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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 922 del 23/12/2017


Discussione e approvazione del disegno di legge:

(2960-B) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (ore 9,13)

Discussione e approvazione della questione di fiducia posta sull'articolo 1

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2960-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

Ha facoltà di intervenire il presidente della 5a Commissione permanente, senatore Tonini, per riferire sui lavori della Commissione.

TONINI (PD). Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi senatori, la 5a Commissione ha concluso questa notte i suoi lavori senza votare il mandato ai relatori. È per questo che dovete accontentarvi di me anziché della relatrice Zanoni.

Sulla base di un gentlemen agreement (proposto, per la verità, da una lady, cioè dalla senatrice Comaroli, e accettato da tutti i Gruppi), le opposizioni hanno in tal modo rinunciato all'illustrazione, alla discussione e alla votazione degli emendamenti presentati; più di 200. Posto che era evidente che, da parte della maggioranza e del Governo, essendo il provvedimento in terza lettura, l'orientamento sarebbe stato quello di chiedere alla Commissione di respingere tutti gli emendamenti, la Commissione ha ritenuto, quindi, più utile concentrarsi sul confronto su un pacchetto, comunque nutrito, di ordini del giorno, sui quali si è discusso con il Governo.

Salvo pochi ordini del giorno che non sono stati accolti, il Governo ha accolto tutti gli ordini del giorno che lo impegnavano ad agire sul piano amministrativo in attuazione di normative già in vigore, di legislazione vigente. Sono stati, invece, accolti come raccomandazione, salvo alcune eccezioni, gli ordini del giorno che comportavano l'impegno a promuovere innovazioni legislative. È evidente che erano impegni che il Governo non poteva assumere, data la congiuntura nella quale ci troviamo, cioè alla fine della legislatura.

Per riassumere ai colleghi i contorni del testo che abbiamo al nostro esame, che è stato notevolmente modificato dalla Camera dei deputati, potremmo dire con una battuta, se me la consentite - la mia stazza mi fa pensare a queste cose - che il disegno di legge di bilancio è entrato snello in Consiglio dei ministri - così ha detto il Presidente del Consiglio - è uscito sovrappeso da Palazzo Chigi (perché già nella fase del dibattito in seno al Governo è cresciuto), è uscito moderatamente obeso dal Senato e, invece, gravemente obeso da Montecitorio. Questa è una prima considerazione di carattere estetico superficiale. Se andiamo un po' più alla sostanza, le cose sono in parte diverse. Lo scheletro della manovra è rimasto inalterato, così come, naturalmente, i saldi.

La lettura della Camera dei deputati ha portato in dote risorse aggiuntive in maniera significativa, sia perché ha potuto utilizzare risorse messe in campo dal decreto fiscale - che non era ancora in vigore durante l'esame in Senato - sia perché sono state introdotte misure di potenziamento della lotta all'evasione fiscale, in particolare nel settore dei petroli. C'è stata l'importante misura del riordino e potenziamento delle agenzie fiscali che va in questa direzione, tra l'altro anche a supporto di una delle più importanti innovazioni di questo disegno di legge di bilancio: la fatturazione elettronica. È stata poi riformulata e potenziata la cosiddetta web tax, che pure fornisce un gettito significativo, parte del quale è stata destinata alla riduzione della pressione fiscale, in particolare su due fronti di detrazione.

La prima e, secondo me, più importante innovazione in questo campo, prodotta dalla lettura della Camera, ma che - devo dire a onore dei colleghi - era stata già elaborata, o piuttosto concepita, dato che parliamo di bambini o comunque di figli, in Senato (anche se poi ha visto la luce alla Camera dei deputati) è stato il riordino del pacchetto di misure a favore della famiglia. C'è stata una rimodulazione del bonus bebè che ha aperto uno spazio importante di carattere finanziario dal 2019 per innalzare in maniera significativa il tetto di reddito dei giovani, dei ragazzi medesimi per la detrazione dei figli a carico: dagli attuali poco più di 2.800 euro a 4.000 euro l'anno. Si tratta di una misura importante perché non solo è un sostegno concreto alle famiglie ma si inserisce anche nella filiera dell'avvicinamento dei giovani al lavoro.

L'altro elemento di potenziamento delle detrazioni fiscali riguarda il pacchetto ecobonus e sismabonus che è stato significativamente potenziato.

Veniamo alla parte spesa. C'è una parte significativa di norme di spesa che presentano anche alcune criticità, sulle quali credo sia opportuno che il Senato ragioni. C'è una sistemazione dalla spesa Regioni, Province, Comuni e autonomie speciali, per circa 500 milioni; c'è un potenziamento dell'Ape sociale e poi - questo presenta anche elementi di criticità... (Commenti del senatore Calderoli).

TONINI (PD). Sto riassumendo rapidamente i contorni.

CALDEROLI (Misto-LpSP). Non c'è il relatore e non c'è niente da riassumere.

TONINI (PD). Ci sono molte misure di stabilizzazione del personale pubblico, in particolare nel comparto scuola, università e ricerca.

Con questo ho concluso l'illustrazione dei contenuti essenziali. Mi permetto di fare due considerazioni, da Presidente della Commissione, non da relatore: lo dico allo stimato collega Calderoli.

La prima. È del tutto evidente che la riforma della legge di bilancio che abbiamo approvato due anni fa stenta a entrare in vigore. Abbiamo introdotto significative innovazioni che dovevano mirare anche ad alcuni obiettivi; il risultato di questo lavoro ci consegna una situazione problematica, sulla quale credo che il prossimo Parlamento dovrà riflettere e ragionare.

In particolare, il vaglio parlamentare sostanzialmente ancora ignora la struttura complessiva della spesa, la dà per scontata, la dà per acquisita, se ne occupa il Governo. Il vaglio parlamentare riesce a concordare con il Governo alcuni interventi significativi - sui quali poi il giudizio politico può essere diverso ma che sono pur sempre significativi, come quelli che ho prima richiamato - ma il dibattito parlamentare e la pressione che avvengono attorno alle due Commissioni bilancio di Senato e Camera, naturalmente con le dinamiche diverse che tradizionalmente ci sono in questi due rami del Parlamento, si concentrano su una massa di interventi al margine, tutti di aumento di spesa corrente o per lo meno prevalentemente di aumento di spesa corrente, spesso permanente e strutturale.

Io credo che questo ci consegni un problema per il Paese e per il Parlamento, ossia come recuperare - fatemelo dire - quello spirito einaudiano del dibattito all'interno della Costituente nel quale questo grande Padre della nostra Costituzione - ieri è stato giustamente ricordato l'anniversario dell'approvazione della Carta - temeva che questa deriva del Parlamento capovolgesse il senso del parlamentarismo originario. Il Parlamento nasce come luogo di rappresentanza dei contribuenti e di sorveglianza dei contribuenti rispetto alla volontà di spesa del re, cioè del Governo. Invece, rischia di trasformarsi in un'Assemblea che chiede spesa al Governo; in un'Assemblea - passatemi il termine un po' forte - di sudditi che chiedono al sovrano più spesa.

Non a caso, Einaudi voleva evitare l'emendabilità delle leggi di spesa in Parlamento. Questa proposta non fu accolta e, in suo luogo, fu introdotto l'articolo 81, a presidio del quale ci sono le nostre Commissioni, ma - com'è noto - è un presidio che fa fatica a sostenere. Io credo che questo sia un problema che questa legislatura lascia in eredità alla prossima. Chiunque sarà al Governo avrà a che fare con questo problema. Ciò tanto più - è l'ultima considerazione che faccio, colleghi - che questa abitudine alla pressione sulla spesa, a conquistare spazi di spesa (spesso spesa corrente strutturale e permanente, fatta di voci ognuna delle quali ha mille giustificazioni, ma nell'insieme dipingono un quadro difficilmente sostenibile), rischia di collidere con la congiuntura di carattere economico nella quale siamo, che è una congiuntura per fortuna positiva.

Abbiamo spazi di manovra più ampi rispetto a quelli di inizio legislatura, ma proprio questo ci deve indurre a utilizzare una parte significativa del dividendo della crescita in termini di margini di finanza pubblica per ridurre il debito che pesa sulle spalle degli italiani. (Applausi della senatrice Puppato). Questo è un punto che - ripeto - non di parte; credo che sia un tema che si troverà di fronte chiunque sarà chiamato a governare gli italiani nella prossima legislatura. (Applausi dai Gruppi PD e AP-CpE-NCD).

Termino il mio intervento con i ringraziamenti del caso, che riguardano non solo questa sessione di bilancio, ma un po' l'intera legislatura. La 5a Commissione - che so essere la Commissione più «amata» dai colleghi senatori, perché è la più «popolare», quella che è costretta tante volte a dire dei «no» molte volte sgradevoli - ha tenuto 858 sedute in questa legislatura: un record ineguagliabile da parte di qualunque altra Commissione. Ringrazio il Senato, innanzitutto il Gruppo del PD che mi ha proposto, i Gruppi della maggioranza che mi hanno eletto, e poi tutti i senatori e i Gruppi dell'opposizione, con i quali ho collaborato, per l'onore che mi è stata fatto di presiedere questa importante Commissione, in uno spirito che è stato sempre di leale confronto e di collaborazione - ripeto - anche con i Gruppi dell'opposizione.

Ringrazio tutti i senatori per la comprensione nei confronti dei nostri rilievi e dei nostri richiami, che spesso sono sgradevoli. Io dico che la 5a Commissione ha il compito di presidiare il principio di realtà, mentre spesso le altre sono molto attratte dal principio di piacere (tutte le cose che si vorrebbero fare) e poi c'è il richiamo al principio di realtà, che spesso non è popolare né gradevole, ma è doveroso.

Ringrazio il Governo, con cui abbiamo lavorato molto attivamente, in particolare il vice ministro Morando, che ha sempre garantito ai lavori della nostra Commissione una partecipazione assidua e ricca nei contenuti, ovviamente senza nulla togliere agli altri rappresentanti del Governo.

Ringrazio ancora una volta gli Uffici, la Segreteria generale che ci è sempre stata vicina. In particolare credo sia di grande importanza il lavoro che sta facendo per la valutazione delle politiche pubbliche, che era nata sull'onda della riforma costituzionale ed è fortunatamente sopravvissuta al naufragio della riforma stessa; credo sia un tema da recuperare se vogliamo riprendere quello spirito einaudiano di cui parlavo prima.

Ringrazio poi il Servizio del bilancio, in particolare il dottor Loiero e tutti i suoi collaboratori, per il lavoro continuo e assiduo di documentazione, di straordinaria professionalità. Naturalmente ringrazio la segreteria della Commissione, con la quale lavoriamo gomito a gomito quotidianamente, diretta in modo eccellente dalla dottoressa Piccardi, e tutti i componenti della segreteria della Commissione, per loro professionalità e generosità.

Signor Presidente, questo è tutto. (Applausi).

PRESIDENTE. Senatore Tonini, mi permetta di completare la sua citazione di Einaudi, dicendo che il Parlamento prima di deliberare deve conoscere e lei giustamente ha segnalato che il Parlamento rischia di non poter conoscere, quindi il suo invito è un monito che va raccolto e la ringrazio per questo.

Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Tonini, il disegno di legge n. 2960-B, non essendosi concluso l'esame in Commissione, sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento.

Comunico che è stata presentata una questione sospensiva.

Ha chiesto di intervenire il senatore Calderoli per illustrare la questione sospensiva QS1. Ne ha facoltà.

Gli chiedo anche di specificare il termine finale.

CALDEROLI (Misto-LpSP). Signor Presidente, innanzitutto vorrei farle i migliori auguri perché, anche se in pochi lo sanno, oggi dovrebbe essere il suo compleanno. (Applausi).

PRESIDENTE. Ringrazio lei e tutti di questi auguri.

CALDEROLI (Misto-LpSP). Non lo sa nessuno ed è curioso, perché anagraficamente lei risulta nato il 1° gennaio.

PRESIDENTE. Sì, è un falso di cui però non rispondo. (Ilarità).

CALDEROLI (Misto-LpSP). Se lo avessero saputo magari non la votavano come Presidente del Senato.

PRESIDENTE. Subito dopo la guerra c'era la possibilità di guadagnare un anno ai fini della chiamata alle armi, perché i nostri nonni erano talmente impressionati dalla guerra che hanno cercato di rivelarmi il 1° gennaio 1945, pur essendo nato il 23 dicembre 1944, in realtà prematuro. (Ilarità).

Scusate di questo siparietto personale, ma mi ci ha spinto il senatore Calderoli.

CALDEROLI (Misto-LpSP). Signor Presidente, ringrazio il presidente Tonini per la dotta illustrazione, anche se avrebbe dovuto solo riferirci che non si è concluso l'esame in Commissione, però mi è piaciuto moltissimo il paragone rispetto alle manovre che nascono magre e che finiscono grasse, perché si rappresenta anche in quest'Aula: la manovra arriva con la relatrice modello Zanoni ed esce modello Tonini! Questo rende l'idea di come funziona. (Ilarità. Applausi).

Signor Presidente, visto il periodo e volendo fare un regalo a tutta l'Assemblea, ritiro la questione sospensiva. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, senatrice Finocchiaro. Ne ha facoltà.

FINOCCHIARO, ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzata dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti o articoli aggiuntivi, dell'articolo 1 del disegno di legge n. 2960-B (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020), nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

PRESIDENTE. La Presidenza prende atto dell'apposizione della questione di fiducia sull'approvazione dell'articolo 1 del disegno di legge n. 2960-B, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati.

Convoco pertanto la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito.

La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 9,31, è ripresa alle ore 9,53).