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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 919 del 20/12/2017


Ripresa della discussione sul calendario dei lavori dell'Assemblea

PRESIDENTE. Senatore Santangelo, la richiamo all'ordine per la seconda volta.

SANTANGELO (M5S). Mi butti fuori!

PRESIDENTE. Non sento cosa le viene detto.

SANTANGELO (M5S). Io lo sento! Io lo sento!

PRESIDENTE. Lo so, ma io vedo le sue reazioni: alle volte il fallo di reazione è più grave della provocazione.

SANTANGELO (M5S). Io lo sento però! Allora lo richiami. Ci sono qui i senatori Questori, chieda a loro! (Brusio).

PRESIDENTE. Senatore Santangelo, faccia proseguire i lavori dell'Assemblea.

Prego, senatore Centinaio.

CENTINAIO (LN-Aut). Diciamo ai ragazzi che non siamo sempre così, per fortuna.

PRESIDENTE. Non sempre, ma spesso.

È la dialettica parlamentare, ragazzi, non vi impressionate.

CARDINALI (PD). È la dinamica del Movimento 5 Stelle, non parlamentare! (Commenti del senatore Cociancich).

CENTINAIO (LN-Aut). Allora, come primo punto all'ordine del giorno... (Brusio. Proteste del senatore Santangelo). È impossibile riuscire a parlare, signor Presidente. Come primo punto all'ordine del giorno chiediamo l'inserimento dell'abolizione dei vitalizi.

Visto e considerato che tutti ne parlano e che ovunque, nelle interviste, tutti dicono di essere d'accordo ad abolire i vitalizi, chiediamo che a fine legislatura questa proposta venga portata avanti e votata.

Come secondo punto chiediamo che venga discusso il disegno di legge sulle professioni sanitarie, perché ce lo stanno chiedendo e riteniamo che debba essere votato il più velocemente possibile.

Come terzo punto, Presidente, chiediamo che venga inserita nel calendario dei lavori la discussione del cosiddetto disegno di legge Molteni, come chiesto già in altre occasioni. In Commissione - ahimè - avevamo chiesto la deliberante, ma c'è chi non la vuole. (Brusio). Presidente, così però è impossibile parlare.

Chiediamo inoltre che vengano trattati il disegno di legge per la protezione dei testimoni digiustizia, nonché quelli sugli orfani dei crimini domestici e per la prevenzione dell'estremismo violento di matrice jihadista.

Come ultimo punto c'è lo ius soli, di cui chiediamo l'inserimento nel calendario dei lavori della XXXVII legislatura, così almeno in questa legislatura non verrà mai discusso, né approvato. Contrariamente ai colleghi che hanno parlato prima di noi, riteniamo che di tutti i punti inseriti in calendario lo ius soli sia il meno importante e quello di cui gli italiani hanno meno bisogno.

Prima di concludere, signor Presidente, le chiedo un piacere personale. Dal momento che questo sarà il mio ultimo intervento come Capogruppo in questa legislatura, vorrei ringraziare i senatori del mio Gruppo e i nostri dipendenti che ci hanno sopportato e supportato nel corso di tutta questa legislatura: grazie ragazzi. (Applausi dal Gruppo LN-Aut. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Senatore Albertini, la richiamo all'ordine, dal momento che continuava a parlare durante l'intervento del senatore Centinaio. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti della senatrice Cardinali).

ZANDA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ZANDA (PD). Signor Presidente, prendo la parola per confermarle, intanto, l'approvazione del calendario che lei ha proposto, come ho già fatto in Conferenza dei Capigruppo. La prendo però anche perché, né nell'intervento della senatrice De Petris, né in quello della senatrice Guerra, ho ascoltato una risposta alle ragioni per le quali in Conferenza dei Capigruppo ho chiesto che il disegno di legge sulla cittadinanza venisse calendarizzata dopo l'approvazione della legge di bilancio. (Commenti della senatrice De Petris).

PRESIDENTE. Silenzio!

ZANDA (PD). Mi trovo pertanto costretto a ripetere in Aula quel che ho già detto in sede di Conferenza dei Capigruppo.

Il provvedimento sulla cittadinanza ha molte migliaia di emendamenti e non possiamo pensare che possa essere approvata senza il voto di fiducia. Mi auguro che il Governo voglia apporre la fiducia e, anzi, ho una forte aspettativa perché questo avvenga. Debbo però contemporaneamente dire che in questo momento non vedo in Aula una maggioranza in grado di dare il voto di fiducia sul disegno di legge di cittadinanza. Pertanto, poiché abbiamo ancora da approvare in terza lettura il disegno di legge di bilancio, e sapendo che, se non lo approveremo, il Paese andrà nell'esercizio provvisorio, con tutte le conseguenze politiche e - sottolineo - sociali che questo comporta (Applausi dai Gruppi PD e AP-CpE-NCD e della senatrice Repetti) sarebbe stato da parte mia irresponsabile sottoporre a questo rischio non il Partito Democratico, non il Gruppo dei senatori del PD, ma l'Italia e l'equilibrio economico e sociale del Paese.

Abbiamo la possibilità di svolgere il nostro lavoro con tutta la rapidità possibile e, dopo di questo, portare all'esame dell'Assemblea - e spero approvare - il provvedimento in materia di cittadinanza.

Voglio dire anche che non so quando il Parlamento verrà sciolto - e immagino non lo sappia nessuno di noi perché lo scioglimento delle Camere non è nostra prerogativa - pertanto è giusto che il calendario che la Conferenza dei Capigruppo ha approvato, e che il presidente Grasso ha letto in Aula, preveda prima l'approvazione del disegno di legge di bilancio e solo dopo lo ius soli. (Applausi dai Gruppi PD e AP-CpE-NCD e della senatrice Repetti).

ROMANI Paolo (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMANI Paolo (FI-PdL XVII). Signor Presidente, giudichiamo positivamente l'atto di realismo della maggioranza nelle parole del presidente Zanda: non c'era la possibilità di approvare il disegno di legge in materia di cittadinanza. Non c'era nei termini in cui quantomeno la maggioranza voleva approvarlo, ovvero non c'era la possibilità del voto di fiducia. Il fatto che sia stato inserito in calendario dopo il disegno di legge di bilancio significa e mi pare che anche le dichiarazioni pubbliche fatte pochi minuti fa lo certifichino e lo ratifichino - che ovviamente non c'è proprio la possibilità di approvarlo.

Immaginavo che durante la discussione in Capigruppo si riuscisse ad approvare un calendario che prevedesse un ordine di provvedimenti che fossero largamente condivisi, tanto è vero che avevamo chiesto che ci fossero, in quest'ordine, il provvedimento sui testimoni di giustizia, quello sull'elezione dei componenti dei Consigli di Presidenza in numero di sei e le nomine CONI. Anche rispetto al provvedimento sulla protezione degli orfani in seguito a delitti familiari è stata tentata una lunga mediazione. Su quel provvedimento era stato inserito per di più un emendamento nel disegno di legge di bilancio che sembrava in un primo momento aver risolto il problema. Successivamente, invece, la maggioranza si è resa conto che fosse comunque necessario il provvedimento che era in discussione. Ci è spiaciuto che in sede di Commissione non si sia riusciti a trovare una soluzione, che avevamo comunque espresso e che sembrava in un primo momento vedere la posizione favorevole dei Gruppi di maggioranza. Poi, qualcuno ha deciso che invece si voleva mantenere il testo nella sua versione originaria. Quindi, non so se quel provvedimento sarà di facile approvazione da parte di quest'Assemblea. Può darsi che nel giorno e mezzo che abbiamo a disposizione non sarà possibile fare altro che approvare il primo provvedimento in calendario, e non so se avrà successo il secondo. Comunque sia, sarebbe anche in questo caso un'occasione perduta perché, per quanto ci riguarda, eravamo d'accordo: bastava estendere la protezione dei minori a tutti i delitti, e cioè a tutti coloro che sono vittime di omicidi volontari. Mi sembrava una soluzione che potesse andare bene a tutti. Poi, per quelle logiche tipiche degli organismi parlamentari, non è stato possibile arrivare a una soluzione. Peccato, perché forse rischiamo di perdere anche un'occasione.

Ribadisco pertanto la mia richiesta, signor Presidente: provvedimento sui testimoni di giustizia, elezione dei componenti dei Consigli di Presidenza della giustizia amministrativa, Corte dei conti e giustizia tributaria e nomine CONI. Questo era l'ordine che le chiedevamo.

BARANI (ALA). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BARANI (ALA). Signor Presidente, siamo d'accordo sul calendario che lei ha letto. La preghiamo solamente - sarò molto conciso - che già da questa sera, votato il calendario, si inizi la discussione generale sul disegno di legge in materia di protezione dei testimoni di giustizia, altrimenti qui si parla bene e si razzola male.

Si dice che non abbiamo tempo e dobbiamo fare alla svelta. Ma se poi andiamo tutti a casa, ciò significa che non vogliamo farlo. Noi vogliamo approvare sia il provvedimento sulla protezione dei testimoni di giustizia, sia quello sugli orfani di crimini domestici, sia quello sulle professioni sanitarie - ho visto che anche i colleghi della Lega lo condividono - che quello sull'elezione dei sei componenti dei Consigli di Presidenza della giustizia amministrativa, Corte dei conti e giustizia tributaria, come detto dal senatore Romani. Ovviamente, al quinto posto c'è il provvedimento sugli organi del CONI - come è stato detto - al sesto posto il bilancio e poi lo ius soli, al quale la maggioranza del nostro Gruppo è favorevole. Così come siamo a favore della prevenzione dell'estremismo violento jihadista.

Le chiediamo, quindi, signor Presidente, di non interrompere la seduta, ma di proseguire, fino alle ore 21 o 22, con la discussione generale, per riuscire a concludere almeno tutti i punti che abbiamo inserito in calendario.

PRESIDENTE. Senatore Barani, lei forse non è a conoscenza del fatto che alle ore 20 si terrà una messa per i senatori parlamentari, alla quale parecchi parlamentari hanno espresso l'esigenza di partecipare.

Quindi, intorno alle ore 19,30 concluderemo la seduta - questo posso anticiparlo - in maniera tale che ognuno potrà regolarsi di conseguenza.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, intervengo su alcuni punti.

Per quanto riguarda i vitalizi, io credo di essere uno di quelli che guadagnerà con il sistema retributivo, quando fra poco concluderò la mia attività parlamentare.

Il problema non è dei parlamentari, ma è degli artigiani, dei commercianti, dei coltivatori diretti, è di milioni di italiani. Se, infatti, passa il principio retroattivo di trasformazione del sistema retributivo in contributivo, si avrà la legittimazione del taglio drastico delle pensioni in essere per milioni di lavoratori. E lì si arriverà, perché è evidente che, se passa il principio retroattivo, milioni di persone saranno toccate da una iniziativa demagogica. Sono quindi a ciò assolutamente contrario.

Anche io poi insisto per esaminare il provvedimento sui testimoni di giustizia. E parliamo non dei pentiti, ma di persone che mettono a rischio la loro vita e quella della loro famiglia per testimoniare a favore della giustizia, essendo stati testimoni di crimini, ma ad essi estranei.

Ho molti dubbi, invece, sul provvedimento sugli orfani di crimini domestici in quanto il provvedimento non riguarda né i crimini domestici né gli orfani, ma riguarda altro. Se si vorrà fare il dibattito, ovviamente noi utilizzeremo tutto il tempo per spiegare che, se il provvedimento non viene esteso ai veri orfani, quelli che rimangono senza padre e senza madre, si tratta di un provvedimento assolutamente inutile.

Da ultimo, signor Presidente, le chiedo, nel tempo che rimane, di porre all'ordine del giorno la discussione di un caso che mi sembra veramente incredibile. Nell'agosto dell'anno scorso abbiamo deciso l'arresto del collega Antonio Caridi, il quale si trova da sedici mesi in carcere. Antonio Caridi, dopo sedici mesi, è in carcere senza che la magistratura abbia ancora deciso se è legittimo che egli resti in carcere: noi abbiamo votato prima del tribunale della libertà, il quale ha confermato la custodia cautelare. La Cassazione, sei mesi fa, ha annullato con rinvio la carcerazione in mancanza di indizi. Si è tornati in appello. L'appello ha rimandato il provvedimento in Cassazione e ora leggo che una settimana fa la sesta sezione penale ha nuovamente annullato con rinvio l'ordinanza del tribunale di Reggio Calabria che aveva confermato il provvedimento.

Quindi, dopo sedici mesi di carcere, il nostro collega e noi non sappiamo ancora se la custodia cautelare sia o meno legittima. E non parlo del rinvio a giudizio. Si parla della Resistenza, della Liberazione e della democrazia. Ritengo, però, che la democrazia sia anche un sistema che non permette di tenere per sedici mesi in carcere una persona senza neanche decidere se ciò sia o meno legittimo. E già per due volte la Cassazione ha detto che non ci sono elementi.

È Natale. Voi avete la coscienza tranquilla e ve ne state tranquilli. Io sono meno tranquillo, sapendo che è stato questo Senato ad autorizzare l'arresto e che dopo sedici mesi è ancora questa la situazione.

PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Giovanardi, ma cosa c'entra questo con il calendario?

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Vorrei che l'Aula trovasse anche il momento per fare una riflessione sulla giustizia, visto che siamo stati noi ad autorizzare l'arresto; giustizia che dopo sedici mesi non è stata ancora in grado di dire se l'arresto sia o meno legittimo. E non parlo del merito delle accuse o del rinvio a giudizio, che chissà quando arriveranno.

PRESIDENTE. Senatore Giovanardi, se ho ben capito, lei vuole eliminare dal calendario il provvedimento sugli orfani e crimini domestici? La sua richiesta di variazione del calendario è questa? Il provvedimento sui testimoni di giustizia è già al primo posto.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Il rischio è di non far passare disegni di legge largamente condivisi e su cui grande è l'aspettativa, come quello sui testimoni di giustizia.

PRESIDENTE. È già al primo posto.

MINEO (Misto-SI-SEL-LeU). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MINEO (Misto-SI-SEL-LeU). Signor Presidente, ho incontrato i rappresentanti dei testimoni di giustizia e quindi, sento il dovere di confermare la richiesta che questo provvedimento sia al primo posto, perché possiamo vararlo subito ed è molto sentito. Ma, subito dopo la questione dei testimoni di giustizia, chiedo l'inversione dell'ordine del giorno e l'inserimento del disegno di legge sulla cittadinanza.

Vorrei dire al presidente Zanda che questo Parlamento ha appena dimostrato di saper approvare molto rapidamente e senza bisogno di imposizioni - si è andati avanti a forza di imposizioni da parte del Governo della maggioranza per tutta la legislatura - di provvedimenti molto difficili, come quello sul testamento biologico e ora anche la riforma del Regolamento del Senato, per cui abbiamo avuto...

MIRABELLI (PD). Loro non lo votano!

MINEO (Misto-SI-SEL-LeU). Non ha importanza. (Commenti dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Lasciate parlare il senatore Mineo.

MINEO (Misto-SI-SEL-LeU). Il punto di fondo è il seguente: quando si affrontano i problemi reali, questo Parlamento non ha bisogno di caproni che si muovono agli ordini di persone che spesso stanno fuori da qui, ma... (Proteste dal Gruppo PD).

SANGALLI (PD). Caproni a chi?

MINEO (Misto-SI-SEL-LeU). ...può benissimo decidere - parlo anche per te, collega - con la sua testa. Allora io dico che si può approvare molto rapidamente una legge di civiltà.

Anch'io, signor Presidente, ho ricevuto quelle cartoline. C'è un ragazzo di Roma che dice: «È incredibile l'universo burocratico che mi separa dai compagni di scuola e di università». Questo ragazzo parla l'italiano meglio di me e noi non lo consideriamo italiano. Io ho fiducia in tutti i parlamentari, non come qualcuno che rumoreggiava. Pertanto, dico che possiamo affrontare il provvedimento sulla cittadinanza e decidere prima di correre il rischio di andare all'esercizio provvisorio. (Applausi dal Gruppo Misto).

GATTI (Art.1-MDP-LeU). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GATTI (Art.1-MDP-LeU). Signor Presidente, anch'io penso che il provvedimento sulla protezione dei testimoni di giustizia abbia un grande valore e vada, quindi, affrontato. Però durante tutta questa legislatura... (Commenti del senatore Caleo).

PRESIDENTE. Senatore Caleo, la prego.

CALEO (PD). Signor Presidente, non si è accorto che c'è stato dato dei caproni?

DE PETRIS (Misto-SI-SEL-LeU). Vi dovete vergognare!

CALEO (PD). Non ci dobbiamo vergognare.

PRESIDENTE. Non interrompiamo la senatrice Gatti.

GATTI (Art.1-MDP-LeU). Signor Presidente, anch'io sono a chiedere che, subito dopo il provvedimento sulla protezione dei testimoni di giustizia, si affronti il provvedimento sulla cittadinanza.

Come voi, ho ricevuto le cartoline di vari ragazzi. L'ashtag è: «italiani senza cittadinanza». Quella che ho in mano in questo momento è la cartolina di Marwa, che ci ha mandato una foto della sua prima elementare, assieme tutti i suoi compagni, presso la scuola «Madre Teresa di Calcutta» a Massenzatico. Ci racconta che, per festeggiare il primo giorno da cittadina italiana, ha dovuto aspettare ventitre anni. Userò le sue parole: «Fino ad allora avevo provato spesso una strana sensazione: come se sostenessi ogni giorno un esame vitale, sempre rimandato. Una sensazione che ti aliena e ti rende diversa dai tuoi compagni, di scuola, di lavoro e di vita, finché non viene sancita ufficialmente l'appartenenza al tuo Paese, l'Italia».

Signor Presidente, penso che a queste persone bisogna dare una risposta. Sono consapevole che ci sono difficoltà e che il Governo, per far passare questo provvedimento in tempi così ristretti, avrebbe bisogno di porre la fiducia. Ma è questo che io chiedo e dichiaro la disponibilità, anche da parte di una forza di opposizione, a votare la fiducia su questo provvedimento. (Applausi dai Gruppi Misto e Art.1-MDP-LeU).

PETRAGLIA (Misto-SI-SEL-LeU). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PETRAGLIA (Misto-SI-SEL-LeU). Signor Presidente, anche io vorrei proporre un'inversione del calendario da lei proposto per chiedere subito la calendarizzazione del disegno di legge sulla cittadinanza e credo sia necessario e doveroso farlo anche alla luce del nervosismo che accompagna oggi quest'Assemblea e, in particolare, i colleghi del Partito Democratico, che evidentemente hanno difficoltà a giustificare all'esterno le proprie scelte. Può darsi, presidente Zanda, che non avremo i voti per votare la fiducia, che anche noi ci siamo dichiarati disponibili a votare. Tuttavia, facendo mie parole che spesso utilizzano gli amici e colleghi del Movimento 5 Stelle, credo sia talmente necessario, utile e prioritario approvare questo disegno di legge, che poi ognuno di noi ne risponderà ai cittadini fuori durante la campagna elettorale.

La vera Italia non è quella dei social, ma è quella che quotidianamente incontriamo sui luoghi di lavoro, nelle scuole. La vera Italia è di tutti quei ragazzi che ci stanno scrivendo in questi giorni. A me - per esempio - ha scritto Mohamed di Treviso, che vive in Italia da ventitre anni e viene considerato straniero, il quale alle ore 5 del mattino deve fare la fila per le impronte digitali per rinnovare il permesso soggiorno. Un po' di coraggio e votiamo l'inversione del calendario. (Applausi dai Gruppi Misto e Art.1-MDP-LeU).

CAMPANELLA (Art.1-MDP-LeU). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CAMPANELLA (Art.1-MDP-LeU). Signor Presidente, in quest'Aula, negli ultimi anni, ho visto che spesso ci si fa carico di tesi per motivi squisitamente elettorali, al di là della valutazione etica che sì fa di quello che si dice.

Mi è capitato di vedere più volte dei filmati con bambini di nazionalità straniera che parlano l'italiano non solo bene, ma addirittura con la stessa inflessione dei loro compagni di classe, e quindi con inflessione napoletana, palermitana, milanese. Chiudendo gli occhi, è difficile distinguere, sentendolo parlare, un ragazzino che viene dal Gambia e uno che viene dalla provincia di Sondrio. Se questo ci fosse chiaro, capiremmo il motivo della nostra insistenza su questo provvedimento.

Vorrei segnalare che sarebbe importante che noi fossimo capaci di dire quello che sappiamo essere vero. Poc'anzi ho visto un collega che ridacchiava di fronte all'affermazione di un altro per la quale il provvedimento sulla cittadinanza si può votare alla fine. Io so perché lo faceva, non è incomprensibile. Sappiamo infatti che, dopo la legge di bilancio, non si tratterà altro. Non è poi vero, collega Zanda, che noi non sappiamo quando finirà la legislatura. Nessuno lo ha messo per iscritto, perché la decisione è di competenza del Capo dello Stato. Ma sappiamo perfettamente - e lo sappiamo tutti - che, dopo la legge di bilancio, non ci sarà altro e proprio per questo motivo chiedo che il provvedimento sulla cittadinanza venga trattato immediatamente dopo quello sugli orfani di femminicidio.

Mi piace inoltre segnalare che tra le cartoline che abbiamo ricevuto c'è quella di un ragazzo che ha la cittadinanza. Si chiama Pablo e viene da lontanissimo, dall'America Latina, il quale, essendo figlio di vecchi migranti, si ritrova ad avere la cittadinanza quando suoi compagni che stanno nel nostro Paese da più tempo di lui non l'hanno.

Io credo che sia un fatto di giustizia, perché ancor prima di rispondere ai cittadini, dobbiamo rispondere alle nostre coscienze, perché da quelle non ci possiamo nascondere. (Applausi dai Gruppi Misto e Art.1-MDP-LeU).

BOCCHINO (Misto-SI-SEL-LeU). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCHINO (Misto-SI-SEL-LeU). Signor Presidente, se il Parlamento è il luogo dove ci si parla, allora credo che valga la pena spendere le quarantotto ore che ci separano dal disegno di legge di bilancio, chiudendoci e incatenandoci qua dentro per discutere di un'autentica legge di civiltà, quella sulla cittadinanza, che - ricordiamolo - non ha nulla a che vedere con il fenomeno dell'immigrazione dei barconi, spettacolo a cui tristemente dobbiamo assistere ogni giorno. In questo modo smontiamo anche una narrazione falsa che mette in relazione i due eventi e mira a fare terra bruciata a quello che è un autentico disegno di legge di civiltà, ossia il provvedimento in materia di cittadinanza.

È un disegno di legge che ha a che fare invece con persone nate in Italia da genitori che vivono stabilmente e regolarmente nel nostro Paese o che sono arrivate e hanno completato il percorso di istruzione, proprio come Younes, attualmente residente a Reggio Emilia, che da otto anni vive qui in Italia: è arrivato a Napoli, ha frequentato l'ITIS «Ettore Majorana» del Comune di Somma Vesuviana e oggi parla il dialetto napoletano e frequenta l'università a Reggio Emilia. Younes dice che benché parli naturalmente l'italiano e il dialetto, non è ancora definito ufficialmente italiano e, anche se segue la politica, non ha ancora il diritto di voto. Ecco, questo è un provvedimento che riguarda persone che sono ormai italiane a tutti gli effetti tranne che per una legge antica e ingiusta.

Quindi, chiedo che l'esame del disegno di legge in materia di cittadinanza venga anticipato. Ci incateneremo qui dentro fin quando non troviamo le intese necessarie per approvarlo. In ogni caso, ognuno si assuma la responsabilità della propria scelta o non scelta riguardo questo provvedimento e ne risponda davanti agli elettori nella prossima campagna elettorale. (Applausi dai Gruppi Misto-SI-SEL-LeU e Art.1-MDP-LeU).

LO MORO (Art.1-MDP-LeU). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LO MORO (Art.1-MDP-LeU). Signor Presidente, non è la prima volta che chiedo che venga inserito in calendario il provvedimento sulla cittadinanza e ribadisco che ritengo doveroso approvarlo prima del disegno di legge di bilancio.

Approfitto anche per dire, fermo restando che tutti abbiamo ricevuto le cartoline e che queste sono state spedite da persone in carne e ossa, molte delle quali abbiamo conosciuto personalmente, che è inaccettabile concludere questa legislatura con un atto di ipocrisia. Il presidente Zanda probabilmente ci crede, anzi sono convinta che ci creda davvero, o meglio che ci credeva davvero un tempo che si potesse arrivare all'approvazione dello ius soli. È inaccettabile, però, la risposta che gli è stata data da Forza Italia, dal presidente Romani, che già ha svelato il mistero che non si arriverà ad approvare nient'altro.

Io non penso che alla vigilia di Natale possiamo consegnare agli 800.000 ragazzi che aspettano questo provvedimento un atto di ipocrisia, per cui arriveremo a votare il disegno di legge di bilancio e poi a sciogliere le fila. Bisogna votare il provvedimento sugli orfani da femminicidio e anche quello sui testimoni di giustizia e preoccuparsi di avere i numeri e il numero legale per approvare il disegno di legge di bilancio, perché l'altro giorno la maggioranza non l'aveva. Penso fermamente che si debbano preoccupare di avere il numero legale, ma tutti noi abbiamo il dovere di non essere ipocriti e non possiamo millantare di aver votato il testamento biologico quando abbiamo avuto bisogno dei voti di altri, e invece adesso ci arrendiamo per non dire una semplice cosa, e cioè che dovremmo metterci alla prova se ci sono o meno questi voti.

Io sono sicura che i voti ci sarebbero, perché le persone che sono attaccate alla poltrona di questa maggioranza, i Ministri attaccati alla poltrona fino all'ultimo momento, dalla quale si staccheranno soltanto per andare alle elezioni, magari in file completamente diverse, non perderebbero l'occasione di fare la campagna elettorale da Ministri. Credo che dovremmo solo avere coraggio, oppure smetterla di essere ipocriti. (Applausi dai Gruppi Art.1-MDP-LeU e Misto-SI-SEL-LeU).

TOCCI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOCCI (PD). Signor Presidente, è un grave errore concludere la legislatura senza discutere in Assemblea la legge sulla cittadinanza e il disegno di legge Richetti sui vitalizi. Tengo a sottolineare che quest'ultimo disegno di legge è stato approvato alla Camera per un'iniziativa forte del nostro partito.

Entrambi i provvedimenti si potevano approvare prima, li si può ancora approvare in questa settimana o nella prossima, oppure si può prolungare il calendario dei lavori fino ai primi di gennaio, poiché sono provvedimenti di iniziativa parlamentare che non mettono in discussione la stabilità del Governo. Si discuta in Aula; si approvi o si respinga; ciascun Gruppo si assuma la responsabilità di fronte al Paese.

Chiedo, quindi, di inserire all'ordine del giorno il disegno di legge presentato dall'onorevole Richetti. Chiedo di inserire la legge sulla cittadinanza subito dopo il disegno di legge sugli orfani dei crimini domestici, prevedendo la legge di bilancio la prossima settimana, senza rischiare l'esercizio provvisorio. Sono due grandi questioni politiche: nello ius soli sono in gioco il grado di civiltà del Paese e la qualità della nostra scuola, che deve essere messa in grado di riconoscere tutti i suoi allievi come cittadini italiani. Ce lo hanno ricordato poco fa gli insegnanti in una bella fiaccolata davanti a Montecitorio. Sui vitalizi è in gioco il prestigio del Senato, che ha il dovere di esprimersi su una proposta rilevante, già approvata dalla Camera e - a mio avviso - da approvare anche qui. Entrambe le questioni sono all'attenzione dell'opinione pubblica. Se ne discute sugli autobus, nei luoghi di lavoro, nelle assemblee pubbliche e nelle chiacchiere tra gli amici, perfino nel desco familiare. Ne discute il Paese intero con l'eccezione di questa Aula. È una contraddizione che fa male al Parlamento e ai suoi membri.

Mi dispiace esprimere una posizione in dissenso, ma non è stato possibile neppure un confronto all'interno del Gruppo del Partito Democratico. Sullo ius soli e sui vitalizi non è mancato il tempo: è mancata finora la volontà. C'è stata una gestione politica autolesionista per il Partito Democratico e dannosa per il Paese. Spero sia ancora possibile correggere il calendario; altrimenti non mi rimarrebbe che aggiungere: not in my name. (Applausi dai Gruppi Misto-SI-SEL-LeU e Art.1-MDP-LeU).

VACCIANO (Misto). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VACCIANO (Misto). Signor Presidente, sembrerà una cosa minore, ma chiedo che si trovi una piccola finestra temporale tra oggi stesso e sabato per la discussione dell'Atto Senato 57-bis che - come dovrebbe essere noto - riguarda il contrasto al finanziamento delle mine antiuomo, rinviato alle Camere con messaggio motivato dalla Presidenza della Repubblica.

La Commissione 6a in tempi rapidissimi ha approvato l'emendamento che sana questo provvedimento. È un qualcosa che ereditiamo dalla scorsa legislatura, che ha fatto già tre passaggi parlamentari e nasce da una collaborazione di tutte le forze politiche. È stato approvato in Commissione all'unanimità e, volendo, con un minimo di buona volontà, in un quarto d'ora il Senato è in grado di licenziarlo e passarlo all'altra Camera. (Applausi dal Gruppo M5S). Non so se l'altra Camera avrà la possibilità di discuterlo, ma da parte nostra sarebbe un gesto molto significativo di civiltà approvare questo provvedimento che richiede un impegno e una finestra temporale minima, perché frutto di un'iniziativa del Partito Democratico, ma anche di tutto l'arco parlamentare, in un clima che meriterebbe il premio finale dell'approvazione entro la fine della legislatura. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Bencini).

MANCONI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANCONI (PD). Signor Presidente, senatrici e senatori, da quando mi interesso del tema dell'immigrazione - ormai un quarto di secolo, ahimè - mai ho fatto ricorso alla retorica della solidarietà o alla mistica dei buoni sentimenti. Ho sempre utilizzato categorie di economia e demografia come essenziali per affrontare con serietà e razionalità questa problematica.

Quindi, per sostenere l'opportunità di un mutamento dell'ordine dei lavori e del calendario, non ricorrerò certo ad alcune forma di sentimentalismo. Qui stiamo parlando esclusivamente di diritti e doveri. Proprio nelle ultime ore ho ricevuto un testo assai importante e significativo sia per i suoi contenuti che per le firme di coloro che l'hanno sottoscritto. I loro nomi sono quello di Rosa Russo Iervolino, Enzo Bianco, Annamaria Cancellieri, Beppe Pisanu: quattro ex Ministri dell'interno degli ultimi venti anni, che sostengono in quel testo come la legge sulla cittadinanza e la sua riforma costituiscano un contributo prezioso ed essenziale alla sicurezza collettiva; un contributo prezioso ed essenziale alla convivenza pacifica tra italiani e stranieri; un contributo prezioso ed essenziale all'integrazione e al rafforzamento del legame sociale.

L'opinione di questi, che sono stati uomini di Stato e responsabili dell'ordine pubblico, si aggiunge a quella dell'attuale ministro dell'interno, Marco Minniti, persona dalla quale mi dividono profondi motivi di dissenso, proprio a proposito del tema dell'immigrazione, ma che quarantotto ore fa, a proposito della riforma della cittadinanza, ha detto testualmente che non manca il tempo, manca il coraggio. Bene, in politica il coraggio non è una virtù eroica: è semplicemente la manifestazione di intelligenza politica e saggezza. In questa circostanza temo ci sia stato un grave deficit di saggezza e intelligenza politica nel rifiutare la calendarizzazione di questo provvedimento così ragionevole, saggio ed equilibrato (Applausi dai Gruppi Misto-SI-SEL-LeU e Art.1-MDP-LeU).

PRESIDENTE. Passiamo alle votazioni.

Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta ad inserire come primo punto l'esame del disegno di legge recante norme in materia di cittadinanza.

Non è approvata.

GUERRA (Art.1-MDP-LeU). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvata.

Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta ad inserire nella giornata di venerdì l'esame del disegno di legge sull'abolizione dei vitalizi, avanzata dal senatore Endrizzi.

Non è approvata.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvata.

RUSSO (PD). Non si possono fare foto in Aula. Le regole valgono per tutti!

PRESIDENTE. Passiamo all'articolata proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea avanzata dal senatore Centinaio, che ha invertito le varie priorità, inserendo come primo punto l'esame del provvedimento sull'abolizione dei vitalizi. Questa parte della proposta, però, è preclusa e non si può votare.

CENTINAIO (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CENTINAIO (LN-Aut). Signor Presidente lei ha posto in votazione la proposta del Gruppo del Movimento 5 Stelle di inserire la discussione del provvedimento nella giornata di venerdì. Io invece propongo di esaminarlo giovedì.

PRESIDENTE. Va bene. Lei propone di inserirlo come primo punto e, quindi, di esaminarlo già da domani.

Dunque, votiamo la sua proposta per intero: prima il disegno di legge sull'abolizione dei vitalizi, poi quello sulle professioni sanitarie, a seguire il disegno di legge Molteni, le norme in materia di prevenzione dell'estremismo violento jihadista e poi lo ius soli. È questa la sua proposta?

CENTINAIO (LN-Aut). No!

PRESIDENTE. C'è qualcos'altro?

CENTINAIO (LN-Aut). Signor Presidente, no perché lo ius soli è un po' in alto nell'ordine delle priorità.

PRESIDENTE. L'ha detto, però.

CENTINAIO (LN-Aut). Signor Presidente, l'avrei proposto come l'ultimo degli ultimi punti, alla XXXVII legislatura, e quindi il giorno del mai! L'ho detto, ma ha dimenticato un'altra serie di punti: ne ha elencati solo due o tre.

PRESIDENTE. Ho elencato esattamente quelli che ha detto lei. Comunque, se ne ha saltato qualcuno, li può ripetere.

CENTINAIO (LN-Aut). Li ho segnati qua: l'abolizione vitalizi, il disegno di legge sulle professioni sanitarie, il disegno di legge Molteni...

PRESIDENTE. Fino a qua ci siamo.

CENTINAIO (LN-Aut). Il disegno di legge sui testimoni di giustizia, gli orfani dei crimini domestici, l'estremismo jihadista, eccetera.

PRESIDENTE Lo ius soli non lo dice più, però.

CENTINAIO (LN-Aut). Certo, lo ius soli va alla fine, alla XXXVII legislatura, e cioè mai.

PRESIDENTE. D'accordo. Allora ha modificato le sue richieste.

Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea avanzata dal senatore Centinaio.

Non è approvata.

Dispongo la controprova. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvata.

Dopo di che c'è la proposta del senatore Romani di modificare l'ordine dei punti inseriti nel calendario secondo queste priorità: disegno di legge sulla protezione dei testimoni di giustizia, votazione per l'elezione dei componenti dei Consigli di Presidenza della giustizia amministrativa, Corte dei conti e giustizia tributaria e il disegno di legge sul limite al rinnovo dei mandati CONI. Esatto, senatore Romani?

ROMANI Paolo (FI-PdL XVII). Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea avanzata dal senatore Romani Paolo.

Non è approvata.

Dispongo la controprova.

CALDEROLI (Misto-LpSP). Chi l'ha chiesta?

PRESIDENTE. La dispongo io.

Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvata.

Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta ad inserire l'esame del disegno di legge n. 57/bis sulle mine antiuomo, rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica.

Non è approvata.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvata.

Metto ai voti la proposta di modifica, avanzata dal senatore Giovanardi, volta a espungere dal calendario dei lavori dell'Assemblea il disegno di legge sugli orfani di crimini domestici.

Non è approvata.

Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea.