Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1047 KB)

Versione HTML base



Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 833 del 31/05/2017


Discussione e approvazione del disegno di legge:

(2770) ARRIGONI ed altri. - Modifica al decreto legislativo 6 marzo 1992, n. 250, e aggregazione del comune di Torre de' Busi alla provincia di Bergamo, ai sensi dell'articolo 133, primo comma, della Costituzione (Relazione orale)(ore 11,58)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2770.

Il relatore, senatore Calderoli, impegnato in altra mansione, non chiede l'autorizzazione a svolgere la relazione orale e si rimette al testo della relazione scritta, che verrà pubblicata in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Dichiaro dunque aperta la discussione generale.

Se tutti i colleghi sono collaborativi, finiremo in fretta l'esame del provvedimento.

È iscritto a parlare il senatore Arrigoni. Ne ha facoltà.

ARRIGONI (LN-Aut). Signor Presidente, svolgerò un unico intervento in sede di dichiarazione di voto e, pertanto, rinuncio ad intervenire in discussione generale. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica.

Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Passiamo all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione.

Procediamo alla votazione dell'articolo 1.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 2.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

ARRIGONI (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ARRIGONI (LN-Aut). Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, quello a cui ambisce e che desidera la comunità di Torre de' Busi, con in testa il sindaco Eleonora Ninkovic, che guida l'amministrazione comunale, non è tanto abbandonare la Provincia di Lecco, dopo venticinque anni di appartenenza, ma tornare nella grande casa orobica, nel territorio di Bergamo, ricco di storia, di tradizioni e dove è sentita e profonda l'identità culturale.

Torre de' Busi, piccolo Comune di circa 2.000 abitanti, situato nell'Alta Val San Martino, contro la volontà popolare, nel 1992, aveva subìto l'aggregazione all'allora costituenda provincia di Lecco, ma ora, come attestato anche dalla stessa Regione Lombardia, rivendica con forza la sua appartenenza alla provincia bergamasca sulla base sia di una continuità storico-culturale con il territorio provinciale di Bergamo, sia di una continuità rappresentata dalla rete infrastrutturale stradale e dalla molteplicità dei sevizi in gestione associata con i Comuni della stessa Provincia.

A Torre de' Busi, che si estende fino al passo della frazione di Valcava, la lingua locale parlata è ancora il bergamasco, la chiesa non ha mai smesso di appartenere alla Curia di Bergamo, i due gruppi alpini presenti, quello di Torre de' Busi e quello della frazione di Sogno, non hanno mai smesso di appartenere alla gloriosa sezione dell'Associazione Nazionale Alpini (ANA) di Bergamo.

La Regione, guidata dal governatore Maroni, ha già riconosciuto il valore aggiunto che il Comune di Torre de' Busi acquisterebbe con la sua adesione alla Provincia orobica in termini di strutture e attività turistiche, ma soprattutto per i servizi. Il Comune torrebusino ha infatti già espletato tutte le procedure previste dalla normativa vigente di attuazione dell'articolo 133, primo comma, della Costituzione, il quale prevede che «il mutamento delle circoscrizioni provinciali» è stabilito «con legge della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione».

Ho in precedenza sottolineato come Torre de' Busi, nel 1992, aveva subìto l'aggregazione all'allora costituenda Provincia di Lecco. Infatti nell'anno precedente - il 1991 - quando era in corso la procedura di costituzione della Provincia di Lecco, da formarsi con 84 Comuni comaschi e sei bergamaschi, un referendum consultivo registrò il 76 per cento delle preferenze dei torrebusini contrari al distacco dalla Provincia di Bergamo.

Dallo scorso anno, invece, nella massima incertezza creatasi attorno alle ipotesi di ridisegno delle aree vaste connesso alla previsione di eliminazione delle Province contenuta nella riforma costituzionale, fortunatamente bocciata dagli italiani, si sono intensificate le iniziative popolari e politiche, che hanno manifestano la chiara volontà dei cittadini di questa piccola realtà ad essere riaccorpati al territorio della Provincia orobica. Composto da diversi volontari, giovani e determinati, è stato anche istituito il Comitato di volontariato per la tutela del territorio di Torre de' Busi, che ha avviato una raccolta di firme finalizzata alla presentazione di una petizione popolare per il passaggio del Comune dalla circoscrizione provinciale di Lecco a quella di Bergamo. La petizione, depositata nel mese di luglio 2016, in poche settimane è stata sottoscritta dal 53 per cento degli elettori aventi diritto di voto; la maggioranza assoluta, esattamente 918 cittadine e cittadini.

Contestualmente, nello stesso mese, l'amministrazione comunale ha avviato le procedure previste dalla legge regionale n. 29 del 2006 trasmettendo alla Regione Lombardia e alle Province interessate, nonché ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio, la deliberazione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale in data 28 luglio con la quale si invitava il sindaco e la sua Giunta ad intervenire presso la Regione affinché fosse accolto l'indirizzo espresso dalla popolazione.

Come già accennato, la Regione Lombardia ha già svolto l'istruttoria prevista di propria competenza e il Consiglio regionale lombardo, nella seduta del 21 febbraio, approvando la proposta del Presidente Maroni, ha deliberato all'unanimità di esprimere parere favorevole sulla richiesta del comune di Torre de' Busi di aderire alla provincia di Bergamo, nonché di trasmettere le deliberazioni ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Quello fu un altro giorno di festa che sanciva la vittoria dei cittadini.

Il presente disegno di legge, a mia prima firma, si propone dunque di normare la legittima aspettativa dei cittadini del comune di Torre de' Busi, concedendo loro il passaggio alla provincia di Bergamo, tenuto anche conto, come già accennato, delle continuità storico-culturali e territoriali già rilevate da tutti gli enti territoriali competenti.

Quella di oggi è una tappa importante di un percorso che ha sempre avuto sin dall'inizio il mio sostegno. Ho infatti partecipato a quasi tutti gli incontri pubblici organizzati dal sindaco e dal comitato ed ero presente allo storico consiglio comunale dove all'unanimità si è votato per il passaggio a Bergamo.

Dei sei comuni della Valle San Martino strappati a Bergamo nel 1992, il primo sta tornando a casa. Molti cittadini si augurano che in un arco di tempo non troppo lungo anche Calolziocorte, Carenno, Erve, Monte Marenzo e Vercurago, cioè gli altri cinque Comuni strappati alla terra orobica, possano ritornare a casa. Per questo obiettivo continuerà il lavoro e a raccogliere il consenso l'altro comitato nato allo scopo chiamato Valle San Martino con Bergamo.

Mi avvio a concludere esprimendo un ringraziamento a tutti i colleghi del Gruppo della Lega Nord e ai diversi senatori lombardi di vari gruppi politici che in uno spirito bipartisan hanno voluto sottoscrivere il progetto di legge. Un grazie particolare va poi a lei, collega senatore Roberto Calderoli, relatore del provvedimento, e al presidente della 1a Commissione affari costituzionali Torrisi, per aver consentito la rapida calendarizzazione del progetto di legge e averlo velocemente licenziato dalla Commissione per portarlo in Aula oggi, dimostrando un'efficienza non comune che si palesa nelle istituzioni e segnatamente nel Senato della Repubblica. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

Cari colleghi, mi auguro che il provvedimento possa trovare nell'Aula il massimo consenso. Sarebbe uno straordinario esempio di riconoscimento e rispetto della volontà popolare. L'auspicio, ovviamente, è che anche la Camera dei deputati possa velocemente fare il proprio passaggio parlamentare, senza modifiche, dando così efficacia alla legge. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, come è noto, noi siamo per l'autodeterminazione dei popoli e quindi, ovviamente, anche dei Comuni. Prendo la parola per dichiarare il nostro voto favorevole su questo provvedimento. Mi auguro che sia accolto con lo stesso favore anche il provvedimento successivo su cui, invece, mi pare di cogliere atteggiamenti meno favorevoli.

Dichiaro, quindi, il voto favorevole del mio Gruppo sul passaggio del comune di Torre de' Busi alla provincia di Bergamo. Auspico - ripeto - che il provvedimento successivo veda altrettanti pareri favorevoli.

MORRA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MORRA (M5S). Signor Presidente, colleghi, anche noi abbiamo una posizione di assoluta condivisione di questo provvedimento. Teniamo a rimarcare come ci sarebbe da approfondire quanto avvenuto nel 1992, visto che adesso il senatore Arrigoni ci dice che altri cinque Comuni della valle San Martino sono impegnati in prima linea a seguire ciò che probabilmente - se la Camera asseconderà - toccherà al Comune di Torre de' Busi.

Chi usa lo Stato per ridisegnare i confini di Provincia in funzione clientelare dovrebbe avere le mani tagliate, almeno così si insegnava un tempo. Il fatto, poi, che il 53 per cento degli iscritti alle liste elettorali abbia immediatamente sottoscritto la petizione popolare (perché il tutto si è concluso nell'arco di poche settimane) fa capire come certe operazioni siano nate, anche in un passato non troppo distante nel tempo, solo e soltanto da esigenze partitocratico-clientelari.

Che si tenga conto, come giustamente diceva la senatrice De Petris, della sovranità popolare e dell'identità culturale dei gruppi umani. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Senatore Morra, la curiosità nasce soprattutto dal fatto che se nel 1991 c'è stato un referendum in cui i cittadini con un plebiscito si sono espressi affinché il Comune di Torre de' Busi rimanesse alla Provincia di Bergamo non si capisce perché immediatamente dopo sia stato annesso alla Provincia di Lecco.

Se poi si considera il fatto che si è votato nel 1992 e lo spostamento di un Comune da una circoscrizione elettorale all'altra, forse si capisce il motivo di determinati spostamenti dei Comuni. (Applausi del senatore Crosio).

MALAN (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (FI-PdL XVII). Signor Presidente, il Gruppo Forza Italia voterà a favore di questo disegno di legge. Come è stato detto, la grande maggioranza dei cittadini di Torre de' Busi già a suo tempo si era espressa per l'appartenenza alla Provincia di Bergamo e non alla Provincia di Lecco. Incredibilmente, all'epoca si decise di andare contro a questa decisione; la qual cosa è sbagliata in ogni circostanza, a maggior ragione dopo che gli elettori sono stati consultati.

Purtroppo, a causa della legge Delrio questo si concretizzerà nel modo seguente: i cittadini di Torre de' Busi, anziché non poter votare per le elezioni della Provincia di Lecco non potranno votare per le elezioni della Provincia di Bergamo, ma perlomeno, attraverso i loro rappresentanti, potranno in qualche modo partecipare a determinare le politiche territoriali.

Speriamo anche che le Province in generale, di Bergamo, di Lecco e tutte le altre, abbiano le risorse perché se il risparmio sulle Province consiste nel non dare più le risorse minime e indispensabili per fare la manutenzione delle strade provinciali - che è una cosa che si vede subito - o sulle scuole, che dipendono dalla Provincia, non è questione di abolire o meno Province, Regioni o Comuni, ma si tratta di non dare il necessario agli enti locali per sopravvivere, sia pur mascherandolo con il fatto che siccome nessuno conosce più il Presidente della Provincia perché non è stato eletto dai cittadini (e pochissimi conoscono la sua identità), allora si può passare in secondo piano.

Tutti i cittadini vedono le strade provinciali dissestate, magari strade bellissime di sola pianura senza accessi laterali e con il limite di velocità di 30 all'ora per via delle buche. È una cosa che deve essere ricordata per tutte le Province d'Italia.

Almeno il Comune di Torre de' Busi starà nella Provincia di propria scelta, alla quale appartiene la sua tradizione e la propria cultura. Si rimedia oggi a guai fatti in un passato peraltro parecchio lontano. (Applausi del senatore Razzi).

MIRABELLI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MIRABELLI (PD). Signor Presidente, intervengo per confermare il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico sul provvedimento in esame, che abbiamo condiviso in Regione Lombardia e continuiamo a condividere. Mi pare evidente che di fronte ad una volontà popolare che si è esplicitata più volte, prima con un referendum e, recentemente, con la raccolta delle firme della maggioranza degli elettori (uno sforzo che dimostra una significativa volontà popolare), il nostro voto non possa essere altro che favorevole.

PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

In quattordici minuti è stata approvata la legge: cotta e mangiata!