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Legislatura 18¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 006 del 02/05/2018


STEFANI, CANDURA, FREGOLENT, OSTELLARI, PIZZOL, SAVIANE, TOSATO, VALLARDI, ZULIANI - Ai Ministri dell'interno e della giustizia - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

pochi giorni fa a Vicenza, precisamente a Campo Marzo, una pattuglia di militari dell'Esercito è stata accerchiata da un gruppo di extracomunitari, che ha aggredito i soldati per impedire loro di identificare uno straniero connazionale, sorpreso a bere alcolici su una delle panchine dell'area verde davanti alla stazione;

subito i militari avevano dovuto chiedere l'intervento di una volante della Polizia e successivamente, durante la fuga del gruppo di aggressori provocato dall'arrivo della pattuglia della Questura, è stato fermato, insieme ad altri, un nigeriano di 23 anni, poi arrestato e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale;

precedentemente, nell'ottobre 2017, lo stesso nigeriano, allora richiedente asilo, era già balzato alla ribalta delle cronache, quando era stato sorpreso, sempre a Campo Marzo, con droga e refurtiva proprio nel giorno dell'esordio dell'operazione "Strade sicure", che vede da allora impegnati i soldati dell'Esercito nel presidiare un'area della città particolarmente soggetta a degrado e microcriminalità;

il nigeriano, in quella occasione, era stato arrestato e poi condannato a un anno di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti, nonché al pagamento di una multa di 2.000 euro e, con la condizionale, era tornato poi subito in libertà;

ha suscitato scalpore, quindi, la notizia di questi giorni che, nonostante l'arresto con successiva condanna e una denuncia ora a suo carico, a meno di una settimana dall'aggressione alla pattuglia dell'Esercito a Campo Marzo, allo stesso nigeriano un giudice abbia quindi riconosciuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari ai sensi dell'art. 5, comma 6, del decreto legislativo n. 286 del 1998, accogliendone il ricorso, dopo che la domanda di asilo era già stata respinta dalla commissione territoriale competente al suo esame;

inoltre, l'ufficio immigrazione della Questura aveva già provato a rimpatriare lo straniero di nazionalità nigeriana, ora denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, ma il suo status lo avrebbe reso, nelle more del ricorso, temporaneamente non espellibile;

considerato che:

la protezione umanitaria non è imposta da obblighi internazionali, né dalla necessità di dare adempimento ad un principio costituzionale, ma è una forma di protezione introdotta in autonomia dal legislatore italiano e prevista all'articolo 5, comma 6, del decreto legislativo n. 286 del 1998, qualora ricorrano "gravi motivi di carattere umanitario" a carico del richiedente asilo;

l'esame della domanda di asilo del cittadino nigeriano, già condannato e successivamente ancora denunciato, era precedentemente stata esaminata dalla commissione territoriale competente per legge, la quale non aveva ravvisato, nel caso in esame, che vi fossero, appunto, elementi tali da configurare la fattispecie di cui all'art. 5 del decreto legislativo n. 286 del 1998;

è di tutta evidenza che quanto accaduto a Campo Marzo pochi giorni fa è l'ennesimo fatto di cronaca che attesta il grave degrado in cui versa ormai il parco cittadino vicentino per la presenza di decine di immigrati, dediti ad attività illegali e contrarie alla legge;

a giudizio degli interroganti è del tutto inammissibile, per di più, premiare chi commette reati riconoscendogli particolari forme di accoglienza o di protezione, stante l'evidente e totale mancanza di volontà da parte sempre degli stessi stranieri di rispettare le regole del nostro Paese,

si chiede di sapere:

quali iniziative intendano adottare i Ministri in indirizzo, ognuno secondo le proprie competenze, al fine di accertare i fatti riportati e i motivi per i quali sia stato riconosciuto al cittadino nigeriano, nonostante fosse stato precedentemente condannato e ad oggi denunciato per l'aggressione a Campo Marzo, un permesso di soggiorno per motivi umanitari;

quali provvedimenti intendano, inoltre, assumere per assicurare il diniego o la revoca del permesso di soggiorno riconosciuto dal Tribunale di primo grado al cittadino nigeriano e la sua immediata espulsione e rimpatrio nel Paese di origine.

(4-00079)