Considerato:
che della ristrutturazione e del futuro industriale del settore dell’auto non si discute in Parlamento dalla fase più acuta della crisi del 2002-2003 e che comunque l’“Indagine conoscitiva sull’industria dell’automobile” della primavera-estate 2002 prevedeva difficoltà di medio termine per il mercato automobilistico;
che i recenti dati sulla ripresa del mercato dell’auto in Italia (+5,8% a gennaio) e sulla lusinghiera affermazione dei marchi FIAT sul mercato europeo (+1,4% a gennaio) impongono una strategia industriale in grado di consolidare questa tendenza;
che si tratta di verificare se il “contratto di programma” del Gruppo FIAT approvato dal CIPE sia davvero in grado di scongiurare nuove eventuali difficoltà sul medio-lungo periodo;
che le indicazioni relative alle missioni produttive dei singoli stabilimenti e lo spostamento della costruzione della Punto, e della futura “199” che la sostituirà, come anche della Ypsilon, hanno creato preoccupazioni sia a Mirafiori che a Melfi;
che tali decisioni non sono conformi a quelle sottoposte non più tardi di ottobre ai sindacati, i quali peraltro non sono stati ancora investiti delle ultime scelte,
si chiede di sapere:
come mai il CIPE abbia approvato il contratto di programma presentato dal Gruppo FIAT senza che ci fosse stato un preliminare confronto con il sindacato di categoria;
se il contratto di programma in questione corrisponda agli orientamenti espressi dal Governo nel corso delle recenti crisi del Gruppo e a quelli del Parlamento, contenuti nel documento conclusivo dell’“Indagine conoscitiva” del 2002;
se risponda al vero che le linee del contratto di programma prevedano una riduzione complessiva di 1.200 unità lavorative;
se il Governo sia a conoscenza delle recenti decisioni della FIAT di mutamento delle missioni produttive dei singoli stabilimenti e se sia in condizione di dare assicurazione in particolare ai lavoratori di Melfi, Mirafiori e Termini Imerese sul mantenimento degli attuali livelli occupazionali e sul futuro industriale degli stabilimenti in ispecie meridionali, compreso quello di Termoli, pesantemente investito dall’inondazione dello scorso anno, i quali, secondo la summenzionata “Indagine conoscitiva”, hanno una capacità produttiva e un livello tecnologico "più alto della media europea”, che vanno conservati e sfruttati in tutte le loro potenzialità;
come il Governo giudichi le minacce di licenziamento contro singoli lavoratori, l’ultima verificatasi a Melfi i primi di febbraio 2004, che il gruppo FIAT e le società ad esso collegate paiono a volte preferire ad un corretto rapporto con le associazioni sindacali;
quali iniziative il Governo intenda adottare affinché, dato il prolungamento di ulteriori 12 mesi per l'utilizzo della cassa di integrazione guadagni straordinaria a beneficio dei lavoratori di Arese, vengano realizzati gli impegni assunti per consentire la salvaguardia dei livelli occupazionali e il recupero produttivo dello stabilimento di Arese, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo della produzione di auto ecologiche.