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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 891 del 05/10/2017


BENCINI (Misto-Idv). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BENCINI (Misto-Idv). Signor Presidente, colleghi, un paio di giorni fa è andato in onda un servizio delle «Iene» sul deputato Mario Caruso, nato dalla denuncia di una giovane assistente, Federica, precedentemente stagista, sfruttata per oltre un anno senza paga. In questo momento alla Camera dei deputati i collaboratori parlamentari stanno facendo un flash mob contro questo tipo di atteggiamento. Oggi anche un noto quotidiano nazionale riporta la vicenda.

Nel merito della questione c'è poco da dire. La ragazza deve aver oltrepassato il limite di umiliazione che un essere umano può sopportare quando cerca un lavoro e i soldi per vivere. Il deputato Caruso, secondo il servizio, l'avrebbe anche circuita con messaggi equivoci, che a qualsiasi persona ragionevole sembrano una chiara proposta di scambio: sesso per lavoro. Spero che sia condivisa l'affermazione che chiunque abbia una carica istituzionale e si comporti in quel modo, smette di essere onorevole. Non solo, chi si comporta così smette di essere un politico, un uomo di Stato e si trasforma invece in ciò che avrebbe dovuto combattere.

Il deputato Caruso, di fronte alle accuse, ha minacciato di far vedere come ci si comporta al suo paese, strizzando l'occhio a non so cosa, forse a certi stereotipi del Sud che, di nuovo, dovrebbe combattere e non incentivare. Il suo Paese, però, quello con la «P» maiuscola, è l'Italia. Egli è stato eletto all'estero (ma comunque in una nazione virtuosa, la Germania), e tuttavia rappresenta l'Italia, dove esistono leggi e regolamenti ben precisi, non ci si fa giustizia da soli e lo sfruttamento del lavoro è reato, così come l'abuso del proprio ruolo.

Questo fatto mi tocca in vari modi, anzitutto come donna perché la richiesta di scambiare certi favori con un contratto è terribile, oltre che patetica, e soprattutto indica che le battaglie per la parità di genere non vengono minimamente recepite da certi individui, gli stessi che - magari - fingono di arrabbiarsi per come certe culture straniere trattano le donne.

La vicenda mi tocca anche come infermiera, visto come noi infermiere siamo sempre "nomenclate", perché conosco bene quel mondo di sacrifici e difficoltà, incomprensioni e sudore che il mondo del lavoro ti presenta davanti. So cosa significa doverlo cercare e non avere una chiara visione del futuro, anche se sono fortunata perché sono un'impiegata pubblica da ormai vent'anni. Il nostro mondo del lavoro è continuamente in itinere e in attesa che si faccia qualcosa e si trovino regole e soluzioni sempre migliori per regolamentare una situazione troppe volte border line e troppo spesso anche fuori regola. Giovani e meno giovani continuano a lavorare per niente, o quasi niente, in un eterno ritorno di espedienti e chiamate a termine che non permettono loro di costruirsi un passato, né di assicurare il futuro. Da parte nostra, cioè di chi ha una carica, un ruolo nel Governo del Paese, partecipare allo scempio invece di provare a frenarlo è una delle colpe più grandi.

Come dicevo, questa vicenda mi tocca come politico e come carica istituzionale. Io sono rappresentata anche da ognuno dei miei collegi qui dentro e alla Camera e, allo stesso modo, io, che ho la fortuna di essere in Parlamento, rappresento gli altri colleghi.

PRESIDENTE. Deve concludere, senatrice Bencini.

BENCINI (Misto-Idv). Comportamenti come quelli del deputato Caruso gettano discredito su tutta la categoria, me inclusa. La fiducia nel popolo nelle istituzioni è già quasi del tutto perduta e proprio per queste ragioni i cittadini hanno visto i loro rappresentanti farsi sempre più piccoli, abbassare giorno per giorno la qualità del dibattito ma alzare i toni (tipico di alcune parti politiche); li hanno visti prima delinquere in segreto e poi, come ultima stoccata, li hanno visti anche smettere di preoccuparsi di tenerlo segreto e delinquere a viso aperto. In questa vicenda…

PRESIDENTE. Deve concludere, senatrice Bencini. Sono cinque minuti. Non possiamo andare avanti. Al massimo la autorizzo a depositare il computer.

BENCINI (Misto-Idv). Ha ragione, Presidente, concludo.

Auspico che si trovi una soluzione, esorto anche a trovare una modalità di regolamentare i collaboratori parlamentari come in Europa. Basta fare un copia e incolla: come si fa in Europa così facciamo nel nostro Parlamento, così evitiamo questo tipo di diversificazione dei contratti di lavoro. Esorto anche la presidente della Camera Boldrini, che tanto si spende per queste situazioni, a trovare una soluzione…

PRESIDENTE. Siamo al Senato, qui, senatrice Bencini!

BENCINI (Misto-Idv). Lo so, Presidente, ma come suol dirsi scripta manent, verba volant. In questo caso "verba registratatam". (Applausi della senatrice Puglisi).