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Legislatura 18¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 006 del 02/05/2018


DE BONIS, GALLICCHIO - Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, e successive modificazioni e integrazioni, recante "Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano", disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano con la finalità di assicurarne salubrità e potabilità, tutelando, in tal modo, la salute umana dai rischi e dalle conseguenze rinvenienti dalla contaminazione delle acque;

prevede all'art. 2, comma 1, lettera c), che il gestore del servizio idrico integrato per la Basilicata è Acquedotto Lucano SpA;

l'Azienda sanitaria locale di Matera ha pubblicato il 19 aprile 2018 un avviso rivolto alla Comunità di Metaponto lido e Case sparse di Montescaglioso, a seguito della comunicazione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Basilicata, che dava conto dell'esito sfavorevole delle analisi dell'acqua potabile per la presenza di trialometani (THMs), sottoprodotti clorurati del cloro usato come disinfettante, al di sopra dei limiti consentiti;

i trialometani (THMs) si formano nell'acqua destinata al consumo umano soprattutto come risultato della reazione del cloro con la materia organica presente naturalmente nelle acque grezze: la quantità di THMs che si forma è in relazione alla concentrazione del cloro, degli acidi umici e degli ioni bromuro, della temperatura, del pH;

gli effetti sulla salute umana dei THMs possono essere molteplici e producono effetti cancerogeni;

l'ultimo campione prelevato nel serbatoio Campagnolo basso, a servizio di Metaponto lido e di Case sparse, ha riportato, inequivocabilmente, valori sopra la soglia di THMs di 38 microgrammi per litro, un valore, cioè, superiore al limite della soglia di 30 microgrammi per litro;

l'Azienza sanitaria locale sconsigliava, conseguentemente, l'utilizzo ad uso potabile dell'acqua;

la stessa Azienda sanitaria procedeva quindi ad inoltrare ai sindaci di Policoro, Nova Siri e Scanzano proposte per l'adozione di ordinanze urgenti, che venivano adottate nelle ore successive, al fine di sospendere l'utilizzo dell'acqua per usi potabili e per la preparazione dei cibi;

l'avviso precisava che l'azione dei trialometani avviene per "accumulo" negli anni e non ha carattere acuto;

dallo schema idrico appulo-lucano si evince che l'acqua della rete che affluisce ai predetti comuni deriva dal potabilizzatore di Montalbano jonico, in cui avviene una miscela dell'acqua proveniente dall'invaso del Sinni con quella proveniente dall'invaso del Pertusillo;

per ciò che attiene alle cause, andrebbe indagata in primo luogo la regolarità delle operazioni di sanificazione dei serbatoi e la regolarità dello smaltimento dei fanghi;

in subordine, andrebbero indagate eventuali correlazioni tra la presenza di due discariche, delle quali una attiva, e il vicino invaso di Monte Cotugno (Sinni) che potrebbe essere stato contaminato da percolato, come riportato nella sentenza della Corte di cassazione n. 7214/2011;

Acquedotto Lucano SpA, società di gestione del servizio idrico, nonostante i riscontri pervenuti da Arpab, emanava un comunicato in cui precisava: "Quelle da noi eseguite sulla rete del potabilizzatore di Montalbano Jonico (a servizio anche di Policoro e Nova Siri Marina) stanno confermando la buona qualità dell'acqua con nessun superamento dei limiti di trialometani. Le ordinanze dei sindaci sono state emesse a seguito degli esiti di un campionamento Arpab nei giorni scorsi da cui risulterebbe il superamento della soglia (30 microgrammi per litro - mcg/l) di THMs";

restano 5 i comuni lucani privati dell'acqua potabile: dopo Policoro, Scanzano jonico e Nova Siri marina, il disagio colpisce nei giorni successivi anche Montescaglioso e Metaponto;

l'allarme per un'alta concentrazione di trialometani nell'acqua non è peraltro nuovo nella provincia di Matera, dato che nel settembre 2016 esso si ripeteva negli stessi comuni colpiti dall'emergenza odierna, mentre nel mese di ottobre 2017 veniva riscontrato nel territorio di Irsina;

il 30 ottobre 2017 l'Arpab trasmetteva infatti all'Azienda sanitaria di Matera (ASM) l'esito delle analisi effettuate su un campione di acqua potabile prelevato in data 2 ottobre 2017 all'uscita del serbatoio sito in contrada "I Piani" del Comune di Irsina: il rapporto analitico evidenziava la non conformità ai limiti del decreto legislativo n. 31 del 2001 del parametro "trialometani totali";

le analisi realizzate dall'Arpab e dall'Acquedotto Lucano SpA non risulterebbero "accreditate",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se non ritengano di adottare misure urgenti di propria competenza al fine di accertare l'effettiva presenza e le cause delle alte concentrazioni di trialometani nell'acqua potabile del territorio della provincia di Matera per predisporre azioni atte a prevenire danni alla salute dei cittadini e a ricondurre definitivamente sotto le soglie consentite la presenza di inquinanti;

se siano a conoscenza della cadenza temporale con cui sono state effettuate le operazioni di pulizia e sanificazione dei serbatoi della provincia di Matera con indicazione degli eventuali appalti e formulari di smaltimento dei fanghi;

se non ritengano, nell'ambito della propria attività di vigilanza, di adottare provvedimenti finalizzati a garantire che le metodiche di prelevamento dei campioni e di analisi delle acque effettuate da Arpab e da Acquedotto Lucano SpA siano necessariamente "accreditate" e, fermo restando questo, se non ritengano di adottare iniziative, anche di carattere normativo, al fine di favorire l'allineamento delle metodiche tra gli enti preposti alle analisi sull'acqua potabile per dare certezze ai cittadini.

(4-00072)