Premesso che:
ancora oggi continua la preoccupante situazione ambientale creatasi a Stroncone (Terni), e in una vasta area del Ternano, in seguito all'incendio divampato all'Ecorecuperi di Vascigliano di Stroncone nella notte tra il 1° e il 2 luglio 2009;
in quel rogo, sedato dai vigili del fuoco con grande difficoltà e dopo diversi giorni di strenuo impegno (ben 113 interventi nell'arco di 48 giorni), sono andati distrutti capannoni stipati all'inverosimile di rottami di plastica provenienti da carcasse di automobili (6.929 tonnellate di plastica rispetto alle 3.200 concesse);
a tutt'oggi rimangono non ancora adeguatamente conosciute le proporzioni del disastro che ha scatenato la diffusione nell'ecosistema di diossine e altri inquinanti cancerogeni, a discapito della salute degli abitanti e di numerosi piccoli agricoltori e allevatori della zona rimasti, tra l'altro, per mesi senza alcuna protezione e finiti economicamente sul lastrico;
la stampa locale, e in particolare "Il Messaggero" e "il Giornale dell'Umbria", in articoli apparsi mercoledì 17 febbraio 2010, hanno parlato di una sorta di "cupola" il cui unico intento sarebbe consistito nel minimizzare, per evidenti tornaconti, l'allarme diossina e che avrebbe agito con pressioni, contatti, rilevazioni "pilotate" testimoniate anche da sei mesi di intercettazioni telefoniche;
sempre secondo le accuse, a causa delle blande ordinanze, la popolazione avrebbe continuato a nutrirsi con alimenti contaminati, bevendo latte inquinato, mangiando carne di animali che avevano assunto diossina, nonché a commercializzare prodotti ortofrutticoli potenzialmente fortemente cancerogeni;
inoltre è importante evidenziare che secondo quanto riportato da "Il Messaggero", di lunedì 15 marzo 2010, nel territorio del comune di Narni, distante circa quattro chilometri dall'epicentro dell'incendio che nel mese di luglio 2009 ha divorato l'azienda Ecorecuperi di Vascigliano di Stroncone, l'azienda sanitaria locale 4 ha posto sotto sequestro una stalla da 700 ovini poiché le analisi compiute sul formaggio prodotto dalle pecore di questa azienda alla ricerca di diossine hanno dato esito positivo e con valori molto elevati;
dal mattatoio continuano ad arrivare notizie poco rassicuranti: il 13 marzo 2010 sono stati bruciati altri cinque vitelli dopo che le analisi li hanno trovati positivi alla diossina;
si attendono anche i risultati delle ultime analisi, quelle compiute sui capi di bestiame che si trovano tra i sei e gli otto chilometri dal rogo, l'area in cui da una settimana lo spostamento di bovini e ovini deve avvenire sotto vincolo sanitario;
la Regione Umbria ha provveduto il 4 marzo 2010 a stanziare risorse a parziale ristoro delle spese per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti a Stroncone e come anticipo di indennizzo per i danni subiti, mentre è del tutto evidente l'assoluto disinteresse della società titolare dell'impianto a mettere in sicurezza il sito;
proprio per tutti questi motivi pare agli interroganti ancora più grave che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, investito della questione, anche in conseguenza dell'interrogazione 4-02463 dei firmatari del presente atto, dopo oltre nove mesi, invece di procedere tempestivamente, anche attraverso lo stanziamento di fondi adeguati, alla messa in sicurezza del sito e delle aree limitrofe interessate dall'incendio di Vascigliano di Stroncone, si accontenti solo di dare risposte evasive e inadeguate, mentre continua la pesante ripercussione sulle attività dei settori produttivi della zona (ortofrutta, foraggi, latte e carni);
proprio per rimarcare l'assenza di iniziative concrete e per chiedere finalmente l'intervento dello Stato a tutela della salute dei cittadini è stata indetta una fiaccolata di protesta anti-diossina, venerdì 16 aprile 2010, organizzata da varie associazioni. Inoltre è importante evidenziare che è stato presentato dal Circolo Legambiente di Stroncone e Legambiente Umbria un dossier - redatto dal professor Lamberto Briziarelli, già professore ordinario di igiene della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Perugia presso il Polo didattico ternano - sull'inquinamento da diossine a seguito dell'incendio nella zona industriale di Vascigliano di Stroncone,
si chiede di conoscere:
se, dopo oltre nove mesi, si intenda immediatamente riconoscere il danno ambientale a tutta l'area interessata dall'incendio e ristabilire l'effettiva tutela della salute pubblica per una cittadinanza che continua giustamente a reclamarla;
quali altre sostanze, che avrebbero potuto sprigionarsi dall'incendio, siano state ricercate e, se sì, quali siano i dati relativi ad esse; in caso contrario, per quali motivi non si sia effettuata tale indagine;
se il Ministro in indirizzo intenda realizzare un monitoraggio e, successivamente, rendere pubblici i dati precisi sulla presenza di diossina negli animali da allevamento e sui loro prodotti, a tutela dei consumatori e in particolare dei bambini, dato che questa informazione è indispensabile attualmente e in futuro, in quanto tali animali potrebbero essere stati alimentati con prodotti inquinati;
se intenda realizzare un monitoraggio e, successivamente, rendere pubblici i dati relativi alla quantità di diossina eventualmente presente sui prodotti di non immediato consumo, nei quali le sostanze tossiche potrebbero accumularsi ed essere successivamente diffuse: nei foraggi, nel grano, nell'uva non da tavola, nelle olive; ciò va fatto principalmente per motivi economici, al fine di proteggere i produttori; infatti, solo se si potrà ufficialmente dichiarare l'assenza di dette sostanze da tali prodotti essi potranno essere immessi sul mercato regolarmente e commercializzati, garantendo anche la salute di chi li consuma, oltre che la legittima remunerazione di chi li ha prodotti;
quali rimedi intenda urgentemente adottare, anche attraverso lo stanziamento di fondi adeguati, per ricondurre la situazione ad uno stato di normalità, anche attraverso la bonifica dei luoghi, con riferimento, in primo luogo, alla tutela della popolazione, dell'ambiente, della zootecnia e dell'agricoltura.