Premesso che:
la signora Marinella Colombo è divenuta tristemente nota per la vicenda internazionale che l'ha vista protagonista insieme ai due figli minori, Niccolò e Leonardo;
la signora Colombo, cittadina italiana separata dal marito tedesco, a seguito di una proposta di lavoro, decise di lasciare la Germania insieme ai suoi due figli, dei quali deteneva regolarmente la tutela;
premesso, inoltre, che:
in Germania vi è un'istituzione amministrativa, lo Jugendamt, formalmente deputata a garantire gli interessi dei minori ma che, di fatto, si configura come una sorta di "terzo genitore", la quale ha respinto la richiesta di trasferimento della signora insieme ai figli;
la signora Colombo, tuttavia, dopo aver presentato ricorso contro detta decisione, si è trasferita ugualmente a Milano con i figli;
in conseguenza di ciò a suo carico è stato emesso un ordine di cattura internazionale per sottrazione di minori;
dopo essersi costituita nell'ottobre 2008 a Milano, la signora Colombo è stata posta in libertà con l'obbligo della firma settimanale;
considerato che:
l'8 maggio 2009, i Carabinieri hanno prelevato i figli minori della signora Colombo dalla sede della scuola che frequentavano a Milano, per riportarli in Germania dove risiede il padre;
né la signora Colombo né i suoi legali erano stati preventivamente avvisati di tale rimpatrio;
considerato, inoltre che:
risultano agli interroganti casi analoghi di cittadini di altra nazionalità - documentati da numerose petizioni inviate al Parlamento Europeo - i quali hanno avuto difficoltà a portare fuori dal suolo tedesco i figli minori;
il comma 2, dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo ("Diritto al rispetto della vita privata e familiare") recita: "non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell'esercizio di tale diritto (...)";
il 20 maggio 2009 il Ministro Frattini ha presentato una task force interministeriale sulla sottrazione internazionale dei minori;
preso atto che:
allo stato, alla signora Colombo è vietata qualsiasi forma di comunicazione con i figli, perfino il contatto telefonico;
in tutta la vicenda non è nota, né è stata presa in considerazione da alcuno la volontà dei figli minori,
gli interroganti chiedono al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di propria competenza, di sapere:
se ritengano di dover acquisire tutti gli elementi utili per approfondire l'intera vicenda;
se e con quali esiti il caso della signora Colombo è stato trattato dalla Task force interministeriale sulla sottrazione internazionale dei minori;
se intendano intraprendere ogni fattiva azione, in sede comunitaria, al fine di persuadere il Governo di Berlino ad aprire un dialogo con i rappresentanti dello Jugendamt ed evitare che episodi simili a quello occorso alla signora Colombo possano, in futuro, ripetersi;
se e quali iniziative intendano promuovere per consentire alla signora Marinella Colombo di poter riallacciare i rapporti con i figli minori e per favorire il ricongiungimento familiare.