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Legislatura 18¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 006 del 02/05/2018


ARRIGONI, CENTINAIO, SALVINI, CALDEROLI, CANDIANI, STEFANI, SOLINAS, BORGONZONI, BORGHESI, TOSATO, NISINI, AUGUSSORI, BAGNAI, BARBARO, BERGESIO, BONFRISCO, Simone BOSSI, Umberto BOSSI, BRIZIARELLI, BRUZZONE, CAMPARI, CANDURA, CANTU', CASOLATI, DE VECCHIS, FAGGI, FERRERO, FREGOLENT, FUSCO, IWOBI, MARIN, MARTI, MONTANI, OSTELLARI, PAZZAGLINI, Emanuele PELLEGRINI, PEPE, PERGREFFI, PIANASSO, PILLON, PIROVANO, Pietro PISANI, PITTONI, PIZZOL, PUCCIARELLI, RIPAMONTI, RIVOLTA, ROMEO, RUFA, SAPONARA, SAVIANE, SBRANA, SIRI, TESEI, VALLARDI, VESCOVI, ZULIANI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della salute - Premesso che:

la risoluzione n. 25.1 del 1972 dell'Assemblea mondiale della sanità (AMS/WHA) ha risolto il problema della partecipazione in seno ad essa della Repubblica popolare cinese, lasciando insoluto il tema della partecipazione di Taiwan;

soltanto il Governo democraticamente eletto di Taiwan può rappresentare i suoi 23,5 milioni di cittadini e assumersi la responsabilità della loro salute;

se Taiwan non può partecipare all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS/WHO), e se non è inserita nel sistema globale di prevenzione delle malattie, il diritto alla salute di cui 23,5 milioni di abitanti di Taiwan dovrebbero beneficiare, come tutte le persone e i popoli del mondo, non può essere pienamente garantito e, inoltre, non può essere conseguito l'obiettivo, stabilito nella stessa Costituzione dell'OMS, di ottenere il più alto standard di salute possibile per tutto il genere umano;

proteggere la salute e l'igiene delle persone, e promuovere interazioni costruttive, è una responsabilità condivisa, sia dalla Cina, sia da Taiwan. Da maggio 2016, il Governo di Taiwan ha dimostrato più volte la sua disponibilità alla collaborazione, riconoscendo i fatti storici dei colloqui del 1992 avvenuti tra gli organismi rappresentativi dei due Paesi (la Fondazione per gli scambi nello stretto (SEF, Straits Exchange Foundation) e l'Associazione per le relazioni nello stretto di Taiwan (ARATS, Association for Relation Across Taiwan Straits)) e ha ripetutamente chiesto la ripresa di un dialogo pragmatico tra le due parti dello stretto. Le attuali differenze politiche tra Cina e Taiwan non dovrebbero, comunque, avere la precedenza sugli sforzi globali per il raggiungimento della buona salute e del benessere di tutti e per tutti;

la Costituzione dell'OMS stabilisce chiaramente che il godimento dei più alti standard sanitari è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano, senza distinzioni di razza, religione, credo politico e condizione economica e sociale. In considerazione della salute e del benessere di tutta la popolazione del pianeta, l'OMS dovrebbe escludere ogni interferenza politica e accogliere la partecipazione di Taiwan, già fruttuosamente avvenuta come "Osservatore" dal 2009 al 2016, con pari status nei suoi incontri, nei suoi meccanismi e nelle sue attività, incluse quelle dell'AMS;

durante la 70ª AMS nel 2017 diversi Paesi, tra i quali l'Australia, la Germania, il Giappone e gli Stati Uniti, hanno parlato in favore di Taiwan, sollecitando l'OMS ad accettare la sua partecipazione nell'AMS. Alla 142ª sessione dell'OMS executive board, nel gennaio 2018, gli stessi Paesi, e molti altri con loro, hanno enfatizzato l'importanza della partecipazione di Taiwan nell'AMS, evidenziando la preoccupazione che l'assenza di Taiwan dall'AMS crei, come di fatto avviene, un vuoto, grave e insensato, nella cooperazione globale per la prevenzione e il contrasto delle malattie e per la tutela e la promozione della salute pubblica;

nel corso della citata sessione dell'OMS executive board le affermazioni della Cina su questi argomenti sono state esclusivamente di natura politica e hanno completamente ignorato la natura, gli obblighi e le finalità stesse dell'OMS verso la salute di ogni essere umano, incluso i diritti alla salute dei 23,5 milioni di abitanti di Taiwan,

si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda intraprendere, sia direttamente, sia di concerto con gli altri partner dell'Unione europea, affinché nell'ambito dell'AMS e dell'OMS, nel rispetto e nell'applicazione dei propri principi, vincoli e finalità statutarie, si cessi l'ostracismo nei confronti di Taiwan e se ne accolga la partecipazione, garantendo così ai suoi 23,5 milioni di cittadini diritti sanitari uguali a quelli di tutto il resto della popolazione del pianeta.

(4-00060)