Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1290 KB)

Versione HTML base



Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 891 del 05/10/2017


GIROTTO, BERTOROTTA, NUGNES, SERRA, CASTALDI, MORONESE, CAPPELLETTI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

i quotidiani "Corriere delle Alpi", "Corriere del Veneto", "Il Gazzettino", "Il Giornale di Vicenza", "Il Piccolo", "L'Adige", "L'Arena", "L'Eco di Bergamo" e "Messaggero Veneto" il 5 ottobre 2017 hanno pubblicato la notizia che dai rilievi delle stazioni Arpav (Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto) di Vicenza, Verona e Belluno è stata accertata la presenza di tracce radioattive nell'aria;

l'elemento individuato dagli organi di controllo tra il 30 settembre e il 1° ottobre, corrisponde al rutenio 106. Le percentuali sono così infinitesimali che l'Arpav ha precisato subito: "la contaminazione non desti preoccupazione, sia sotto il profilo sanitario, sia sotto quello ambientale" ("Giornale di Vicenza", del 5 ottobre 2017);

attualmente non è stata ancora individuata la provenienza della "nube" radioattiva. Tra le ipotesi avanzate anche quella che la "nube" possa essere arrivata dall'Europa del Nord. Infatti in Norvegia, Svezia, Polonia, Svizzera, e Austria sono state intercettate contaminazioni della stessa natura. Mancano ancora i dati dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia. Certo è che contaminazioni uguali sono state rilevate in altri Paesi europei, nonché in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia;

sono ancora incerte le cause, per le quali si sta indagando. L'Arpav ha asserito che "in caso di incidente nucleare gli elementi radioattivi presenti nell'aria sarebbero molto più numerosi" ("Giornale di Vicenza", del 5 ottobre 2017). Ugualmente, dalle rilevazioni storiche esaminate, cresce la possibilità che da qualche parte nel nord Europa ci sia stata una dispersione incidentale dell'isotopo radioattivo;

il mancato accertamento dell'origine della causa che ha propagato la nube radioattiva alimenta preoccupazioni per gli eventuali rischi alla salute tra i cittadini dell'area nord est italiano;

considerato che:

con l'interrogazione 3-03775, pubblicata il 25 maggio 2017, nella seduta n. 831, il primo firmatario del presente atto ha interrogato il Governo sull'opportunità, al fine di garantire la sicurezza e la salute dei cittadini italiani, di intervenire nella riunione delle parti di Espoo, chiedendo l'applicazione della VIA (valutazione d'impatto ambientale) transfrontaliera per le attività di estensione della vita di esercizio degli impianti nucleari ubicati al confine con l'Italia in applicazione della "Convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero, fatta a Espoo il 25 febbraio 1991";

dalla risposta, a parere degli interroganti non esaustiva, alla citata interrogazione, ricevuta il 20 settembre 2017 dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, si apprende che è stato istituito un gruppo di lavoro, in cui saranno valutate tutte le misure necessarie per garantire l'applicazione della Convenzione di Espoo, senza aver nessuna certezza in merito all'attivazione della VIA transfrontaliera per gli impianti nucleari posti al confine dell'Italia,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dell'accaduto;

quali siano le azioni di controllo e monitoraggio intraprese, al fine di evitare pericoli per la salute umana, nonché per individuare le cause che hanno generato la nube radioattiva.

(3-04035)