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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 871 del 02/08/2017


Discussione congiunta del disegno di legge:

(2834) Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2016 (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

e del documento:

(Doc. LXXXVII, n. 5) Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2016 (ore 14,03)

Approvazione, con modificazioni, del disegno di legge n. 2834, con il seguente titolo: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2016-2017

Approvazione della proposta di risoluzione n. 1 relativa al documento LXXXVII, n. 5

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta del disegno di legge n. 2834 e del documento LXXXVII, n. 5.

Comunico che, data la giornata, saranno ben accetti interventi dattiloscritti e trasmissibili per altre vie informatiche.

Il relatore sul disegno di legge n. 2834, senatore Martini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Signor Presidente, mi sento certamente di accogliere il suo invito e mi limiterò a dar conto, a proposito della legge di delegazione europea per il 2016, soltanto delle modifiche principali introdotte dalla discussione in Commissione, premettendo che il disegno di legge si compone di 15 articoli e di un solo allegato contenente le direttive da attuare mediante l'adozione dei decreti legislativi. Chiedo di consegnare il testo integrale del mio intervento affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna.

PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Complessivamente, il provvedimento delega il Governo all'attuazione di 30 direttive, nonché ad adeguare la normativa nazionale a otto regolamenti europei. Le modifiche principali riguardano, innanzitutto, la definizione temporale della legge perché, a differenza del precedente disegno di legge di delegazione per il 2015, il Governo ha voluto fornire al Parlamento non solo i dati relativi al 2015, ma anche quelli di tutto il 2016, aggiungendo inoltre qualche aggiornamento fino al 15 febbraio 2017. Per questo motivo la 14a Commissione ha approvato una modifica al titolo del disegno di legge, aggiungendo anche il riferimento all'anno 2017, consentendo così di riallineare il disegno di legge annuale e la sua relazione di accompagnamento all'effettivo anno di riferimento.

La seconda questione riguarda l'articolo 3, che delega il Governo a dare attuazione alla direttiva dell'Unione sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi di impresa e al regolamento UE sul marchio comunitario, e stabilisce princìpi e criteri specifici di delega. I due provvedimenti europei da attuare costituiscono il cosiddetto pacchetto marchi, diretto a una maggiore armonizzazione tra gli ordinamenti degli Stati membri, al fine di superare le disparità esistenti tra i titolari di marchi nei diversi Paesi.

Un altro elemento importante è recato dall'articolo 5, che contiene princìpi e criteri specifici di delega relativi all'attuazione della direttiva dell'Unione europea sulla distribuzione dei prodotti assicurativi. In particolare, vengono individuati una serie di criteri finalizzati al coordinamento di tale normativa con quella dei settori bancario, creditizio e finanziario.

Riguardo alle competenze delle diverse Autorità di vigilanza, con un emendamento accolto in Commissione, presentato in versione identica dalla quasi totalità dei Gruppi parlamentari, viene stabilita l'attribuzione all'IVASS delle competenze di vigilanza sui prodotti assicurativi a contenuto finanziario (ramo I, III, V e multiramo), quando sono distribuiti non solo da agenti e broker assicurativi, ma anche da imprese di assicurazione, mentre la competenza viene mantenuta alla Consob quando tali prodotti sono distribuiti da banche e SIM.

L'articolo 8 delega il Governo ad adeguare la normativa nazionale al regolamento dell'Unione europea relativo agli abusi di mercato, dettando principi e criteri direttivi con riferimento principalmente al ruolo dell'autorità competente Consob nell'applicazione del regolamento e nell'esercizio del potere di vigilanza, di indagine e sanzionatorio. La normativa è diretta a garantire un appropriato grado di protezione dell'investitore, di tutela della stabilità finanziaria, dell'integrità dei mercati finanziari, in collaborazione con l'ESMA. Anche su questo articolo, la Commissione ha accolto un emendamento presentato in forma identifica dalla quasi totalità dei Gruppi parlamentari al fine di assicurare una maggiore tutela degli investitori, attribuendo alla Consob il potere di stabilire obblighi di informazione per la valutazione degli strumenti finanziari.

L'articolo 10 delega il Governo all'attuazione del regolamento dell'Unione europea sulla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del riutilizzo di strumenti finanziari. Con una modifica anch'essa politicamente trasversale accolta dalla Commissione, la delega di cui all'articolo 10 è stata ampliata per consentire al Governo di apportare le opportune modifiche alla disciplina del post trading, resa necessaria in seguito al mutamento del quadro regolamentare europeo.

Infine, signor Presidente, l'articolo 13 delegava il Governo all'attuazione della direttiva dell'Unione europea per quanto riguarda la riduzione e l'utilizzo delle borse di plastica in materiale leggero. Tuttavia, il 26 luglio scorso il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge n. 2860 di conversione del cosiddetto decreto Mezzogiorno, che dà piena attuazione alla direttiva dell'Unione europea e che, conseguentemente, dovrebbe poter risolvere la predetta procedura d'infrazione. Il nuovo articolo 9-bis, infatti, regola disposizioni identiche a quelle contenute nello schema di decreto legislativo, la cui delega è scaduta, ed è identico anche all'articolo 11-bis, introdotto nel disegno di legge europea 2017 e che è stato poi soppresso nel corso dell'esame in Assemblea alla Camera proprio perché era stato deciso di utilizzare il decreto sul Mezzogiorno. Tra l'altro, la norma è stata proprio oggi approvata alla Camera e quindi è completamente efficace. Si deve pertanto provvedere a sopprimere l'articolo 13 del disegno di legge in esame, in quanto recante una delega che non è più necessaria. A tal fine e in coordinamento con il Governo ho presentato un emendamento soppressivo dell'articolo 13.

Signor Presidente, queste sono le principali novità introdotte dal dibattito della 14a Commissione.

Concludo semplicemente dicendo che, con l'approvazione di questa legge di delegazione europea, compiamo un altro importante passo nell'adeguamento della nostra normativa, nella riduzione del contenzioso e anche nel drastico abbassamento delle procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese, il che ritengo sia un attestato di credibilità dell'Italia e anche di buona qualità della nostra legislazione. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per integrare la relazione scritta il senatore Romano, relatore sul documento LXXXVII, n. 5. Ne ha facoltà.

ROMANO,relatore sul documento LXXXVII, n. 5. Signor Presidente, nel chiederle l'autorizzazione ad allegare il testo integrale della mia relazione al Resoconto della seduta odierna, chiederei solo pochissimi minuti per svolgere una sintesi del mio intervento.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

ROMANO, relatore sul documento LXXXVII, n. 5. La relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa al 2016, come si sa, è stata presentata al Parlamento il 5 aprile di quest'anno e consta di quattro parti. La prima parte è inerente agli sviluppi del processo di integrazione europea e al nuovo quadro istituzionale dell'Unione europea. Nell'ottica del progressivo rafforzamento della legittimazione democratica delle istituzioni, il Governo italiano si è espresso in favore della destinazione (questo è un aspetto peculiare che sottopongo all'attenzione dell'Assemblea) dei 73 seggi del Regno Unito al Parlamento europeo per creare una circoscrizione europea con liste transnazionali. Inoltre, il Governo ha promosso l'idea che il processo di integrazione e convergenza delle economie europee non possa limitarsi (anche questo è un aspetto particolare) agli aspetti più prettamente economico-monetari, ma debba rivolgersi anche al pilastro dei diritti sociali.

La parte seconda tratta principi di politica orizzontale e settoriale e, nello specifico, riguarda politica estera, sicurezza comune, politica di sicurezza e difesa comune e stabilizzazione della democratizzazione. Particolare attenzione è dedicata ad alcuni Paesi del Mediterraneo, al corno d'Africa e al Sahel.

Nella terza parte si dà luogo all'attuazione di politiche di coesione economica, sociale e territoriale e, nell'ambito della discussione in sede europea sul futuro della politica di coesione, l'Italia ha sostenuto la necessità di semplificare e rendere più chiari e comprensibili le regole, di snellire i controlli e passare da un sistema fondato sulla verifica del rispetto formale delle regole a uno fondato sull'effettivo raggiungimento dei risultati attesi.

Particolare attenzione è dedicata al coordinamento nazionale delle politiche europee e qui si apprezza l'impegno del Governo nel dare conto, nelle corrispondenti parti della relazione, dei 103 atti di indirizzo emessi dal Parlamento: ben 73 dal Senato e 30 dalla Camera dei deputati.

Infine, pongo all'attenzione dell'Assemblea un punto che ritengo di particolare rilievo e che si riferisce alle infrazioni. In tre anni e mezzo di lavoro si è dato luogo a un risparmio di oltre 2 miliardi di euro nell'ambito di procedure di infrazione, lotta alle frodi e aiuti di Stato che sono stati recuperati. Lo si è fatto con la cultura della prevenzione e della programmazione. Oggi, come procedure di infrazione, l'Italia ha raggiunto risultati più che lusinghieri: ne abbiamo soltanto 65 rispetto alle 120 infrazioni del 2014, con un risparmio di oltre 1, 3 miliardi di euro. A questi risparmi si devono aggiungere i 770 milioni recuperati sul fronte degli aiuti di Stato, mentre grazie all'opera della Guardia di finanza altri 220 milioni sono arrivati sul versante antifrode.

A conclusione di questa mia brevissima sintesi della relazione che sottopongo all'attenzione dei colleghi, nel testo integrale che ho chiesto di poter allegare agli atti, vorrei che mi fosse concesso di ringraziare i colleghi per il lavoro svolto in sede di 14a Commissione e il presidente Chiti per l'oculata Presidenza della Commissione. Li ringrazio per un dibattito che si è sempre mantenuto, pur nelle posizioni dialetticamente e politicamente divergenti, lungo un binario di grande collaborazione e sintonia, così come di collaborazione e sintonia con il Governo, qui rappresentato dal sottosegretario Gozi che saluto. Si è dato luogo a un lavoro di collaborazione fattiva e non formale, che a me sembra - ma mi rimetto all'analisi, alla valutazione e alla votazione di quest'Assemblea - sia stato sicuramente positivo. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale congiunta.

La Presidenza informa che le proposte di risoluzione al documento LXXXVII, n. 5, potranno essere presentate prima della conclusione della discussione generale.

È iscritta a parlare la senatrice Fattori. Stante la sua assenza si intende abbia rinunciato ad intervenire.

È iscritto a parlare il senatore Gaetti. Ne ha facoltà.

GAETTI (M5S). Signor Presidente, rinuncio ad intervenire.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice De Pin. Ne ha facoltà.

DE PIN (GAL (DI, GS, MPL, RI)). Signor Presidente, accetto il suo consiglio e chiedo l'autorizzazione a consegnare il testo scritto dell'intervento affinché sia allegato al Resoconto della seduta.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

È iscritto a parlare il senatore Orellana. Stante la sua assenza si intende abbia rinunciato ad intervenire.

È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi. Stante la sua assenza si intende abbia rinunciato.

È iscritto a parlare il senatore Amidei. Ne ha facoltà.

AMIDEI (FI-PdL XVII). Signor Presidente, per ottimizzare i tempi, chiedo l'autorizzazione a consegnare il testo scritto dell'intervento affinché venga allegato al Resoconto della seduta.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

Dichiaro chiusa la discussione generale congiunta. (Il senatore Candiani fa cenno di voler intervenire).

Senatore Candiani, per cosa vuole intervenire? Non è iscritto.

CANDIANI (LN-Aut). Sì, certo che sono iscritto in discussione generale.

PRESIDENTE. No, mi spiace.

I relatori e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica.

Comunico che è pervenuta alla Presidenza la proposta di risoluzione n. 1, su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

GOZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Avverto che sono pervenuti - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge n. 2834, nel testo proposto dalla Commissione.

Procediamo all'esame dell'articolo 1.

Senatore Candiani, desidera intervenire?

CANDIANI (LN-Aut). Signor Presidente, a questo punto rinuncio, perché avevo preparato l'intervento ed ero iscritto a parlare in discussione generale. Ovviamente non posso fare illustrazione di emendamenti che all'articolo 1 non sono stati presentati.

PRESIDENTE. È stato un difetto degli uffici del Gruppo, che non hanno comunicato la sua richiesta di intervento in discussione generale.

Metto ai voti l'articolo 1.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 2.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 3, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Sull'articolo 3 sono stati presentati due emendamenti - gli emendamenti 3.2 e 3.3 - che abbiamo già discusso in Commissione.

Su entrambi esprimo parere contrario con la seguente motivazione. Una diversa formulazione rispetto al tenore letterale dell'articolo 29 della direttiva 2015/2436 in oggetto si presterebbe a incertezze interpretative anche in sede di emanazione dell'atto delegato. Quindi, tali proposte emendative non risultano coerenti con l'impianto normativo europeo e con quello interno, che collocano i marchi collettivi nell'ambito di una procedura altra e diversa rispetto a quella posta a tutela dell'origine e della tracciabilità. Con questi stessi argomenti abbiamo trattato e discusso i due emendamenti in Commissione e li abbiamo respinti.

GOZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il parere è conforme a quello espresso dal relatore, con le stesse motivazioni.

PRESIDENTE. L'emendamento 3.1 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.2.

GAETTI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 3.2, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 3.3, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'articolo 3.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 4, sul quale sono stati presentati un emendamento e un ordine del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Signor Presidente, il parere sull'emendamento 4.200 è contrario, mentre per quanto riguarda l'ordine del giorno G4.200 il parere favorevole è condizionato a due riformulazioni. L'ordine del giorno chiede di promuovere nelle competenti sedi europee una città italiana, ma poiché questa attività è già in essere, proponiamo che l'ordine del giorno impegni il Governo a proseguire nell'opera di individuazione e di promozione nelle competenti sedi europee di una città italiana. Infine, chiediamo di aggiungere, alla fine del periodo, una formula che ci è richiesta dal Ministero dell'economia e delle finanze: «nel rispetto degli equilibri di bilancio».

GOZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore anche per quanto riguarda le riformulazioni.

PRESIDENTE. Senatore Candiani, accoglie le proposte di riformulazione?

CANDIANI (LN-Aut). Signor Presidente, in linea di principio accolgo le proposte di riformulazione, ma chiedo al Governo ed al relatore di tenere conto di quello che era stato inserito nell'ordine del giorno, ovvero che ci sia la considerazione del territorio nel quale maggiore è la concentrazione di brevetti registrati. A me piacerebbe che una delle sedi fosse collocata nella mia cittadina, ma essendo un paesino di provincia di 18.000 abitanti sarebbe poco razionale rispetto al collocarla in una grande città in cui i brevetti sono registrati in gran massa.

Insisto per la votazione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 4.200, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'ordine del giorno G4.200 (testo 2), presentato dal senatore Candiani e da altri senatori.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 4.

È approvato.

Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 5.201, 5.150, 5.151, 5.152, 5.153, 5.154, 5.206, 5.207, 5.208, 5.155, 5.156, 5.157, 5.158, 5.159, 5.160 e 5.161. Chiedo al presentatore dell'emendamento 5.205 di trasformarlo in ordine del giorno ed esprimo parere favorevole sugli emendamenti da 5.202 a 5.204.

GOZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. L'emendamento 5.200 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.201.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.201, presentato dai senatori Floris e Amidei.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.202, presentato dal senatore Fissore, sostanzialmente identico agli emendamenti 5.203, presentato dal senatore Marino Luigi, e 5.204, presentato dai senatori Floris e Amidei.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.150, presentato dal senatore Mauro Giovanni.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.151, presentato dal senatore Matteoli.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G5.205, derivante dalla trasformazione dell'emendamento 5.205, non verrà posto ai voti.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.152, presentato dal senatore Mauro Giovanni.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.153, presentato dalla senatrice Bottici e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.154, presentato dal senatore Mauro Giovanni.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.206, presentato dal senatore Marino Luigi, identico agli emendamenti 5.207, presentato dai senatori Floris e Amidei, e 5.208, presentato dal senatore Mauro Giovanni.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.155, presentato dal senatore Mauro Giovanni.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.156, presentato dal senatore Mauro Giovanni.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.157, presentato dal senatore Mauro Giovanni.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.158, presentato dalla senatrice Bottici e da altri senatori, fino alla parola «costituiscono».

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.159.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.160, presentato dalla senatrice Bottici e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.161, presentato dalla senatrice Bottici e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5, nel testo emendato.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'articolo 6, sul quale sono stati presentati un emendamento e ordini del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Signor Presidente, l'emendamento 6.150 e l'ordine del giorno G6.200 sono collegati, tanto che io propongo alla presentatrice di ritirare l'emendamento 6.150 in modo da concentrarci sull'ordine del giorno, che possiamo accogliere con una semplice modifica. Nella parte dispositiva, al posto delle parole: «a prevedere il coinvolgimento del Ministro della salute nella procedura di adozione», si propone di scrivere: «a prevedere le opportune modalità di consultazione del Ministro della salute nella procedura di adozione». In questo modo si potrebbe ritirare l'emendamento.

Sull'ordine del giorno G6.201 il parere è favorevole con questa riformulazione della parte iniziale del dispositivo: «impegna il Governo a valutare le condizioni per garantire un elevato livello di terzietà...». Quindi, si conferma l'indicazione delle condizioni. Inoltre, come ha chiesto il MEF, anche in questo caso si chiede di inserire, in fine, le parole: «nel rispetto degli equilibri di bilancio».

GOZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. Chiedo alla senatrice Granaiola, prima firmataria dell'emendamento 6.150, se accetta l'invito al ritiro nonché le proposte di riformulazione degli ordini del giorno G6.200 e G6.201, di cui è prima firmataria.

GRANAIOLA (Art.1-MDP). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento 6.150 è stato ritirato.

Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G6.200 (testo 2) e G6.201 (testo 2) non verranno posti ai voti.

Passiamo alla votazione dell'articolo 6.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame dell'articolo 7, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 7.150 e 7.151.

Esprimo invece parere favorevole sull'ordine del giorno G7.200.

GOZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 7.150.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.150, presentato dal senatore Piccoli e da altri senatori, fino alle parole «al fine di».

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.151.

Senatore Piccoli, l'ordine del giorno G7.200 è stato accolto dal Governo. Insiste comunque per la votazione?

PICCOLI (FI-PdL XVII). Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G7.200, presentato dal senatore Piccoli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame dell'articolo 8, sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 8.150.

GOZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.150.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.150, presentato dalla senatrice Bottici e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 8.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame dell'articolo 9, sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 9.150.

GOZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.150.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazioni a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.150, presentato dalla senatrice Bottici e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 9.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 10.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 10.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 11.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 11.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 12.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 12.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Non essendo stati presentati sull'articolo 13 altri emendamenti oltre quello soppressivo 13.100, presentato dal relatore, passiamo alla votazione del mantenimento dell'articolo stesso.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del mantenimento dell'articolo 13.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Risulta pertanto precluso l'ordine del giorno G13.150.

Gli emendamenti 14.200 e 14.201 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'articolo 14.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 14.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento 14.0.200.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Signor Presidente, esprimo parere favorevole.

GOZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.0.200, presentato dal senatore Orellana.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame dell'articolo 15, sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MARTINI, relatore sul disegno di legge n. 2834. Signor Presidente, esprimo parere favorevole.

GOZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.200.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 15.200, presentato dal senatore Cociancich.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 15, nel testo emendato.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente,ci troviamo a votare oggi la quinta legge di delegazione europea da quando abbiamo avviato, con la legge Moavero, il doppio binario per legge europea e delegazione europea. Una legge che ci dovrebbe servire a colmare le procedure di infrazione, tanto strumentalizzate spesso anche a mezzo stampa. In realtà, oggi, il numero delle procedure a carico del nostro Paese - dati aggiornati al 13 luglio - si attesta a 65, di cui 54 per violazione del diritto dell'Unione e 11 per mancato recepimento di direttive, in larga parte relative a problematiche ambientali. La media europea, nei medesimi periodi, è più bassa: 67 a novembre 2003, 24 oggi. Ad esempio, la Germania ne ha 57 e la Francia 44. Noi siamo al terzo posto: il problema vero è che il nostro Paese ci mette molto a provvedere alle procedure pendenti: una media di quasi cinquantadue mesi; Malta che ce ne mette settantasei e la Grecia cinquantaquattro.

Sul primo deficit di trasposizione, l'indicatore della Commissione per valutare il grado di reattività dell'ordinamento nazionale alle direttive, la media europea si attesta a 1,5; l'Italia stranamente brilla, con un indice dello 0,9; la Francia e la Germania hanno un indice dell'1,1. Insomma, recepiamo subito, come dimostrato dalle poche procedure aperte per mancato recepimento, ma spesso e volentieri male, come evidentemente segnalato dalla quantità di procedure tuttora pendenti per violazione del diritto dell'Unione. Per quale motivo? Il problema vero è che continuiamo a concentrarci sulla fase discendente e non su quella ascendente.

Le direttive non le scriviamo a Bruxelles, differentemente dai nostri partner europei, e quando arriva il momento di omologarci all'ordinamento dell'Unione, testardi, ci ostiniamo a implementare male i provvedimenti comunitari, anche con dolo, come nel caso della scorsa legge di delegazione e dell'implementazione della direttiva Barnier o come recentemente abbiamo fatto sulle buste nel decreto-legge sul Mezzogiorno.

Il voto del Gruppo Federazione della Libertà sarà ovviamente positivo, in quanto il termine di recepimento di quattro direttive europee contenute in questo disegno di legge è fissato per 1° settembre e dai dati sopracitati mi sembra evidente che siamo sazi di procedure d'infrazione.

È tuttavia necessario un radicale cambiamento di rotta sul tema della partecipazione dell'Italia all'Unione europea. In primo luogo, la legge Moavero non disciplina compiutamente la fase ascendente, dandoci degli strumenti per intervenire come pronto soccorso e non come medicina preventiva. Non si può pretendere di vedere tutelati i nostri interessi nel contesto dell'Unione se il nostro apporto in fase di redazione delle proposte normative si avvicina molto allo zero. È necessario rimettere mano alla citata legge Moavero per implementare i poteri di partecipazione del Parlamento alla formazione di direttive e regolamenti e per non farci sempre trovare impreparati.

In secondo luogo, il Dipartimento per le politiche europee non dirige i lavori a Bruxelles, in quanto la nostra rappresentanza permanente è tuttora in mano al Ministro degli esteri. Il Dipartimento per le politiche europee è un ufficio della Presidenza del Consiglio dei ministri che ha quale precipuo scopo quello di rincorrere le amministrazioni che si rimpallano la responsabilità di tappare le falle del nostro sistema. Non è questo che serve al nostro Paese. Noi abbiamo bisogno di stare in Europa a testa alta, dimostrando di saperci confrontare con gli altri Stati membri sui grandi temi e le grandi sfide per ci aspettano nel futuro.

Infine, dobbiamo prendere davvero atto dell'importanza delle deleghe parlamentari contenute nel disegno di legge in discussione. Una delega in bianco, come quella data per il regolamento sulla privacy, non solo ci assicura procedure d'infrazione, ma svilisce il ruolo di quest'Assemblea. Spero che quest'Assemblea ricordi ad esempio quanto è successo con la legge di delegazione europea del 2014, quando delegammo il Governo a recepire la direttiva sui tabacchi e poi nel decreto legislativo chiedemmo di estendere il divieto di fumo a tutti gli automobilisti, ma purtroppo non ci avevamo pensato prima.

Senza questi sforzi non solo sarà impossibile per l'Italia essere davvero competitiva nel mercato unico digitale, ma il nostro bilancio di Stato continuerà a sopportare spese folli per procedure d'infrazione a nostro carico di centinaia di milioni di euro. (Applausi dal Gruppi FL (Id-PL, PLI) e AP-CpE-NCD).

MAURO Giovanni (GAL (DI, GS, MPL, RI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURO Giovanni (GAL (DI, GS, MPL, RI)). Signor Presidente, chiedo di consegnare il testo del mio intervento affinché sia allegato al Resoconto della seduta.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

CANDIANI (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CANDIANI (LN-Aut). Signor Presidente, io invece la deluderò perché non ho l'intervento scritto e ho intenzione di svolgere tutta la mia dichiarazione di voto. Qualcuno infatti avrà voglia di andare in ferie, ma qualcuno ha anche voglia di fare attività politica in quest'Aula.

RUSSO (PD). Infatti noi siamo tutti qui, mentre voi non ci siete. Noi ci siamo.

CANDIANI (LN-Aut). Colleghi, è una questione di serietà, perché la dichiarazione di voto ha un significato. (Commenti del senatore Russo).

PRESIDENTE. Senatore Russo, lasci parlare.

CANDIANI (LN-Aut). Senatore Russo, se se ne vuole già andare in ferie, può farlo, non è un problema. I voti della giornata li ha già espressi.

PRESIDENTE. Senatore Candiani, si rivolga alla Presidenza.

CANDIANI (LN-Aut). Comunque anticipo che il nostro voto sul disegno di legge di delegazione europea non sarà positivo, non tanto per come si è svolto il dibattito, che non c'è stato, o per come si sono svolte le votazioni sugli emendamenti, che era ampiamente previsto, ma essenzialmente per come si è arrivati per l'ennesima volta alla votazione di un provvedimento che dovrebbe avere importanza all'interno della sede parlamentare, ma che purtroppo, per l'incapacità della politica di maggioranza di declinare i problemi europei, non ha consentito di consegnarci una relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea che abbia un senso.

Signor Presidente, non sarà sfuggito quanto nelle scorse settimana l'ex presidente Renzi dichiarò in merito alla sua partecipazione attiva allo sviluppo della politica europea. Egli ebbe a dichiarare a un'agenzia: «Democrazia contro burocrazia. Se vincerà la segreteria, il PD proporrà di mettere il veto all'inserimento del fiscal compact nei trattati istitutivi dell'Unione europea». L'ha detto Matteo Renzi nel suo intervento davanti alla platea della convenzione nazionale del PD. Mi sembra che abbia vinto, nonostante avesse dichiarato di volersi ritirare dalla politica, ma non mi sembra di aver visto azioni in questa direzione da parte del Partito Democratico, né in Aula in Senato, né in Aula alla Camera, né al Parlamento europeo, tranne dichiarazioni ovviamente fatte a favore di stampa.

Quello che è vero è purtroppo la debolezza dell'Unione europea nel dare un senso alla politica europea stessa, perché si è capito ormai da parecchi anni - voi non l'avete capito, ma noi l'abbiamo capito da lungo tempo - che l'Unione europea non è costituita dalla pluralità dei popoli che la compongono, ma è costituita da una singolarità di interessi, accozzaglie messe assieme, che fanno semplicemente il proprio interesse, non quello dei popoli che dovrebbero governare. Tant'è che ci saremmo aspettati, in sede di 14ª Commissione, un dibattito sul dopo Brexit, che portasse a riflettere sul perché uno dei Paesi principali dell'Unione europea si è tolto dall'Unione stessa. Tale dibattito non si è mai svolto, perché c'è una malcelata incapacità, da parte della politica italiana di maggioranza, a rapportarsi con la crisi dell'istituzione europea. Un'istituzione europea che non ha i vertici eletti, un'istituzione europea che non rappresenta i cittadini che stanno sotto. Anche nei confronti di altre questioni, penso alla difficoltà a rapportarsi con la crisi della Turchia, che ci ha regalato l'indegno spettacolo di un pogrom e di una repressione nei confronti della democrazia, non si è visto, se non in maniera sfumata e molto timida, l'Unione europea prendere posizione.

E adesso venite a dirci: bene, partecipiamo all'Unione europea in maniera compiuta, approvando le regolamentazioni, le indicazioni e gli obblighi di legge che ci vengono imposti. Noi siamo stufi di partecipare in maniera burocratica, semplicemente perché ce lo dice qualcun altro. Noi vogliamo invece una partecipazione all'Unione europea che sia fondata sulla democrazia e che sia basata sul rispetto dei popoli, che tenga anche conto del nostro interesse e che non lo subordini semplicemente a un interesse politico.

Quando, negli scorsi giorni, è emerso che gli accordi su Triton sono stati tenuti segreti e nascosti per tre anni e che, a fronte della flessibilità sugli 80 euro, l'allora Governo Renzi concordò degli accordi che portarono e hanno portato in questi anni l'Italia essere l'hub degli scafisti, io mi sono vergognato della partecipazione dell'Italia all'Unione europea, perché francamente queste cose non le avete tenute nascoste al Parlamento, ma le avete tenute nascoste ai cittadini, a quegli stessi cittadini cui cavate ogni anno 5 miliardi di euro, mentre per la presenza degli stranieri in Italia l'Unione europea partecipa con 90 milioni di euro.

Il sottosegretario Gozi verifichi i numeri, perché lo scorso anno, nei dodici mesi passati, l'Unione europea ha avuto due differenti trattamenti nei confronti dei clandestini non aventi diritto: 50.000 sono stati riaccompagnati al confine, ovvero rimpatriati, in Germania, mentre solo 500 lo sono stati in Italia. Questo significa, in maniera molto semplice, che non c'è una visione politica comune e che i problemi, quando sono nostri, ce li dobbiamo risolvere da noi, perché l'Unione europea non esiste per risolvere i problemi che stiamo affrontando. Lo abbiamo visto in questi giorni cosa è accaduto con i cantieri Saint-Nazaire. E chi tra di voi applaudiva l'elezione di Macron contro Le Pen, che doveva essere la sciagura dell'Europa, avrà avuto modo di pentirsi, come con le primavere arabe, che a suo tempo applaudivate e di cui oggi, con quello che è avvenuto successivamente, ne pagate la sciagura.

E allora cosa accade oggi con Macron? Vi siete accorti che la Francia partecipa all'Unione europea come ha sempre fatto: prima facendo il proprio interesse e subordinando al proprio interesse quello europeo. E così avviene per la Germania e così, rispetto a loro, è avvenuto per il Regno Unito. Noi siamo gli unici coglioni che facciamo prima l'interesse europeo e che lo subordiniamo a quello italiano. Il risultato qual è? Da questo mese si fermano i pescatori italiani e nelle rivendite di pesce italiane arriverà il pesce pescato nel resto del Mediterraneo, perché le leggi dell'Unione europea ce lo impongono.

E allora noi diciamo di no. Siamo stufi di partecipare a un'Unione europea in cui ci vengono propinati regolamenti in maniera ossessiva, che hanno una burocratizzazione assurda; un'Europa che è quella dei clandestini; un'Europa che uccide il mercato italiano del riso e dell'agricoltura e non dà uno spazio vitale nemmeno alla nostra esportazione del made in Italy; un'Europa che si dimentica i valori fondanti, che erano quelli di tenere insieme i popoli, non quelli di fondarsi sulle banche e su una moneta che purtroppo ha creato ulteriori disuguaglianze.

Voi ve lo siete dimenticato, ma i Greci non si sono ancora dimenticati che cosa ha fatto la troika. Noi non ci siamo dimenticati quello che l'Italia ha dovuto versare per tenere calme le banche tedesche e quelle francesi che avevano assorbito il debito greco. Noi siamo stufi che ci sia chi fa la faccia feroce, modello Junker, nei confronti della Gran Bretagna, scegliendo l'atteggiamento di chi è convinto di bastare a se stesso.

Questa non è l'Unione europea, questa è un'unione di bancari e di altri interessi. Siamo stufi di partecipare a un'Unione europea in cui vengono importate 70.000 tonnellate di olio all'anno, escludendo dal mercato di qualità quello italiano, facendo passare questo come un aiuto a Paesi come la Tunisia. Perché non fate partecipare finanziariamente il resto dell'Unione europea all'aiuto di quei Paesi e invece accettate regole che fanno pagare il prezzo alla nostra agricoltura? Ve lo dico io: perché non siete credibili. Non si può sempre prendere l'alibi dell'Unione europea. Avete fatto di tutto, in maniera ossessiva, per dire, quando c'era da fare il jobs act, che bisognava farlo perché ce lo impone l'Unione europea; le riforme costituzionali perché ce lo dice l'Unione europea; gli svuotacarceri e la riforma Fornero perché altrimenti ci sanziona l'Unione europea. Noi diciamo basta, perché se non è nell'interesse dei nostri cittadini il Governo italiano deve andare in sede europea e dire no. Ha voglia poi - e mi avvio a concludere, signor Presidente - Renzi a dire: «Non possiamo continuare con il "Ce lo chiede l'Europa". Passiamo al "Ve lo chiede l'Italia". Europa sì, ma non così». Ci vuole proprio una bella faccia di tolla dopo aver passato tre anni a imporre a manganellate agli italiani riforme che nulla hanno portato di vantaggio a questo Paese! Ci vuole proprio una bella faccia di tolla. Votatevela voi questa legge europea. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

BARANI (ALA-SCCLP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BARANI (ALA-SCCLP). Signor Presidente, il nostro Gruppo, a differenza di quello di chi mi ha preceduto, non è un Gruppo "extracomunitario": siamo ovviamente a favore dell'Europa e vogliamo dare un contributo. Voteremo favorevolmente alla fine, però con il contributo di qualche critica, che è necessaria, perché è indiscutibile che l'appartenenza del nostro Paese all'Unione europea comporta per noi degli obblighi cui dobbiamo - giocoforza - ottemperare.

Sappiamo anche che questo testo trova la sua ratio nella necessità di impedire che nei confronti dell'Italia vengano aperte procedure di infrazione, conseguenti ad alcune pronunce su casi concreti rese dalla Corte europea, che legittimano la Commissione europea a porre in essere dei formali richiami nel confronti dei Paesi membri che non si adeguano ai dispositivi di tali pronunciamenti. Infatti, la Commissione europea ha adottato il 13 luglio 2017 alcune decisioni in materia di procedure di infrazione per mancato recepimento di direttive europee. Con riferimento all'Italia, le decisioni hanno riguardato due costituzioni in mora, tre pareri motivati e tre archiviazioni di procedure di infrazione e un'archiviazione di un caso EU Pilot già chiuso negativamente. Il numero delle procedure - vi invitiamo a riflettere su questo punto - a carico del nostro Paese si attesta a 65, di cui 54 (un'enormità) per violazione del diritto dell'Unione (soprattutto per la nostra malagiustizia) e 11 per mancato recepimento di direttive.

Il provvedimento al nostro esame vede norme molto eterogenee, destinate a integrare l'ordinamento nazionale o a disciplinare ex novo aspetti della vita economica, sociale e sanitaria dei cittadini italiani in ambiti estremamente differenziati, e non è di poco conto. Si tratta di una legge corposa, che contempla la delega al Governo per il recepimento di 26 direttive e l'adeguamento del nostro ordinamento interno a sei regolamenti europei. Le materie vanno dalla disciplina dei pacchetti turistici e dei servizi collegati a quella dei marchi d'impresa; dalla regolamentazione della distribuzione assicurativa all'adeguamento della normativa in materia di abuso e di comunicazione illecita di informazioni privilegiate e manipolazioni del mercato (i cosiddetto abusi di mercato), nonché in materia di indici usati come riferimento negli strumenti e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento; dal rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione d'innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali alle garanzie per i minori indagati (e questo vi sembra poco?) o imputati nei procedimenti penali dalla protezione dei dati personali nelle attività di indagine allo scambio automatico obbligatorio d'informazioni nel settore fiscale; dall'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione europea e dalla sicurezza delle ferrovie e delle navi passeggeri alla riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici.

Il disegno di legge, inoltre, conferisce al Governo una delega legislativa biennale per l'introduzione di sanzioni penali e amministrative per la violazione di precetti europei contenuti in regolamenti europei o in direttive recepite in via regolamentare o amministrativa, inidonee quindi a istituire sanzioni penali. Si tratta quindi di temi importanti, che possono rilevare notevolmente sulla vita ordinaria dei cittadini e delle imprese, ma che, purtroppo, rischiano di passare in maniera frettolosa sotto gli occhi dei parlamentari, perdendo anche l'occasione di uno specifico approfondimento.

Sembrerebbe, quindi, che l'approvazione del testo sia, in verità, un atto obbligato. Tuttavia, si impone una riflessione sulla necessità che l'ottemperare agli obblighi europei non possa e non debba diventare una passiva e acritica accettazione di regole che, intervenendo in maniera importante sul nostro tessuto sociale e produttivo, possono rischiare di rivelarsi particolarmente dannose. Lo abbiamo visto anche lo scorso anno a proposito della precedente legge di delegazione europea, allorché sono venute alla ribalta le preoccupazioni dei consumatori in ordine all'invasione di prodotti alimentari da Paesi terzi di cui non sono ben chiari l'origine, né i protocolli di produzione e di coltivazione. È sempre, quindi, opportuno e necessario da parte nostra stimolare e sollecitare il Governo a porre in essere con la Commissione europea un'interlocuzione più forte e più incisiva a tutela dei nostri cittadini e consumatori, come fanno altri Paesi, quali la Germania, la Francia o la Spagna.

I casi si possono moltiplicare, ma quello che mi preme sottolineare è che, al di là dell'ottemperanza agli obblighi che oggi ci viene richiesta, è necessario rimettere in discussione alcuni principi a livello europeo e far pesare nettamente di più le esigenze del nostro Paese, che non possono cadere in uno stato di soggezione e in un atteggiamento di quasi rassegnazione rispetto alle cose che vengono decise oltralpe.

Per concludere, signor Presidente, mi preme sottolineare che sicuramente, se ci fossero ancora quegli statisti della Prima Repubblica, che hanno fatto l'Europa, e che ne hanno determinato le regole e fatto in modo che a quel tempo fossero chiare, non come quelle travisate e portate avanti dai regolamenti di Maastricht - dunque con i compianti Andreotti e Craxi - non saremmo in questa situazione.

Dunque, con questo contributo e con questa critica, il Gruppo ALA-Scelta Civica, che si considera europeista - non siamo tra i Gruppi che si possono definire extraeuropei, così come quei Paesi che vengono definiti extracomunitari - dichiara il voto favorevole al presente disegno di legge di delegazione europea.

ORELLANA (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ORELLANA (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, colleghe e colleghi, il disegno di legge in esame rappresenta, insieme alla legge europea, uno degli strumenti legislativi più importanti per assicurare il regolare adeguamento del nostro ordinamento a quello dell'Unione europea.

Profitto, quindi, per ricordare a quest'Assemblea l'opportunità che ci viene data dalla sessione europea: il suo carattere peculiare dal punto di vista legislativo è sia un confronto con le stesse disposizioni comunitarie sia una verifica del lavoro svolto finora. Non è un caso che molti provvedimenti che esaminiamo ogni giorno nelle rispettive Commissioni abbiano un riferimento alla legislazione europea: basti pensare agli interventi in materia agricola e industriale, alle politiche di coesione o anche alle proposte di carattere giudiziario e ambientale. Essere al passo con le disposizioni europee consente all'Italia di guadagnare credibilità all'interno dell'Unione e risparmiare sulle infrazioni. Recentemente il Governo ha ricordato le minori spese dello Stato in infrazioni per 2 miliardi di euro e una riduzione delle infrazioni aperte dalle 120 nel 2014 alle 65 di quest'anno.

Sono molto soddisfatto dell'iter in Commissione del provvedimento perché, nonostante le disposizioni trattate siano eterogenee per materie, l'esame è stato giudizioso, approfondito e proficuo. Mi riferisco - ad esempio - a quanto previsto per la disciplina dei pacchetti turistici e dei marchi d'impresa, alle norme su abusi di mercato, alle garanzie per la protezione dei dati personali nelle attività di indagine o allo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale.

Altro tema importante è quello dell'inquinamento, in tutte le sue forme e manifestazioni. In particolare, ho presentato un emendamento - successivamente accolto sotto forma di ordine del giorno - che invita il Governo a non abbassare la guardia per la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici. È fondamentale prevedere che, per la realizzazione dei programmi nazionali di controllo dell'inquinamento, di cui all'articolo 6 della direttiva europea n. 2284 del 2016, si faccia specifico riferimento a ossidi di azoto e particolato fine in aree e agglomerati in cui le concentrazioni di inquinanti atmosferici sono molto elevate e in quelle che contribuiscono notevolmente all'inquinamento atmosferico, anche in Paesi vicini.

Un breve cenno, poi, mi sia permesso fare su una proposta del Governo presentata, - e poi recepita, durante l'iter in Commissione. L'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento europeo n. 679 del 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, è meritevole di interesse perché è il primo passo per dare attuazione a un programma molto più grande e completo in materia di privacy. Il bilanciamento tra protezione dei dati personali e sicurezza interna ed esterna sono - e saranno - sempre più nelle agende governative dei singoli Stati membri.

Esprimo soddisfazione per l'accoglimento del mio unico emendamento all'esame dell'Assemblea, riferito alla direttiva europea n. 2102 del 2016, relativo all'accessibilità dei siti web e alle applicazioni mobili degli enti pubblici. Con l'emendamento ho proposto che si definiscano delle linee guida nazionali che consentano di individuare con il maggior dettaglio possibile le situazioni in cui gli enti pubblici sono autorizzate a considerare le prescrizioni in materia di accessibilità un onere sproporzionato. Ciò è previsto al fine di prevenire abusi da parte degli enti pubblici che non intendano sostenere oneri legati all'accessibilità dei siti Internet, cosa che va a beneficio dell'utenza con disabilità.

Signor Presidente, rinnovo il mio compiacimento per il provvedimento all'ordine del giorno, ringraziando il sottosegretario Gozi per l'assidua partecipazione, il presidente Chiti e il relatore per il complesso lavoro di studio. Come già osservato in altre occasioni, l'adeguamento alle disposizioni europee non deve essere interpretato come una mera azione di traduzione di quanto già deciso a Bruxelles, ma anzi deve essere uno stimolo a una partecipazione sempre più continua, fatta di interpretazioni, analisi, confronti e, se necessario, anche di contrapposizioni purché ben motivate.

Dichiaro il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie-PSI-MAIE. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE).

GRANAIOLA (Art.1-MDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRANAIOLA (Art.1-MDP). Signor Presidente, a parte alcune criticità contenute nel testo che consegnerò, credo che nel complesso il testo proposto dalla Commissione abbia in gran parte recepito molte delle osservazioni fatte dalle varie Commissioni.

Data l'urgenza di approvare la legge di delegazione europea, Articolo 1-MDP voterà a favore del provvedimento con la speranza che, soprattutto in materia sanitaria e, quindi, di dispositivi di protezione individuale, di qualità per i servizi trasfusionali vengano davvero adottati provvedimenti correttivi necessari per la tutela della salute dei cittadini, così come previsto dai nostri ordini del giorno approvati oggi dal Governo.

Chiedo di consegnare il testo scritto del mio intervento. (Applausi dai Gruppi Art.1-MDP e PD).

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

CIOFFI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIOFFI (M5S). Signor Presidente, questa legge di delegazione europea - come tutti sappiamo - cerca di sanare un vecchio problema: il ritardato recepimento di moltissime direttive dell'Unione europea. L'Italia è storicamente in ritardo da questo punto di vista e, dopo quattro anni di Governo, siamo ancora in ritardo. E lo dobbiamo sempre ricordare.

Il provvedimento in esame è sostanzialmente un grandissimo elenco di deleghe date al Governo per recepire le direttive e per scrivere l'attuazione delle direttive stesse. Le direttive vengono emanate dall'Unione europea che - come tutti noi sappiamo - è sostanzialmente dominata dalla Commissione, che è il vero problema dell'Unione europea. Il vero problema dell'Unione europea è che non è democratica, perché chi la governa e chi ha il potere di fare le leggi non è eletto, ma è semplicemente indicato. Quindi, il problema profondo dell'Unione europea solo la sua strutturazione e la sua composizione.

Il problema non è l'Unione europea. Il problema è che cos'è l'Unione europea. È una questione della quale abbiamo discusso tante volte. Ci troviamo in uno strano limbo nel quale abbiamo parlato dell'Europa. Mi ricordo quando ero un po' più giovane - non sono particolarmente vecchio, ma allora ero un po' più giovane - e si parlava della grande Europa, di quella che doveva essere l'unione dei popoli. Abbiamo fatto una cosa che non è né carne né pesce, come sempre succede non solo in Europa, ma ovviamente anche in Italia. È un continuo divenire di quello che vediamo continuamente. Non abbiamo fatto un'Unione europea politica, ma abbiamo fatto l'euro, una unione monetaria, che ha sottratto il potere politico in mano agli eletti e l'abbiamo dato a una fantomatica Commissione.

Qualche passo è stato fatto, ma siamo ancora lenti e ci troviamo nella strana situazione in cui l'Unione europea detta le regole con un sistema cosiffatto, in cui tutti noi sappiamo che ci sono delle fortissime pressioni lobbistiche fatte a livello di Unione europea senza la possibilità per i parlamentari eletti di mettere bocca. Da qui nascono direttive, regolamenti e tutto quel bel tran tran del quale continuiamo a parlare.

Poi ci sono dei punti molto particolari nel disegno di legge di delegazione europea. Ad esempio, all'articolo 1 - non c'è bisogno di andare lontano - il Governo è delegato ad adottare, secondo i termini, le procedure e i princìpi e quant'altro, i decreti legislativi per l'attuazione delle direttive elencate nell'allegato A. Che cosa vuole dire questo? Vuol dire che il Governo è delegato ad adottare, secondo quello che ritiene opportuno, le direttive europee, che sono ventotto. Noi diamo una delega sostanzialmente in bianco al Governo stabilendo che deve adottare le direttive con dei decreti e fare un po' quello che gli pare. Ovviamente non potremo mai permettere e non potremo mai essere d'accordo con un tale andazzo, visto il livello di questo Governo, che tutti noi speriamo vada a casa presto. Ma prima o poi le elezioni politiche arriveranno e vedremo che cosa succederà. (Applausi dal Gruppo M5S).

Vediamo quali sono alcune direttive. Tanto per fare un esempio, abbiamo la direttiva 1034/2016. Che cosa sarà mai? È una direttiva denominata MIFID 2, che parla del sistema finanziario e dice che le transazioni finanziarie devono essere fatte nell'ordine del millesimo di secondo. Per adeguarci a tale direttiva - in Italia siamo all'avanguardia - abbiamo collegato la Borsa di Milano con un orologio atomico che sta a Torino, e l'abbiamo fatto con un bel cavo in fibra ottica; quella fibra ottica della quale tanto si parla e che ancora una volta il Governo con grande lentezza dice di fare, ma non fa.

Indipendentemente da ciò, si è fatto questo collegamento perché le transazioni devono essere fatte al millesimo di secondo. Sapete perché? Le transazioni finanziarie, per quasi il 90 per cento del totale, vengono fatte da robot, da software. È questo il sistema finanziario verso il quale stiamo andando, dove l'uomo scompare definitivamente e appare all'orizzonte la macchina? Ma noi vogliamo questo? È il sistema finanziario che noi auspichiamo? L'Unione europea ci dice che dobbiamo fare le transazioni finanziarie al millesimo di secondo invece di proporre di fare una Tobin tax seria a livello comunitario (Applausi dal Gruppo M5S).

Le transazioni finanziare fatte in quel modo creano squilibri incredibili. Una volta c'è stato un crash - tutti ne conoscono la storia - che ha prodotto un decadimento della borsa del 10 per cento nell'ordine di ventidue secondi. Questo è ciò che succede ed è il sistema verso il quale stiamo andando.

C'è un'altra direttiva molto interessante che riguarda l'interoperabilità del sistema ferroviario. Chi può non essere d'accordo con l'interoperabilità del sistema ferroviario? Poi però ce n'è anche un'altra, dove si parla di un'apertura al mercato dei servizi di trasporto ferroviario e si dice, in buona sostanza, che bisogna rafforzare l'indipendenza del gestore dell'infrastruttura con specifico riferimento ai casi in cui il gestore sia integrato verticalmente. Guarda caso, è la situazione dell'Italia che è l'unica Nazione europea ad aver aperto la libera concorrenza nel settore dell'alta velocità. Perché non lo fanno la Francia, la Germania o altri Paesi? Perché non diciamo niente?

Questo è quello che vogliamo fare con le leggi di delegazione europea? Questo è il contributo che vogliamo dare all'Europa o vogliamo iniziare a puntare i piedi sul serio per difendere gli interessi del nostro Paese? Se davvero siamo più bravi degli altri ad avere aperto alla libera concorrenza, allora dovremmo andare a dare noi uno schiaffo - ovviamente metaforico - ai francesi, mentre lo schiaffo lo danno loro a noi con la partita su Fincantieri di cui abbiamo già parlato.

Allora quand'è che iniziamo a tutelare i nostri interessi? E non gli interessi corporativistici - per carità - ma gli interessi dei cittadini. Se siamo aperti alla concorrenza, come - per esempio - sull'infrastruttura ferroviaria e sul suo gestore, perché non lo fanno anche gli altri Paesi?

Questo avremmo dovuto dire per difendere la nostra responsabilità e quanto abbiamo deciso di fare in ossequio ai dettami europei. Quando osserviamo che la Germania viola le regole che ha voluto imporre - come tutti noi sappiamo - perché supera il 6 per cento del surplus di bilancio commerciale e non le viene detto niente, perché è la Nazione leader, quella che guida l'Europa, dove vogliamo andare?

Presidenza del presidente GRASSO (ore 15,12)

(Segue CIOFFI). Perché quando abbiamo fatto il fiscal compact, non abbiamo detto che in esso c'era scritto che bisognava mettere a fattore comune il debito? Porca miseria!

Questo avremmo dovuto fare e questo non abbiamo fatto. Il Governo non ha fatto niente e, pertanto, non possiamo votare a favore del disegno di legge al nostro esame. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni).

MINEO (Misto-SI-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MINEO (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, sarò brevissimo, chiedendo il privilegio alla Presidenza di poter consegnare il testo integrale della dichiarazione di voto di Sinistra Italiana in favore del disegno di legge di delegazione europea, affinché sia allegato al Resoconto della seduta odierna.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

MINEO (Misto-SI-SEL). Occupo solo due minuti per riprendere un'osservazione del senatore Sangalli che non va trascurata: non sono d'accordo con il senatore Sangalli e non è vero che questo Parlamento stia discutendo di politica. Non lo sta facendo, perché i partiti sono già impegnati in una penosissima campagna elettorale nella quale credono di poter interpretare, sbagliando, il sentimento e la pancia della gente, nascondendo le questioni reali.

È di oggi la notizia di un grande giornale economico che apre con la ripresa dell'Europa: quattordici trimestri consecutivi con il segno "+". Questa ripresa è arrivata persino in Italia, ma non ne stiamo discutendo e rischiamo di perdere un'altra occasione, come abbiamo perso l'occasione importante della politica della Banca centrale europea negli anni scorsi. Oggi vi segnalo, sottoponendo tale questione alla riflessione estiva dei senatori, che «Il Sole 24 Ore», giornale di Confindustria, non chiede né riduzione delle tasse, né aiuti a pioggia. Per rendere meno ingiusta e più stabile questa ripresa, afferma che sono necessari investimenti pubblici, lavoro più stabile e salari più alti. Possiamo discuterne?

Seconda questione: non stiamo discutendo della vicenda della cantieristica, che abbiamo delegato completamente a un boiardo di Stato che ci sa fare, ma un economista brillante, Giuseppe Bono, invitato qui in Senato dalla Commissione industria qualche tempo fa, ha spiegato che in questo momento le aziende pubbliche in tutto il mondo stanno andando meglio delle aziende private. Non ne stiamo discutendo. Ne discutiamo - quando ne discutiamo sui giornali - in termini di disfida di Barletta. Non è questa la vera ragione. Dovremmo chiarire le nostre scelte di politica industriale, se ci interessa o meno e a quali condizioni costruire un polo nautico nel nostro Paese. Si può anche pensare che il non discutere di politica non sia uno svantaggio, perché permette al Governo, non indirizzato dalla sua maggioranza, di gestire il giorno per giorno con una certa capacità tattica e diplomatica. Forse questo è meglio che se avesse delle indicazioni demagogiche ed elettoralistiche dalla sua maggioranza.

Ci sono però dei settori in cui la solitudine dell'Italia è drammatica. Penso - per esempio - alla vicenda della Libia, di cui abbiamo parlato poco fa. L'unica cosa che capisco della posizione del nostro Governo è che Minniti si illude di fare un accordo forte con le tribù del Sud della Libia. Tuttavia, cari colleghi, pensare che le tribù risolvano il nostro problema, se non in un quadro generale di politica europea, significa scrivere la nostra politica estera sulla sabbia del deserto.

È evidente che è venuto il tempo - spero ci rifletterete quest'estate - di costruire una politica europea per l'Italia. A che condizioni vogliamo stare in Europa? Che cosa chiediamo all'Europa? Se cambia l'orientamento persino di una parte degli imprenditori, perché la politica è così indietro rispetto a questi temi?

Solo ciò vi volevo dire e spero possa servire per la vostra riflessione estiva. Buone vacanze. (Applausi dal Gruppo Misto-SI-SEL).

FLORIS (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FLORIS (FI-PdL XVII). Signor Presidente, chiedo anzitutto l'autorizzazione a consegnare il testo scritto del mio intervento affinché sia allegato al Resoconto della seduta odierna.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

FLORIS (FI-PdL XVII). Vorrei svolgere solamente una considerazione.

Abbiamo passato tutta la mattina a discutere di Europa e di relazioni dell'Italia con l'Europa, di quell'Europa che noi vorremmo, nonché di quel ruolo preminente che noi vorremmo l'Italia esercitasse in Europa, come ha detto bene il senatore Romani. Si tratta di esercitare un ruolo importante nel Mediterraneo per essere poi importanti nell'Europa. È chiaro che questo è il nostro auspicio per il nostro Paese.

Per questo motivo, daremo un voto di benevola astensione al provvedimento in esame. Naturalmente, se si dovesse parlare della Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2016, il voto sarebbe sicuramente contrario. C'è troppa enfasi nei risultati ottenuti da questo Governo, mentre pochi sono i risultati tangibili che si possono portare all'esame dell'attività politica.

Avere un'Italia che conta di più in Europa, così come detto dal senatore Romani e da altri stamattina, è quanto ci auguriamo ed è per questo che esprimeremo un voto di benevola astensione. Nel testo che ho chiesto di allegare sono esaminati, caso per caso, tutti gli aspetti che non ci piacciono della legge di delegazione europea. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).

COCIANCICH (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COCIANCICH (PD). Signor Presidente, anche io sarò estremamente breve.

Vorrei riprendere alcuni spunti accennati da chi mi ha preceduto. In particolare, non posso che condividere la preoccupazione del senatore Cioffi che si vada verso un mondo ormai dominato dai robot, dove le persone non si parlano. È una preoccupazione giusta. Per dare attuazione a questo principio, auspico che il senatore Cioffi si rechi in Commissione politiche dell'Unione europea la mattina alle ore 8,30 quando ci riuniamo e partecipi anche al dibattito sul disegno di legge di delegazione europea. Il suo sarebbe un contributo sicuramente utile e noi siamo desiderosi di sentire le sue idee sia sull'Europa, sia sui robot. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti del senatore Cioffi).

Condivido pienamente l'invito del senatore Candiani a rifarci ai valori fondanti dell'Unione europea. Mi permetto di leggere l'articolo 2 del Trattato sull'Unione europea: «L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze». Inoltre, ai sensi dell'articolo 3, l'Unione europea contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della terra, alla solidarietà, al rispetto reciproco, all'eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani. Credo che questi siano principi che anche noi - come il senatore Candiani - dobbiamo condividere, soprattutto poi quando parliamo di migranti, di rifugiati, di tutti coloro che sono perseguitati.

Per quanto riguarda il merito della legge di delegazione, vorrei limitarmi a ringraziare sinceramente il presidente Chiti, e il relatore e anche il Governo, che in tre anni ha ridotto in maniera significativa, dimezzandole, le procedure d'infrazione. Oggi stiamo facendo qualcosa di importante in questa direzione. Essere europei non è fare chiacchiere, non è fare dichiarazioni di principio, ma è fare cose concrete, dei passi semplici, a volte magari modesti, ma che poco per volta aiutano il nostro Paese a recuperare una credibilità andata perduta, quando detenevamo la maglia nera d'Europa con 120 procedure d'infrazione pendenti. Oggi siamo arrivati a 65 e, con l'approvazione di questo provvedimento, diamo un ulteriore contributo alla credibilità del nostro Paese.

Ringrazio tutti e dichiaro il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione finale.

Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione della proposta di risoluzione n. 1.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 1, presentata dal senatore Romano e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Abbiamo così concluso i nostri lavori. Auguro buone vacanze a tutti.