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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 891 del 05/10/2017


DE PETRIS - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

nell'ambito territoriale di caccia (ATC) della Provincia di Avellino è in corso dalla metà del mese di settembre un programma di ripopolamento a scopo venatorio riguardante circa 5.000 starne e 12.000 fagiani, provenienti da allevamento;

la pratica dei ripopolamenti è da lungo tempo oggetto di forti contestazioni sotto il profilo scientifico, per l'inquinamento genetico che può arrecare, sotto il profilo ambientale ed etico, in quanto si basa sull'immissione in natura di animali di allevamento, assai confidenti con l'uomo e generalmente incapaci di adattarsi alle nuove condizioni, dunque facili vittime sia dei fucili che dei predatori;

la pratica dei ripopolamenti è stata spesso contestata anche per il notevole esborso di pubblico denaro che ha comportato; ad esempio, per i ripopolamenti condotti nella provincia di Avellino nel 2017 la spesa ammonterebbe a circa 160.000 euro;

in Campania, tale pratica a fini venatori non è consentita durante la stagione di caccia e dal mese di settembre, come vuole l'art. 37 della legge regionale n. 26 del 2012. Le immissioni possono avvenire nel periodo ricompreso tra il 10 febbraio e il 31 luglio e nelle aziende faunistiche entro il 31 agosto;

l'iniziativa assunta dall'ATC di Avellino in violazione della legge regionale si pone in contrasto anche con il parere espresso dall'ISPRA (organismo nazionale riconosciuto dalla legge quadro e sotto il controllo del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare), che il 28 agosto 2017 ha reso noto un documento particolarmente importante sulla condizione della fauna dopo la devastante stagione di prolungata siccità e di incendi, che ha colpito notevolmente anche la regione Campania;

in tale documento, oltre ad evidenziare un quadro drammatico, non solo per gli effetti di mortalità sulle popolazioni selvatiche, ma anche sulle conseguenze sulle capacità riproduttive degli animali sopravvissuti, l'Istituto ha sottolineato l'inopportunità dei ripopolamenti, anche per la competizione sulle risorse trofiche, sino al ristabilirsi di normali condizioni ambientali, che certamente non possono avvenire in breve tempo, ma sono legate a processi naturali complessi di ricostituzione degli habitat;

con lettera del 29 agosto la ASL veterinaria ha espresso parere contrario alle immissioni volute dall'ATC di Avellino, sottolineando le condizioni di "difficoltà e stress che stanno subendo le specie selvatiche ormai in gravi difficoltà fisiologiche, che possono compromettere in maniera seria il loro stato di salute", vista la "situazione di siccità sconosciuta al nostro territorio".Nel testo si affermava che "le specie da immettere sul territorio sono soggetti che provengono da allevamento, già afflitti da uno stress da adattamento al territorio naturale" e si esprimeva "un vivo monito a procrastinare tale immissione di selvaggina";

con una lettera datata 11 settembre le associazioni venatorie della Campania, ANUU, Arcicaccia, Italcaccia, EPS, rivolgendosi al presidente della Giunta regionale, al consigliere delegato in materia e agli organi di stampa, hanno denunciato l'iniziativa "prontocaccia" dell'ATC di Avellino, richiamando la violazione della legge regionale e delle finalità del piano faunistico venatorio regionale, nonché l'assenza di qualsiasi finalità riconducibile ad una "gestione sostenibile" dell'attività venatoria.Nel testo si ricorda che gli indirizzi regionali sono sempre stati orientati verso l'eliminazione delle immissioni pronta caccia e l'azione dell'ATC viene definita "un gioco";

nella vicenda è intervenuto anche l'ENPA, Ente nazionale protezione animali, con lettere di denuncia agli amministratori regionali, alle autorità sanitarie, alla Prefettura, ai Carabinieri per l'ambiente, al NOE e agli organi di informazione;

nonostante le chiare prescrizioni di legge, i pareri espressi dall'ISPRA e dalla ASL, le prese di posizione contrarie delle associazioni dei cacciatori e dall'ENPA, l'ATC di Avellino ha proceduto ai ripopolamenti, dal 14 settembre in poi, interessando numerosi comuni con migliaia di animali "liberati"; il costo dell'operazione è stato rilevante;

la condotta del presidente e dei vertici dell'ATC si pone in netto contrasto con le responsabilità e le finalità che la legge nazionale di tutela della fauna e regolamentazione della caccia, legge n. 157 del 1992, attribuisce alla figura dell'ATC, organismo che deve "promuovere ed organizzare le attività di ricognizione delle risorse ambientali e della consistenza faunistica", nonché "programmare gli interventi per il miglioramento degli habitat" ed adoperarsi, anche attraverso incentivazioni, affinché i conduttori dei fondi adottino le misure necessarie per permettere la ricostituzione delle popolazioni selvatiche,

si chiede di sapere quali misure di competenza intendano adottare i Ministri in indirizzo nei confronti dei dirigenti dell'ATC di Avellino.

(4-08184)