Il Senato,
premesso che:
il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, recante la "definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione, a norma dell'articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53", contiene in allegato le indicazioni programmatiche nazionali per le scuole dell'infanzia e per le scuole primarie;
le indicazioni programmatiche sono state peraltro adottate come allegato al citato decreto delegato, e non già con il regolamento previsto dall'art. 7, comma 1, lettera a) della legge n. 53/2003;
tali indicazioni - a norma del decreto - "esplicitano i livelli essenziali di prestazione a cui tutte le scuole (dell'infanzia e primarie) del Sistema nazionale di istruzione sono tenute per garantire il diritto personale, sociale e civile all'istruzione e alla formazione di qualità";
le linee d'indirizzo dettate dal decreto individuano, dunque, i contenuti programmatici e le metodologie didattiche generali qualificate dallo Stato come essenziali per tutelare il diritto all'istruzione e alla formazione di qualità; un diritto la cui titolarità è riconosciuta non solo come personale, ma anche come sociale e civile, in quanto direttamente collegato alla promozione sociale e alla tutela dell'identità civile e democratica della collettività nazionale;
in tal senso il modesto profilo culturale e la vistosa lacunosità delle indicazioni programmatiche effettivamente dettate dal citato decreto appaiono tanto più gravi e censurabili in quanto concretamente lesive del diritto delle generazioni future ad avere accesso ad un'istruzione completa, equilibrata e qualificante, nonché adeguata alle sfide della conoscenza imposte ad una società matura e consapevole;
in particolare appare grave e inaccettabile che dai nuovi programmi della scuola media sia scomparso l'insegnamento della "Teoria dell'evoluzione delle specie" e che l'elenco degli argomenti da trattare non comprenda più "L'evoluzione della Terra", la "Comparsa della vita sulla Terra", la "Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi" e "L'origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana";
le nuove indicazioni programmatiche hanno dunque di fatto cancellato dai programmi delle scuole medie ogni traccia della storia evolutiva dell'uomo e del suo rapporto con le altre specie, con una scelta che rappresenta di fatto una limitazione culturale e una rinuncia a sviluppare la curiosità scientifica e l'apertura mentale dei ragazzi di 13-14 anni;
il mancato apprendimento delle teorie del Darwinismo e dei loro sviluppi finisce infatti per trascurare completamente l'anello che lega passato e presente della nostra specie, inibendo una comprensione logica e coerente della storia biologica ed evolutiva delle specie;
inoltre, i programmi scolastici della scuola primaria e dei primi due anni della scuola secondaria non contemplano affatto l'insegnamento della storia dell'età moderna e del Novecento, ammettendo la possibilità che i ragazzi non abbiano alcuna prospettiva della storia moderna e contemporanea fino all'età di 12 anni;
nell'ambito dei programmi della terza media, inoltre, si menzionano "i totalitarismi", senza esplicito riferimento al nazi-fascismo, mentre si menziona espressamente "il crollo del comunismo nei Paesi dell'Est europeo";
analogamente, dagli stessi programmi è scomparso ogni espresso accenno al colonialismo, sostituito dal laconico riferimento alla "competizione tra Stati";
nello stesso contesto non è peraltro contenuto alcun riferimento all'ONU, né ad altri organismi sovranazionali, con una concezione ferma all'idea di Stati nazionali che non arriva a nemmeno a cogliere l'innovazione istituzionale dell'Unione europea,
impegna il Governo:
a disporre l'immediato ritiro delle "Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati nelle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado" allegate al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59;
a disporre la revoca degli incarichi eventualmente tuttora affidati a coloro che hanno partecipato all'elaborazione delle citate indicazioni programmatiche nazionali, provvedendo contestualmente ad affidare a una Commissione nazionale di tecnici ed esperti, espressione della comunità scientifica e della scuola, l'incarico dell'elaborazione degli obiettivi culturali per la scuola italiana, da realizzare nell'ambito dell'autonomia curricolare delle istituzioni scolastiche.