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Legislatura 18¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 006 del 02/05/2018


ARRIGONI, CANDIANI, BRIZIARELLI, PAZZAGLINI, BAGNAI, FUSCO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

a più di un anno e mezzo dagli straordinari eventi sismici che, a decorrere dal 24 agosto 2016, hanno colpito il Centro Italia, la ricostruzione stenta a partire, anche per il verificarsi di una serie di problematiche, soprattutto procedurali;

in questi giorni, proprio nel passaggio dalla XVII alla XVIII Legislatura, ricorre una serie di scadenze tributarie a carico di imprese e cittadini, nonché quelle per i contributi statali per la ricostruzione e cresce la preoccupazione delle popolazioni interessate per la mancata proroga della sospensione;

alle scadenze proprie dei territori colpiti dal sisma, il 21 aprile 2018 si è aggiunta quella del termine per la definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo, ma in particolare preoccupa la ripresa dei pagamenti relativa al termine della "busta paga pesante";

infatti, l'art. 48, comma 1-bis, del decreto-legge n. 189 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 229 del 2016, aveva stabilito la possibilità per i lavoratori dipendenti di richiedere al datore di lavoro di non effettuare le ritenute IRPEF in busta paga, con restituzione in 9 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 16 febbraio 2018, come modificato dal decreto-legge n. 50 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2017;

la stessa necessità è stata riconosciuta alle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009, per le quali però la legge di stabilità per il 2012 (legge n. 183 del 2011) ha previsto una proroga di un anno e mezzo per la restituzione della busta paga pesante (da giugno 2010 a gennaio 2012), restando in vigore per un totale di 2 anni e 8 mesi;

sono state inoltre previste 120 rate ed è stata introdotta la riduzione dell'ammontare al 40 per cento del non versato, che ovviamente alleggerisce di molto il peso della doppia tassazione in contemporanea, ossia quella corrente e quella arretrata;

al contrario, per il terremoto del Centro Italia, la proroga della busta paga pesante è slittata soltanto di 3 mesi e mezzo (dal 16 febbraio 2018 al 31 maggio 2018, con la modifica del citato articolo 48, comma 1-bis, introdotta dalla legge di bilancio per il 2018, all'articolo 1, comma 736, lettera a)) e la restituzione avverrà in 24 rate (come stabilito da ultimo dal medesimo comma della legge di bilancio per il 2018, legge n. 205 del 2017). Inoltre, non sono ancora state stabilite le modalità di restituzione, ossia se mediante il sostituto d'imposta o autonomamente in F24;

tale scadenza interviene prematuramente, rispetto allo stato di attuazione della ricostruzione e della ripresa economica, e l'avvicinarsi delle date di scadenza di tali importanti adempimenti tributari crea ansie e paure ai cittadini del luogo, anche in considerazione del prorogarsi dei tempi per il ritorno alle normali condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni terremotate;

la proroga dello stato di emergenza, prevista dal Consiglio dei ministri del 22 febbraio 2018, dimostra le difficoltà riscontrate nel periodo post terremoto e, quindi, la necessità di prorogare tutti i termini previsti per gli adempimenti tributari e procedurali;

tenuto conto del fatto che l'evento sismico che ha colpito il Centro Italia nel 2016, sia per la gravità che per la difficoltà della ricostruzione e della ripresa economica dei territori, mostra lo stesso grado di emergenza di quello de L'Aquila del 2009,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non voglia assumere al più presto le opportune iniziative, anche di carattere d'urgenza, che prevedano una dilazione più ampia dei termini di scadenza per la ripresa degli adempimenti tributari, in particolare per la scadenza del 31 maggio 2018 riguardante la busta paga pesante, al fine di uniformare il trattamento delle popolazioni colpite dai due eventi calamitosi.

(4-00069)