Caricamento in corso...
 
 
XML (376 KB) Versione ePub Versione PDF (694 KB)

Versione HTML base



Legislatura 18¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 006 del 02/05/2018


PERGREFFI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

come recentemente segnalato dal sindaco di Orio al Serio (Bergamo), presso lo scalo aeroportuale "Caravaggio", si assiste ad un continuo transito di famiglie straniere con figli minori ed anche di soli minori non accompagnati, spesso con documenti falsi validi ai fini dell'espatrio, in arrivo da altra destinazione europea e extraeuropea e privi di parenti domiciliati sul territorio nazionale;

ciò comporta l'intervento immediato della Polizia di frontiera, pubblica autorità preposta, fra l'altro, alla protezione dell'infanzia, la quale provvede tempestivamente ad affidare il minore a una comunità, che costituisce luogo protetto ai sensi dell'art. 403 del codice civile e a trasmettere il verbale all'ufficio servizio sociale che, da quel momento, ha in carico la tutela del minore;

tuttavia, tale procedura, benché i minori siano rintracciati presso un aeroscalo e quindi in uno spazio demaniale in cui il Comune non ha giurisdizione, non sarebbe preceduta da alcuna consultazione del servizio comunale di tutela dei minori e si tradurrebbe di fatto per il Comune di Orio al Serio nel mero pagamento del costo di ospitalità del minore, di importo variabile a seconda che il minore faccia perdere le proprie tracce o si fermi ospite, senza alcun diritto di rimborso a riguardo per l'ente;

è di tutta evidenza l'assoluta insostenibilità economica della presa in carico e della gestione da parte del Comune di Orio al Serio di tale fenomeno che, in futuro, stanti anche i numeri registrati negli ultimi anni, subirà incrementi non sopportabili dall'ente locale;

difatti, secondo i dati del Ministero dell'interno i minori stranieri non accompagnati giunti in Italia sono passati da 62.692 nel 2011 a 153.842 nel 2015 e 181.436 nel 2016, passando dall'8 per cento nel 2015 al 14,2 per cento nel 2016 dei migranti sbarcati, un flusso pertanto in costante crescita;

secondo un articolo pubblicato su "Il Sole-24 ore", i minori stranieri non accompagnati giunti in Italia solo nel 2017 sarebbero 18.303 in tutto e 5.828 sarebbero quelli irreperibili;

comunque, il numero dei minori non accompagnati sbarcati sulle nostre coste e identificati restituisce solo in parte l'immagine reale della mobilità minorile non accompagnata in Italia, non essendo conteggiato infatti chi entra via terra, chi non viene identificato, chi si rende irreperibile, anche per raggiungere eventuali parenti nel nord Europa, e chi viene riammesso in Italia da altri Stati;

in seguito all'intesa sancita in Conferenza unificata (10 luglio 2014) sul piano nazionale per fronteggiare il flusso straordinario di cittadini extracomunitari, adulti, famiglie e minori stranieri non accompagnati, al Ministero dell'interno è stata attribuita la responsabilità dell'organizzazione dell'accoglienza anche dei minori stranieri non accompagnati, superando il precedente regime che distingueva i minori non accompagnati richiedenti asilo dai non richiedenti, distinta in due fasi di prima e seconda accoglienza, così come poi statuito nel decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142;

successivamente è stata approvata la legge 7 aprile 2017, n. 47, recante "Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati", entrata poi in vigore il 6 maggio 2017, la quale ha introdotto una serie di modifiche alla normativa in vigore in materia di minori stranieri non accompagnati;

in particolare, l'articolo 4 e l'articolo 12 hanno disposto modifiche all'articolo 19 del decreto legislativo n. 142 del 2015, rispettivamente il primo riducendo il tempo di permanenza dei minori stranieri non accompagnati nelle strutture di prima accoglienza a loro destinate ai fini dell'identificazione ed il secondo intervenendo sul programma di accoglienza "sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati";

secondo la normativa in vigore, nella fase di prima accoglienza i minori non accompagnati sarebbero accolti in strutture governative di prima accoglienza a loro destinate attivate dal Ministero, in accordo con l'ente locale nel cui territorio è situata la struttura, e gestite dal Ministero dell'interno anche in convenzione con gli enti locali, mentre successivamente l'accoglienza dovrebbe proseguire nell'ambito del sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati, la cui capienza sarebbe, però, commisurata alle effettive presenze dei minori non accompagnati nel territorio nazionale e, comunque, nei limiti delle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo;

ai sensi del comma 3 dell'art. 19 del decreto legislativo n. 142 del 2015, in caso di temporanea indisponibilità nelle strutture di prima e seconda accoglienza, l'assistenza e l'accoglienza del minore devono essere temporaneamente assicurate dalla pubblica autorità del Comune in cui il minore si trova, con il contributo disposto dal Ministero dell'interno a valere sul Fondo nazionale per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati di cui all'articolo 1, comma 181, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, però nel limite delle risorse del medesimo Fondo;

il comma 4 prosegue stabilendo che in presenza di arrivi consistenti e ravvicinati di minori non accompagnati, qualora l'accoglienza non possa essere assicurata dai Comuni, è disposta dal prefetto, con l'attivazione di strutture ricettive temporanee esclusivamente dedicate ai minori non accompagnati, anche in questo caso, limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento nelle strutture previste dai commi precedenti e comunque dell'accoglienza del minore non accompagnato nelle strutture deve essere data notizia, a cura del gestore della struttura, al Comune in cui si trova la struttura stessa, per il coordinamento con i servizi del territorio;

la legge 8 novembre 2000, n. 328, stabilisce, infatti, che siano gli enti locali a fornire piena assistenza a tutti i minori, e quindi anche ai minori stranieri non accompagnati, ai quali si applicano, per analogia, le norme generalmente destinate alla protezione dei minori italiani in difficoltà;

anche per il numero elevato delle presenze e degli arrivi nonché per le ingenti disponibilità economiche richieste, ancora oggi e nonostante le modifiche normative, l'accoglienza e la protezione dei minori stranieri non accompagnati continua ad avere per i Comuni, in qualità di soggetti deputati all'accoglienza del minore e all'attivazione della rete dei servizi sociali, un forte impatto sul sistema del welfare locale, dal punto di vista economico, sociale ed operativo;

quanto segnalato dal sindaco di Orio al Serio, difatti, non è un caso isolato, ed inoltre tali difficoltà risultano ancora maggiori per i Comuni più investiti dalla presenza dei minori stranieri perché situati in zone di ingresso;

a giudizio dell'interrogante non può essere il mezzo di trasporto utilizzato per raggiungere il territorio italiano il fattore discriminante per definire in quale procedimento di accoglienza e di affidamento debba essere inquadrato il caso di un minore migrante;

lo SPRAR è un sistema nazionale basato sull'adesione volontaria dei Comuni e che su questi ultimi non dovrebbe in ultimo essere scaricata la gestione di tale emergenza, stante anche la non prevedibilità dei flussi, peraltro in aumento, che non consente nemmeno di pianificare o quantificare l'onere economico a carico dell'ente locale;

risulta che il costo a carico dei Comuni per alloggiare dei minori in comunità possa variare dai 70 ai 100 euro al giorno e che gli ambiti territoriali afferenti all'ATS (azienda per la tutela della salute, ex ASL) rimborsino il 40 per cento del costo;

pertanto, ai Comuni viene riconosciuto, a seguito di rendicontazione, l'importo fisso di 45 euro al giorno, a prescindere dal costo della comunità reperita nel giro di poche ore, da dividere in proporzione con gli ambiti che hanno anticipato le spese (quindi 60 per cento al Comune e 40 per cento all'ambito);

pare poi, inoltre, che da giugno 2017 i rimborsi ai Comuni a valere sul Fondo non siano più stati erogati da parte dello Stato,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero quanto sopra, ed in particolare se da giugno 2017 i Comuni non siano più stati rimborsati da parte dello Stato per le spese sostenute per la presa in carico dei minori stranieri non accompagnati;

quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere a fronte delle criticità evidenziate, per assicurare, a seguito del consistente afflusso di migranti minori non accompagnati in territorio italiano, che la presa in carico dei minori sia effettuata realmente a cura del Ministero senza ulteriormente gravare sugli enti locali;

quali misure di competenza intenda assumere a favore dei Comuni, già in difficoltà per il peso economico e sociale derivante dall'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati giunti sul territorio nazionale e stante l'assoluta insostenibilità economica della presa in carico dei minori, in particolare per quelli più esposti e situati in zone di transito e arrivo, come nel caso specifico di Orio al Serio, dove i minori, giunti attraverso aeromobili, vengono identificati all'interno del sedime aeroportuale, o ancor più in area cosiddetta extra-Schengen.

(4-00068)