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Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00293


Atto n. 3-00293

Pubblicato il 30 gennaio 2002
Seduta n. 109

VALLONE. - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e dell'interno. -

Premesso che:

        l’approvvigionamento idropotabile di tutto il territorio provinciale di Agrigento avviene attraverso condotte adduttrici di sistemi consortili, quali quelli del Voltano ed il Tre Sorgenti ed attraverso i sistemi acquedottistici dell’EAS – Ente Acquedotti Siciliani;

            in base ai dati forniti dall’Ente Acquedotto Voltano relativi al 2001 – a causa della vetustà delle reti idriche locali – l’approvvigionamento di acqua dolce del territorio agrigentino raggiunge una dotazione reale di 131 litri pro-capite di acqua al giorno, di contro al dato nazionale, sempre pro-capite, pari a 278 litri, e di contro, altresì, al Piano regolatore delle acque per la Sicilia che prevede, entro il 2015, una dotazione pro-capite di 303 litri di acqua al giorno;

            quasi tutti i Comuni dell’agrigentino utilizzano – ad integrazione delle insufficienti dotazioni idriche provenienti dalle condotte adduttrici dei succitati sistemi consortili – le risorse provenienti dall’acquedotto dissalato di Gela, in provincia di Caltanissetta;

            a causa di continui lavori di manutenzione del vetusto impianto di dissalazione di Gela, l’EAS, in data 25 gennaio 2002, comunicava alle Prefetture di Agrigento e Caltanissetta che, a far data dal prossimo mese di febbraio, numerosi comuni della provincia di Agrigento, capoluogo compreso, (per una estensione complessiva di 1.405 Kmq ed una popolazione residente ammontante a 295.586 abitanti) saranno privati dell’approvvigionamento idropotabile;

            stante le comunicazioni formali dell’EAS, dal giorno 4 febbraio prossimo, e per ben quattordici giorni continuativi, la portata della produzione di acqua potabile nell’impianto di dissalazione di Gela scenderà, di fatto, dagli attuali cinquecento litri al secondo a circa trecentotrenta litri, con una riduzione pari al trenta per cento;

            dal giorno 12 febbraio prossimo e per trentasei ore continuative, allo scopo questa volta di consentire i collegamenti idraulici del nuovo modulo di dissalazione in costruzione con la rete di distribuzione, non sarà prodotto un solo litro di acqua;

            a fronte della criticità della situazione idrica sopra esposta, il Ministro dell’interno non ha provveduto, a tutt’oggi, alla nomina del nuovo responsabile del Coordinamento per l’emergenza idrica, dopo che il generale Roberto Jucci, a far data dal 31 dicembre 2001, ha terminato il proprio mandato;

            pedissequamente alla mancata nomina del Coordinatore per l’emergenza idrica, le unità di crisi insediate presso le Prefetture hanno sospeso ogni attività, con la deprecabile conseguenza che, qualora, a fronte di un’emergenza come quella in atto ad Agrigento, si imponesse la necessità di ricorrere a misure straordinarie, le Prefetture dei capoluoghi interessati si troverebbero – come si trovano nella situazione concreta – nell’impossibilità di ricorrere alle fonti alternative di approvvigionamento idrico, nella fattispecie, alla riapertura al prelievo dal lago Leone, in quanto sottoposte all’osservanza di limiti territoriali e/o burocratici;

            la scandalosa situazione di emergenza idrica, ormai cronicizzata, coinvolge da decenni la regione Sicilia tutta, la quale dispone di dotazioni obsolete e/o assolutamente insufficienti a soddisfare le necessità delle popolazioni, in special modo durante il periodo estivo, in cui i fabbisogni aumentano e maggiore è il numero degli abitanti da servire per via dei flussi turistici e del rientro degli emigrati;

            l’emergenza è resa tanto più drammatica dal fatto che, a fronte delle mutazioni climatiche del pianeta che indicano la provincia di Agrigento come fortemente interessata al fenomeno della desertificazione, non si prevede – a breve termine – la realizzazione di fonti alternative di approvvigionamento idropotabile, quale la costruzione del dissalatore nella zona industriale di Porto Empedocle, il cui studio e progetto è stato finanziato dal Ministero dell’economia e delle finanze con i fondi europei di sviluppo regionale 2000-2006,

        si chiede di conoscere:

            se i Ministri in indirizzo intendano al più presto nominare il nuovo responsabile del Coordinamento per l’emergenza idrica, vista la criticità della situazione esposta in premessa e considerate le esiziali conseguenze a danno della popolazione e delle colture per la mancata operatività dell’unità operativa succitata;

            entro quali tempi prevedano possa essere concretamente avviata la costruzione del dissalatore nella zona industriale di Porto Empedocle, per la quale realizzazione manca solo il finanziamento del Ministero dell’economia e delle finanze;

            quali iniziative intendano assumere e quali provvedimenti intendano adottare, per quanto di loro competenza, al fine di garantire, in armonia al programma elettorale del Governo, la soluzione definitiva della crisi idrica nella regione Sicilia.