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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 891 del 05/10/2017


ZIZZA, DI MAGGIO, BRUNI, PERRONE, LIUZZI, FUCKSIA, FLORIS, PELINO, QUAGLIARIELLO, GIOVANARDI, DAVICO, MILO, D'AMBROSIO LETTIERI, CASSINELLI - Il Senato,

premesso che:

il report dell'ISTAT recentemente pubblicato sull'andamento dell'economia agricola nel 2016 ha evidenziato dati contrastanti per il settore, che ha generato un valore aggiunto di 31.567 milioni di euro, pari al 2,1 per cento del valore aggiunto nazionale, ma che è esporto a una forte concorrenza con i Paesi emergenti;

si evidenzia, inoltre, come, a livello territoriale, la produzione nel settore cresca solo al Nord, con un aumento in volume del 3,4 per cento nel Nordest e dell'1,4 per cento nel Nordovest, mentre il Sud fa registrare una significativa flessione (pari al 4,6 per cento in meno), maggiore rispetto a quella evidenziata dalle isole (3,2 per cento in meno) e dal Centro (1,3 per cento in meno);

la tendenza in diminuzione del valore aggiunto registrato nel 2016 rispetto a quello dell'anno precedente pare determinato in buona parte dal crollo delle produzioni olivicole (con un calo del 44,7 per cento in volume), particolarmente colpite dagli effetti avversi dei ricorrenti fenomeni climatici avversi (siccità, fenomeni temporaleschi, gelate) e fitopatologici (mosca olearia, xylella);

il settore agricolo, inoltre, risulta caratterizzato da un'incidenza delle imposte alla produzione sul valore aggiunto (4 per cento), sensibilmente superiore a quella della media europea (3,3 per cento), nonché da contributi alla produzione che rappresentano solo 16 per cento del valore aggiunto nel settore, a fronte del quasi 50 per cento della Germania, del 40,4 per cento francese ed il 22,8 per cento della Spagna;

nonostante la negativa congiuntura economica, è proprio nell'agricoltura che il report registra una nuova crescita (pari allo 0,9 per cento) delle unità di lavoro totali (Ula), pari ad un incremento dello 0,3 per cento della componente del lavoro indipendente e del 2,3 per cento delle unità di lavoro dipendenti; l'input di lavoro del settore agricolo misurato in Ula (1,2 milioni di unità) rappresenta il 5,2 per cento del totale; l'insieme del comparto dell'agroalimentare incide per il 6,9 per cento delle unità di lavoro;

il comma 1 dell'art. 4 del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 225 del 2016, di novella dell'art. 21 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, individua tra i soggetti esclusi dall'obbligo di trasmissione semestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute quelli che si avvalgono del regime speciale per i produttori agricoli situati nelle zone montane;

come specificato dall'Agenzia delle entrate in una recente circolare (la n. 1/E), i produttori agricoli operanti in zone diverse da quelle di cui alla norma citata devono assolvere l'obbligo di comunicazione, in una modalità che sia compatibile con il regime semplificato di cui all'art. 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 a loro applicabile. Sono quindi tenuti a comunicare unicamente i dati relativi alle operazioni "attive" mediante l'invio dei dati delle autofatture emesse dai cessionari, copia delle quali, sempre a norma dell'art. 34, comma 6, deve essere consegnata ai produttori agricoli. Per tali soggetti resta comunque valida la possibilità di optare per il regime ordinario IVA che comporterà l'applicazione degli ordinari obblighi di comunicazione dei dati fattura;

a seguito di una serie di proroghe, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri firmato dal Ministro dell'economia e delle finanze il 4 ottobre 2017 (non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale) ha ulteriormente rinviato l'applicazione dello spesometro al 16 ottobre 2017;

considerato che:

tali regole probabilmente avranno ricadute negative sugli adempimenti gravanti sui piccoli agricoltori non operanti in zone montane, per la quasi totalità contribuenti "minimi", poiché usufruendo dell'esonero ai fini IVA, saranno costretti a comunicare i dati relativi alle fatture emesse e registrate, senza considerare che questi soggetti non emettono fatture, né le registrano;

la condizione fotografata dall'ISTAT consegna un settore, quello agrario, di grande rilevanza per l'Italia, tanto sul piano economico-finanziario, quanto su quello sociale-occupazionale, evidentemente non adeguatamente assistito da idonee azioni del Governo nazionale sul piano fiscale e contributivo,

impegna il Governo:

1) ad adottare idonee misure atte a garantire che anche i piccoli agricoltori non operanti in zone montane siano esclusi dall'obbligo di trasmissione all'Agenzia delle entrate dei dati relativi alle fatture emesse e registrate;

2) ad adottare misure finalizzate alla semplificazione degli adempimenti e alla riduzione del peso fiscale e contributivo del settore agricolo e agroalimentare, tenuto conto dell'importanza strategica dello stesso per la manutenzione del territorio e per la prevenzione dei rischi, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese;

3) ad adottare e finanziare, anche nell'ambito di una revisione della politica agricola comune, misure idonee a rafforzare la competitività e la produttività delle imprese agricole ed agroalimentari con particolare riferimento a quelle localizzate nel Mezzogiorno.

(1-00842)