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Legislatura 17 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 891 del 05/10/2017


Discussione del disegno di legge:

(2886) Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 10,10)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2886, già approvato dalla Camera dei deputati.

La relatrice, senatrice Ginetti, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice.

GINETTI, relatrice. Signor Presidente, è all'esame di questa Assemblea il disegno di legge europea 2017, già approvato dall'altro ramo del Parlamento. Si tratta del quinto disegno di legge europea dall'approvazione della legge n. 234 del 2012 (la legge quadro sui rapporti con l'Unione europea) e quindi dall'inizio della legislatura. Parallelamente, è attualmente all'esame della Camera dei deputati la quinta legge di delegazione europea, già licenziata dal Senato lo scorso agosto. Complessivamente, questi dieci provvedimenti danno la misura dell'eccellente lavoro svolto dal Governo e dal Parlamento nel recepimento della normativa europea durante questa XVII legislatura e del proficuo lavoro svolto in 14a Commissione di leale collaborazione tra le diverse forze politiche, anche con riferimento alla prassi, invalsa ormai da qualche anno, di concentrare le modifiche da subito nella prima lettura parlamentare, al fine di consentire la celere approvazione già in seconda lettura. Il lavoro svolto in questi ultimi anni dal Governo e dal Parlamento nell'attuazione del diritto europeo è poi confermato anche dai positivi dati sulle procedure di infrazione, che sono oggi dimezzate rispetto alle 120 del 2014, ammontando a un totale di 65 procedure aperte, un valore che si colloca intorno alla media degli altri Stati membri.

In questa seconda fase è stata ribadita l'intenzione, espressa anche in 14ª Commissione dai Gruppi e dal Governo, di approvare il testo così come modificato dalla Camera e di coinvolgere le istanze che comunque emergono nel corso dell'esame in appositi ordini del giorno sui quali il Governo assicura il suo impegno. Durante l'esame in 14a Commissione su questo provvedimento il Governo ha accolto otto ordini del giorno, di cui darò conto illustrando gli articoli del disegno di legge. Occorre infine sottolineare il ruolo di maggior protagonismo, autorevolezza e credibilità che oggi il nostro Paese può vantare, con questi risultati, nella partecipazione alla definizione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione.

Il disegno di legge europea 2017 si compone di 30 articoli, di cui 16 aggiunti nel corso dell'esame in prima lettura, suddivisi in 8 Capi, concernenti differenti ambiti e materie, dalla tutela dei diritti d'autore alla sanità, dalla fiscalità all'ambiente, all'energia e alla protezione dei dati.

Il Capo I reca disposizioni in materia di libera circolazione delle merci, delle persone e dei servizi. L'articolo 1 dispone in materia di avvocati stabiliti per ridurre da dodici a otto anni il periodo minimo di esercizio della professione in ambito dell'Unione europea ai fini dell'iscrizione nell'albo speciale per il patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori, così uniformando la disciplina a quella degli avvocati italiani. Si estende altresì la condizione della proficua frequentazione della Scuola superiore dell'avvocatura.

L'articolo 2, aggiunto dalla Camera dei deputati, si riferisce alla tutela dei diritti d'autore contro le violazioni commesse su Internet e attribuisce all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) il potere di ordinare in via cautelare, ai prestatori di servizi delle società dell'informazione, la cessazione delle violazioni del diritto d'autore e dei diritti connessi. Su questa materia, in Commissione il Governo ha accolto l'ordine del giorno n. 1, impegnandosi «a valutare l'opportunità di inserire nella legge di bilancio di prossima discussione una previsione atta a limitare l'esclusiva riconosciuta alla SIAE dalla legge n. 633 del 1941, in modo idoneo a consentire a tutti gli organismi di gestione collettiva di operare sul territorio italiano».

L'articolo 3 disciplina la tracciabilità dei farmaci ad uso veterinario mediante ricetta sanitaria elettronica, obbligatoria dal 1° settembre 2018. Nel corso dell'esame alla Camera dei deputati è stata istituita una sanzione amministrativa, salvo che il fatto costituisca reato, per chi falsifichi o tenti di falsificare le ricette elettroniche dei medicinali veterinari.

È stato inoltre introdotto, sempre a decorrere dal 1° settembre 2018, l'obbligo di redigere in formato elettronico le ricette per i mangimi dedicati.

L'articolo 4, aggiunto dalla Camera dei deputati, novella l'articolo 98 del codice delle comunicazioni elettroniche per prevedere sanzioni per alcune violazioni del regolamento UE n. 531 del 2012, relativo al roaming sulle reti di comunicazioni mobili all'interno dell'Unione, e del regolamento n. 2015/2120, relativo all'accesso «a una Internet aperta». Sono inoltre previsti poteri cautelari dell'Agcom volti a far cessare, sentiti gli operatori interessati, i comportamenti vietati.

A tale riguardo, in 14a Commissione, il Governo ha accolto un altro ordine del giorno, il n. 2, con cui si impegna a effettuare gli opportuni approfondimenti relativi alla possibilità di considerare i modem-router utilizzati dall'utente finale per connettersi alla rete Internet come apparati terminali ed in quanto tali di libera scelta dell'utente stesso.

Il Capo II reca disposizioni in materia di giustizia e sicurezza. L'articolo 5, per la completa attuazione della decisione-quadro 2008/913/GAI sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, a seguito del caso EU-Pilot 8184/15/JUST, interviene sull'articolo 3, comma 3-bis, della legge n. 654 del 1975, introdotto dalla legge n. 115 del 2016, che ha disposto che i fatti di negazionismo costituiscano una circostanza aggravante delle fattispecie delittuose di discriminazione razziale. Con l'articolo in esame la circostanza aggravante viene ampliata fino a comprendere, oltre che i fatti di negazionismo della Shoah o dei crimini di cui agli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale, anche la loro «minimizzazione in modo grave» o la loro apologia. Il negazionismo viene altresì ricompreso tra le fattispecie che comportano la responsabilità giuridica delle imprese.

L'articolo 6, modificato in prima lettura, aggiorna la disciplina di accesso al fondo per l'indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti, prevista dalla legge europea 2015-2016 in attuazione della direttiva 2004/80/CE. È richiamata altresì la procedura di infrazione n. 2011/4147, per rimuovere le condizioni reddituali ai fini dell'accesso all'indennizzo, nonché la necessarietà della previa azione esecutiva nei confronti dell'autore del reato; si ammettono, inoltre, i percettori, per lo stesso fatto, di somme, sino a 5.000 euro, erogate da soggetti pubblici o privati e si ampliano i casi di indennizzo, a cui potrà accedere chiunque sia stato vittima di un reato intenzionale violento commesso successivamente al 30 giugno 2005, e la domanda dovrà essere proposta entro il termine di centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge. Viene infine ampliata la dotazione finanziaria necessaria.

Il Capo III reca disposizioni in materia di fiscalità.

L'articolo 7 introduce una nuova disciplina dei rimborsi IVA, riconoscendo una somma a titolo di ristoro forfetario dei costi sostenuti dai soggetti passivi che sono tenuti a prestare garanzia a favore dello Stato in relazione alle loro richieste di rimborso dell'IVA e mira a risolvere una procedura di infrazione del 2013.

L'articolo 8 reca modifiche alla disciplina delle restituzioni dell'IVA non dovuta, al fine di chiudere il caso EU-Pilot 9164/17/TAXU. È previsto un termine di due anni per presentare domanda di restituzione dell'imposta non dovuta.

L'articolo 9 modifica la disciplina dell'IVA nelle cessioni all'esportazione, in attuazione di una direttiva del 2006 per introdurre all'articolo 8 della legge n. 633 del 1972, sull'IVA, la qualificazione come cessioni all'esportazione non imponibili per quelle effettuate nei confronti delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti della cooperazione allo sviluppo che provvedono al trasporto e alla spedizione dei beni al di fuori del territorio dell'Unione in attuazione di finalità umanitarie, comprese quelle dirette a realizzare programmi di cooperazione allo sviluppo. Al riguardo, il Governo ha accolto gli ordini del giorno nn. 6 e 22, con cui si impegna ad assicurare il monitoraggio delle attività in questione, al fine di verificare che le predette attività in esenzione dall'IVA avvengano effettivamente in attuazione di finalità umanitarie. Inoltre, il Governo si impegna a prevedere il termine di novanta giorni entro i quali adottare il decreto, previsto dall'articolo 9, volto a stabilire le modalità delle esenzioni.

L'articolo 10 concerne il regime fiscale delle navi iscritte nei registri dei Paesi dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo (SEE). Si estende il vigente regime fiscale relativo ai soggetti esercenti navi iscritte al Registro internazionale italiano, anche nei confronti di soggetti residenti e non residenti con stabile organizzazione in Italia che utilizzano navi iscritte in registri di Paesi UE o SEE. La disposizione è finalizzata alla chiusura del caso EU-Pilot n. 7060 del 2014.

Il Capo IV reca disposizioni in materia di lavoro e si compone di un solo articolo. L'articolo 11 dispone in merito alla ricostruzione di carriera degli ex lettori di lingua straniera, assunti nelle università statali prima dell'entrata in vigore del decreto-legge del 1995, n. 120, stanziando le risorse necessarie, al fine di risolvere il caso EU-Pilot 2079/11, cui sono associate sentenze della Corte di giustizia che hanno stabilito che i lettori avessero diritto al trattamento economico corrispondente a quello del ricercatore confermato a tempo definito, consentendo il superamento del contenzioso e dei giudizi pendenti.

Su tale questione, il Governo ha accolto, in Commissione, gli ordini del giorno nn. 8 e 9, con cui si impegna a valutare l'opportunità di affrontare, con successivi provvedimenti normativi, la problematica relativa alla figura dei collaboratori ed esperti linguistici, nonché a valutare l'opportunità di effettuare una verifica degli effetti prodotti dalla legge n. 240 del 2010 sui contenziosi con gli ex lettori di lingua straniera e di considerare possibili iniziative legislative al fine di precisare meglio la prevista estinzione ex lege delle pretese avanzate in giudizio.

Il Capo V reca disposizioni in materia di salute. L'articolo 12, disciplina la produzione e la commercializzazione - per il tramite di una serie di indicazioni obbligatorie da riportare sugli imballaggi, sui recipienti e sulle etichette - delle caseine e dei caseinati destinati all'alimentazione umana e delle loro miscele, così dando attuazione alla direttiva europea 2015/2203, relativamente alla quale è stata aperta una specifica procedura di infrazione.

L'articolo 13, introdotto durante l'esame alla Camera su iniziativa del Governo, reca disposizioni in materia di anagrafe equina, volte all'adeguamento ai regolamenti nn. 2016/429 e 2015/262: l'anagrafe equina, precedentemente gestita dall'Unione nazionale incremento razze equine, sarà ora organizzata e gestita dal Ministero della salute.

L'articolo 14, introdotto in prima lettura sulla base del caso EU-Pilot 8443/16, stabilisce che la proroga della validità di un certificato medico scaduto, prevista per il caso in cui il lavoratore marittimo si trovi in viaggio in quanto imbarcato, non possa comunque superare i tre mesi, in linea peraltro con la Convenzione STCW.

L'articolo 15, infine, reca disposizioni sanzionatorie per la violazione del Regolamento CE n. 1272/2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio di sostanze e miscele pericolose.

Il Capo VI reca disposizioni in materia di tutela dell'ambiente. L'articolo 16, in materia di tutela delle acque, reca modifiche all'articolo 78-sexies del codice dell'ambiente che definisce i requisiti minimi di prestazione per i metodi di analisi delle acque. Si prevede che le autorità di bacino distrettuali promuovano intese con le Regioni e le Province autonome al fine di garantire l'intercomparabilità, a livello di distretto idrografico, dei dati del monitoraggio delle sostanze chimiche e, di conseguenza, dello stato ecologico e chimico dei corpi idrici superficiali. L'ISPRA rende disponibile l'elenco di laboratori dotati delle metodiche di analisi disponibili. La disposizione è finalizzata a superare una delle contestazioni mosse dalla Commissione europea nell'ambito del caso EU-Pilot 7304/15. Sulla materia il Governo ha accolto, in Commissione, l'ordine del giorno n. 23, con cui si impegna ad assicurare che gli atti relativi alle verifiche sui requisiti minimi di prestazione dei laboratori, per tutti i metodi di analisi, siano sottoposti alle disposizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 in tema di pubblicazione e accesso alle informazioni ambientali.

L'articolo 17, in materia di acque reflue urbane, modifica la tabella 2 dell'allegato 5 alla parte terza del codice dell'ambiente, la quale fissa limiti di emissione per gli impianti di acque reflue urbane recapitanti in aree sensibili. Si stabilisce che gli stessi limiti - riferiti al contenuto di fosforo e azoto - vengano monitorati non in relazione alle potenzialità dell'impianto, ma con riferimento al carico inquinante generato dall'agglomerato urbano espresso in abitanti equivalenti (AE). La disposizione è finalizzata a garantire, peraltro, una corretta attuazione della direttiva 91/271/CEE in materia di acque reflue urbane.

L'articolo 18 reca altre modifiche al codice dell'ambiente in materia di emissioni industriali.

Il Capo VII reca disposizioni in materia di energia e fonti rinnovabili.

L'articolo 19, aggiunto in prima lettura, dispone la revisione del vigente sistema tariffario di agevolazioni a favore delle imprese a forte consumo di energia elettrica (la cui rubrica fa riferimento alla comunicazione 2014/C 200/01, in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020), mentre l'articolo 20, introdotto alla Camera, modifica il decreto legislativo n. 28 del 2011, che disciplina i criteri e i meccanismi di incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. La rubrica dell'articolo fa riferimento all'adeguamento alla citata comunicazione 2014/C 200/01, relativamente al sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

L'articolo 21, anche questo aggiunto in prima lettura, dispone in favore delle imprese a forte consumo di gas naturale (metano) la revisione del vigente sistema di corrispettivi pagati dalle imprese industriali attraverso la tariffa di trasporto gas.

Il Capo VIII si apre con l'articolo 22 per apportare modifiche alla legge n. 234 del 2012. In particolare, la segreteria del Comitato internazionale per gli affari europei (CIAE) perde la qualificazione di ufficio, mentre il Parlamento viene posto in condizione di conoscere tutti gli atti delegati adottati dall'Unione, i cui riferimenti saranno indicati nella relazione illustrativa al disegno di legge di delegazione europea. Inoltre, si consente al Governo di recepire celermente gli atti delegati che recano meri adeguamenti tecnici, tramite decreto, senza utilizzare, in questo caso, lo strumento proprio della legge di delegazione europea e i tempi e le procedure previsti dall'articolo 31 della legge n. 234 del 2012, che saranno invece utilizzati per tutti gli altri atti delegati.

L'articolo 23 reca disposizioni per l'integrale attuazione della direttiva 2014/33/UE, relativa agli ascensori e alla sicurezza dei relativi componenti. Si conferma in particolare la competenza del prefetto al rilascio del certificato di abilitazione di manutentore degli ascensori e si disciplina la prova teorico-pratica per il suo conseguimento, nonché la composizione della neo-ricostituenda commissione esaminatrice.

L'articolo 24, introdotto alla Camera, prevede che i gestori del traffico telefonico e telematico conservino per settantadue mesi i dati di traffico telefonico e telematico, nonché i dati relativi alle chiamate senza risposta, in deroga all'articolo 132 del codice della privacy, che prevede termini sino a ventiquattro mesi. La finalità è quella di garantire strumenti di indagine efficaci in considerazione delle straordinarie esigenze di contrasto del terrorismo e degli altri gravi reati indicati. Viene specificato che in tal modo si dà attuazione all'articolo 20 della direttiva 2017/541/UE, sulla lotta contro il terrorismo, che impone agli Stati membri di adottare le misure necessarie affinché le autorità competenti dispongano di strumenti di indagine efficaci, quali quelli utilizzati contro la criminalità organizzata.

L'articolo 25 disciplina il trattamento economico del personale esterno alla pubblica amministrazione che partecipa a iniziative e missioni del Servizio europeo di azione esterna.

L'articolo 26, aggiunto dalla Camera dei deputati, individua nell'ENAC l'autorità nazionale competente per la certificazione e la sorveglianza degli aeroporti, nonché del personale e delle organizzazioni che operano in essi, ai sensi del regolamento UE n. 139/2014, salvo quanto previsto in riferimento alle competenze del Corpo dei vigili del fuoco. Al riguardo, in Commissione è stato presentato l'ordine del giorno n. 21, accolto dal Governo, che lo impegna ad adottare tutte le misure necessarie per assicurare i livelli di organico adeguati per quantità e qualificazione professionale.

Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 10,29)

(Segue GINETTI, relatrice). L'articolo 27, introdotto dall'altro ramo del Parlamento, prevede che, per realizzare e monitorare interventi di cooperazione allo sviluppo con il finanziamento dell'Unione europea, le rappresentanze diplomatiche e consolari possano avvalersi, nei limiti del suddetto finanziamento, di personale non appartenente alla pubblica amministrazione alle medesime condizioni previste per l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

L'articolo 28 apporta modifiche al codice della privacy, in attuazione del regolamento n. 679 del 2016, di cui anticipa talune disposizioni per prevedere che il titolare del trattamento dei dati possa avvalersi quale responsabile di soggetti pubblici e privati. Sono, inoltre, previste norme sul riutilizzo dei dati per finalità di ricerca scientifica su autorizzazione del Garante.

L'articolo 29 reca disposizioni in materia di funzionamento del Garante per la protezione dei dati personali finalizzate a potenziare la struttura.

L'articolo 30 reca una clausola di invarianza finanziaria per tutte le disposizioni del disegno di legge. (Applausi dai Gruppi PD e Art.1-MDP).