Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1290 KB)

Versione HTML base



Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 891 del 05/10/2017


VOLPI - Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

a oltre 20 anni dall'avvio delle attività estrattive in val d'Agri, nella provincia di Potenza, arriva finalmente il primo studio di impatto sanitario realizzato sugli abitanti della valle, con particolare riferimento ai due comuni maggiormente interessati dal polo estrattivo, Viggiano e Grumento. Nel 2009 è stata istituita una commissione per la valutazione di impatto sulla salute (VIS), una decisione presa per rispondere alle preoccupazioni e al bisogno di una corretta informazione sui rischi ambientali e sanitari delle comunità locali;

nel centro oli Val d'Agri dell'ENI il greggio subisce una prima lavorazione per togliere le impurità presenti e in particolare lo zolfo. Il COVA emette sostanze tra cui i composti organici volatili, anidride solforosa, idrogeno solforato, ossidi di azoto e polveri sottili i cui effetti negativi sulla salute sono ben documentati. Nel 2014 è iniziato il programma di ricerca, frutto del lavoro di un team di circa 30 ricercatori e della collaborazione di 3 istituti CNR, dell'università di Bari e del dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario della Regione Lazio, che si è concluso ed è stato reso pubblico a settembre 2017;

i media locali riportano le indiscrezioni emerse circa le risultanze dello studio, che, se confermate, avvalorerebbero le preoccupazioni più volte espresse negli anni dalla cittadinanza. Dalla VIS emerge che, nei due comuni, la mortalità e i ricoveri ospedalieri tra il 2000 e il 2014 sono superiori alla media regionale. I primi dati trapelati parlano infatti di livelli allarmanti di rischio. Le cause di decesso e di ricovero per neoplasie maligne, malattie cardiocircolatorie, in particolare ischemiche, e respiratorie, soprattutto fra le donne, risultano significativamente correlabili all'esposizione agli ossidi di azoto. I composti organici volatili presenti intorno all'impianto risultano potenzialmente dannosi per l'uomo e le sostanze inquinanti emesse dai camini si diffondono fino a molti chilometri andando ad impattare sui comuni limitrofi. Il polo petrolifero lucano rappresenta un esempio paradigmatico di come una risorsa naturale strategica possa divenire una pericolosa condanna per il territorio;

il fatto che le donne siano più colpite degli uomini appare compatibile con l'origine residenziale e non occupazionale delle esposizioni nocive;

mentre per il suolo nel suo strato più superficiale e per le acque non si sono trovati valori fuori norma, per l'aria si è osservata una differenza significativa tra le concentrazioni di composti organici volatili intorno all'impianto nell'area di Viggiano e le zone più distanti. In particolare, le concentrazioni di benzene non attribuibili al traffico o al riscaldamento domestico sono superiori a quelli, per esempio, dell'area industriale di Taranto. Il che fa riflettere considerando il contesto apparentemente bucolico della val d'Agri dove si trova adagiato il centro oli dell'ENI;

un campione di residenti nell'area più vicina al centro olio sono stati sottoposti a test con spirometro e a un questionario che ha indagato anche percezione locale del rischio e i bisogni informativi. È emerso che chi abita più vicino al COVA ha maggiori probabilità di soffrire di sintomi respiratori come bruciori agli occhi, tosse e asma. La maggior parte degli intervistati ritiene che il centro oli rappresenti un rischio per la salute ed ha espresso una marcata preoccupazione sui rischi connessi alla prossimità dell'impianto, nonché un livello di fiducia medio-basso nei confronti di attori istituzionali, media locali ed associazioni,

si chiede di sapere:

se non sia necessario, così come suggerito dalla VIS, migliorare il monitoraggio ambientale delle emissioni dannose attuando standard di protezione della salute basati sulle conoscenze scientifiche più avanzate e sofisticate, che spesso suggeriscono un approccio di precauzione più severo rispetto a quello basato semplicemente sui limiti di legge, peraltro non esistenti per tutte le sostanze emesse;

se si intenda proseguire lo studio della situazione ambientale e sanitaria della popolazione nell'area con attività di costante sorveglianza;

se si intenda promuovere e sviluppare attività permanenti di informazione, comunicazione e formazione su ambiente e salute, coinvolgendo tutti i portatori d'interesse.

(4-08182)