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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 867 del 27/07/2017


Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:

(2879) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A. (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 9,41)

Discussione e approvazione della questione di fiducia

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2879, già approvato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che nella seduta di ieri il relatore ha svolto la relazione orale, è stata respinta una questione pregiudiziale e ha avuto inizio la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Moscardelli. Ne ha facoltà.

MOSCARDELLI (PD). Signora Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, nel dibattito sulla conversione in legge del decreto-legge vi sono stati molti contributi utili. Soprattutto nel dibattito in Aula, però, a mio avviso si è ecceduto in una polemica e in una comunicazione ai cittadini che rende un cattivo servizio al nostro Paese.

Abbiamo svolto un lavoro positivo in Commissione, e do atto al presidente Marino di avere portato avanti, in uno spazio ristretto come quello di una conversione di un decreto-legge che non lasciava margini per modifiche, un lavoro molto importante, con il contributo di tutti i membri della Commissione sul piano degli ordini del giorno che, accolti dalla Commissione, hanno un valore significativo.

Io voglio sottolineare che la via prescelta aiuta soprattutto le centinaia di migliaia di famiglie e di imprese che si sarebbero trovate a dover restituire crediti con una diffusa insolvenza e con un blocco dell'operatività dei due istituti di credito che hanno una importanza fondamentale nel territorio dove operano maggiormente. Rispetto a questo noi non possiamo perciò dare la comunicazione che il nostro Paese e le istituzioni stanno rendendo un cattivo servizio.

Intanto, il provvedimento adottato è partito da una procedura che ha visto l'interesse di cinque grandi gruppi bancari, italiani ed esteri, e di un gruppo assicurativo italiano. Però, le uniche offerte reali da prendere in considerazione, soprattutto con l'obiettivo di mantenere la continuità operativa e assicurare la stabilità in modo da non creare un danno, soprattutto alle imprese e alle famiglie, erano essenzialmente due, delle quali solo l'offerta dell'azienda Intesa Sanpaolo aveva la capacità di coprire due aziende sottoposte a liquidazione coatta amministrativa, garantendo proprio quegli obiettivi, nella loro interezza, che ci eravamo prefissati.

Da un punto di vista degli strumenti utilizzati, si sparano cifre importanti ma, in realtà, al di là dell'intervento di iniezione di liquidità dei cinque miliardi di euro, per il resto parliamo di garanzie che dovrebbero essere utilizzate al massimo nello scenario peggiore possibile. In realtà, dobbiamo tener presente che il quadro rispetto al quale noi abbiamo ricevuto l'autorizzazione da parte delle istituzioni europee è un quadro che molto anche dipenderà sia dalla vicenda macroeconomica sia dalla gestione di una serie di crediti deteriorati che, nello scenario più pessimista, possono riguardare sia la retrocessione dei crediti di cui si assume il rischio Intesa San Paolo sia degli altri cui provvederà SGA.

Il quadro economico che noi abbiamo davanti, però, in realtà segna elementi positivi: tutti i dati che attengono alla revisione delle stime di crescita del PIL da parte di tutte le agenzie nazionali e internazionali, i dati a nostra disposizione sull'export, sulla fatturazione, sulla produzione industriale, sugli ordinativi, danno, invece, tutti una indicazione relativa a questa operazione che dà ulteriore stabilità al nostro sistema bancario. Essa, inoltre, utilizza uno strumento peraltro già sperimentato in Germania alcuni anni fa, nella fase difficile, prima dell'entrata in vigore delle norme sulle situazioni di crisi del sistema bancario, che ha dato risultati utili. Parliamo di interventi per un ammontare di 200 miliardi di euro solo per la Germania. In questo caso si fa un intervento di gestione della massa di crediti, che ha già alleggerito per 18 miliardi il sistema bancario e lo rende più solido anche nei commenti degli osservatori e dei mercati a livello internazionale, grazie al quale è verosimile ipotizzare che lo scenario peggiore non si verificherà e che anzi l'iniezione di liquidità dello Stato sarà limitata e si potrà recuperare una quantità importante di crediti rispetto a quelli che oggi sono valutati come crediti di rischio.

Io credo, quindi, che dovremmo trasmettere un messaggio di fiducia ai cittadini e alle imprese; un messaggio che rafforzi il nostro sistema bancario. È sbagliato, su un tema come questo, trasmettere al Paese le considerazioni che ho sentito in quest'Aula, anche se non da parte di tutti perché sono state segnalate anche giuste preoccupazioni e rilievi e non occorre strozzare il dibattito o rifiutare del tutto critiche e obiezioni. Per il resto si fa, in maniera errata, una propaganda che è sbagliata.

Concludo e chiedo di consegnare il mio intervento scritto perché sia allegato al Resoconto della seduta odierna.

Nella sostanza, il messaggio che credo dobbiamo trasmettere al Paese è che lo strumento utilizzato attraverso questa procedura speciale, cioè non la liquidazione coatta amministrativa atomistica che avrebbe comportato un danno enorme a cittadini ed imprese, credo debba essere veicolato da tutti con senso di responsabilità. Infatti, stiamo approvando un provvedimento utile per i cittadini e per le imprese innanzi tutto e poi anche per il sistema bancario e per la nostra economia. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore.

MARINO Mauro Maria, relatore. Signora Presidente, siccome non mi sfuggono le dinamiche d'Aula, sarò il più conciso possibile, ma non posso non replicare brevemente al dibattito generale, molto apprezzabile sotto alcuni punti di vista, ma che lascia pesanti perplessità sotto altri.

Voglio ricordare a me stesso che ci siamo trovati nella condizione per cui la Banca centrale europea ha dichiarato le due banche in condizione di dissesto. Dopo di che c'è stato un intervento da parte del Single resolution board (Comitato di risoluzione unico) che ha ritenuto non significative queste due banche. Sapete cosa avrebbe significato questo? Lo dico in risposta alla senatrice Petraglia che ha osservato come quella dei salvataggi bancari sia stata una delle peggiori pagine di questa legislatura. Immaginate se non ci fossero stati questi interventi che cosa sarebbe successo.

Da questo punto di vista, ho molto apprezzato l'onestà intellettuale del senatore Sonego, il quale ha fatto un'analisi del fallimento delle banche e, pur delineando un quadro fondamentalmente sociologico, ha ammesso elementi strutturali di debolezza, per cui è arrivato a dire che il salvataggio è frutto della solidarietà nazionale.

Presidenza del presidente GRASSO (ore 9,50)

(Segue MARINO Mauro Maria, relatore). Qui non si può pensare che, da una parte, non si deve intervenire perché si deve tutelare il diritto dei contribuenti; d'altra parte, però, bisogna ristorare tutto perché altrimenti non si tutela il diritto dei risparmiatori.

So che questo è parte di una complessa e articolata dialettica che c'è tra il concetto di bailout (una volta interveniva lo Stato per risanare le banche) e il concetto di bail-in, che a un certo punto è prevalso, con cui si è detto che dovevano intervenire coloro che si erano impegnati, cioè gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati. Dire che le due cose si devono tenere, significa volere "la botte piena e la moglie ubriaca" (Applausi dei senatoriBencini e Molinari) e, quando ciò si argomenta in maniera anche piuttosto discutibile, penso non sia assolutamente accettabile.

Voglio ricordare un ultimo elemento: ci possono essere dati che non si condividono e ci possono essere letture diverse degli elementi, che sono parte di un dibattito. Ad esempio, ho apprezzato alcuni passaggi dell'intervento della senatrice Bottici, perché rappresentavano un modo diverso di vedere le cose da un punto di vista politico, rispetto a quello della maggioranza e di coloro che hanno sostenuto il decreto-legge in esame: mi riferisco, ad esempio a quando la senatrice si è chiesta perché siano tre anni che stiamo cercando di stabilizzare un sistema o al fatto di aver dato una lettura diversa della banking communication. Si tratta di dati reali, che vengono interpretati in un determinato modo.

Innanzitutto voglio ricordare che, fino ad ora, siamo intervenuti su tre fattispecie diverse: lo abbiamo fatto una volta applicando il burden sharing, a proposito delle quattro banche, una volta con due tipi di intervento diverso sulle due banche venete e una volta, sul Monte dei paschi di Siena (MPS), con una ricapitalizzazione precauzionale, a fronte di uno stress test negativo. Non abbiamo però mai applicato il bail-in e ciò per cercare di difendere il cittadino risparmiatore.

Ci può essere dunque una diversa interpretazione dei fatti, ma non si può arrivare ad affermare cose che sono completamente scollegate dalla realtà. Sono ad esempio rimasto colpito da un passaggio dell'intervento del senatore Barani, che è riuscito a dire che, in questo caso, avremmo dovuto fare quello che abbiamo fatto per il Monte dei Paschi di Siena. Ricordavo, però, che in quell'occasione egli aveva detto una cosa diversa e pertanto sono andato a riprendere il Resoconto stenografico del suo intervento a proposito del provvedimento su Monte dei Paschi: in tale occasione aveva detto delle cose completamente diverse e dunque mi fa piacere che ci sia stato un momento di resipiscenza rispetto al passato.

Dunque, o abbiamo l'onestà intellettuale di affrontare questi argomenti con un taglio diverso, o ciò che facciamo arreca soltanto un danno al Paese. Ritengo che la maggioranza abbia invece agito in modo importante e significativo, bypassando le indicazioni negative del Single resolution board e applicando la normativa di recepimento italiana, che ha permesso di riconsiderare sistemiche quelle due banche per il territorio e che ci permette di stare con la schiena dritta nei confronti dell'Europa, andando a salvaguardare 200.000 risparmiatori, 120.000 imprenditori e i posti di lavoro di coloro che operavano nelle due banche. Dico questo perché ritengo che noi senatori abbiamo anche il grande privilegio di parlare per il Resoconto stenografico. Visto che non ci si ascolta molto all'interno di questo consesso, almeno abbiamo la possibilità di lasciare qualcosa per iscritto, affinché coloro che verranno dopo, come ho appena ricordato in precedenza, potranno giudicare se abbiamo agito per il bene del Paese oppure no. (Applausi dal Gruppo PDe dei senatori Bencini e Molinari).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

BARETTA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signora Presidente, non intendo intervenire.

CAPPELLETTI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CAPPELLETTI (M5S). Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 96 del nostro Regolamento, chiedo di non passare all'esame degli articoli.

Le motivazioni di tale richiesta sono sostanzialmente quelle già addotte nei vari interventi che si sono succeduti in discussione generale da parte dei colleghi del Movimento 5 Stelle. Vi sono, però, anche alcune motivazioni di carattere formale, signora Presidente. Ad esempio, la Commissione finanze ha votato più di 200 emendamenti senza conoscere i pareri della Commissione bilancio. Abbiamo poi raccolto le confidenze di colleghi di maggioranza che ci hanno detto che avrebbero voluto intervenire in discussione sulle proposte emendative che abbiamo potuto discutere solo in Commissione, ma non lo hanno potuto fare. Era stata convocata la Commissione alle ore 20, i lavori si sono protratti fino a mezzanotte e questo avrebbe comportato un prosieguo dei lavori fino alle prime ore della mattina, quindi una discussione su questo non c'è stata.

Poi ci sono delle valutazioni, forse più importanti, politiche e di merito.

Questo decreto-legge contiene tre errori sostanziali che non sono stati minimamente toccati. Ignora innanzi tutto completamente le vittime dei crack bancari. Regala, inspiegabilmente, ad una terza banca concorrente le parti sane delle due banche in dissesto e non fa nulla per consentire alla giustizia di fare il suo corso, quindi per dare attuazione ad un principio che tutti noi condividiamo: chi ha sbagliato paghi. No, con questo decreto-legge chi ha sbagliato non paga. Per questi motivi il provvedimento andava cambiato senza esitazione. Abbiamo infatti depositato alcuni emendamenti in Commissione che prevedevano lo stato si insolvenza delle banche al fine di consentire di perseguire i vertici aziendali anche per il reato di bancarotta e quindi prolungare i termini di prescrizione; ma se prolunghiamo i termini di prescrizione allora arriviamo ad una sentenza che probabilmente è temuta dalla politica che è collusa con questo sistema di gestione criminale degli istituti bancari.

Poi abbiamo presentato altri emendamenti che attribuiscono alla good bank la responsabilità del contenzioso per i fatti e gli atti occorsi prima della cessione, perché bisognava consentire ai ricorrenti di avere una concreta possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti. Qui abbiamo dei ricorrenti, cioè i soggetti truffati, che sono oltre 210.000 che, pur avendo ragione in sede di dibattimento, al termine di un processo con una sentenza non potranno essere risarciti.

Infine chiedevamo, signora Presidente, che potesse essere escluso dalla cessione delle banche il patrimonio storico e artistico da esse detenuto, che sarebbe dovuto andare allo Stato. Anche su questo c'è stata grande convergenza: oltre settanta sindaci hanno rivolto al Governo un appello in tal senso.

Avremmo voluto poi presentare degli emendamenti per consentire agli azionisti truffati di accedere a un fondo di solidarietà, alimentato però dal Fondo interbancario di tutela dei depositi.

Infine, accogliendo le richieste del ministro Padoan, evidentemente isolato all'interno del PD e all'interno della maggioranza e del Governo, avevamo proposto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici degli ex amministratori in caso di riconoscimento di gravi responsabilità. Anche ieri il ministro Padoan - è stato rilanciato dalle agenzie - si è dichiarato concorde rispetto a questo punto, che è tra i vari punti che sono stati invece respinti dal suo Governo e dalla sua stessa maggioranza in Commissione.

Insomma, basta prendere in giro gli elettori. Basta trovare giustificazioni e cercare di mettere a posto la vostra coscienza con ordini del giorno inqualificabili, fatti solo per gettare fumo negli occhi ai cittadini. Ai cittadini, che hanno già subito fin troppo, cosa volete che importi un ordine del giorno a fine legislatura, per quanto vada a impegnare il Governo? Cosa vale un impegno di un Governo che è destinato a terminare la sua attività da qui a sei mesi?

Poi nulla fino a adesso è stato fatto dal Governo per ristorare le vittime del crac.

Occorreva un impegno ben più vincolante e occorreva modificare il decreto-legge. Oppure possiamo anche voltarci da un'altra parte e continuare a fare finta di niente. Forse questo consentirà di guadagnare una candidatura alle prossime elezioni. Sappiamo che anteporre la lealtà alla segreteria del partito all'interesse dei cittadini potrà essere ripagato, ma rimane l'onta di aver tradito la legittima aspirazione alla giustizia di oltre 210.000 cittadini truffati e delle loro famiglie.

Concludo con le parole di don Torta, Presidente, che è diventato nel Triveneto un punto di riferimento dei cittadini, gli oltre 200.000 cittadini truffati dalle banche: «Voi, se volete, le strade le conoscete: sceglietene una che onori la giustizia e i vostri cittadini».

La scelta è quella di approvare, ai sensi dell'articolo 96, comma 1, del Regolamento, la richiesta di non passaggio agli articoli di questo inqualificabile provvedimento. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della proposta di non passare all'esame degli articoli.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di non passare all'esame degli articoli, avanzata dal senatore Cappelletti.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, senatrice Finocchiaro. Ne ha facoltà.

FINOCCHIARO, ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzata dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2879, di conversione del decreto-legge del 25 giugno 2017, n. 99, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

PRESIDENTE. La Presidenza prende atto dell'apposizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 99, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati.

È convocata la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito.

Sospendo pertanto la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 10,02, è ripresa alle ore 10,16).

Presidenza della vice presidente LANZILLOTTA