Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1290 KB)

Versione HTML base



Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 891 del 05/10/2017


RICCHIUTI, CORSINI, GOTOR, GRANAIOLA - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

la situazione presso il conservatorio Santa Cecilia di Roma (ente sottoposto a vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) è divenuta insostenibile, per diversi motivi, tutti legati alla gestione del direttore, insediatosi nel novembre 2016;

la situazione critica è parsa particolarmente evidente già con il caso del master di II livello in "Interpretazione della Musica Contemporanea" per l'anno accademico 2016-2017, il cui avviso pubblico di ammissione era stato pubblicato l'8 aprile 2016, previa autorizzazione del Ministero;

l'avviso, regolarmente protocollato, prevedeva, all'articolo 4, che le lezioni si sarebbero svolte nell'arco di 2 semestri, con termine iniziale nel mese di novembre 2016;

il calendario delle lezioni successivamente comunicato dal conservatorio, in particolare, fissava l'inizio delle lezioni per la data del 7 novembre 2016 e il termine per la data del 13 ottobre 2017;

gli studenti, già in possesso dei requisiti richiesti e superato l'esame di ammissione, venivano ammessi alla frequenza obbligatoria del master, ma dopo tre sole giornate di lezione, svoltesi il 7, 8 e 9 novembre 2016, in data 10 novembre 2016, venivano a conoscenza del seguente avviso (datato 8 novembre 2016): "si porta a conoscenza di tutti gli interessati (...) che il master di II livello in Interpretazione della Musica Contemporanea per l'A.A. 2015/2016, è sospeso in attesa del perfezionamento di tutte le procedure previste dall'allegato A nota Ministeriale 9 dicembre 2010 prot. n. 7631";

tale nota ministeriale, datata 9 dicembre 2010, richiamata nell'avviso e addotta a motivazione del disposto provvedimento, non poteva certo costituire atto sopravvenuto, tale da legittimare la repentina sospensione del master avviato, in quanto era già stata oggetto di preliminare e propedeutica disamina;

con delibere del consiglio accademico del 13 gennaio 2017 si è avuta l'approvazione di un nuovo piano formativo per il master in "Interpretazione della musica contemporanea" e l'attribuzione delle relative docenze 2016/2017; il tutto mentre gli studenti restavano in attesa della ripresa delle lezioni, per accedere alle quali avevano non solo superato prove di profitto, ma anche speso il danaro occorrente per l'iscrizione e quello per trovare un alloggio;

le predette delibere hanno modificato in modo assai significativo il piano formativo, mutando i docenti originariamente previsti e pubblicizzati, senza l'osservanza della procedura prevista dal regolamento dei corsi di master;

il tutto è altresì avvenuto senza il coinvolgimento del nucleo di valutazione dell'istituzione e del consiglio di corso, organi deputati ai sensi degli articoli 4 e 6 del regolamento dei corsi di master;

nella seduta del consiglio accademico del 13 gennaio 2017, come risulta dal verbale, si è avuto l'abbandono della seduta da parte di alcuni consiglieri e la sollevazione a verbale di una contestazione inerente "alla modalità di presentazione delle candidature nonché al modo in cui sono state valutate - mancanza di un criterio condiviso e supportato da un'adeguata documentazione";

successivamente, gli studenti hanno chiesto di poter assistere allo svolgimento delle assemblee degli organi collegiali di loro interesse, ma tale facoltà è stata loro denegata, in violazione dello statuto del conservatorio, che all'art. 7, comma 3, prevede, in via ordinaria, la pubblicità delle sedute;

a seguito del totale silenzio del conservatorio circa la ripresa delle lezioni, gli studenti hanno inoltrato via PEC la comunicazione della risoluzione del contratto di adesione al master per inadempimento e la richiesta di rimborso dell'importo versato per l'iscrizione alle lezioni;

solo in data 7 febbraio 2017 il direttore Roberto Giuliani inviava agli studenti comunicazione email dal proprio account personale, asserendo di aver mantenuto le promesse, regolarizzando il piano di studi del master. Il direttore comunicava, altresì, che le lezioni sarebbero riprese il 13 febbraio 2017, data in cui gli studenti sarebbero stati informati del nuovo corpo docente, che era in via di definizione; il direttore si mostrava, altresì, disponibile a concordare con gli studenti le date per recuperare le lezioni perse, ma non dava alcun riscontro alle richieste di rimborso;

in data 10 febbraio 2017 gli studenti, tramite legali, inviavano comunicazione al Ministero, accompagnata da specifica documentazione, che però non veniva riscontrata;

dopo numerosi solleciti, gli studenti vedevano prese in carico le loro doglianze solo nella seconda metà del mese di giugno 2017;

in data 28 giugno 2017 il direttore del conservatorio (alla presenza di 2 docenti) accettava di incontrare l'avvocato degli studenti (cui costoro si erano dovuti rivolgere, con ulteriore e ingiusto esborso di danaro proprio), nell'occasione il direttore s'impegnava alla restituzione delle somme ingiustificatamente trattenute;

il 24 luglio 2017 il direttore veniva però meno a detto impegno e comunicava al difensore degli studenti che avrebbe rimborsato solo l'80 per cento delle somme trattenute, riservandosi d'informarne il consiglio accademico;

il 7 agosto 2017, la difesa degli studenti rispondeva diffidando il direttore a dar seguito alla restituzione delle quote indebitamente sottratte alla disponibilità degli iscritti al master e a risarcire il danno loro cagionato per l'inadempimento consistito nel non aver svolto il corso, secondo quanto pubblicizzato e comunicato nel bando iniziale di ammissione;

considerato altresì che:

gli studenti di fuori Roma hanno subìto anche il danno aggiuntivo dovuto all'inutile soggiorno nella capitale (con canoni locatizi dell'entità anche di euro 2.400 mensili);

a tutt'oggi gli studenti non sono stati risarciti e si vedranno costretti ad anticipare le spese legali per un'azione in giudizio;

il direttore del conservatorio ha anche impedito l'accesso agli atti relativi al verbale del citato Consiglio accademico del 13 gennaio 2017, che avrebbero dovuto motivare e sostenere le relative decisioni;

il medesimo direttore ha anche negato l'accesso agli atti inerenti a 2 procedure di selezione per l'attribuzione di incarichi aggiuntivi retribuiti (si vedano gli avvisi pubblici contraddistinti dai numeri di protocollo 11657/pr15 e 2255/pr15);

tali procedure sono avvenute con mancanza di trasparenza per quanto riguarda i criteri di selezione, la composizione della commissione, la valutazione comparativa e la pubblicazione delle graduatorie;

gli interessati si sono visti costretti a impugnare avanti al TAR del Lazio anche questi dinieghi, ai sensi della legge n. 241 del 1990,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non intenda inviare immediatamente un'ispezione ministeriale presso il conservatorio Santa Cecilia di Roma;

se non ritenga che il comportamento dell'attuale direzione sia lesivo del buon andamento e dell'imparzialità degli uffici e degli organi pubblici;

se non ritenga che questo tipo di gestione esponga l'Erario pubblico ad azioni risarcitorie, che potrebbero finire per danneggiare il patrimonio pubblico in tutti i sensi.

(4-08186)