenti somme di danaro;
in particolare, dalla domanda di autorizzazione all'esecuzione dell'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emerge che:
a) al senatore Vincenzo Nespoli è riconducibile una società immobiliare "Sean immobiliare" e che lo stesso risulta proprietario di fatto della società di vigilanza "la Gazzella";
b) tale società è stata dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Napoli in data 23 maggio 2007 con un passivo di quasi 25 milioni di euro;
c) il senatore Nespoli è indagato perché, anche in concorso (art. 110 del codice penale) con altre persone (in corso di identificazione), si faceva prima promettere e poi consegnare da più persone la somma di 30.000 euro per ciascuno e la promessa del voto per le elezioni (art. 96 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 recante "Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati), in corrispettivo della promessa di assunzione quali guardie giurate presso la società di vigilanza "la Gazzella", assunzioni poi effettivamente conseguite da alcune persone finora identificate;
d) lo stesso senatore Nespoli, anche in concorso (art. 110 del codice penale) con i formali amministratori pro tempore della società "la Gazzella", dopo aver ricevuto le somme su citate quale corrispettivo delle promesse di assunzione, traendone dunque profitto (art. 61, n. 2, del codice penale), procedeva ad assumere 30 nuovi dipendenti, alcuni ancora da identificare, benché risultassero in esubero rispetto alle esigenze della società fallita, che già versava in stato di insolvenza e i cui costi (di 360.000 euro) avrebbero ulteriormente aggravato la situazione di dissesto;
e) lo stesso senatore Nespoli, indagato per bancarotta fraudolenta (art. 216 del regio decreto n. 262 del 1942, cosiddetta legge fallimentare) e bancarotta semplice (art. 217), insieme ai formali amministratori pro tempore si è appropriato del danaro proveniente dagli attivi della società, il cui preciso ammontare è tuttora in corso di accertamento, sia mediante prelievi in contanti, sia incassando direttamente i corrispettivi ricevuti dai clienti;
f) in ordine a tali reati, il senatore Nespoli distraeva le somme dovute non solo all'erario per imposte, all'INPS e all'INAIL per oneri contributivi e assicurativi, ma anche ai dipendenti a titolo di trattamento di fine rapporto; nonché le somme destinate ad alimentare il cantiere edilizio della SEAN Immobiliare, somme tutte in corso di determinazione; inoltre sottraeva, distruggeva e falsificava i libri e le altre scritture contabili o li teneva comunque in modo tale da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari, falsificando le quietanze bancarie su circa 30 modelli F24 per complessivi 867.637,40 euro, falsificando l'attestazione di deposito delle domande di dilazione del pagamento del debito per omessi contributi de "la Gazzella" verso l'INPS, distruggendo o occultando l'obbligatorio registro degli affari, indispensabile per la precisa e completa ricostruzione del movimento degli affari;
g) inoltre il sen. Nespoli è indagato per bancarotta fraudolenta aggravata perché, oltre che in qualità di proprietario di fatto della società di vigilanza "la Gazzella", anche quale amministratore di fatto delle società ISS International Security Service e la Mondial Security Srl facenti capo alla famiglia; queste, in concorso tra loro, distraevano le attività costituite dall'avviamento e dalle commesse di lavoro relative a numerosi clienti (Unieuro Porte di Napoli, Banca popolare di Ancona, Banca popolare di Bari, Condotte acqua SpA ed altri) per l'ammontare di 960.000 euro, e veniva effettuata la cessione delle stesse (in epoca precedente e prossima alla sentenza dichiarativa di fallimento) ad altre società operanti nel ramo, quali la ISS International Security Service e la Mondial Security Srl facenti capo alla famiglia, senza alcun corrispettivo per la società fallita;
h) lo stesso è indagato altresì per riciclaggio (art. 648-bis del codice penale) perché, anche avvalendosi dell'opera di altre persone risultate non consapevoli, sostituiva e trasferiva danaro per l'ammontare complessivo di oltre 300.000 euro, proveniente da delitti in corso di accertamento ed in particolare, richiedendo in alcuni casi in prima persona e facendo richiedere, in altri casi, a più persone che pagava in contanti, l'emissione di assegni circolari a beneficio di altri nominativi, assegni che venivano poi girati e versati sui conti correnti bancari della Sean Immobiliare;
considerato che:
Vincenzo Nespoli oltre ad essere senatore è anche Sindaco di Afragola (Napoli);
i fatti di cui sopra costituiscono un gigantesco conflitto di interessi, in cui potrebbe essere trascinata l'intera amministrazione di Afragola;
nonostante l'evidenza dei fatti, appare preoccupante che Aldo Casillo, attuale Assessore ai lavori pubblici edilizia casa del Comune di Afragola, dichiari, nella recente intervista trasmessa da "Report" il 30 maggio 2010, che Nespoli "non si deve dimettere e che le cose di cui è stato accusato esulano dalle sue funzioni politiche", ignorando, per sua stessa ammissione, il contenuto della richiesta della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del senatore. Tale atteggiamento, a giudizio degli interroganti, evidenzia l' approssimazione e lo squallido modo di fare politica e di gestire la cosa pubblica da parte di alcuni componenti dell'amministrazione comunale;
da una recente inchiesta della trasmissione della Rai "Report" emerge inoltre che:
1) la società immobiliare "Sean immobiliare" è amministrata dalla moglie del sen. Nespoli;
2) tale società sta realizzando, senza controlli, 40 appartamenti, 13 villette a schiera e 5 ville su un'area di 20.000 metri quadrati circa;
3) tra gli indagati ci sono anche i due amministratori della società "Sean immobiliare": Camillo Giacco (nipote di nespoli) e Enrico Esposito, entrambi Consiglieri comunali;
4) dalle dichiarazioni, rese da quest'ultimo, emerge che il vero proprietario della "Sean immobiliare" è Nespoli;
5) i consulenti della società immobiliare sono anche consulenti dell'amministrazione comunale;
6) i circa 30 milioni di euro circa di passivo, per cui sarebbe fallita la società "la Gazzella", nonché i soldi richiesti agli aspiranti vigilanti, oltre al voto, per il posto di lavoro nella società (30.000 ciascuno) e raccolti da un intermediario di Nespoli, somme tutte riciclate nel complesso residenziale riconducibile a Nespoli;
7) secondo alcuni dipendenti de "la Gazzella" intervistati, i pagamenti degli stipendi oscillavano e per ben sei mesi non sono stati effettuati, poi quando l'azienda è fallita si sono accorti che anche parte dei contributi non erano stati versati. Inoltre 120 lavoratori sono stati 3 anni in mobilità e adesso tutti sono disoccupati;
8) il senatore e Sindaco Nespoli ha già una condanna in primo grado a due anni di reclusione per tentativo continuato di concussione perché "voleva costringere" la Ipercop, in apertura ad Afragola, ad assumere 250 persone. In appello il senatore Nespoli è stato assolto, ma la Cassazione, accogliendo il reclamo della Procura della Corte d'appello di Napoli, ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione e ordinato un nuovo processo a suo carico;
rilevato che:
nel Consiglio comunale di Afragola siede un consigliere di centro-destra che, per reati di grave allarme sociale, è stato sottoposto a misure limitative dei suoi movimenti sul territorio;
nello stesso Consiglio comunale siede anche un consigliere di centro-destra che, all'indomani delle consultazioni elettorali del 2008, fu arrestato per fatti di droga;
in un'intervista rilasciata alla stampa e nel corso dei lavori di una recente seduta dello stesso Consiglio, è stato dichiarato che l'autista del sindaco sarebbe un noto affiliato ad un'organizzazione malavitosa,
si chiede di sapere:
se il Governo non ritenga opportuno inviare una Commissione d'accesso presso il Comune per approfondire ulteriormente i fatti indicati in premessa e accertare l'assenza di condizionamenti esterni di natura malavitosa;
se il Governo non ritenga opportuno intervenire al fine di promuovere lo scioglimento del Consiglio comunale.