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Legislatura 18¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 006 del 02/05/2018


Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

DI NICOLA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI NICOLA (M5S). Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevoli senatrici, l'articolo 122 della Costituzione stabilisce che nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o una Giunta regionale e a una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo. Ebbene, da ben due mesi il dettato della Carta costituzionale e la Costituzione stessa sono calpestati in quest'Aula dalla presenza sui banchi del Partito Democratico del presidente di una Giunta regionale, il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso. A questa incompatibilità tangibile ed evidente, che non ha certo bisogno di verifiche da parte degli organi parlamentari, il presidente D'Alfonso resiste continuando ad occupare le due cariche con grave danno per la normale attività della Regione Abruzzo.

Una situazione che ha determinato le proteste dei vari gruppi consiliari e che continua a interessare stampa locale e stampa nazionale, oltre che rubriche satiriche sollecitate dalle paradossali situazioni che questa incompatibilità continua a provocare.

«La doppia poltrona di D'Alfonso» ha riportato, per esempio, una di queste testate «produce effetti nefasti sui lavori del Consiglio regionale. Due settimane fa, per dire, il Governatore prendendo la parola in Consiglio si premurò di avvisare i colleghi che non avrebbe potuto presenziare per tutta la durata dei lavori perché doveva recarsi a Roma in Senato: "Con trasparenza, vi rappresento che devo andar via, non perché me lo chiede mia moglie ma per andare a Palazzo Madama"» ha detto il Governatore incompatibile.

«Risultato?» Spiega l'articolo: «Con l'assenza di D'Alfonso è venuto a mancare il numero legale e la seduta è stata rinviata.»

Questo sta accadendo: l'attività di un Consiglio regionale è bloccata per le ambizioni di un uomo politico. E tutto questo in una Regione che della piena attività dei suoi organi ha bisogno per affrontare tutte le emergenze che la attanagliano, da quella occupazionale e ambientale a quella sismica che la vedono, ancora oggi, con circa l'80 per cento delle scuole prive dei necessari requisiti di sicurezza sul fronte antisismico.

Ciononostante, D'Alfonso si ostina a mantenere la sua doppia poltrona: «Lasciare la guida della Regione?» ha detto, sfidando il buon senso «Io devo prima determinare l'inveramento delle condizioni per diventare senatore». Inutile sottolineare che da tempo la proclamazione dei senatori è avvenuta e non vi è certo bisogno di una istruttoria eventuale della Giunta delle elezioni ancora da costituire per acclarare l'incompatibilità del Presidente della Regione Abruzzo, incompatibilità ‑ ripeto ‑ sancita dalla Costituzione stessa.

Ma c'è un altro fatto grave che intendo segnalare e che ben documenta il degrado istituzionale che la doppia poltrona del governatore D'Alfonso sta provocando: anche la Regione Abruzzo è chiamata, attraverso i suoi organi, ad intervenire e sancire l'incompatibilità del suo Presidente. Non a caso il 6 aprile scorso a pronunciarsi è stata chiamata la sua Giunta per le elezioni. Ebbene, con un comportamento dettato da pura logica di convenienza politica, la maggioranza della Giunta, la stessa che sostiene il governatore D'Alfonso, ha deciso che non sussistono cause di incompatibilità tra la carica di senatore e quella di Presidente della Regione Abruzzo. Questa è la situazione che si è creata nella nostra Regione e che chiediamo di sanare invitando il governatore D'Alfonso a rimuovere la sua incompatibilità.

Lo chiediamo in quest'Aula anche agli organi del suo partito e del suo Gruppo parlamentare. Sarebbe un gesto di buonsenso che restituirebbe dignità e decoro alla politica e ai cittadini abruzzesi il diritto a quel buon Governo che solo potrebbe consentire di avviare a soluzione i problemi drammatici che in tanti casi rendono invivibile la loro esistenza. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP).