Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00207


Atto n. 2-00207

Pubblicato il 6 maggio 2010
Seduta n. 375

RUSCONI , FRANCO Vittoria , GARAVAGLIA Mariapia , BASTICO , CERUTI , LIVI BACCI , MARCUCCI , PROCACCI , SERAFINI Anna Maria , SOLIANI , VITA - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

con una politica in controtendenza rispetto agli altri Paesi dell'Unione europea che destinano ingenti risorse al sistema di istruzione universitario, nella legge 23 dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria per il 2010) lo stanziamento complessivo per la missione Istruzione universitaria è pari a 7.902,3 milioni di euro, con una riduzione di ben 652,7 milioni di euro (pare all'8,3 per cento) rispetto alle previsioni assestate del bilancio 2009;

già nella legge 22 dicembre 2008, n. 203 (legge finanziaria per il 2009) lo stanziamento complessivo per la missione Istruzione universitaria era pari a 8.549,3 milioni di euro (pari al 15,4 per cento dello stanziamento del Ministero), con una riduzione di ben 133,5 milioni di euro (ovvero dell'1,5 per cento) rispetto al bilancio 2008;

all'interno del programma Sistema universitario e formazione post-universitaria, il Fondo per il finanziamento ordinario (FFO) delle università (cap. 1694) - finalizzato, tra l'altro, al pagamento di stipendi, delle utenze e di tutte le spese correnti delle università - ha una dotazione di 6.256,4 milioni di euro e registra un decremento di ben 678,8 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate del bilancio 2009;

a parziale accoglimento di quanto contestato dal mondo universitario e dai suoi organi di rappresentanza ed in seguito alle denunce sugli effetti della politica dei tagli sollevate dall'opposizione, con una modifica approvata, alla Camera dei deputati, nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria per l'anno 2010, il Governo ha destinato 400 milioni di euro derivanti dall'applicazione dello "scudo fiscale" (istituito dal decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, recante "Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini") a parziale reintegro della dotazione finanziaria del FFO;

al netto di tale integrazione, il FFO risulta decurtato del 3,72 per cento delle risorse, pari a 278,8 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate del bilancio 2009;

premesso altresì che il FFO, in attuazione dell'articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria", era stato già ridotto di 63,5 milioni per il 2009, di 190 milioni di euro per il 2010, di 316 milioni per il 2011, di 417 milioni per il 2012 e di 455 milioni a partire dal 2013, per un totale di 1,4 miliardi di euro in un quinquennio;

tutto ciò a giudizio degli interpellanti a conferma del disinteresse del Governo per un settore fondamentale per la crescita del Paese quale quello dell'istruzione universitaria, che purtroppo non potrà non continuare a risentire di una politica di tagli che, anno dopo anno, producono dissesto ed una situazione economica insostenibile per il futuro dell'università, dei giovani e del Paese;

considerato inoltre che ad oggi - cioè quasi a metà dell'esercizio finanziario - non sono noti i criteri e parametri per il riparto delle risorse agli atenei, mentre nel corso dell'ultima assemblea della Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) svoltasi il 29 aprile 2010 i Rettori hanno valutato con estrema preoccupazione ulteriori possibili diminuzioni al FFO per l'anno in corso;

considerato infine che:

in questi ultimi mesi la 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato sta procedendo all'esame dell'Atto Senato n. 1905 ("Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario"), di iniziativa governativa;

tutti gli emendamenti del Partito Democratico finalizzati a destinare risorse all'università per i prossimi anni o ad incentivare i giovani ricercatori migliori a restare negli atenei del nostro Paese non vengono neanche presi in considerazione, a giudizio degli interpellanti a riprova della politica dei tagli iniziata con il citato decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, che hanno lasciato l'Università italiana in condizioni difficilissime;

il taglio di 1,4 miliardi di euro in un quinquennio porterà inesorabilmente al fallimento delle università, come dichiarato, nel corso delle audizioni, dalla CRUI e da esponenti di forze economiche e sociali;

la protesta dei ricercatori, che il disegno di legge n. 1905 confina in un ruolo ad esaurimento, privandoli di prospettive chiare di carriera e che saranno in agitazione dal 17 al 22 maggio, rende già da ora complessa la funzionalità degli atenei; la loro indisponibilità ad assicurare il carico didattico per l'attivazione dei corsi relativi al prossimo anno accademico impedisce agli atenei di formulare l'offerta formativa per il prossimo anno, complicando anche le possibilità di scelta di studenti e famiglie;

ad opinione degli interpellanti ciò conferma ulteriormente il fatto che la politica del Governo sul sistema di istruzione universitaria non è finalizzata all'adozione di iniziative concrete per modernizzare le università, esaltando la loro autonomia finanziaria, introducendo forme sistematiche di valutazione efficace dell'utilizzo di risorse, incentivi e disincentivi, nonché aumentando la competizione tra gli atenei nella consapevolezza che l'università deve essere un motore essenziale della mobilità sociale e della crescita, ma al contrario si realizza in una continua serie di tagli che penalizzano l'intero sistema universitario,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero che il FFO, decurtato del 3,72 per cento delle risorse rispetto al bilancio del 2009 (pari a 278,8 milioni di euro), subirà di fatto un'ulteriore diminuzione a seguito della pressoché totale indisponibilità delle risorse di cui all'articolo 2, comma 428, della legge n. 244 del 2007 - ovvero di 550 milioni di euro annui per il triennio 2008-2010 messi a disposizione dal Governo Prodi per il cosiddetto "patto per le Università" - interamente impegnate per far fronte agli incrementi stipendiali e, pertanto, inutilizzabili per le obbligazioni ministeriali, che gravando sul FFO ne determineranno un'ulteriore riduzione delle disponibilità approssimativamente pari al 2 per cento;

se i Ministri in indirizzo intendano adottare parametri chiari e trasparenti per la distribuzione delle risorse del FFO per l'anno 2010, chiarendo immediatamente quale sia l'ammontare complessivo del Fondo;

se siano consapevoli del fatto che, senza una dotazione di risorse, nel 2011 la maggior parte degli atenei non saranno in grado di funzionare, in quanto, come denunciato nello stesso Referto sul sistema universitario approvato dalla Corte dei conti il 29 marzo 2010, i costi per il personale già nel 2010 assorbono interamente le risorse provenienti dal FFO;

se non ritengano necessario ed urgente prevedere un piano di reclutamento per l'immissione in ruolo di un numero di docenti congruo ad assicurare il carico didattico degli atenei (come richiesto dalle associazioni dei ricercatori e dalla stessa CRUI), così da dare prospettive certe di carriera ai ricercatori che supereranno le procedure concorsuali e abilitative ed in modo tale da aprire le porte dell'università ad una generazione di ricercatori che, con contratti di varia natura e senza alcuna tutela, spesso in condizioni di incertezza e precariato insostenibili, costituiscono la base che consente agli atenei di funzionare.