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Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02789


Atto n. 4-02789

Pubblicato il 3 ottobre 2007
Seduta n. 227

AMATO - Ai Ministri dell'interno e per gli affari regionali e le autonomie locali. -

Premesso che:

al termine della seduta del 1° ottobre 2007 del Consiglio comunale di Firenze i cittadini presenti in aula per assistere allo svolgimento dei lavori consiliari, su richiesta degli agenti della Polizia municipale, hanno dovuto esibire i propri documenti per essere quindi identificati e schedati;

verificata la palese violazione del diritto garantito ai cittadini all’art. 56 sulla pubblicità delle sedute del Regolamento del Consiglio comunale di Firenze (iscritto all’art. 22 dello Statuto comunale), l’interrogante – presente in aula in qualità di Consigliere comunale – ha segnalato il fatto al Presidente del Consiglio comunale il quale ha prontamente convocato il comandante dei Vigili urbani ordinandogli di sospendere l’operazione;

considerato che:

all’art.61, comma 3 (Comportamento del pubblico), del Regolamento del Consiglio comunale di Firenze si legge che: “La forza pubblica non può entrare in aula se non autorizzata dal Presidente ed interviene solo su sua richiesta”;

la Polizia municipale non ha tra le proprie prerogative quella di poter identificare i cittadini, attraverso la richiesta di documenti, se non per motivi di pubblica sicurezza;

nel caso specifico si riscontra, pertanto, una doppia violazione del diritto dei cittadini ad assistere alla seduta del Consiglio comunale in quanto la Polizia municipale è intervenuta di propria iniziativa senza aver ricevuto alcun ordine da parte del Presidente del Consiglio comunale, il quale, comunque, data la situazione di assoluta calma da parte del pubblico, non avrebbe potuto farvi ricorso in mancanza di motivi di ordine pubblico;

inoltre, la Polizia municipale si è arrogata abusivamente la facoltà di richiedere ai cittadini presenti in Consiglio comunale di esibire i documenti di identità;

ricordato che:

durante la precedente seduta del Consiglio comunale del 24 settembre, la stessa Polizia municipale aveva proceduto a sgomberare il pubblico presente in aula peraltro schierato a favore delle ragioni dell’opposizione, su richiesta del presidente del Consiglio comunale;

il motivo dell'intervento della Forza pubblica era riconducibile unicamente all’accesa dialettica fra i componenti dei vari gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza;

in seguito a tali eventi era stato redatto un verbale nel quale la Polizia municipale indicava specificamente nei Consiglieri di opposizione gli unici responsabili dei disordini, lasciando intravedere una valutazione di tipo politico,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano, nel rispetto delle prerogative e dell’indipendenza del Comune di Firenze, di acquisire informazioni presso la Giunta comunale ed il Comando della Polizia municipale di Firenze, per sapere in base a quale specifico ordine e a quali valutazioni la Polizia Municipale ha inteso fermare ed identificare i cittadini che esercitavano liberamente il proprio diritto di assistere ai lavori del Consiglio comunale;

se non ritengano inoltre, pur nel doveroso rispetto dell'autonomia degli enti locali, di dover riaffermare l'elementare principio democratico che vieta qualsiasi strumentalizzazione od "uso" politico della Polizia municipale.