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Legislatura 18¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 006 del 02/05/2018


CENTINAIO, SALVINI, STEFANI, PILLON, TOSATO, BONGIORNO, CALDEROLI, CANDIANI, SOLINAS, BORGONZONI, BORGHESI, ARRIGONI, NISINI, AUGUSSORI, BAGNAI, BARBARO, BERGESIO, BONFRISCO, Simone BOSSI, Umberto BOSSI, BRIZIARELLI, BRUZZONE, CAMPARI, CANDURA, CANTU', CASOLATI, DE VECCHIS, FAGGI, FERRERO, FREGOLENT, FUSCO, IWOBI, MARIN, MARTI, MONTANI, OSTELLARI, PAZZAGLINI, Emanuele PELLEGRINI, PEPE, PERGREFFI, PIANASSO, PIROVANO, Pietro PISANI, PITTONI, PIZZOL, PUCCIARELLI, RIPAMONTI, RIVOLTA, ROMEO, RUFA, SAPONARA, SAVIANE, SBRANA, SIRI, TESEI, VALLARDI, VESCOVI, ZULIANI - Il Senato,

premesso che:

dopo il caso di Charlie Gard, il Regno Unito è nuovamente sotto i riflettori per un'analoga vicenda. Alfie Evans è un bambino inglese di 23 mesi affetto da una patologia neurodegenerativa non diagnosticata, ma tale da rendere la sua vita "futile" secondo i giudici del suo Paese, per i quali la ventilazione deve essergli sospesa nel suo stesso "migliore interesse" ("best interest") e deve essergli applicato uno specifico protocollo di fine vita; attualmente ricoverato presso l'Alder Hey Hospital di Liverpool, è previsto che gli stacchino il respiratore;

i genitori del bambino poco più che ventenni si stanno opponendo in tutti i modi e in tutte le sedi competenti, lamentando la mancanza, da mesi, di cure e approfondimenti diagnostici; soltanto cure palliative;

si tratta di una vicenda che sta coinvolgendo il mondo intero. I genitori, come avvenne per il caso Charlie Gard, si sono visti rifiutare l'accoglimento delle loro richieste. Tanti gli appelli da parte di innumerevoli semplici cittadini e di autorità politiche di tutto il mondo. Il Santo Padre è intervenuto più volte auspicando che la volontà dei genitori trovi seguito. Al momento, però, la pronuncia dei giudici inglesi conferma l'impedimento a che i genitori individuino un altro sito per curare il loro bambino;

i legali della famiglia Evans chiedono l'autorizzazione a condurre il figlio in Italia dove le strutture ospedaliere "Bambino Gesù" di Roma e l'ospedale pediatrico "Gaslini" di Genova, eccellenze mondiali, hanno confermato, tramite la sua presidente, la disponibilità ad accogliere il piccolo in ogni momento, al fine di formulare una diagnosi e quantomeno accompagnarlo alla fine naturale. Le autorità sanitarie inglesi si sono opposte ad autorizzare la trasferta del piccolo, adducendo il rischio che durante il viaggio il bambino possa avere delle convulsioni, preferendone la morte dove si trova, nonostante Alfie sia vitale, reagisca e sorrida;

l'incuria e le negligenze dell'ospedale inglese sono state documentate dal padre, che ha reso pubbliche parecchie foto che non possono non lasciare chiunque allibito e straziato;

la vita di Alfie sta per terminare non già per la sua malattia, bensì per la "giustizia" inglese, secondo cui un paziente va ucciso, perché non corra il rischio di aggravarsi durante un trasporto e secondo cui, nell'incapacità dei medici di formulare una diagnosi, si debba eliminare il problema eliminando il malato;

dapprima il caso di Charlie, e ora quello di Alfie, ledono a giudizio dei proponenti del presente atto principi fondamentali contenuti nella Convenzione europea sui diritti dell'uomo: dalla intangibilità della vita alla libertà di scelta della famiglia, e in particolare alla libertà di cura e di circolazione all'interno del territorio europeo dei cittadini di uno dei suoi Paesi membri. È veramente singolare che uno Stato che fa ancora parte dell'Unione europea ritenga che il "superiore interesse del minore", criterio di decisione nel caso specifico, e già evocato in precedenza, per Charlie Gard, coincida con lasciar morire il minore senza che si formuli neanche una diagnosi, in contrasto con la famiglia e senza che sussista in concreto alcun accanimento terapeutico. Ed è altrettanto singolare che in una Unione europea, nella quale le istituzioni comunitarie intervengono, talora a sproposito, su scelte dei Governi dei singoli Stati relative ad altre voci che coinvolgono la vita e la salute delle persone, per esempio in tema di immigrazione, qui restino silenti, a conferma del condizionamento ideologico per una così grave lesione di beni fondanti;

il Governo italiano è in prima linea in questa battaglia di civiltà. Per scongiurare quanto sta accadendo e permettere che il piccolo sia trasferito nel nostro Paese e venga preso in carico dalle strutture ospedaliere italiane ha concesso, con un provvedimento d'urgenza, la cittadinanza italiana al bambino;

il Regno Unito continua a mietere vittime innocenti, cavalcando quella deriva eugenista e eutanatica che confligge con i principi fondamentali sottoscritti con la firma del trattato dell'UE e relativi al rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto (ovvero della separazione dei poteri) e dei diritti umani (art. 2);

tutto ciò viola, inoltre, un altro principio fondamentale dell'UE: quello sulla libera circolazione degli individui (ex art. 67: "L'unione realizza uno spazio di libertà sicurezza e giustizia nel rispetto dei diritti fondamentali"); addirittura contraddice la stessa "Magna Charta Libertatum", i cui principi tutti i popoli europei hanno assunto a modello per i moderni ordinamenti cosiddetti "democratici" (art. 42 della Magna Charta: "ogni uomo potrà lasciare il nostro Regno e farvi ritorno senza danno o timore");

la circostanza che un giudice civile, negli ordinamenti di common law, abbia il potere abnorme di condizionare la vita umana oltre i casi della giustizia penale, crea una frattura incolmabile tra questi e gli ordinamenti continentali, in una materia fondamentale (è appunto scimmiottando a parere dei proponenti del presente atto arbitrariamente gli ordinamenti di common law che il giudice italiano ha decretato nel 2009, contra legem, la morte di Eluana Englaro);

la consegna della vita umana alla discrezionalità del giudice, foriera degli esiti tragici e disumani che sono sotto gli occhi di tutti, rappresenta una minaccia reale da cui rifuggire con convinzione;

la pena capitale inflitta da un giudice a un innocente, come il caso di Alfie Evans, costituisce il coronamento di una degenerazione culturale, etica e giuridica che rischia di travolgere una intera civiltà,

impegna il Governo:

1) a continuare nell'azione diplomatica avviata per scongiurare che al piccolo Alfie Evans vengano interrotti i presidi sanitari che lo tengono in vita e favorire un accordo con le autorità inglesi competenti al fine di consentire il suo trasporto e il suo ricovero presso le strutture Gaslini di Genova o Bambino Gesù di Roma, pronti a curarne il trasferimento e ad accoglierlo;

2) a sostenere in tutte le sedi competenti una moratoria internazionale di ogni decisione giudiziaria, legislativa o di qualsiasi altra natura che abbia come conseguenza di privare i minori di cure e supporti vitali, in particolar modo contro il volere delle famiglie.

(1-00006)