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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 914 del 06/12/2017


GATTI, GUERRA, DIRINDIN, FORNARO, SONEGO, GRANAIOLA, LO MORO, PEGORER, BATTISTA, GOTOR, BUBBICO, CASSON, CAMPANELLA, RICCHIUTI, CORSINI, MIGLIAVACCA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

la Castelfrigo Srl è una azienda del settore della macellazione e trasformazione delle carni situata a Castelnuovo Rangone (Modena), dove parte delle lavorazioni sono affidate dall'azienda committente, attraverso appalto, a cooperative operanti sul territorio e non iscritte alle principali centrali cooperative;

più nel dettaglio, l'azienda committente ha appaltato il lavoro al consorzio Job service, dei fratelli Melone, che a sua volta ha proceduto ad un affidamento dei lavori a 5 cooperative aderenti al consorzio;

da notizie di stampa locale e nazionale e da materiali sindacali presentati in convegni universitari, sembrerebbe che chi, materialmente, ha gestito i lavoratori delle cooperative appaltatrici sia il signor Ilia Miltjan che pare svolgere una funzione di prestanome con inconsapevoli incarichi all'interno di quel sistema di imprese cooperative da una parte, e dall'altra di controllo della forza lavoro all'interno dell'azienda;

per quanto riguarda invece Domenico Melone, da visure camerali descritte all'interno della documentazione presentata ai convegni, sembrerebbe aver ricoperto cariche di presidente o di socio in diverse imprese cooperative o società a responsabilità limitata che sono state create e chiuse nel giro di pochi anni o addirittura mesi;

dal 13 ottobre 2017 presso lo stabilimento dell'azienda è in atto una vertenza sindacale che è partita con il licenziamento collettivo di circa 75 lavoratori ed è continuata con la dissoluzione del consorzio che raggruppava le 5 cooperative e la successiva cessazione del contratto di appalto che ha generato il licenziamento di 127 persone;

come riportato da un articolo de "La Stampa" del 5 dicembre 2017, dopo essere stata investita di questi problemi, la Regione Emilia-Romagna ha proceduto a chiedere alla magistratura di indagare sul mondo di questo tipo sistema di cooperative;

considerato inoltre che, per quanto risulta:

l'improvvisa disdetta dei contratti di appalto e il conseguente licenziamento dei lavoratori sono già avvenuti in passato ma è subentrato subito un altro contratto di appalto con altre cooperative, anche di nuova costituzione, organizzate dalle medesime persone e con la riproposizione dello stesso sistema;

quanto avvenuto alla Castelfrigo è uno dei tanti casi di "cooperative spurie" o "false cooperative" cioè quelle realtà pseudo-imprenditoriali che, invece di perseguire scopi mutualistici, agiscono in spregio dei diritti dei lavoratori e delle regole della sana concorrenza al solo fine di massimizzare il profitto;

la prima firmataria dell'interrogazione è stata la relatrice al Senato del disegno di legge divenuto poi legge n. 199 del 2016, recante "Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo"; si rileva come il problema delle cooperative spurie, che nel settore agricolo vengono chiamate "cooperative senza terra", e quello relativo all'affitto di ramo d'azienda erano stati molto presenti durante la discussione del disegno di legge, ma non si era riusciti a formulare una norma capace di sanare una situazione rilevata comunque come degna di urgente intervento;

questi episodi sottolineano che problemi gravissimi non sono solo in agricoltura ma si rilevano in moltissimi altri settori, e ciò rimarca il valore di quanto definito nella legge n. 199 del 2016 che inserisce il reato di sfruttamento lavorativo nel nostro ordinamento valido per tutti i settori produttivi;

considerato infine che:

le vicende della Castelfrigo sembrano inoltre richiamare la "somministrazione fraudolenta" di lavoro, fattispecie di reato tuttavia abrogata a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 183 del 2014;

infatti, tra le modifiche introdotte con il decreto legislativo n. 81 del 2015, in attuazione della legge delega n. 183 del 2014 (cosiddetto Jobs act), vi è stata l'abrogazione degli articoli da 20 a 28 del decreto legislativo n. 276 del 2003 riguardanti la "somministrazione di lavoro"; in particolare, l'abrogazione dell'articolo 28 inerente al reato di "somministrazione fraudolenta", ovvero quella posta in essere con la specifica finalità di eludere le norme inderogabili di legge o di contratto collettivo;

inoltre, il reato di somministrazione abusiva di lavoro di cui all'articolo 18 del decreto legislativo n. 276 è stato depenalizzato da successivi interventi normativi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione della Castelfrigo e quali siano i suoi intendimenti al riguardo;

quali ipotesi intenda perseguire per attivare i controlli atti ad impedire che soggetti che abbiano una storia come quella del signor Melone, che risultano già coinvolti in ruoli apicali in aperture di cooperative e società a responsabilità limitata che hanno chiuso dopo pochissimo tempo, possano continuare a fare da prestanome, o comunque, ad operare nell'ambito della creazione di impresa perpetrando una situazione di illegalità sostanziale;

se non intenda ripristinare il reato di somministrazione fraudolenta di lavoro di cui all'ex articolo 28 del decreto legislativo n. 276 del 2003, magari "per fasce" come previsto nell'articolo 22 del decreto legislativo n. 151 del 2015 e non per "lavoratori e giornate", meccanismo quest'ultimo che rende particolarmente difficoltosa l'attività accertativa, lasciando ampi margini di elusività delle norme;

se non intenda vigilare in relazione al rischio sottolineato nell'articolo citato de "La Stampa" che l'organizzazione del sistema nella Castelfrigo non assuma i tratti di discriminazione razziale, visto che il sindacato denuncia che gli impiegati e i dirigenti sono tutti italiani, mentre i lavoratori in appalto addetti alle lavorazioni più pesanti e usuranti sono stranieri, ghanesi, albanesi e cinesi.

(3-04141)