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Legislatura 18¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 006 del 02/05/2018


RUFA, CENTINAIO, SALVINI, CALDEROLI, CANDIANI, STEFANI, SOLINAS, BORGONZONI, BORGHESI, ARRIGONI, TOSATO, NISINI, AUGUSSORI, BAGNAI, BARBARO, BERGESIO, BONFRISCO, Simone BOSSI, Umberto BOSSI, BRIZIARELLI, BRUZZONE, CAMPARI, CANDURA, CANTU', CASOLATI, DE VECCHIS, FAGGI, FERRERO, FREGOLENT, FUSCO, IWOBI, MARIN, MARTI, MONTANI, OSTELLARI, PAZZAGLINI, Emanuele PELLEGRINI, PEPE, PERGREFFI, PIANASSO, PILLON, PIROVANO, Pietro PISANI, PITTONI, PIZZOL, PUCCIARELLI, RIPAMONTI, RIVOLTA, ROMEO, SAPONARA, SAVIANE, SBRANA, SIRI, TESEI, VALLARDI, VESCOVI, ZULIANI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

l'articolo 3 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219, ha dato attuazione alla delega di cui all'articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n. 124, per il riordino delle funzioni e del funzionamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

il citato articolo 3, al comma 1, fissa i criteri per il riordino e la razionalizzazione delle camere di commercio sul territorio nazionale, dettagliando il piano di accorpamenti delle stesse per ricondurle obbligatoriamente entro il limite numerico di 60;

il Ministro dello sviluppo economico, ai sensi del comma 4 dell'articolo 3 del decreto legislativo, ha adottato il decreto 8 agosto 2017 recante "Rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, istituzione di nuove camere di commercio, e determinazioni in materia di razionalizzazione delle sedi e del personale";

la sentenza della Corte costituzionale n. 261 del 13 dicembre 2017, pronunciata a seguito del ricorso di alcune Regioni, ha dichiarato illegittimo il decreto ministeriale, perché privo dell'intesa con la Conferenza Stato-Regioni;

tuttavia, il Ministero dello sviluppo economico, con decreto del 16 febbraio 2018, ha riadottato, con gli stessi contenuti, il decreto dell'8 agosto 2017, disponendo contestualmente la cessazione dell'efficacia di quest'ultimo;

il mancato raggiungimento dell'intesa con la Conferenza Stato-Regioni sul decreto 16 febbraio 2018 potrebbe aprire la strada a nuovi ed ulteriori contenziosi, che rischiano di bloccare nuovamente il processo di riforma del settore camerale;

a giudizio degli interroganti i criteri utilizzati per l'accorpamento delle camere di commercio non sempre rispondono alle reali esigenze del territorio, mettendo in discussione la naturale vocazione delle imprese che vi operano a danno del tessuto economico del Paese;

il decreto ministeriale, in particolare, non tenendo conto della volontà di accorpamento eventualmente manifestata dagli enti camerali interessati, potrebbe obbligare all'unificazione realtà economiche assolutamente distanti tra loro, con ricadute negative, non solo sull'economia del territorio, ma anche sulla qualità dei servizi offerti ad imprese e cittadini e sull'individualità culturale ed economica di ciascun ente camerale,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare le necessarie iniziative, anche di carattere legislativo, al fine di modificare i criteri per il riordino e la razionalizzazione delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, tenendo conto primariamente del principio di volontarietà nel procedimento di accorpamento degli enti camerali.

(4-00061)