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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 914 del 06/12/2017


ORELLANA, MOLINARI, BENCINI, URAS - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

con protocollo n. 26329/2015, la Direzione centrale del personale, Ufficio selezione e inserimento, dell'Agenzia delle entrate ha avviato una selezione pubblica per l'assunzione a tempo indeterminato di 892 unità per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo professionale di funzionario per l'attività amministrativo-tributaria;

la selezione è stata indetta con bando per funzionari dell'Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale Concorsi ed esami, del 24 febbraio 2015, e suddiviso per diverse regioni;

la procedura di selezione prevedeva tre fasi: prova oggettiva attitudinale (con quesiti a risposta multipla), prova oggettiva tecnico-professionale (con quesiti a risposta multipla su diritto tributario, diritto civile e commerciale, diritto amministrativo, elementi di diritto penale, contabilità aziendale, organizzazione e gestione aziendale, scienza delle finanze, statistica) e, infine, un tirocinio teorico-pratico di 36 ore settimanali, integrato da una prova orale finale (su diritto tributario, diritto civile e commerciale, contabilità aziendale, informatica e lingua straniera);

nel dettaglio, l'articolo 5 del bando di concorso disponeva l'ammissione alla prova oggettiva tecnico-professionale dei "candidati che riportano il punteggio di almeno 24/30 e rientrano in graduatoria nel limite massimo di cinque volte il numero dei posti per i quali concorrono";

ai sensi del successivo articolo 6 vengono, invece, ammessi al tirocinio "i candidati che riportano il punteggio di almeno 24/30 e rientrano in graduatoria nel limite massimo dei posti per i quali concorrono, aumentati fino al 30 per cento";

infine, l'articolo 7 stabilisce che "la commissione d'esame, tenendo conto della valutazione espressa sul tirocinio dal direttore dell'ufficio, sottopone i candidati alla prova finale orale per valutarne la preparazione professionale, le attitudini e le motivazioni, anche con l'assistenza di personale esperto per lo svolgimento di prove comportamentali";

nulla viene indicato sul punteggio numerico che verrà attribuito al tirocinio e alla conoscenza della lingua straniera;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

la commissione d'esame nella seduta del 19 aprile 2016 ha deciso di definire in un'inconsueta scala da meno 3 a più 2 il giudizio del tirocinio non specificando il significato dei valori fra meno 0,5 e più 0,5, chiarendo invece il significato dei valori fra meno 3 e meno 0,5 quali elementi di criticità, quelli fra meno 0,5 e più 1 quali tratti distintivi e fra più 1 e più 2 quali tratti di spicco fuori dal comune;

ha anche definito la conoscenza della lingua straniera con valori fra meno 0,25 e più 0,5 chiarendo, a differenza del caso precedente, il significato di ognuno dei valori meno 0,25, 0, più 0,25 e più 0,50, rispettivamente corrispondenti a non adeguato, adeguato, più che adeguato ed eccellente, rispettivamente;

tenuto conto che, per quanto risulta:

i tirocini teorico-pratici svolti presso gli uffici territoriali dell'Agenzia delle entrate in Lombardia e finalizzati alla verifica delle reali capacità dei candidati allo svolgimento della mansione sono invece stati veri e propri periodi di lavoro, dovendo rispettare orari di entrata e uscita e dovendo garantire, nei fatti, una certa produttività in termini di pratiche evase;

l'articolo 7 del concorso, al punto 8, indica che "la valutazione finale è espressa in trentesimi. Superano la prova i candidati che hanno riportato il punteggio di almeno 24/30";

il decreto del Presidente della Repubblica n. 487 del 1994 all'art. 7, comma 1, lett. a), indica che, quando si usa la valutazione in trentesimi, il concorso si intende superato con una votazione di almeno 21 trentesimi o equivalente;

i tirocini hanno avuto una durata di 6 mesi e, benché i tirocinanti abbiano avuto una borsa di studio a titolo di mero rimborso spese non hanno acquisito alcuna attestazione certificata per la prestazione fornita negli uffici di competenza;

considerato che:

a giudizio severo degli interroganti, è innegabile che ci si debba soffermare a riflettere sul ruolo che i tirocini svolgono nelle procedure concorsuali dell'Agenzia delle entrate in virtù soprattutto della specificità dell'ente;

l'impiego dei tirocini come prova teorico-pratica contribuisce a dequalificare lo stesso tirocinio e a consolidare la convinzione, purtroppo molto diffusa, che la prestazione dei tirocinio stesso sia una prassi di distorsione dei rapporti lavorativi,

si chiede di sapere:

quali siano le iniziative poste in essere per garantire procedure trasparenti e condizioni di lavoro eque per i tirocinanti-concorrenti oggetto delle selezioni concorsuali dell'Agenzia delle entrate;

come il Ministro in indirizzo intenda intervenire nelle sue funzioni di vigilanza sulle procedure di selezione in ordine alle valutazioni delle prove, molto discrezionali ma purtroppo vincolanti, del tirocinio teorico-pratico integrato dalla prova finale;

quali opportune misure intenda adottare al fine di assicurare una conforme, giusta e regolare attuazione delle disposizioni normative già vigenti in materia di tirocini;

quali elementi ostativi siano stati riscontrati al rilascio di certificazioni attestanti il tirocinio svolto presso l'Agenzia delle entrate;

se la scelta di assegnare punteggi di valutazione con una scala di valore anche negativo, non specificandone puntualmente il significato, sia stata solo della sede della Lombardia o sia una prassi diffusa anche nelle altre sedi;

infine, se non ritenga opportuno adottare, al fine di venire incontro alle legittime aspettative dei concorrenti tirocinanti ai concorsi dell'Agenzia delle entrate, nuovi criteri di selezione e valutazione.

(4-08496)