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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 914 del 06/12/2017


CARDIELLO, FALANGA, AMORUSO, BARANI, COMPAGNONE, MILO, PAGNONCELLI, SCAVONE - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dell'interno e per la semplificazione e la pubblica amministrazione - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

da diverse settimane, numerose notizie sui quotidiani nazionali hanno insistentemente richiamato l'attenzione su fatti che coinvolgono la vita scolastica e il percorso educativo della comunità studentesca del liceo statale "Virgilio" di Roma, affermando che all'interno della scuola sono praticati liberamente il commercio e il consumo non solo di droghe leggere (cannabis), bensì anche di cocaina e di eroina, nonché rapporti sessuali ostentati, filmati e diffusi;

la degradata e degradante situazione sarebbe sostenuta e giustificata da una parte dei genitori degli alunni che fornirebbero agli stessi loro figli le sostanze stupefacenti "così stanno tranquilli";

la fonte delle allarmanti notizie riportate e diffuse dagli organi di stampa e televisivi è la dirigente scolastica, in carica da appena 2 mesi presso la sede, professoressa Carla Alfano, che ha dichiarato di aver "sentito con le proprie orecchie" quanto ha riferito;

queste informazioni hanno suscitato viva preoccupazione e prodotto altrettanto turbamento non solo all'interno della comunità scolastica, ma anche nell'opinione pubblica nazionale, che ha recepito tali notizie riguardanti un luogo come la scuola che, stando a quanto dichiarato, avrebbe derogato alla propria funzione, soccombendo a forzature criminogene, mafiose e depravate;

la stessa dirigente scolastica ha, inoltre, testualmente dichiarato in un servizio del "Corriere della Sera", del 18 novembre 2017, e anche in altre sedi, che: «Purtroppo il Virgilio è conosciuto come posto dove si può trovare roba. In altre scuole, in altri licei sanno che qui ci sono cose buone, parliamo anche di eroina. Ma quello che mi preoccupa di più in questa situazione, non è la droga, non è le connotazioni politiche varie estremiste, ma è un clima mafioso che c'è dentro il Virgilio. Una cappa, una cupola che ha egemonizzato tutti gli altri... Hanno paura e c'è un condizionamento psicologico pazzesco. Sono messi in scacco tanti dei miei professori, tanti. Hanno intimidito tutti, dicendo che avrebbero fatto una sorta di lista di proscrizione su chi avesse osato dire che era contro l'occupazione. C'è un'omertà paurosa. Poi noi, adesso, vediamo i filmati della mafia, ora è morto Riina, Ostia, quello che dà testate... Ma veniamo qui al Virgilio»;

rispondendo alla domanda sull'identità di coloro che compongono questo gruppo "mafioso", ella ha affermato testualmente: «Non stiamo parlando di emarginati. Parliamo di figli di politici, di onorevoli… I genitori tendono a minimizzare… loro poi manipolano tutto. Quando io dico la Scampia dei colletti bianchi, perché ci sono alcuni che hanno il potere di andare al Ministero a chiedere la mia testa, perché è successo anche questo! Alcuni di loro hanno una violenza psicologica, questi i sistemi mafiosi li sanno usare» e poi, riferendosi ancora ai genitori di questi alunni, la dirigente scolastica Alfano ha aggiunto: «sono professori universitari, giornalisti, onorevoli, deputati, senatori, persone che hanno degli incarichi all'interno del Governo, Magistrati. È accaduto che magistrati, per ragazzi ai quali era stata data una sospensione, meritatissima, sono intervenuti, ed è stata fatta togliere»;

alle dichiarazioni della dirigente scolastica e agli effetti mediatici prodotti sono seguite numerosissime prese di posizione e smentite, provenienti dalla presidente e dai componenti del consiglio d'istituto nella rappresentanza dei genitori, da una nutrita componente del corpo docenti e dagli stessi alunni;

la Questura di Roma, dopo le segnalazioni della dirigente scolastica Alfano e un incontro svoltosi il 20 novembre 2017, al quale hanno preso parte sia la dirigente sia un gruppo di docenti dello stesso liceo, e disposto dal questore Guido Marino d'intesa con il prefetto ed il comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri Antonio De Vita, per mettere a punto una strategia condivisa, tesa a garantire il regolare svolgimento delle lezioni al Virgilio, ha emanato una nota con la quale ha evidenziato che: «non sono emersi elementi che facciano pensare a traffici di droga né, tantomeno, atteggiamenti violenti ed intimidatori da parte degli studenti»;

la stessa nota inoltre ha rilevato che «non si può trascurare tuttavia come sia presente, secondo quanto riferito, una serie di problematiche che devono investire, in prima battuta la funzione educativa della scuola e, solo in un secondo livello, la funzione di Polizia. Allo scopo sono stati già suggeriti alcuni correttivi a carattere strutturale, di tipo educativo, mentre proprio il dialogo con questi ultimi infatti aveva consentito, poco meno di un mese fa, la liberazione, senza alcun utilizzo della forza pubblica, del liceo Virgilio, a circa 48 ore dalla richiesta di sgombero della dirigenza scolastica»;

nei giorni successivi all'incontro, sono stati disposti, agli ingressi del liceo di via Giulia, serrate perquisizioni e controlli antidroga, con l'ausilio delle unità cinofile, nei confronti degli alunni, da cui non è emerso nulla di rilevante rispetto a quanto diffuso, incrementando tuttavia e ulteriormente lo stato di tensione e di agitazione nella comunità scolastica;

nel corso della trasmissione "Porta a Porta" del 21 novembre, è stato dedicato un considerevole spazio a tali fatti, e gli intervenuti hanno assunto due diverse e contrapposte posizioni: un rappresentante dell'associazione regionale dei dirigenti scolastici ha vantato il primato del ricorso ai cani antidroga per ripristinare la legalità, attribuendosene egli stesso il merito, mentre altri insegnanti e la presidente del consiglio d'istituto del liceo Virgilio hanno invece insistito sul potenziamento dell'azione educativa e del dialogo e di altre iniziative meno eclatanti e più incisive;

il direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Lazio, dottor Gildo De Angelis, ha testualmente dichiarato al quotidiano "Il Messaggero" il 19 novembre: «Il liceo Virgilio dovrebbe essere chiuso e gli studenti dovrebbero essere ridistribuiti su altre scuole»;

numerose richieste di nulla osta per il trasferimento ad altra scuola, nonché di accesso agli atti sono state presentate, almeno nell'ultimo biennio, dall'utenza al dirigente scolastico sia per i fatti predetti sia per altre presunte anomalie connesse all'attività didattica e disciplinare dell'istituto;

domenica 26 novembre la trasmissione "Mezz'ora in più" di Rai3, è stata dedicata agli stessi fatti e sui quali è intervenuta in collegamento il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che ha dichiarato di voler approfondire la vicenda per restituire all'istituzione scolastica la serenità e il prestigio;

le tensioni e il disagio non accennano a diminuire e l'istituzione scolastica rimane sotto i riflettori degli organi di informazione, compromettendo gravemente le condizioni di benessere umano, culturale e sociale e inficiando il percorso di crescita degli alunni e le responsabilità di coloro che ne devono garantire l'affermazione,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario accertare la veridicità delle dichiarazioni della dirigente scolastica Alfano, e soprattutto di quelle relative alla presenza di persone, di alunni le cui peculiarità di azione connotano la fattispecie di reati puniti dall'art. 416-bis del codice penale e specificamente dai commi 3 e 9 dello stesso articolo, ovvero: "forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti" e che "si applicano anche (…) alle altre associazioni, comunque localmente denominate, (…) che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso";

se ritengano di verificare il reale e provato coinvolgimento di personalità del mondo accademico, giornalistico, politico e parlamentare, di membri del Governo e della magistratura, che avrebbero influito con ingerenze di sorta, condizionando la responsabilità e l'autonomia della funzione scolastica ed educativa, in ordine a procedimenti disciplinari scolastici, e quanto altro denunciato dalla dirigente Alfano ai mezzi di informazione;

se siano mai pervenute, e in quali forme, al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca richieste motivate di rimozione della dirigente scolastica;

se all'interno del corpo docenti non siano alimentate altrettante divisioni di sorta che sarebbero, invece, una tra le considerevoli cause dell'ulteriore divisione e conflitto che coinvolge tutta la comunità scolastica e che, segnalate dalle cronache degli anni precedenti, penalizzano l'istituzione e rimangono ancora inspiegabilmente irrisolti;

quali siano le eventuali responsabilità emergenti da tutti gli atti prodotti nel corso delle sedute dei vari organi collegiali e, in primis, del collegio dei docenti e del consiglio d'istituto, svolte negli ultimi 4 anni;

quali siano le motivazioni a sostegno dell'affermazione del direttore dell'Ufficio scolastico regionale, dottor Gildo De Angelis, sull'auspicio della chiusura dello storico liceo Virgilio di Roma e sulla ridistribuzione degli alunni in altre scuole;

se il Ministro dell'interno intenda, semplicemente sulla base di mere e generiche segnalazioni e di arbitrarie iniziative, sollecitate da singoli dirigenti o da rappresentanti dell'associazione dirigenti scolastici, assumerle come "ordine operativo" e impegnare ripetutamente contingenti di forza pubblica, unità cinofile e altre risorse per monitorare ipotesi di consumo di sostanze stupefacenti nelle scuole, senza un preventivo accertamento e sulla base di circostanziate denunce all'autorità giudiziaria;

se e in quale misura tale intervento sia risultato deterrente o efficace al contrasto del consumo di droghe all'interno degli istituti scolastici e se e in quale misura invece abbia avuto efficacia un altro genere di interventi con minore o nessuna esposizione mediatica;

se il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione non ritenga di inviare delle ispezioni presso il liceo per accertare la conformità dell'azione amministrativa svolta nell'arco degli ultimi 4 anni ai principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione in generale e nei confronti del personale e dell'utenza, in particolare con riferimento specifico alle richieste di accesso agli atti pervenute nonché ai ricorsi, alle richieste di nulla osta per il trasferimento di alunni ad altre scuole o altro genere di procedimenti promossi da parti ricorrenti;

quali provvedimenti intendano adottare nel caso di ipotesi di procurato allarme o altro nocumento di specie arrecato a istituzioni, categorie o singole persone dalle dichiarazioni della dirigente scolastica Carla Alfano, o di quanti altri abbiano fornito informazioni infondate o vi abbiano, in altro modo, contribuito.

(4-08495)