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Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00268


Atto n. 1-00268

Pubblicato il 5 maggio 2004
Seduta n. 597

SOLIANI, ACCIARINI, BETTA, CORTIANA, MANIERI, MARINO, TOGNI, D'ANDREA, FRANCO VITTORIA, MODICA, MONTICONE, PAGANO, TESSITORE, GIARETTA, TREU, BAIO DOSSI, MANCINO, CASTELLANI, BEDIN, CAMBURSANO, VERALDI, DALLA CHIESA, BASTIANONI, LIGUORI, BASSANINI, AMATO, D'AMICO, COVIELLO, GUERZONI, MARITATI, FASSONE, VITALI, BATTAGLIA GIOVANNI, BARATELLA, VISERTA COSTANTINI, BATTAFARANO, BASSO, GRUOSSO, MALABARBA, BRUTTI PAOLO, ROTONDO, GASBARRI, PAGLIARULO, DI SIENA, LONGHI, MANZELLA, RIGONI, VALLONE, DONATI, DE PETRIS, ZANCAN, FALOMI, MARINI, ZANDA, MONTAGNINO, DATO, VICINI, ANGIUS, MANZIONE, PETRINI, BATTISTI, BORDON, FLAMMIA, BRUNALE, IOVENE, DI GIROLAMO, PIATTI, MURINEDDU, NIEDDU, STANISCI, GAGLIONE, BONFIETTI, GARRAFFA, MASCIONI, MONTALBANO, CALVI, MACONI, SODANO TOMMASO, CHIUSOLI, AYALA, PILONI, FILIPPELLI, RIGHETTI, FABRIS, OCCHETTO, MARTONE, MUZIO, GIOVANELLI, DETTORI.

Il Senato,

premesso che:

il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, recante la "definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione, a norma dell'articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53", contiene in allegato le indicazioni programmatiche nazionali per le scuole dell'infanzia e per le scuole primarie;

le indicazioni programmatiche sono state peraltro adottate come allegato al citato decreto delegato, e non già con il regolamento previsto dall'art. 7, comma 1, lettera a) della legge n. 53/2003;

tali indicazioni - a norma del decreto - "esplicitano i livelli essenziali di prestazione a cui tutte le scuole (dell'infanzia e primarie) del Sistema nazionale di istruzione sono tenute per garantire il diritto personale, sociale e civile all'istruzione e alla formazione di qualità";

le linee d'indirizzo dettate dal decreto individuano, dunque, i contenuti programmatici e le metodologie didattiche generali qualificate dallo Stato come essenziali per tutelare il diritto all'istruzione e alla formazione di qualità; un diritto la cui titolarità è riconosciuta non solo come personale, ma anche come sociale e civile, in quanto direttamente collegato alla promozione sociale e alla tutela dell'identità civile e democratica della collettività nazionale;

in tal senso il modesto profilo culturale e la vistosa lacunosità delle indicazioni programmatiche effettivamente dettate dal citato decreto appaiono tanto più gravi e censurabili in quanto concretamente lesive del diritto delle generazioni future ad avere accesso ad un'istruzione completa, equilibrata e qualificante, nonché adeguata alle sfide della conoscenza imposte ad una società matura e consapevole;

in particolare appare grave e inaccettabile che dai nuovi programmi della scuola media sia scomparso l'insegnamento della "Teoria dell'evoluzione delle specie" e che l'elenco degli argomenti da trattare non comprenda più "L'evoluzione della Terra", la "Comparsa della vita sulla Terra", la "Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi" e "L'origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana";

le nuove indicazioni programmatiche hanno dunque di fatto cancellato dai programmi delle scuole medie ogni traccia della storia evolutiva dell'uomo e del suo rapporto con le altre specie, con una scelta che rappresenta di fatto una limitazione culturale e una rinuncia a sviluppare la curiosità scientifica e l'apertura mentale dei ragazzi di 13-14 anni;

il mancato apprendimento delle teorie del Darwinismo e dei loro sviluppi finisce infatti per trascurare completamente l'anello che lega passato e presente della nostra specie, inibendo una comprensione logica e coerente della storia biologica ed evolutiva delle specie;

inoltre, i programmi scolastici della scuola primaria e dei primi due anni della scuola secondaria non contemplano affatto l'insegnamento della storia dell'età moderna e del Novecento, ammettendo la possibilità che i ragazzi non abbiano alcuna prospettiva della storia moderna e contemporanea fino all'età di 12 anni;

nell'ambito dei programmi della terza media, inoltre, si menzionano "i totalitarismi", senza esplicito riferimento al nazi-fascismo, mentre si menziona espressamente "il crollo del comunismo nei Paesi dell'Est europeo";

analogamente, dagli stessi programmi è scomparso ogni espresso accenno al colonialismo, sostituito dal laconico riferimento alla "competizione tra Stati";

nello stesso contesto non è peraltro contenuto alcun riferimento all'ONU, né ad altri organismi sovranazionali, con una concezione ferma all'idea di Stati nazionali che non arriva a nemmeno a cogliere l'innovazione istituzionale dell'Unione europea,

impegna il Governo:

a disporre l'immediato ritiro delle "Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati nelle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado" allegate al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59;

a disporre la revoca degli incarichi eventualmente tuttora affidati a coloro che hanno partecipato all'elaborazione delle citate indicazioni programmatiche nazionali, provvedendo contestualmente ad affidare a una Commissione nazionale di tecnici ed esperti, espressione della comunità scientifica e della scuola, l'incarico dell'elaborazione degli obiettivi culturali per la scuola italiana, da realizzare nell'ambito dell'autonomia curricolare delle istituzioni scolastiche.