Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01650


Atto n. 4-01650

Pubblicato il 23 giugno 2009
Seduta n. 224

BLAZINA , PEGORER , PERTOLDI - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

sui quotidiani locali di Trieste nonché su un quotidiano e un periodico nazionali sono apparse recentemente notizie in merito alla grave situazione del carcere triestino, dovuta soprattutto al sovraffollamento nella sezione maschile;

in merito a questa situazione è più volte intervenuto anche il direttore della casa circondariale dottor Enrico Sbriglia, che ricopre pure il ruolo di segretario del sindacato dei direttori e funzionari degli istituti di pena, ribadendo che il sovraffollamento alimenta un acuto stato di malessere tra i reclusi con il rischio di sfociare in situazioni di tensione difficilmente gestibili;

questa drammatica situazione è emersa non da ultimo sabato 20 giugno 2009 durante la Festa del Corpo della Polizia penitenziaria, tenutasi presso la casa crcondariale di Trieste;

tali difficoltà sono presenti, insieme alla fatiscenza degli edifici, anche negli altri istituti di pena della regione Friuli Venezia Giulia ed in particolare a Pordenone, dove è stato promesso un nuovo carcere trent'anni fa;

il giorno 4 giugno 2009, la prima firmataria dell'interrogazione ha visitato il carcere triestino accompagnata dal Direttore, con il quale ha avuto un approfondito colloquio;

durante la visita sono state riscontrate le condizioni di reale invivibilità all'interno delle celle, costruite per due persone, ma occupate attualmente da sei detenuti, obbligati a turno a dormire su materassi stesi per terra;

attualmente i posti disponibili sono 160, mentre il numero dei detenuti è di 251, appartenenti a trenta diverse nazionalità, con culture e abitudini di vita profondamente diverse;

questo stato lede gravemente la dignità delle persone e soprattutto viola i loro diritti fondamentali e può avere ripercussioni negative anche sul piano della salute psicofisica e dell'igiene;

durante la visita ed il colloquio si è riscontrata anche la ormai cronica carenza di personale (25 per cento in meno rispetto alla pianta organica) e di fondi per le spese correnti;

rilevato che:

nonostante le difficoltà oggettive la Direzione del carcere si sta adoperando per garantire a tutti i detenuti attività alternative, di rieducazione e successivo inserimento sociale;

le iniziative adottate dal direttore per ovviare al sovraffollamento non possono diventare la soluzione del problema, soprattutto in vista del caldo dei mesi estivi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, in relazione alle funzioni di controllo di propria specifica pertinenza, sia informato della grave situazione di sovraffollamento presso l'istituto di pena triestino e delle pessime condizioni negli altri istituti regionali;

se non ritenga necessario adottare urgentemente ogni provvedimento idoneo a rimuovere tale disagio e garantire ai detenuti adeguate condizioni nel rispetto degli standard di sicurezza, così spesso invocata dall'attuale Governo, anche al fine di ristabilire un clima più adeguato al non facile processo di rieducazione su cui si basa la legittimità della pena nell'ordinamento costituzionale italiano.